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Biker di Magliano....seguito
Postato 18-10-2007 alle 11:51:37 da End of Time
I primi tempi, per il Compare, non sono stati facili. La sua bici non permetteva ciò che lui chiedeva, e spiegare in famiglia che era un affare una bici freeride usata a 800 euro era impresa ardua, ma soprattutto… avrebbe avuto troppo da sacrificare sull’altare dell’orgoglio. Meglio lavorare in un locale per mesi, meglio fare il cameriere, l’operaio in una ditta di prefabbricati, qualsiasi cosa pur di poter dire, alla fine, che il suo Big Hit se l’è sudato e meritato da solo. Questa sì che è un’impresa!
Il Compare parla volentieri nelle uscite, e come ogni diciottenne in cerca della sua strada dice ogni giorno di aver capito tutto della vita. Il problema è che il giorno dopo ha cambiato di nuovo idea: il cuore lo vorrebbe all’università, la mente anche come operaio, purché non più sulle spalle dei genitori; le gambe intanto spingono e arrancano su una salita impossibile che ha deciso di affrontare senza mettere il piede a terra. «Se ce la faccio, posso superare qualsiasi ostacolo», dice mordendo le parole tra i denti. Grande, Compare!
C’è gente che neanche ci ha provato, a scalare quella montagna, e essere qui, a dimostrare quanto vale il tuo carattere, è già un risultato enorme per te che ieri sera magari hai fatto le tre al bingo, e stamattina alle sette eri pronto e (quasi) scattante per l’uscita a Pietrastretta. La madre del Compare, che alle sette e mezzo del mattino gli prepara i panini è contenta, come tutte le mamme che vedono i figli alzarsi presto. Poteri misteriosi del bosco: forse è vero che nelle montagne d’Abruzzo ci sono le fate.
Chi viene con noi la bici ce l’ha, e un mezzo extra per chi è appiedato è sempre disponibile. Il guaio grosso è per chi non ce l’ha e non può neanche dire a suo padre «Se sarò promosso me la compri?». I ragazzi sono l’obbiettivo più facile di chi punta ai soldi dei genitori, difficilmente trovano chi li consiglia con onestà e correttezza. Povero o ricco, per un “sivende” che deve far quadrare i conti il ragazzo è una risorsa, uno che è facile consigliare. O meglio, “guidare”. Cosa ci vuole a fargli brillare gli occhi e rimandarlo dalla mamma a darle il tormento per l’acquisto di questa o quella bici? Nulla! È per questo che da noi vige la prima regola: ragionare! Cancellare dalla mente tutto ciò che ha fatto la pubblicità, un marketing studiato a tavolino per ottenere soldi in cambio di illusioni. Via i colori, via l’estetica, la bici è costruita solo intorno al ragazzo che ne sarà l’utilizzatore e al percorso che andrà a fare. La domanda non è «Quale bici ti serve?» ma «Chi sei? Cosa vuoi fare?». In base alle risposte, si allestirà il mezzo.
L’aiuto della rete internet, dei mercatini, di rivenditori amici che ormai mettono da parte i pezzi buoni per i ragazzi di Magliano fanno la differenza tra comprare e spendere. Già, perché comprare e spendere non è mai la stessa cosa, e se un pezzo si rompe la tragedia è consumata. Come si fa a dire a uno che ha lavorato un’estate intera, mentre i compagni di scuola facevano tutt’altro, che bisogna tirar fuori 100 euro per la revisione di una forcella? No, questo non deve accadere. I componenti vanno scelti con la stessa cura dei discepoli di Cristo. Anzi meglio, per evitare il traditore.
Dopo un anno la bici li cambia, l’espressione è più seria, il telefonino ha molta meno importanza, anzi il vecchio idolo, se squilla troppo, rompe le scatole. Sono consapevoli di saper fare cose che i loro coetanei neanche sognano, sanno che c’è il bosco, che è più grande, immensamente più grande di qualsiasi bar, sanno che ci sono ostacoli con cui misurarsi, ostacoli che puoi anche evitare, ostacoli che rappresentano per loro le paure di un’adolescenza falsata da una società di figli unici, in cui i genitori hanno attese enormi e pochi strumenti. In paese basta vestirsi o parlare in un certo modo per uniformarsi e far dimenticare la propria età. Basta imitare lo sguardo e i modi degli adulti, indossare capi firmati in cui il logo magari è più grande della maglia stessa, ed è più che sufficiente per sembrare sicuri e non dover affrontare la realtà in maniera impacciata, inadeguata, da tredicenne insomma.
Nel bosco no! Le pietre volano, la bici impazzisce, diventa viva, hai paura! Puoi essere vestito come vuoi, non ha più importanza. Puoi aver speso, detto, imitato, essere considerato un figo, ma in quel momento sei da solo e davanti hai un ostacolo e devi superarlo. È questo che li cambia, è imparare a decidere cosa fare che li fa diventare uomini. È sapere che a quattordici anni si possono ricevere gli applausi e l’ammirazione di compagni molto più grandi, anche adulti, per una manovra ben fatta, che li rende consapevoli di saper affrontare la vita con il giusto spirito, imparare a trovare in fondo al cuore un coraggio un pelo più grande della paura che li aiuta con i coetanei, con i genitori, con la vita. Cadere e rialzarsi, calcolare bene i rischi, essere protetti, fare tutto il possibile per ottenere i risultati in sicurezza ma soprattutto sapere che non si è invulnerabili li rende responsabili, più grandi; una caduta insegna più di dieci successi. Le cadute si ricordano di più, i successi molto meno.
E poi c’è la fiducia
Ci sono ragazzi, a Magliano, che hanno provato e giudicato a ormai dieci anni di età biciclette che neanche un tester professionista ha mai visto: Selam, Ozman e il piccolo Pietropaoli annoverano tra i loro giudizi quelli su Karpiel Armageddon, Brooklin Machine Works, Scream, Norco e perfino la Nicolai Nucleon! Roba che c’è gente che pagherebbe solo per vedere: loro le portavano a spasso a turno per ore nella piazzetta del Serpentone, sotto gli occhi dei compagni che giocavano a calcio tra le macchine. Arrivando a malapena a far spuntare il naso dal manubrio, con le sospensioni a mezzo pelo di sag, hanno girato con le facce serie e il rispetto dovuto ai mezzi affidati, attenti a capire come gira e come si muove questo telaio o quella forcella, uno spettacolo a vederli, seri e tesi finché non si accorgono che qualcuno li sta guardando. Allora sorridono, sorridono perché si sentono trattati con rispetto e rispondono con la maturità giusta, consapevoli che possono utilizzare a piacimento mezzi che altri non avrebbero fatto loro neanche guardare. Un sorriso che ripaga oltremodo la fiducia accordata.
Il giorno che anziché nella piazzetta, le bici (e le protezioni) vengono loro affidate in un vero percorso freeride, beh, per un mese buono non parlano d’altro.
Anche oggi abbiamo dei nuovi amici in più, si vede che sono nuovi perché a differenza degli altri del gruppo fanno ancora gli sbruffoni, sono tronfi e rissosi, uno di questi ha anche una bici nuova (tutta sbagliata a dire del gruppo), gli altri non lo vogliono, fanno storie. L’amico è anche peggio, ma credo che anche lui abbia i suoi problemi con cui confrontarsi ogni giorno, se non più spesso. Tra un anno saranno altre persone, il loro sguardo cambierà. Ci penserà innanzitutto il gruppo, poi la pineta della Ripa e la montagna del Ravone a spiegare che il bosco è una scuola, molto più grande di qualsiasi città, di qualsiasi paese, di qualsiasi bar.
Commenti totali 9
Commenti
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Onore al merito...
Ti ho scoperto per caso per via del tuo tutorial sui tubless, che ho messo subito in pratica ed ormai uso con successo da quasi 5 mesi.
Poi oggi quasi per caso, ho letto il tuo blog e mi hai fatto ritornare indietro nel tempo, quando anch'io frequentavo l'oratorio del paese, quando giravo con una piccola graziella, regalatami da mio padre con duri sacrifici, a saltare qua e là dai marciapiedi per imitare i grandi...
Mi complimento con te, scrivi davvero bene!
Un saluto e un grazie dalla Sardegna
Antoss

Postato 20-11-2007 alle 07:18:48 da antoss
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sei forte pero'!
ah bravo!
mi sono quasi commosso
riesco piu' facilmente a trovare una cosa in rete che non a farmela raccontare...
ci vediamo domani
ciàPostato 23-05-2008 alle 11:02:18 da senzabici2
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Postato 28-05-2008 alle 10:24:28 da BikerScott
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Postato 06-10-2009 alle 13:44:38 da gianpol27
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Postato 09-09-2010 alle 17:11:45 da mattebon
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Postato 25-05-2011 alle 10:03:59 da frw75
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Postato 17-07-2011 alle 20:15:10 da ALIASbikes
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Postato 02-09-2011 alle 10:41:14 da tettabeta
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Postato 07-10-2011 alle 00:26:59 da fritzz








