Emilio Previtali e FREE.rider
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E LA MONTAGNA?
Piacere fisico di stare in un posto, al freddo e con la neve, dove inventarti delle soluzioni, tribulare.
Insomma la scusa per vivere un'avventura, le sensazioni, le idee ed i progetti di cui abbiamo parlato.

IL TUO RAPPORTO CON IL RIPIDO E L'ESTREMO
Faccio fatica a rapportarmi con il concetto di estremo, è un termine che non mi piace, dietro questa definizione, sulle Alpi vi è questione puramente tecnica, cioè riuscire o no in una determinata performance che è molto vicina al limite stesso dell'attività, oltre una certa pendenza le lamine non riescono più a lavorare.
Con il freeriding si deve cercare continuità, fluidità e velocità nell'azione, lungo linee interamente percorribili, lo reputo più stimolante e sulle grandi montagne, Himalayane e non, penso sia più giusto parlare di freeride, la performance estrema nella sua accezione alpina ritengo non sia perseguibile. La quota, l'acclimatamento, le dimensioni della montagna sono problemi così enormi, che siamo ancora lontani dalla difficoltà estrema sinora toccata sulle Alpi, vi è ancora tanta strada da fare in questo senso, è quindi più logico e più probabile vivere avventure legate al freeriding, più attenti alla ricerca di nuove linee di discesa e meno alla difficoltà pura.

Emilio su Peter Pan (8a), Cornalba (BG) (Foto ASCC.Freeride)

QUELLO CHE TU FAI E TUTTE LE IDEE CHE SCATURISCONO DA QUELLO CHE DICI, IN QUELLO CHE SCRIVI, E CHE E' ANCHE STATO SVISCERATO IN QUESTA INTERVISTA, PORTERA' PIU' RAGAZZI A CARICARSI LA TAVOLA IN SPALLA E VIVERE LA PROPRIA AVVENTURA?
Secondo me, si. Io come te e molti altri abbiamo passato tanto tempo a leggere libri d'avventura, di viaggio, di persone che hanno tentato di spingere un po' più avanti i propri limiti, e da questo abbiamo avuto stimoli ispirazioni per vivere le nostre avventure.
Quindi credo che in quello che faccio ci sia il desiderio di percorrere una mia strada originale e spero di riuscire a raccontarla a modo mio con le mie immagini, le mie parole, le mie idee, sperando di stimolare chi mi ascolta a guardare oltre ed esplorare i propri confini. Semplicemente correndo in un prato o prendendo una bici per farsi un giro, se poi qualcuno intraprenderà percorsi che lo porteranno in cima a montagne, magari di 8000 metri, buon per lui.
L'aspetto più importante è che ognuno abbia voglia di metterci del suo e di vivere la propria vita intensamente.

 




UN'ULTIMA DOMANDA, DURANTE LE TUE ASSENZE DA CASA NON TI MANCANO I TUOI BIMBI, TUA MOGLIE?
Mi mancano, sicuramente. Non è facile essere via, lontano da loro, però io posso essere in armonia con me stesso e con loro se mi sento realizzato, questa è una cosa che hanno chiaro anche loro. Non posso pensare di volere a tutti i costi sentirmi a posto solo perché passo più tempo a casa, comunque quando non sono in viaggio per me è molto importante passare più tempo possibile con loro.

Emilio a Verbier prima della gara (Foto ASCC.Freeride)

INSOMMA QUALITÀ E NON QUANTITÀ
E' chiaro che i bambini hanno bisogno anche la quantità e hanno bisogno anche solo del tempo fisico di stare con te, però è anche vero che se io devo vivere come un animale in gabbia, non penso di potere esser un buon padre e un buon marito.
Ma questa è la mia e la loro vita ed io posso essere in armonia con me stesso e con loro, continuando nella ricerca di equilibrio tra le mie e le loro aspirazioni. Anche questa è una grande avventura.

Non ho parole.
Questa chiacchierata ha messo in movimento, dentro me, un fiume di emozioni e di sensazioni, passerei giornate a parlare di questo ed altro, ma ora serve solo il silenzio, fare calmare le acque e fare sedimentare quanto sentito.

Emilio ha uno sguardo intenso, sa cosa vuole e come fare, ed il dono più grande è che lo sa comunicare, non posso fare altro che complimentarmi con lui e chiudere questa intervista, inchinandomi a questo Jedi, con una citazione ed un augurio "LA FORZA SIA CON TE"

Intervista di Maurizio Panseri

EMILIO IN PILLOLE
 
Nato nel 1967 a Bergamo, città dove risiede.
Maestro FISI e FSI di Snowboard.
Giornalista free-lance.
Ideatore e Direttore editoriale di Free.rider - edizioni Vivalda.
Membro dei team The North Face e Rossignol.
Sportivo poliedrico, ha partecipata ad eventi come: Camel Trophy, Marathon de Sables, International Marathon Bike del Sahara, 10 volte Ironman Finisher
Freerider dall'86 e unico italiano ad aver partecipato (e ad essere reinvitato) all'X-treme di Verbier e al King of the Hill in Alaska.
All'attivo numerose discese sulle Alpi, in Sud America, in Alaska, in Scandinavia, in Himalaya con una spedizione in snowboard al Cho-Oyu, sesta montagna della terra a 8201 metri, e in Pamir (Kirghizistan) con la prima discesa dalla parete nord del Pik Lenin 7134 m.
Felicemente sposato e papà di tre bambini.