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		<title>Mountain bike | MTB-forum.it - Blogs</title>
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		<description>Sito di mountain bike con mercatino, GPS, itinerari, allenamento, video, fotografie, forum, freeride, xc, all mountain, bicipedia e tanto altro.</description>
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			<title>Mountain bike | MTB-forum.it - Blogs</title>
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			<title>Verso il Carameto</title>
			<link>http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5645</link>
			<pubDate>Sun, 12 May 2013 20:35:43 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Il monte Carameto è una discreta cima sopra il passo del Pellizzone tra i paesi di Bardi e di Bore. 
Con i suoi 1310 metri si pone come meta di discreta difficoltà per chi, come noi, intende arrivare in vetta pedalando ma, soprattutto partendo da Salsomaggiore. Valutata sulla carta l'escursione si...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Il monte Carameto è una discreta cima sopra il passo del Pellizzone tra i paesi di Bardi e di Bore.<br />
Con i suoi 1310 metri si pone come meta di discreta difficoltà per chi, come noi, intende arrivare in vetta pedalando ma, soprattutto partendo da Salsomaggiore. Valutata sulla carta l'escursione si presenta di oltre 80 km con oltre 2500 metri di dislivello. Urca!!! Bisogna fare allenamento e non poco. Ci siamo messi in testa l'impresa quest' inverno.... Il tempo passa, il fango imperversa e diventa difficile fare adeguata preparazione. Ma non ci demoralizziamo! Sabato dopo sabato allunghiamo le percorrenze e cerchiamo di ottimizzare la via. <br />
Questo sabato siamo partiti senza una meta precisa, ma con l'intento non dichiarato di andare a scrutare la montagna in cerca di intravvedere i passaggi salienti.<br />
Sul Carameto ci sono già stato, accompagnato da mia moglie, partendo però da Bore....<br />
Decisamente tutta un'altra cosa.<br />
Luca anticipa i tempi e mi raggiunge a casa, e di li, con una mezz'ora di anticipo sul solito, partiamo chiacchierando di questo e quello.<br />
Come sempre, per scaldare le gambe imbocchiamo la lunga salita dei Massari. Verso metà salita vediamo dietro di noi un gruppo di bikers che sale. Ci uniamo in una unica compagnia che tra una chiacchiera e uno sbuffo sale fino a Pietraspaccata. Luca ed io decidiamo di andare a sporcarci lungo la via della riservetta. Impresa del tutto riuscita. Le enormi buche piene d'acqua e melma &quot;ingoiano&quot; le ruote delle bici e riempiono d'acqua le scarpe e le calze (quelle di Luca). Ho percorso questa via giovedì, quindi ho già saggiato le profondità, è le evito accuratamente....ma riesco a sporcarmi cmq.<br />
Ben &quot;pitturati&quot; di melma giungiamo sulla strada della costa che seguiamo fin dopo il santuario di Mariano. Imbocchiamo un ripido sentiero in discesa che, ben esposto, si dimostra asciutto e confortevole. Ben presto siamo sulla sottostante strada asfaltata e prendiamo verso Vianino.<br />
Poi deviamo a salire e sempre per asfalto arriviamo sotto Lusignani alto. Deviamo verso il basso rifacendo al contrario il sentiero che, il giorno dell'Herpes avevamo percorso in salita.<br />
Appena prima del piccolo nucleo di case una invitante carraia che gira a destra ci fa fermare e ragionare. Dalle notizie pervenute dagli amici questa carraia ci dovrebbe portare diretti al guado del frantoio....Senza esitazioni decidiamo di andare a vedere. Inizialmente la discesa è agevole, poi l'erba alta e le profonde tracce lasciate dalle moto ci mettono in difficoltà. Fortunatamente la sede del sentiero si stringe e spariscono (circa) i solchi delle moto. Il sentiero diventa ripido e molto rotto, ma riusciamo ad arrivare sulla strada senza problemi di sorta. La discesa valeva la gita. Vorremmo risalire lungo l'herpes, ma il guado davanti a noi ci attira come il miele attira le api....o gli orsi...<br />
Vado avanti a vedere quant' acqua c'è nell'ampio guado sul Cenedolo. Sembra poca...vado avanti per un bel pezzo e mi fermo. Mancano pochi metri all'altra sponda....Luca deciso parte e passa..... Lo seguo...è andata di lusso....<br />
Divertiti e curiosi seguiamo l'ampia strada bianca che è classificata come strada comunale. Sul navigatore cambio le scale e visualizzo la zona più in grande. Intanto pedaliamo ed avanziamo quasi in piano. Poi la strada inizia a salire decisamente ma senza essere cattiva. La seguiamo. Poi da strada bianca la via diventa asfaltata. Vedo tutto sul navigatore...ma nello schermo non appare nessun paese. Luca entra in un cortile di una casa e chiede info. Gentilissimi gli abitanti ci spiegano dove siamo e dove dovremmo andare. Mentre scuri nuvoloni si vanno ammassando sul monte Dosso e su Barigazzo, dall'altra parte del Ceno vediamo scorrere il castello di Golaso (prima) e l'abitato di Varsi poi. Siamo ben lontani da casa! E mentre il cielo si incupisce e l'aria si fa fredda facciamo un pò di conti... Dobbiamo assolutamente raggiungere Bore. Col cielo che si chiude e si apre continuiamo a salite seguendo le indicazioni ricevute. Le nostre bici si vanno asciugando e le catene cominciano a cigolare in modo preoccupante. Le pozzanghere della riservetta hanno fatto piazza pulita dell'olio ed ora sono secche come stoccafissi. Ci fermiano in una casa chiedendo a due muratori se avessero un pò d'olio...qualsiasi olio...anche olio da motore, olio di semi da friggere...qualsiasi cosa in grado di ungere un pò le cigolanti catene infangate. I simpatici e socievoli muratori ci forniscono ottimo lubrificante e ci delucidano sul percorso. Meglio di così!!! Proseguiamo ancora in salita su asfalto e poi su comoda strada bianca. <br />
Verso i 700 metri vediamo l'agognato scollinamento che ci dovrebbe portare verso Bore. Il cielo è cupo e mi preoccupa, qualche gocciolone cade e fa &quot;toc&quot; sul casco. Incrociamo le dita (mani e piedi) e continuiamo.<br />
Siamo allo svalico e Luca ha la prontezza di scorgere e memorizzare il passaggio di alcuni motociclisti sul crinale. Quando arriviamo vediamo una via di cresta che dirige dritto verso il Carameto. E' tardi e brutto e decidiamo solo di memorizzare la via e di consultare bene le carte una volta a casa. Ci buttiamo in una veloce discesa su strada bianca. Torniamo nella val Cenedolo, e una volta su strada  asfaltata risaliamo verso Bore. Il Paese è là in alto e non arriva mai. Sembra che lo spostino man mano che ci avviciniamo.  Finalmente arriviamo e sono già le 12:30. Ritardo clamoroso!!!  Mentre Luca si rifornisce d'acqua provvedo ad avvisare la moglie dell'inevitabile ritardo. Intanto i motociclisti (che avevamo sentito prima) sono rientrati e si accomodano al ristorante....comoda!!! Mugugnando da par nostro riprendiamola strada. Decidiamo di rientrare veloci, via asfalto seguendo la strada di Castellaro e Iggio. Sono un pò stanchino (come direbbe Forrest Gump) ma vado. Ho tardato a mangiare e ne pago le conseguenze.<br />
Un giovane ciclista da strada ci passa in uscita dal paese e poco dopo ci raggiunge un altro gruppetto di pedalatori da asfalto. Luca va con loro e io resto indietro. Le gambe sembrano vuote e a nulla è valsa la barretta (o deve ancora entrare in circolo). Luca mi aspetta e scendiamo verso Luneto e Castellaro. Dobbiamno fare una sosta per vestire giubbini. L'aria si è fatta davvero fresca e i nuvoloni che presidiano la Val Ceno promettono poco di buono. Dove eravamo un'ora fa ora sta certamente cadendo un forte acquazzone. Verso la pianura padana splende il sole. Noi siamo sullo spartiacque battuto da vento fresco.<br />
Scendiamo veloci verso Iggio e da qui scendiamo sulla fondovalle Fidenza-Pellegrino. Da questa parte c'è il sole e la temperatura è calda e piacevole. Un'altra sosta per togliere i giubbini e ne approfitto per mandare giù un gel calorico. Non manca molto a casa...ma bisogna arrivarci!!<br />
Saliamo per Besozzola lungo il solito sentiero. Dopo tanta strada questa salita sembra quasi insignificante. Non pesto troppo sui pedali per non esaurire troppo presto le poche energie rimaste. Da Besozzola (dove attentano alla nostra integrità morale con profumi di griglia davvero invitanti) risaliamo a Pietra Nera e poi a Grotta. Qui prendiamo il solito traversante e scendiamo dietro il Golf uscendo sulla provinciale Salso-Pellegrino all'altezza di Bonassera....<br />
Ormai siamo a casa. Ci mettiamo a pedalare con forza, mentre ci passa di volata il ciclista che ci aveva già aveva sorpassato in uscita da Bore.<br />
Ridiamo di gusto elogiando le grandi qualità della mtb....Un caldo sole ci accompagna fino a casa, mentre minacciosi nuvoloni fanno capolino dietro al kanate...<br />
Abbiamo fatto una 70ina di km con oltre 1800 metri di dislivello...mica poco....<br />
Stanchi, ma soprattutto affamati, e contenti ci salutiamo....<br />
Unico neo della giornata: non avevo con me la GOPRO....</div>


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			<title>il video di Herpes</title>
			<link>http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5636</link>
			<pubDate>Wed, 08 May 2013 20:08:03 GMT</pubDate>
			<description>Con il brutto tempo che continua a flagellare le nostre regioni diventa difficile percorrere nuovi sentieri e proporre nuovi itinerari. 
Noi però ci impegnamo a trovare sempre qualcosa di nuovo.  Per raggiungere i nuovi obiettivi, tante volte è necessario pedalare qualche chilometro di asfalto....</description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Con il brutto tempo che continua a flagellare le nostre regioni diventa difficile percorrere nuovi sentieri e proporre nuovi itinerari.<br />
Noi però ci impegnamo a trovare sempre qualcosa di nuovo.  Per raggiungere i nuovi obiettivi, tante volte è necessario pedalare qualche chilometro di asfalto. Tante volte il nuovo sentiero si rivela davvero bello e il percorrerlo ripaga completamente il tragitto pedalato per raggiungerlo. Il caso di Herpes è tipico e dimostrativo. La discesa di Herpes è davvero divertente, specialmente in condizioni critiche come appena dopo una serie di temporali o di piogge insistenti. Capita poi che si imbocchi una strada in salita, del tutto sconosciuta, e che questa si dimostri di grande bellezza. In questa ricerca sistematica di nuove vie, l'aiuto di altri bikers, di motociclisti, di carte nuove e vecchie, del navigatore, diventa indispensabile. Capita poi che, in condizioni di terreno al limite della percorribilità, diventi divertente e appagante percorrere sentieri e carraie che, in condizioni normali, sono quasi banali. Nasce così, quasi per caso questo percorso. Della escursione ho già chiacchierato poco tempo fa, ora propongo agli amici che hanno voglia di informarsi, il filmato  e l'itinerario gps. Per questo ho caricato su You Tube al canale di Stefano Alinovi o alinbike1 (a scelta) una dozzina di minuti di filmato opportunamente montato e che racchiude le immagini saliente di questa bella pedalata in compagnia dei miei amici di mtb. Vi posso assicurare che la escursione è assai più divertente e bella di quanto possa apparire nelle riprese di un dilettante quale io sono.<br />
Per chi volesse provare a ripercorrere la via ho caricato, nella sezione itinerari di questo forum, anche il file gpx relativo.<br />
Il meteo, almeno momentaneamente, non promette grandi miglioramenti a breve termine, le temperature sono ancora divertentemente fresche e questo itinerario assume davvero le caratteristiche di un bell'allenamento per tutti.<br />
Non ci sono grandi difficoltà tecniche (da prendere con un minimo di attenzione la discesa  Herpes) ma divertimento e fatica sono assicurati.<br />
I 54 km e i 1600 m di dislivello rappresentano un bel biglietto da visita.<br />
Se presa con sana tranquillità e voglia di godere di uno stupendo paesaggio, questa escursione sarà una chicca non indifferente per tutti i pedalatori dalle ruote grasse...<br />
Che dire di più?<br />
gustatevi il filmato e venite a pedalare Herpes...</div>


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			<dc:creator>stefano alinovi</dc:creator>
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		</item>
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			<title>4 anni son passati.... Emy è nel mio cuore sempre!</title>
			<link>http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5641</link>
			<pubDate>Wed, 08 May 2013 16:52:00 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[8 maggio 2009 - 8 maggio 2013  
io non dimentico nulla e porto nel cuore la nostra Emy e voi Emysti, ormai da 4 anni..... 
E pensate che alla fiera di *"Rimini Wellness"* ho trovato, anche, una ragazza con dei rondoni tatuati,  
 
Immagine:...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>8 maggio 2009 - 8 maggio 2013 <br />
io non dimentico nulla e porto nel cuore la nostra Emy e voi Emysti, ormai da 4 anni.....<br />
E pensate che alla fiera di <b><font color="DarkRed">&quot;Rimini Wellness&quot;</font></b> ho trovato, anche, una ragazza con dei rondoni tatuati, <br />
<br />
<img src="http://sphotos-f.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash3/944424_10200438535398480_1904874671_n.jpg" border="0" alt="" /><br />
<br />
quasi, quasi mi ha fatto venir voglia di tatuarmene uno, <br />
(anche se io sono un bel pò contraria ai tatuaggi, almeno sulla mia pelle),<br />
ma la mia Emy la porto, comunque, sempre nel cuore ed era la più bella, per me!</div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Lady Musty</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Acquisto prima MTB "seria"]]></title>
			<link>http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5615</link>
			<pubDate>Wed, 01 May 2013 22:42:50 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[CRN 4000 DISC 
ruota 27.5" - 30 v  
 
 
CODICE / CODE   0897601 
TELAIO / FRAME   Alloy 6061 DB custom tubing 27,5” 17” - 19” - 21” 
MISURE / SIZES   Nero opaco / Matt Black 
COLORI / COLORS   RST Blaze 650 B RL 
FORCELLA / FORK   Shimano FC M 522 
GUARNITURA / CRANKSET   Shimano SLX 10v]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>CRN 4000 DISC<br />
ruota 27.5&quot; - 30 v <br />
<br />
<br />
CODICE / CODE   0897601<br />
TELAIO / FRAME   Alloy 6061 DB custom tubing 27,5” 17” - 19” - 21”<br />
MISURE / SIZES   Nero opaco / Matt Black<br />
COLORI / COLORS   RST Blaze 650 B RL<br />
FORCELLA / FORK   Shimano FC M 522<br />
GUARNITURA / CRANKSET   Shimano SLX 10v<br />
CAMBIO / REAR DERAILLEUR   Shimano Deore<br />
DERAGLIATORE / FRONT DER.   Shimano HG 62<br />
CASSETTA / CASSETTE SPROCKET   Shimano Deore 30v<br />
COMANDI / SHIFTERS   Shimano M395 White hydraulic disc brake<br />
PIEGA MANUBRIO / H.BAR   MTB Al raised FOV<br />
ATTACCO / STEAM   Ritchey FOV V2<br />
REGGISELLA / SEAT POST   Alloy 31,8<br />
CERCHI / RIMS   Alloy DC<br />
MOZZI / HUBS   Shimano BR M 66<br />
COPERTURE / TIRES   Vee Rubber 27,5”x 2.1 <br />
<br />
Intanto ciao a tutti, domani vado a comprare la bici sopra descritta a 769€ contro i 1199 del listino, k dite, è un affare?</div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>LeleCRN</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Max Gazzè - Sotto casa</title>
			<link>http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5613</link>
			<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 12:15:06 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Penso che tutto possa resistere e rifiorire, se c'è fiducia e amore, in ogni sua sfumatura dell'essere e per ricaricarmi, spesso, ultimamente sento Max Gazzè: 
 
www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=J1B0qzMSSzo#! 
 
Quanto mi carica questa canzone...  
e i piedi iniziano a ballare da...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Penso che tutto possa resistere e rifiorire, se c'è fiducia e amore, in ogni sua sfumatura dell'essere e per ricaricarmi, spesso, ultimamente sento Max Gazzè:<br />
<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=J1B0qzMSSzo#!" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?feature...=J1B0qzMSSzo#!</a><br />
<br />
Quanto mi carica questa canzone... <br />
e i piedi iniziano a ballare da soli, sembro brilla, inebriata dal ritmo e senza aver toccato un dito di alcool, che, oltretutto, di regola, prendo pochissimo, la mia personalità è già abbastanza ciclonica, basta da sola!!!! :smile:</div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Lady Musty</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Ladri di biciclette</title>
			<link>http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5612</link>
			<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 20:33:54 GMT</pubDate>
			<description>Un vecchio film realista …. un complesso musicale. Pensavo che i “ladri di biciclette” fossero solo questo. Capitava (e capita ancora) che qualche ragazzo o qualche extracomunitario sbandato si appropriassero di uno scassato mezzo a due ruote con pedali nei pressi della stazione. Piccole cose anche...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Un vecchio film realista …. un complesso musicale. Pensavo che i “ladri di biciclette” fossero solo questo. Capitava (e capita ancora) che qualche ragazzo o qualche extracomunitario sbandato si appropriassero di uno scassato mezzo a due ruote con pedali nei pressi della stazione. Piccole cose anche se altamente deprecabili. <br />
Scrivo queste poche righe sull’onda dell’indignazione.<br />
Per la seconda volta nel giro di un paio di mesi hanno rubato nel negozio di bici di Salsomaggiore.<br />
La cosa mi ha colpito per la violenza e la determinazione nella realizzazione del furto.<br />
Sono rimasto veramente male, i ragazzi del negozio oltre che venditori sono anche amici, e la cosa disturba di più. <br />
Così mi è venuto in mente il collega di lavoro a cui hanno rubato la bici nella cantina della madre….<br />
Era una bella bici comprata con i sacrifici di anni di lavoro….<br />
All’altro amico che ha ritrovato le sue bici (appena rubate) su un sito non legale ….<br />
A quell’altro che hanno fermato lungo la strada e lasciato a piedi…. E anche senza telefono…<br />
E la rabbia monta, perché nessuno fa niente per fermare questa ondata di furti sempre più grande sempre più sfacciata. <br />
Può essere vero, sono soltanto biciclette, anche se di valore notevole sono pur sempre, solo, biciclette.<br />
Spesso i proprietari sono lavoratori che hanno risparmiato e fatto sacrifici per permettersi una bella bici per il loro stupendo hobby.<br />
Sembra che nessuna autorità muova paglia per trovare chi si impossessa delle biciclette altrui.<br />
E’ evidente che sono furti ben congegnati e mirati. Le bici rubate sono sempre di alta o altissima qualità e quasi sempre nuove o usate pochissimo.<br />
E’ evidente che i furti non sono opera di qualche ladruncolo.<br />
Allora? Dopo anni di ladrocini continui nessuno ancora è finito dentro per questo stillicidio continuo di furti più o meno grandi.<br />
Mi sembra che la cosa sia gestita da organizzazioni malavitose di una certa dimensione….<br />
E’ vero che in Italia abbiamo problemi molto seri, forse più seri di una bicicletta….<br />
Ma è anche vero che i derubati sono cittadini come gli altri, che pagano le tasse, e come tali hanno diritto ad essere tutelati, forse meglio di quanto in realtà siano tutelati ladri, assassini e delinquenti abituali in genere. <br />
Sono arrabbiatissimo mi sento lasciato alla mercè di qualsiasi prepotente che passa per strada, senza nessuna tutela o protezione. In passato mi hanno rotto il vetro della macchina e rubato borse e borsette, mentre ero a fare una escursione al parco dei 100 laghi per conto del parco dei 100 laghi, accompagnando escursionisti…e anche allora il maresciallo dei carabinieri si arrabbiò con noi perché eravamo andati li…. <br />
Poi si dette da fare perché evidentemente sollecitato da qualcuno più su…e in breve si ritrovò praticamente tutto. <br />
Allora?<br />
Mi sembra davvero di essere tornato nel Far West….ma manca completamente il Clint Estwood di turno, il John Whaine che risolve e sistema i delinquenti a colpi di Winchester. Dobbiamo invocare Tex Willer e Kit Carson con i loro Navajos?<br />
Non siamo (non dovremmo) essere nel terzo mondo.<br />
Ci diamo arie da paese civile e progredito che salvaguarda i diritti di tutti….<br />
Speriamo che qualcuno si dia una mossa e che terminino queste bruttissime rapine.<br />
Speriamo che presto si ritorni a pedalare tranquilli… e che questi delinquenti sistematici finiscano in prigione e che scontino la giusta pena….<br />
Mi rimonta rabbia e nervoso pensando a gente che ha ucciso e pagato poco o niente (in confronto al commesso) , per aver rubato qualche bici…cosa vuoi che sia?</div>

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			<dc:creator>stefano alinovi</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[MTB 29'' Forcella Rigida]]></title>
			<link>http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5607</link>
			<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 18:10:02 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Ho realizzato queste due MTB da 29'' modello Raptor 
Telaio provenienza cinese full carbon 
Forcella rigida full carbon 
 
La prima é colorazione Dark opaco lucido con trasmisione Sram X9 Freni Avid Elixir9 
Raptor 29 black.jpg...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><font face="Verdana">Ho realizzato queste due MTB da 29'' </font>modello Raptor<br />
Telaio provenienza cinese full carbon<br />
Forcella rigida full carbon<br />
<br />
La prima é colorazione Dark opaco lucido con trasmisione Sram X9 Freni Avid Elixir9<br />
<a href="http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog_attachment.php?attachmentid=829&amp;stc=1&amp;d=1366970026" target="_blank">Raptor 29 black.jpg</a><br />
<br />
La seconda e colorazione lucida Carbonio/orange<br />
con trasmissione e freni Shimano XT<br />
<a href="http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog_attachment.php?attachmentid=830&amp;stc=1&amp;d=1366970026" target="_blank">Raptor 29 orange.jpg</a><br />
<br />
Tutte e due le mtb si aggirano sui 10kg di peso<br />
<br />
Chiedo cortesemente al popolo del forum se apprezzano lo sforzo fatto per realizzarle e di commentarle a loro piacimento<br />
Per favore siate buoni!!</div>


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				<legend>Anteprime immagini allegate</legend>
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			<dc:creator>jochbike</dc:creator>
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		<item>
			<title>NEVANTE....(il filmato)</title>
			<link>http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5598</link>
			<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 13:12:28 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Dopo qualche giorno di bel tempo e temperatura mite, la perturbazione ha riportato il brutto tempo e anche un pò di freddo. La pioggia concilia lo stare in casa e da la possibilità di "perdere" un pò di tempo al pc. Ho pubblicato su you tube al canale alinbike1 (o stefano alinovi) il filmato di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Dopo qualche giorno di bel tempo e temperatura mite, la perturbazione ha riportato il brutto tempo e anche un pò di freddo. La pioggia concilia lo stare in casa e da la possibilità di &quot;perdere&quot; un pò di tempo al pc. Ho pubblicato su you tube al canale alinbike1 (o stefano alinovi) il filmato di questa uscita mattutina sotto copiosa nevicata. L'uscita è stata divertente e dura allo stesso tempo come già descritto in precedenza. E' anche stata la prima uscita dell'anno. Quest'anno dall'inizio così duro e perturbato che ben poco ha concesso a noi bikers. Se non altro ci siamo fortificati nel fisico e soprattutto nello spirito.<br />
Però, adesso, sarebbe ora che venisse il bel tempo stabile in modo da asciugare i tracciati e portare un pò di calore nelle nostre ossa ormai zuppe di umidità. Anche le nostre bici hanno voglia di asciutto e di &quot;polvere&quot;. Il fango e l'acqua di questi mesi hanno messo a dura prova (oltre ai nostri muscoli) anche tutta la meccanica delle nostre bici. Cambi, deragliatori, cuscinetti, dischi e pastiglie, sono stati messi alla frusta dalle condizioni proibitive dei sentieri.<br />
Ovviamente si sarebbe potuto andare su percorsi più tranquilli....ma...ma a noi piace andare fuori dalle scatole....<br />
Siamo o non siamo &quot;cinghiali dentro&quot;?</div>


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				<legend>Anteprime immagini allegate</legend>
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			<dc:creator>stefano alinovi</dc:creator>
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		<item>
			<title>Piacenziamo</title>
			<link>http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5595</link>
			<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 20:13:54 GMT</pubDate>
			<description>I primi tepori primaverili finalmente arrivano a scaldare le nostre povere ossa, raffreddate e inumidite da un inverno che pareva non finire mai. La natura riparte, seppure in ritardo, con grande energia. I prati, fin’ora gialli e schiacciati, si rialzano verdi, vigorosi e brillanti come non mai....</description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>I primi tepori primaverili finalmente arrivano a scaldare le nostre povere ossa, raffreddate e inumidite da un inverno che pareva non finire mai. La natura riparte, seppure in ritardo, con grande energia. I prati, fin’ora gialli e schiacciati, si rialzano verdi, vigorosi e brillanti come non mai. Le viole e le primule, decisamente fuori stagione vengono sommerse, quasi schiacciate da una moltitudine di colorata che ne offusca la timida bellezza. <br />
Non ci siamo mai fermati, ma questo sole ristoratore, questo caldino gustoso e beneaugurante ci mette di buon umore e con tanta voglia di pedalare e di natura. Anche se l’aria mattutina è ancora fresca e frizzante, ci scrolliamo di dosso l’abbigliamento invernale per vestire materiale più leggero e consono alla stagione.  La primavera rimette in moto gli ormoni, il sole agita l’istinto animale, e a noi mette voglia di andare per prati e boschi. Ma è piovuto fino all’altro ieri, il rischio di andare a trovare guai è molto molto alto.  Paolo, il saggio, opterebbe per una rassicurante, anche se dura, lunga seduta per inghiaiate e strade bianche. Questa idea trova dura resistenza in noi, cinghiali dentro.  Ci frulla per la testa di andare ad “esplorare” territori non conosciuti. Non vogliamo andare a “ravanare” nella jungla nera a colpi di machete. Vogliamo solamente andare a dare una occhiata alle coste del vicino piacentino, ai margini del parco del Piacenziano. Vorremmo andare a vedere qualche carraia tra Vigoleno, Bacedasco, Lugagnano e  Vernasca. Sono le terre di Marco Aurelio Fontana, e, i ragazzi di Lugagnano hanno tracciato chilometri e chilometri di percorsi da mtb. “Loro li son tosti e vanno forte” dice chi scrive, intimidito forse dalla fama altrui, ma noi siam “quelli che …il sabato mattina” , ribatte, fiero, Luca.  Ciodetto (piccolo chiodo in veneto) partiamo.  <br />
Non sappiamo quello che troveremo ma siamo fiduciosi. Decidiamo di tagliare ortogonalmente la valle dello Stirone e quella dell’Ongina, per ritrovarci velocemente in costa e seguirla fin sopra Lugagnano e Vernasca. Passando passando cercheremo di vedere cosa offre il territorio; chiederemo qua e la e via dicendo. <br />
Brillanti e lesti risaliamo verso Scipione Castello, scendiamo dai Boselli e tagliamo verso Scipione Ponte per ampia carraia. Qui la prima sorpresa che mette di malumore Paolo: un albero caduto ci costringe a scendere dalla bici e, successivamente, a passare su un tratto zuppo d’acqua e fango. Pronti, via, la bici è già sporca da far schifo. Pazienza!<br />
Per tranquilla stradina asfaltata andiamo su a Costa Lame e poi a Roncadello, per tuffarci veloci verso la strada che mena a Vernasca. Mentre Luca chiede informazioni sulla carraia da seguire, un nutrito gruppo di ciclisti da strada ci saluta e qualcuno ironizza chiamandoci “ciclisti del sabato”. Senza volerlo ci ha proprio azzeccato! Siamo proprio noi!<br />
Ridendo sul gioco di parole imbocchiamo la strada per Micheloni e…subito ci sbagliamo. Torniamo sulle nostre pedalate e richiediamo info. Questa volta prendiamo la via giusta; abbandoniamo il duro bitume per aggredire un’ampia sterrata che ben presto si fa ripida e richiede molta energia. Saliamo determinati. Con fatica passiamo i Bazzaghi e saliamo fin su ai Granelli e guadagnamo la costa nei pressi di Bacedasco alto dove ci ritroviamo sull’asfalto. Percorriamo tranquilli una strada estremamente panoramica fra vigneti ben curati e belle ville.  Dopo qualche chilometro un segnale CAI ci attira come omericha sirena. Ulisse non ci ha fornito di tappi di cera e cadiamo in tentazione. Controllo il sentiero sul navigatore. Prima di poter dire “bau”, Paolo e Luca sono già partiti all’attacco di una ripidissima salita su erba. Sotto lo sguardo stupito di alcuni ciclisti da bitume, anch’io mi avvio e seguo gli intraprendenti soci. Ai piedi del lungo strappo erboso, a fianco di una vigna, il terreno si fa fradicio e le gomme scivolano nel fango viscido e acquoso. Uno dopo l’altro siamo costretti a desistere e dobbiamo spingere. L’alta pendenza e il fondo bagnato e viscido diventa difficile anche spingere la mtb. Due passi avanti e uno indietro! <br />
In alto la musica cambia e il terreno si fa migliore. Siamo di cresta e le nostre ruote corrono lungo una ampia sterrata che costeggia ripidi calanchi. Viene istintivo fermarsi e rallentare per ammirare queste sculture della natura. L’erosione dell’acqua ha creato vere meraviglie . Il percorso consta di continui saliscendi lungo la stupenda cresta verde di erba fresca e fiori primaverili. Il giallo e il verde si combinano in modo meraviglioso. Il terreno ora alterna momenti ideali a brevi tratti fangosi.<br />
Incuranti delle difficoltà pedaliamo vigorosi e sempre più sporchi. Passiamo incolumi dalla costa dei Pollastrelli, e andiamo decentemente fino ai Marazzini. <br />
Ora la quota di percorso tende ad abbassarsi e il terreno si fa sempre peggiore. Siamo sempre più sporchi e le bici ne risentono in modo notevole. Le catene si vanno riempiendo di fango e il cambio posteriore è un ammasso di terra. Anche questo contribuisce a farci faticare maggiormente.<br />
Il terreno riprende a salire e il viscidume che si avvinghia alle ruote e alla meccanica ci mette in difficoltà. Nei pressi dei Legatti mi accorgo di avere la gomma posteriore che si va sgonfiando rapidamente. Approfittiamo di un cortile per fermarci e sostituire la camera d’aria forata. Con le mani sporche traffichiamo sulla mia bici fino alla completa riparazione. Ripartiamo. Poche pedalate e mi si inchioda la catena. Smonto rapido senza sforzare. Quello che vedo è da brividi: il cambio posteriore è “annodato” alla catena in un groppo veramente preoccupante. Con l’aiuto di Luca smanetto fino a sciogliere il groppo meccanico. Sembra tutto a posto, sembra… mi accorgo però che il cambio ha un angolo un po’ troppo aperto. Ha una piega veramente strana e non mi lascia tranquilla. Tirando e spingendo lo riposiziono in modo sommario. Provo a cambiare e sembra che funzioni. Speriamo bene! Aggiusto un po’ la cambiata lavorando sul tiro del filo del cambio. Sembtra che vada…e riprendiamo il cammino ( a casa mi accorgerò che è saltato in modo irreparabile un perno del cambio e dovrò sostituire il tutto…mannaggia!!)  Con attenzione pedalo cercando di non forzare le cambiate. Strano…ma funziona tutto. <br />
Giungiamo in breve a Vernasca, e alla fontanella della chiesa (un caro saluto a Don Giancarlo) mi fermo e lavo un po’ il cambio posteriore liberandolo dalla terra. E’ proprio storto…ma va…<br />
Dopo la lavanda della bici riprendiamo la marcia. Saliamo verso la strada per Bore e poi decidiamo di rientrare per Cergallina (sporco per sporco…per 3,14…). <br />
Dopo la strada bianca che ci porta fin su ai ripetitori inizia la discesa su sterrato. Abbasso la sella (che gran comodità il reggisella telescopico) e via. Si va che si vola lungo la carraia solcata da secche gole lasciate dai mezzi agricoli. Con la sella abbassata, si governa la bici che è un piacere. Con attenzione scendiamo fino ai Mazzaschi, ignoriamo con fatica il rinomato ristorante, e iniziamo la salita che mena su al poggio del Corno. Subito la via si fa pregna d’acqua e dobbiamo deviare nel prato per evitare altro terribile fango. Saliamo faticosamente zigzagando per diminuire le pendenze. Più in la rientriamo nella via tornata asciutta. Con sforzo notevole arriviamo sul groppo. Lo spettacolo ai nostri occhi è notevole. Un attimo di sosta e giù ancora fino a Groppo. Prima di arrivare al piccolo gruppo di case abbiamo il nostro da fare per evitare il liquido proveniente da un grande letamaio ai margini della carraia. Questo liquido ha decisamente invaso la carraia rendendo micidiale il suo attraversamento. Passiamo. <br />
Siamo in dirittura d’arrivo. Aggiriamo il borgo fortificato di Vigoleno e percorriamo veloci le carraie in discesa che portano fino a Roncadello. Il fondo ottimo e la ampia conoscenza della via fa si che possiamo scendere veloci, gabbando anche un antipatico cane che ogni volta ci abbaia e rincorre. Ora decidiamo di rientrare percorrendo la strada delle Lame  già pedalata all’inizio della gita. A Scipione ponte saliamo per strada fino alla Bellaria…e le scale davanti al cimitero vedono così concludersi la nostra gita….<br />
Non tanti chilometri (50) per un migliaio di metri di dislivello…ma decisamente faticosi e travagliati…<br />
Escursione estremamente interessante….che merita altro terreno e altra esibizione…<br />
Ne terremo conto.</div>


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			<dc:creator>stefano alinovi</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Logica umana</title>
			<link>http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5586</link>
			<pubDate>Wed, 17 Apr 2013 12:13:23 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[*"La nostra logica è piena di contraddizioni.  
Appena affermi qualcosa, ne vedi il contrario.  
E magari ti accorgi, che il contrario è valido tanto quanto ciò che affermavi." 
(Oriana Fallaci)* 
 
La logica umana non è sempre logica,  
la mia, poi, è pure contorta:smile:,  
ma amo le cose...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><font color="Teal"><b><font face="Georgia">&quot;La nostra logica è piena di contraddizioni. <br />
Appena affermi qualcosa, ne vedi il contrario. <br />
E magari ti accorgi, che il contrario è valido tanto quanto ciò che affermavi.&quot;</font><br />
(Oriana Fallaci)</b></font><br />
<br />
La logica umana non è sempre logica, <br />
la mia, poi, è pure contorta:smile:, <br />
ma amo le cose semplici...:celopiùg:</div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Lady Musty</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5586</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Urlo inconfondibile: sono tornati i nostri rondoni adorati!</title>
			<link>http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5580</link>
			<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 10:24:02 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Oggi, finalmente, come ogni anno col caldo, sono arrivati, anche, i nostri adorati rondoni, con il loro urlo di richiamo, inconfondibile e le loro mirabolanti picchiate, unici come lo era la mia dolcissima Emy!  
Fermarmi, come stamattina, a guardare il cielo, ora che ci sono loro, è un'emozione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Oggi, finalmente, come ogni anno col caldo, sono arrivati, anche, i nostri adorati rondoni, con il loro urlo di richiamo, inconfondibile e le loro mirabolanti picchiate, unici come lo era la mia dolcissima Emy! <br />
Fermarmi, come stamattina, a guardare il cielo, ora che ci sono loro, è un'emozione malinconicamente sognante e dolce, ed io sono rimasta incantata, in minuti infiniti di respiro, quasi in estasi!<br />
Per il mio cuore, le loro urla sono musica e gioia piena!</div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Lady Musty</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5580</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Herpes</title>
			<link>http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5576</link>
			<pubDate>Fri, 12 Apr 2013 19:27:02 GMT</pubDate>
			<description>“Quelli che…il sabato mattina” sono tornati a raidare  come si deve e a ranghi completi. Era ora! Le previsioni, non orribili, ci hanno consentito di progettare una escursione lunga e avvincente, nonostante il terreno fosse in condizioni davvero disastrate. Il maltempo persistente, condito da 36...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>“Quelli che…il sabato mattina” sono tornati a raidare  come si deve e a ranghi completi. Era ora! Le previsioni, non orribili, ci hanno consentito di progettare una escursione lunga e avvincente, nonostante il terreno fosse in condizioni davvero disastrate. Il maltempo persistente, condito da 36 ore di pioggia battente tra giovedì e venerdì non lasciavano sperare gran che. La fiducia incrollabile di Luca ha il potere di mettere di buon umore la banda che, come al solito, parte dal solito posto al solito orario. Per l’occasione “spiano” il nuovo reggisella telescopico montato nottetempo (circa). I baldi giovani hanno deciso di portarmi a percorrere l’Herpes. Per questa volta solamente in discesa (meno male!) viste le abbondanti piogge appena terminate. Si sono raccomandati di portare la GOPRO : esibizionisti!!<br />
Per arrivare a Castellaro c’è poco da scegliere. Molto “bitume” da pestare. Dove possiamo sgattaioliamo (meglio sarebbe : andiamo a cinghialare) su strade bianche o sentieri affidabili. Così da Cangelasio arriviamo a Faieto percorrendo la inghiaiata interna in controcorrente! Infatti l’acqua scorre copiosa verso il basso creando, nella ghiaia smossa sinuosi ruscelletti che facendo “suonare” i sassi, crea suggestivi effetti sonori. Poi ancora asfalto fino ad Iggio e ancora su a Castellaro. Arrivando di costa ci affacciamo sulla Val Ceno e Cenedolo. Le nubi basse tendono ad aprirsi qua e la lasciando intravvedere i profili dell’appennino. Tanta neve ancora e, dal colore sembra molto, molto recente. Ora davanti a noi una strada in discesa: l’herpes! A vederla così non sembra niente di eccezionale. Lascio andare avanti i soci che conoscono il percorso e mi metto in scia. La strada, dopo un attimo di falso piano diventa piuttosto ripida e l’asfalto bagnato la rende assai scivolosa. Si va forte, anche troppo!<br />
Attraversiamo un piccolo nucleo abitato e abbandoniamo il “bitume” per entrare in qualcosa che avrebbe dovuto essere una strada bianca. Abbasso velocemente la sella e seguo i soci. Non capisco se stiamo facendo mtb o torrentismo. L’acqua piovana ha scavato solchi profondi e ai lati ha accumulato diversi centimetri di terra e sabbia. Per non piantarci restiamo al centro dei rivoli d’acqua e scendiamo in equicorrente, con l’acqua che, gelida, rinfresca le nostre parti più esposte. La discesa è lunga e divertente. Ci stiamo abbassando velocemente e in breve arriviamo a lambire il torrente Cenedolo. Contenti come le pasque approdiamo sulla strada asfaltata, e ci avviamo verso Ponte Ceno, cercando la maniera più pura per rientrare in quota. Pedalando allegramente sulla strada, ben presto notiamo, sulla nostra sinistra, una stradina che sale ripida. Potrebbe portarci a destinazione, fin sulla costa. Interrogo, smanettando sulle cartine, il mio navigatore, e noto che, finita la strada,  per sentieri vari, si arriva in prossimità di Lusignani alto. Bingo!<br />
Agli amici non par vero e partono. Arranco dietro di loro in una splendida pineta di dolomitica memoria. Ben presto la strada asfaltata finisce in una ampia strada bianca. La pendenza cala e tiriamo il fiato. In una apertura del bosco davanti a noi si spalanca l’ampia valle, e bianchi di neve il monte Dosso e il Carameto si mostrano in tutta la loro bellezza. Un raggio di sole rompe il manto di nuvole e ci regala riflessi di incredibile bellezza. Questa visione ci appaga di tutte le fatiche fatte e da fare. Ad un gruppo di case, anche l’inghiaiata finisce ed imbocchiamo un ampio sentiero. L’iniziale falso piano ci illude. Appena dopo la curva ci attende una ripida salita; il terreno pregno d’acqua e irto di pietre smosse frena il nostro avanzare. Zigzagando per prati limitrofi e bypassando il sentiero ufficiale, Paolo sale come camoscio senza scendere dal mezzo a pedali. Più umani, Luca ed io, spingiamop la mtb per la salita più ripida. Ne approfittiamo per rifiatare e mandar giù una barretta. E fin qui abbiamo scherzato…<br />
Il bello viene ora.<br />
Come da navigatore siamo nei pressi di Lusignani Alto. Luca, suadente, ci convince a salire per ampia carraia che aggira il monte S.Cristina e ci porta ad incontrare sentieri noti e già descritti in precedenza. Il nostro socio evita di discutere sulla quantità di fango che avremmo potuto trovare. <br />
Dopo una secca salita il sentiero si inoltra nel bosco dove ampie impronte lasciate da trattori o dalle moto la dicono lunga sulle quantità di fango in gioco. Perdo contatto con i soci e, mentre la GOPRO mi segnala la fine della batteria la mia ruota anteriore sprofonda in una buca d’acqua e melma fino al disco del freno. Con la pedalata della disperazione emergo e risalgo mentre i miei soci mi invitano a gran voce ad entrare nel bosco. Li seguo. Mentre mi fermo a sostituire la batteria della GOPRO arriva sbandando un motociclista. Mi chiede se sono in difficoltà. Grazie a Dio no…Poco più in là si ferma a chiacchierare con i miei amici, che conosce perfettamente. Poi ognuno per la sua strada. Noi proseguiamo nel bosco. Seguiamo un appena accennato sentiero fra gli alberi che costeggia la strada ricolma di bianca melma argillosa. Sembra di essere nel parco dello Stirone. Stiamo cinghialando alla grande e ci stiamo divertendo come i matti. Tra bosco e pratoni riusciamo ad arrivare fuori dal fango . Con un ultimo sforzo arriviamo sulla strada bianca (?) e ora ci divertiamo in discesa. Lasciamo andare i mezzi a tutta incuranti degli schizzi di fango che ci pitturano faccia ed occhiali (il resto dell’abbigliamento è da lasciar perdere). Velocissimi arriviamo sulla strada tra Pellegrino e Varano Melegari. Scegliamo di arrivare sulla strada della costa, e per farlo cerchiamo la via più dura, anche se più breve. Prima su ripidissimo cemento, poi su sterrato impregnato d’acqua cerchiamo di raggiungere la strada sotto il santuario di Mariano. Sono alla fine delle energie. Quando mi accorgo della immensa fatica per un avanzamento ridicolo della ruota, scendo dalla bici e spingo. Sono pochi metri, ma sufficienti a farmi riprender fiato. Sporchi, stanchi ma felici percorriamo circolando la strada della costa, per poi scendere fino a Pietra Spaccata. Da qui deviamo in direzione Massari. Le bici corrono veloci sulla sterrata ormai libera dalla neve, spruzzando acqua in ogni direzione. A metà discesa giriamo a destra nel bosco. Questo tratto di sterrato non ci ha mai tradito, nemmeno nelle peggiori condizioni. Anche questa volta ci consente una bella discesa in natura. Un ardito guado di un rigagnolo gonfio d’acqua e la successiva risalita su prato allagato concludono in bellezza la giornata della compagnia.<br />
Alla fine, son quasi 60 i km percorsi per un bel 1600 m di dislivello, ma la cosa più importante è la splendida mattinata trascorsa in compagnia immersi nella natura. Grazie ragazzi….alla prossima avventura!!</div>


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			<dc:creator>stefano alinovi</dc:creator>
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		<item>
			<title>Aiuto per regolazione deragliatore</title>
			<link>http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5564</link>
			<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 07:08:35 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[---Citazione (Originalmente di SCUBIKER)--- 
Grazie Sembola, il problema è che quando hanno assemblato la bici avevano lasciato sporgere troppo cavetto dalla vite del deragliatore. Così nell'ultima uscita il cavetto si era piegato fino a strofinare contro la ruota e ad un certo punto si è spezzato...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><div style="margin:20px; margin-top:5px; ">
	<div class="smallfont" style="margin-bottom:2px">Citazione:</div>
	<table cellpadding="6" cellspacing="0" border="0" width="100%">
	<tr>
		<td class="alt2" style="border:1px inset">
			
				<div>
					Originalmente inviato da <strong>SCUBIKER</strong>
					<a href="showthread.php?p=6309653#post6309653" rel="nofollow"><img class="inlineimg" src="http://www.mtb-forum.it/community/forum/images/new_style/buttons/viewpost.gif" border="0" alt="Visualizza messaggio" /></a>
				</div>
				<div style="font-style:italic">Grazie Sembola, il problema è che quando hanno assemblato la bici avevano lasciato sporgere troppo cavetto dalla vite del deragliatore. Così nell'ultima uscita il cavetto si era piegato fino a strofinare contro la ruota e ad un certo punto si è spezzato di netto, così ora non sporge più neanche un millimetro. Se lo svito temo che sia impossibile rimettercelo.</div>
			
		</td>
	</tr>
	</table>
</div>Io approfitterei per mettercene uno nuovo :spetteguless:</div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>sembola</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Quando la bici si ribella!</title>
			<link>http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5548</link>
			<pubDate>Thu, 04 Apr 2013 20:06:33 GMT</pubDate>
			<description>A volte sembra che anche i mezzi meccanici abbiano un anima. Anche quegli assemblati di alluminio, carbonio, plastica e materiali compositi vari, hanno un loro “essere” hanno un umore, hanno sentimenti. 
Penso che tante volte, anche la nostra dura, codigna mtb abbia voglia di coccole e di cure...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>A volte sembra che anche i mezzi meccanici abbiano un anima. Anche quegli assemblati di alluminio, carbonio, plastica e materiali compositi vari, hanno un loro “essere” hanno un umore, hanno sentimenti.<br />
Penso che tante volte, anche la nostra dura, codigna mtb abbia voglia di coccole e di cure amorevoli, indipendentemente da quello che gli si fa. Basta farle delle coccole e dimostrarle amore. La mtb è decisamente femmina. Da brava femmina la nostra bici vuole essere amata e presa in considerazione. Da brava femmina la nostra amata bipedalica (e questa la dovrò pagare) sente il meteo, ha bisogno di sole e di caldo. Quest’anno c’è stata tanta neve e c’è ancora tanto fango, siamo usciti troppe volte nel freddo e sotto l’acqua (e non è ancora finita), e la mia Merida comincia a dare evidenti segni di nervosismo. <br />
Da qualche mese a questa parte ho cambiato gli orari di lavoro, ho meno tempo da dedicarle, non la coccolo come prima (la moglie mi sembrava anche un po’ gelosa), non smonto e rimonto i pezzi, non ingrasso con sistematicità i movimenti e non la pulisco con pazienza e meticolosità come prima; ora una “cannata” d’acqua, una soffiata veloce, una oliata alla catena e via. E così Lei si è offesa, e da brava femmina ha iniziato con le sue ripicche e vendette. So che fondamentalmente ha ragione…ma non so proprio come fare.<br />
L’altro giorno di ritorno dall’ennesima escursione infangata, dopo aver lavato e asciugato, durante l’accurata operazione dell’olio alla catena, muovendo i pedali all’indietro, ho sentito un curioso grattare dentro al movimento centrale. Urca… “lo sapevo” mi son detto, “fango oggi fango ieri…qua dentro si è ammucchiato un mondo di schifezze” . Ho inondato il tutto d’olio e qualcosa è migliorato….ma il GRRRRRR rimaneva di sottofondo. Vado dai miei meccanici di fiducia e prenoto la sostituzione. Quello che c’era li nel mezzo lo lascio immaginare ai più fantasiosi. Pulito e sistemato il tutto esco trionfante e orgoglioso dell’operazione. La bici sembra perfino andar più forte…che bello!<br />
E così per Pasquetta, di mattina, mi accordo con i miei soci per una escursione veloce prima che ricominci a piovere. <br />
Vado a prendere la mtb in garage e noto con disappunto che essa se ne stava con la ruota posteriore bellamente a terra. “Capisco che  piove, capisco tutto, ma non mi puoi mollare ancor prima di partire!” le sparo a raffica una fila di improperi tale che mentre cambio la camera d’aria smette di piovere. E così raggiungo i miei soci.<br />
Rampiamo su da via Saletti e, per scendere verso Tabiano, indico un taglio per prato ai miei soci. Bici pulitissime vengono “marronizzate” in un momento nell’acquitrino erboso mentre Luca che è coraggiosamente in pantaloncini corti mi stramaledice sentendo l’acqua gelida e fetida sui polpacci. <br />
La mia bici si associa ai neri pensieri dei miei soci e nella successiva salita della “petrolifera” inizio a sentire un curioso quanto strano truck truck ripetitivo ad ogni pedalata. Son li che guardo cosa può essere, senza tirare sui pedali quando improvvisamente si strappa la catena….<br />
Altro abbondante giro di male parole. Provo una riparazione volante, ma acqua e freddo bloccano il lavoro di fino. Mando via i miei amici che si stanno raffreddando e raggiungo casa spingendo (di corsa) la bici ed approfittando di un paio di lunghe discese. Arrivo a  casa in un attimo, agguanto la bici di mia moglie che regolo in qualche modo e mi avvio a finire il mio giro. Tra scrosci vari di pioggia in un susseguirsi di “cava e metti” di giubbini antipioggia riesco a portare a casa un 35 km niente male con un migliaio di metri di dislivello. <br />
Il giorno dopo torno velocemente dai meccanici e cambiamo catena e pignoni. Lustra e pulita fa un figurone, i pignoni sono perfino lucenti. Volevo metter su un 36 al posto del 34….ma non c’era. Pazienza.<br />
E così stamattina esco con la mia bici per provare tutto il sistema.<br />
Davvero sembra andare più veloce, salgo dalla Bellaria verso Cangelasio con un rapporto mai portato.<br />
Figu!<br />
La felicità termina presto. Mentre il cielo si rabbuia e la pendenza in salita aumenta inserisco la corona del 22 e inizio a risentire il curioso truck truk dell’altro giorno. Guardo e non capisco. Se smonto dalla bici non si vede niente…come risalgo e spingo…truck truk… Provo con qualche regolazione di tensione del filo del cambio posteriore, ma non ottengo risultato di sorta. Giro la bici e piombo inviperito dai meccanici.<br />
Loro stavano già bestemmiando con una bici da strada. Andiam bene!<br />
Espongo il problema. Molto semplice, la corona del 22 è così rovinata che la catena si impiglia nei denti aguzzi e propone all’orecchio quel rumore strano e la catena salta. Allora? Allora cambiamo la corona del 22.<br />
Sembra facile! Ora i cambi son tutti a dieci velocità! Hanno dietro il 36 e davanti il 24….e il 22 non c’è.<br />
Bel colpo! Arriverà. Nel frattempo preso dallo sconforto faccio montare il 24. Vorrà dire che spingerò di più sui pedali, e dove non arriverò…spingerò.<br />
E vado a provare…in effetti a tutt’oggi non ho sentito particolari differenze, ma  non ho provato salite dure davvero. Avevo poco tempo…<br />
E poi …e poi… a casa ho un paio di mtb, nemmeno vecchie con 9 rapporti. Voglio vedere se montano il 22 o il 24….avessero il 22…faccio presto a fare un cambio….staremo a vedere…<br />
Intanto piove e so che la mia Merida soffre, soffre perché sa che sarà ancora fango e acqua che dovrà pestare…</div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>stefano alinovi</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Sguardi....</title>
			<link>http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5545</link>
			<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 11:28:46 GMT</pubDate>
			<description>Quello che scegliamo di guardare è scelta del nostro sentire e interpretiamo secondo il nostro cuore... 
Siamo, noi, i nostri peggior nemici e i nostri migliori amici, quindi sta a noi cosa vogliamo essere, come vogliamo sentirci e vivere.  
E solo gli attimi contano:  
piccoli, preziosi momenti di...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Quello che scegliamo di guardare è scelta del nostro sentire e interpretiamo secondo il nostro cuore...<br />
Siamo, noi, i nostri peggior nemici e i nostri migliori amici, quindi sta a noi cosa vogliamo essere, come vogliamo sentirci e vivere. <br />
E solo gli attimi contano: <br />
piccoli, preziosi momenti di emozione, sentimento, nel bene come nel male, solo attimi, che volano via, lasciandoci tracce nella memoria e nel cuore....</div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Lady Musty</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Buona Pasqua a tutto il Forum</title>
			<link>http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5536</link>
			<pubDate>Sun, 31 Mar 2013 09:34:02 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Anche alle  vostre famiglie, a te in particolare perche' 
  
  
  
  
Immagine: http://www.bigliettiauguri.org/immagini/biglietti-di-Pasqua/biglietti-di-Pasqua.gif]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Anche alle  vostre famiglie, a te in particolare perche'<br />
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<img src="http://www.bigliettiauguri.org/immagini/biglietti-di-Pasqua/biglietti-di-Pasqua.gif" border="0" alt="" /></div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>iz5dki</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Buona Pasqua a tutti!!!!!</title>
			<link>http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5529</link>
			<pubDate>Sat, 30 Mar 2013 13:16:01 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Che giorno è oggi? :nunsacci: 
Ah.... domani è Pasqua?!:nunsacci: 
Quest'anno le festività passano, senza accorgercene, forse perchè la voglia di festeggiare non è poi tanta, ma non si può certo dimenticare una sacralità come questa e, non tanto per le uova e le possibili abbuffate, se poi ci...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Che giorno è oggi? :nunsacci:<br />
Ah.... domani è Pasqua?!:nunsacci:<br />
Quest'anno le festività passano, senza accorgercene, forse perchè la voglia di festeggiare non è poi tanta, ma non si può certo dimenticare una sacralità come questa e, non tanto per le uova e le possibili abbuffate, se poi ci saranno, ma proprio per ricordare un uomo, apparentemente comune, che ha dato la vita ed è risorto, per ideali di fratellanza, ugualianza e, soprattutto, la salvezza dell'umanità tutta, credente e non....<br />
Non voglio entrare in discorsi religiosi, ma solo ricordare, a me stessa, in primis, e a chi mi legge, che Pasqua è, soprattutto, la speranza di Resurrezione di tutta l'umanità.<br />
<div align="center"><font size="5"><font color="DarkRed"><b>AUGURI A TUTTI VOI RAGAZZI!!!!!!</b></font></font></div></div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Lady Musty</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Skillet - " Never Surrender"]]></title>
			<link>http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5524</link>
			<pubDate>Thu, 28 Mar 2013 13:27:15 GMT</pubDate>
			<description>Gli Skillet sono un gruppo hard rock/christian di Memphis (Tennessee) formatosi nel 1996. 
Mentre giravo, cercando nuovi ascolti, mi sono imbattuta, come altre volte, in un video, che ha catturato la mia attenzione e mi sono fermata ad ascoltar proprio loro.  
Poi incuriosita sono andata oltre alla...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Gli Skillet sono un gruppo hard rock/christian di Memphis (Tennessee) formatosi nel 1996.<br />
Mentre giravo, cercando nuovi ascolti, mi sono imbattuta, come altre volte, in un video, che ha catturato la mia attenzione e mi sono fermata ad ascoltar proprio loro. <br />
Poi incuriosita sono andata oltre alla solita traduzione dei testi, verso altre loro canzoni e devo dire che è un gruppo che mi piaccia parecchio.....<br />
Una loro canzone la metto qui per voi....<br />
<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=qkSPe7mvELo" target="_blank"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=qkSPe7mvELo" target="_blank">www.youtube.com/watch?v=qkSPe7mvELo</a></a></div>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Lady Musty</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5524</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Giovedì di sole (4° dei corti)</title>
			<link>http://www.mtb-forum.it/community/forum/blog.php?b=5521</link>
			<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 21:48:27 GMT</pubDate>
			<description>In un inverno così tirchio di belle giornate, raccontare di una bella pedalata sotto un bel sole può fare veramente specie. In questo inizio di primavera così perturbato, descrivere di una bella mattina soleggiata a fotografare timide violette sbucate sotto protettive radici di un vecchio albero...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>In un inverno così tirchio di belle giornate, raccontare di una bella pedalata sotto un bel sole può fare veramente specie. In questo inizio di primavera così perturbato, descrivere di una bella mattina soleggiata a fotografare timide violette sbucate sotto protettive radici di un vecchio albero deve essere di speranza per una prospettiva di giornate migliori. Non mi era mai capitato di pedalare nella neve, in parecchia neve, a fine marzo a quote tutt’altro che elevate (300 msl)<br />
Comunque sia ho approfittato della limpida giornata di giovedì scorso per uscire a pedalare respirando a pieni polmoni l’aria limpida e asciutta che spirava in collina. Non era certo aria tiepida, ma la limpidezza estrema dell’atmosfera, lasciava scorgere le alpi in tutta la loro candida veste invernale. Là in fondo a Nord Ovest la sagoma enorme ed inconfondibile del gruppo del Monte  Rosa mi ha obbligato ad una necessaria sosta di contemplazione.<br />
Sentieri e sterrati, al momento sono impenetrabili ed è impensabile e proibitivo andare a cercare fortuna su terra. L’acqua sgorga da ogni foro o anfratto che si apre nella costa della montagna che sputa liquidi in modo costanti. Migliaia di rivoli corrono da ogni dove verso valle, in ogni modo. La neve si scioglie e penetra una terra che non ne vuole sapere di accettare tanta acqua. Ogni giorno nei prati si scorgono preoccupanti tracce di imminenti piccole e grandi frane. <br />
Con questi pensieri contrastanti mi cambio, e di buon ora, esco con la mia fedele mtb. Ben oliata la bici percorre i primi metri senza alcun rumore, scivola bellamente lungo la strada che porta verso Pellegrino. Meno oliate e più rigide sono le mie gambe. La recente maratona di Roma si fa ancora sentire, e l’acido lattico non è stato ancora riassorbito completamente. <br />
Mi appresto quindi a descrivere un tragitto che può essere percorso da tutti anche in questi giorni di tempo orribile.  Il percorso posso classificarlo fra i “corti” di cui avevo parlato qualche tempo fa. Con i suoi 34 km e 1000 metri di dislivello può essere un buon allenamento per tutti.<br />
Il tempo di riscaldamento dura poco, poco dopo aver imboccato Via Patrioti giro a sinistra per via Saletti e …come sempre si incomincia in salita tosta. Il respiro fatica ad entrare a regime, e le gambe non sono sincrone con una respirazione che si fa subito affannata e affannosa. Non me la prendo e aggiusto i rapporti per approcciare nel modo migliore questa prima parte di dislivello. Ben presto sono su strada bianca , la pioggia e la neve hanno smosso la ghiaia rendendola “gonfia”. La ruota affonda nella ghiaia rendendo la progressione faticosa. Appena più in la, in ombra, a nord una macchia di neve ghiacciata, mette a dura prova l’equilibrio del vecchio biker (io). Salendo sento che aumenta il vento, più salgo e più l’aria si fa tesa e fresca. Non importa, con un sole così…<br />
Sbuco sulla strada e mi avvio verso il Poggetto.  Pedalo su asfalto per poco. Un ampio cancello si apre sul pratone che porta su via Petrolifera in basso. Una rapida occhiata e battezzo il pratone come fattibile. Mi butto, con attenzione, in discesa. L’acqua e il fango rendono infida la discesa. Le ruote vanno un po’ dove ne hanno voglia. Scendo per un po’ poi taglio il prato restando in quota, per evitare il fango e l’acqua in valle. Riesco a stare in quota attraversando una zona pascolo da pecore. Gli ovini hanno brucato il brucabile e reso assai scivoloso il prato. La ripidità del prato tende a far scivolare le mie ruote verso il basso. Non riesco a mantenere l’equilibrio e punto verso il basso. Le coperture sollevano di tutto, e meno male che ho i parafanghi. Arrivato in via Petrolifera risalgo per asfalto in direzione Poggetto. Saluto gli amici cagnolini che mi abbaiano, quasi felici di vedere qualche forestiero. Scendo qualche metro verso Tabiano e poi vado a sinistra per evitare strada trafficata. Sulla costa lo sguardo si apre fino alle alpi . Il monte Baldo fa bella mostra di se, indicando chiaramente la posizione del lago di Garda e del Veneto e della Lombardia.  Scendo per il solito sentiero fino alla baita degli alpini. Questo bel sentiero non mi ha mai tradito, e non lo fa nemmeno oggi. Le ruote scivolano, mi sporco, ma non mi inchiodo nel fango. Pulisco le ruote sull’asfalto che mi porta in centro a Tabiano. La frazione termale di Salsomaggiore è deserta, e i pochi passanti guardano stupiti lo sporco tizio su quella strana bici. Imbocco la carraia dietro l’albergo Ducale e salgo dolcemente di quota. L’aria fresca da ovest mi spinge e io spingo sui pedali. Passo il maneggio e guardo i cavalli che godono di questo momento fresco e soleggiato. I cavalli mi guardano quasi invidiosi e complici. Proseguo in salita, la pendenza cala e pedalo meglio. Giro in direzione del Castello di Tabiano. Passo lo stupendo borgo medioevale, e inizio la discesa verso Tabiano Bagni. Alla prima curva giro a sinistra e mi inerpico per la carraia sposrca di fango e sassi e rami rotti e tagliati. Un centinaio di metri curiosi con slalom in salita. Una bollata di neve rende divertente gli ultimi metri. Poi svolto su via Boffalora in direzione S.Vittore. Sono su asfalto, ma il manto è talmente rotto che per percorrerlo è assolutamente necessario l’uso di una bici da montagna. Lo stupendo saliscendi di questa strada di costa affascina sicuramente. Prima di arrivare in Predella riesco a “spaventare” una anziana coppia di escursionisti che non si aspettavano l’arrivo silenzioso di un bardatissimo ciclista sporco sporco. Ci salutiamo con una grassa risata e scollino. Poco dopo giro a destra verso la pista di cross. Salgo un po’, fatico nel passare la neve fradicia ma alta e poi giro a sinistra per scendere verso S.Vittore. Si scende velocemente. Per avere migliore stabilità scelgo di scendere lungo il rivolo d’acqua che correva lungo il sentiero. So benissimo che in fondo alla carraia c’è una trappola. Una specie di risorgiva solleva ghiaia, terra e sabbia e crea una specie di sabbia mobile. So che c’è e … non trovo di meglio che finirci dentro. La ruota anteriore sprofonda troppo e rallenta, quando anche la ruota posteriore affonda, mi blocco completamente e a nulla valgono i tentativi di spingere sui pedali per uscire. Cado stupidamente su un fianco quando l’anteriore mi si gira fra le mani. Mi rialzo così velocemente che quasi non mi sporco il giubbino. Ridendo tra me e me, risollevo il mezzo e lo trascino pochi metri in là dove risalgo in sella e scendo verso S.Vittore.  Quasi in fondo, prima del bivio per Case Mezzadri, giro a destra. Lascio la strada poco trafficata per una strada ancor meno trafficata. Pedalo tranquillo al tepore del sole che godo al massimo in un tratto riparato dal vento. Ora risalgo per strada bianca. Percorro la lunga salita sbuffando, mi guardo attorno frugando curioso fra le case deserte. Pigri cani al sole non mi degnano di uno sguardo. Anche loro cercano di godere del magico sole. Salgo ancora fino alla strada asfaltata che porta a Pietra Spaccata. Salgo con un buon rapporto e sono contento. Ora respiro bene e pedalo volentieri. Quando scollino decido di girare e fare la discesa di Case Massari. La prima parte di discesa la percorro nella neve. La coltre bianca è scivolosa e devo procedere con attenzione e prudenza. Se dovessi cadere mi farei male, la neve è poca e fradicia e non mi aiuterebbe ad attutire la botta. D’improvviso la neve sparisce e lascia spazio alla ghiaia e alla terra. Ampi solchi lasciati da trattori o fuori strada mi costringono a scegliere con cura le traiettorie. Quando la strada si spiana scelgo di provare a scendere per il bosco lungo quel sentiero che ci ha sempre dato modo di scendere divertendoci. Vado a destra e mi lancio nel bosco. Anche questa volta si va. Scendo agevolmente schivando rami rotti e sassi franati. All’ultima curva all’ombra piombo nella neve alta e molle. Non vedo dove appoggio le ruote e d’improvviso la bici mi scivola di lato col posteriore. Scendo al volo senza cadere. Quando riprendo la bici mi accorgo che un cavo telefonico a penzoloni attraversa il sentiero. Se non fossi scivolato avrei rischiato parecchio col cavo ad altezza testa. E’andata bene. Finisco il sentiero senza altri problemi e passato il nucleo abitato giro a sinistra in direzione Case Massari. Arrivo sulla strada che porta a Pellegrino e proseguo in direzione Grotta. All’altezza del campo di golf giro a destra e affronto con grinta la ripida (anche se breve) salita. Passo anche la deviazione per la Club House e continuo a salire. La strada bianca prosegue in salita. Quando sono di costa, il vento fresco mi da un attimo di brivido, ma mi consente di ammirare lo splendido spettacolo della corona alpina sopra la fuligginosa pianura. Le vette imbiancate sbucano maestose sopra il tecnologico marrone di una affaccendata pianura. Prima di buttarmi in discesa lungo il prato saluto una torma di cagnetti ancora assopiti dal lungo inverno. In estate quando passo di qui sono più reattivi e abbaiano con maggiore energia. Le mucche e gli asinelli sono nella stalla e il passaggio aperto mi consente di approdare direttamente nel prato. L’erba ha assorbito bene l’acqua e riesco a scendere senza problemi. Evito un paio di grandi pozze e percorro il bosco che mi porta all’agriturismo. All’altezza dei box dei cavalli devo scendere per evitare di impantanarmi nel fango misto letame. Accarezzo un cavallo che curioso (in realtà cercava caramelle o voleva le mie barrette) che sporge il muso, e con attenzione passo oltre. Ce l’ho fatta a non imbrattarmi troppo. Ora mollo i freni e scendo svelto lungo l’ inghiaiata. Incurante delle pozze (tanto sono già sporco)   lascio correre il mezzo. In un attimo (sigh) sono sulla strada. Ora è tardi, devo rientrare. Avrei ancora qualche minuto, ma preferisco usarlo per togliere lo sporco dalla mia Merida. <br />
Che meraviglia un po’ di sole…..che meraviglia!!</div>


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			<title>La vita ideale</title>
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			<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 06:16:37 GMT</pubDate>
			<description>Il libro che ho scritto, dove in alcuni capitoli si parla della mountain bike. 
 
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