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Visualizza versione completa : AQ - Avezzano - Rifugio Magrini, Vado di Roscia Grande


Frodo
14-08-2006, 14:32:11
Difficoltà tecnica (salita/discesa) * : BC / OC+
* scala delle difficoltà tecniche CAI

Descrizione:
Il percorso si svolge nel Parco Regionale Velino-Sirente. Partendo da valle, si arriva alle posizioni panoramiche del Rifugio Magrini e del Vado di Roscia Grande. Presenta alcuni tratti a spinta. Si consiglia l’uso di una cartina sufficientemente dettagliata.

Come arrivare:
Si parte da Avezzano, facilmente raggiungibile in autostrada da L’Aquila, da Roma e da Pescara.

Cartografia consigliata:
Carta CAI 1:25000 n°1 (Gruppo Velino-Sirente).

Roadbook:
Giunti ad Avezzano, si può prendere come punto di riferimento per la partenza l’ospedale. Da qui ci si sposta sulla vicinissima strada di collegamento Avezzano – Forme – Massa d’Albe (Panoramica) e si inizia a pedalare in salita in direzione nord, fino ad una chiesa isolata (Santa Lucia), dove si svolta a dx verso la frazione di Castelnuovo. Superato un agriturismo-maneggio sulla sx, si incontra un fontanile sulla dx e si svolta a sx sulla strada in discesa che parte proprio davanti il fontanile. All’altezza del cimitero la strada diventa sterrata e la si segue fino ad un bivio (si sceglie la diramazione di dx) e ad un quadrivio con una croce. Si svolta a dx, in salita, e si giunge al valico di Capo la Maina.
Fatto rifornimento di acqua, si imbocca il sentiero CAI 9A (segni bianco-rossi) che sale verso il Rifugio Fonte Tavoloni. Arrivati al rifugio, invece di svoltare subito a sx in salita piuttosto ripida, è preferibile proseguire ancora sulla sterrata principale e svoltare a sx solo poco più avanti, quando si incontra una deviazione che richiede quasi un’inversione di marcia. Si passa sopra il rifugio e la Fonte Tavoloni e si prosegue con pendenza costante fino ad una cancello metallico, posto subito dopo un tornante sulla dx. Si supera e si continua a salire su una serie di tornanti con fondo, a tratti, quasi inconsistente. Si incontra un bivio, dove si procede svoltando a dx in salita e si continua a guadagnare quota fino a circa m.1780 slm, quando si incontra una valletta erbosa sulla dx, attraversata da tracce non sempre evidentissime (probabilmente lasciate da quaddisti e crossisti). Si abbandona la sterrata e si percorre la valletta con pendenza sempre crescente, fino ad incontrare (200 metri di dislivello più in alto) nuovamente il sentiero CAI 9A. Da quando si è lasciata la sterrata in basso si sono percorsi km.1,5 ca. da effettuare, in gran parte, a piedi.
Raggiunto il sentiero 9A, si rimonta in sella e si procede a sx, verso il Rifugio Magrini (ormai da tempo in stato di abbandono). Procedendo sulla dx, invece, si incontrerebbe il Rifugio Telespazio, gestito dal CAI ed aperto solo saltuariamente.
Pedalando con qualche difficoltà, a causa del fondo, si raggiunge prima un bivio, dove si prosegue dritto, e poi una formazione rocciosa dalla forma originale; le si gira intorno e, quando si arriva sul lato opposto e la strada sembra perdersi, invece di proseguire dritto lungo una valletta, si svolta nettamente a sx su traccia appena evidente, fino ad incontrare, qualche metro più avanti, il sentiero che ci porterà in breve in prossimità del rifugio, che si raggiunge con una breve deviazione sulla sx, con percorso libero.
La vista dal rifugio è davvero notevole e merita una pausa e qualche foto. Si possono inoltre vedere, abbastanza più in basso, un paio di costruzioni isolate che sarà bene prendere come punto di riferimento.
Si torna indietro sul sentiero e si prosegue in direzione nord. Dopo una breve discesa, il sentiero svolta a sx su fondo erboso, perdendo rapidamente quota.

AGGIORNAMENTO:
Seguendo la traccia, sempre piuttosto evidente, ci si dirige verso le costruzioni che avevamo scorto dal rifugio, si supera una recinzione e, prima di arrivare in corrispondenza del Vado di Roscia Grande (come era precedentemente descritto), si imbocca un sentierino sulla dx, recentemente (ri)segnato dal CAI, che sale abbastanza dolcemente ed è integralmente pedalabile ed il cui punto di imbocco è segnalato dal nuovo waypoint “new dx”. Seguendolo si giunge in sella fino al Vado e si evita, così, di dover risalire, bici in spalla, il versante della montagna sulla nostra dx, fino a raggiungere il medesimo punto (m.2042).

Da qui si piega sulla sx, restando in quota su una traccia anche essa pedalabile, fino ad un altro valico (m.2032) dove si incontrano, finalmente, le segnalazioni del Parco.

AGGIORNAMENTO:
Mentre si pedala lungo questo tratto si può scorgere sulla dx, poco più in basso, un sentiero che scende a zig-zag piuttosto ripidamente: è il sentiero 10A che dovremo percorrere poco più avanti. In particolare, al punto segnato con il waypoint “bivio dr”, inizia una deviazione sulla destra che, con ogni probabilità, si ricollega anche essa al sentiero in questione.

Si prende il sentiero 10A in ripida discesa e lo si segue facendo attenzione a non perdere mai di vista i (rari) segni bianco-rossi, fino a che lo stesso entra nel bosco. Da qui fino al Piano del Ceraso è una divertentissima discesa sottobosco in single track, con un susseguirsi di tornantini stretti, interamente percorribile in sella.
Dopo un tratto in piano, si incontra una sterrata carrabile, che si percorre sulla dx, salendo al Vado del Ceraso e raggiungendo (questa volta in discesa) il piazzale di parcheggio davanti al Park Hotel di Ovindoli. Si prosegue su asfalto fino ad un bivio, dove si svolta di nuovo a dx, in salita ed in direzione degli impianti di risalita. Poco dopo, in corrispondenza di una bacheca in legno e di alcune segnalazioni, si lascia l’asfalto e si imbocca il sentiero sulla destra che, con un po’ di saliscendi, conduce nuovamente al Rifugio Fonte Tavoloni. Da qui fino alla macchina sulla stessa strada dell’andata.

Varianti:
Sulla strada del ritorno, raggiunto il quadrivio con la croce poco prima di arrivare nuovamente a Castelnuovo, invece di girare a sx, si può proseguire dritto, mantenendosi sempre sulla sterrata principale ed ingnorando tutte le successive deviazioni sulla sx, fino ad una netta curva a dx. Si svolta e si risale fino alla strada asfaltata che dal paese di Forme conduce ad Albe. Qui si va a sx in discesa fino ad un incrocio, dove si prosegue dritto in salita, fino ad Albe.
Dal paese è possibile visitare il borgo medievale con i resti del castello Orsini, il sito archeologico della città romana di Alba Fucens con il suo anfiteatro e la splendida chiesa di San Pietro.
Per tornare alla partenza, una volta saliti fino alla chiesa di San Pietro (da cui è possibile intravedere, nelle giornate limpide, il rifugio Magrini lungo profilo del Monte Magnola) si supera il piccolo piazzale antistante, si gira dietro la chiesa e si imbocca il sentiero in discesa in direzione di Avezzano (chiaramente visibile). Subito ad un bivio si svolta a dx e si inizia a scendere più ripidamente. Seguendo sempre la traccia principale e sempre in discesa, si raggiunge la frazione di Antrosano, da dove, seguendo le segnalazioni stradali, è facile tornare ad Avezzano e raggiungere il punto di partenza.
La variante (riportata nella traccia gps allegata) aggiunge una settantina di metri di dislivello all’itinerario (arrivando così a m.1800 ca)

NB:
Ho sostituito sia il file della traccia (che ora include le modifiche di percorso sopra descritte in “AGGIORNAMENTO” e che ho corretto nel tratto iniziale del sentiero 10A, in quanto la vecchia traccia presentava delle imperfezioni) sia quello dei waypopint (ho aggiunto due nuovi punti di rilevazione, sopra segnalati).

http://img519.imageshack.us/img519/3347/ilrifugiofh6.jpg (http://imageshack.us)