Bicipedia | Le Zecche: il ciclo biologico..

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   Le Zecche: il ciclo biologico..
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A complemento del precedente articolo sulle zecche, vediamo un breve excursus sul ciclo biologico, per imparare a conoscerle e difenderci meglio..
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Per prima cosa vediamo di sfatare il detto che le zecche vivono solo sui cani. I cani, come altri animali a sangue caldo, uomo compreso, sono solamente l'ospite e il vettore di diffusione, dove compiono solo parte del loro ciclo biologico. In realtà le zecche vivono nel terreno, dove vi depongono le uova dopo aver concluso il ciclo sull'ospite; ma andiamo per gradi... Le zecche o Ixodida appartengono ad un sottordine degli acari e principalmente si distinguono in tre famiglie: - le Ixodidae o "Zecche dure" - le Argasidae o "Zecche molli" - le Nuttalliellidae. Sono tutte vettori di importanti malattie sia per l'uomo che per gli animali, tra cui: - La piroplasmosi, o babesiosi, causata da un protozoo che, iniettato dalla zecca tramite la saliva, si localizza nei globuli rossi invadendoli e distruggendoli provocando ittero, febbre ed emoglobinuria; - La rickettsiosi, o febbre bottonosa, il cui agente è Rickettsia conori e il cui vettore è la zecca del cane Rhipicephalus sanguineus appartenente alla famiglia degli Ixodidae. Questa malattia provoca febbre, cefalea, artralgia ed una tipica eruzione esantematica localizzata sugli arti e sul tronco; - La malattia di Lyme o morbo di Lyme o Borreliosi di questa è stato descritto il primo caso italiano nel 1985; - L'encefalite trasmessa da zecche (o TBE Tick-Borne Encephaliti), è una forma di encefalite dovuta alla diffusione di un virus a RNA (Tick-Borne Encephalitis Virus, TBEV) che viene trasmesso all'essere umano dal morso di zecche del genere Ixodes; - La febbre Q, è una zoonosi acuta causata dalla rickettsia Coxiella burnetii. - La Tularemia detta anche Febbre dei conigli, è una patologia trasmessa all'uomo da roditori per via di zanzare e zecche (Ixodes ricinus) e dovuta al batterio Francisella tularensis. Il ciclo biologico delle zecche dure (Ixodidae) è caratterizzato da una metamorfosi incompleta e, dopo la schiusa delle uova, da tre stadi di sviluppo separati da mute: - larva, - ninfa, - adulto. La metamorfosi da uno stadio al successivo richiede sempre un pasto di sangue (parassiti ematofagi, si parla infatti di parassitismo obbligato). L’assunzione di sangue precede le mute, l’ovodeposizione e la spermatogenesi (ad eccezione dei maschi che non si nutrono, in quanto la spermatogenesi è già completa allo stadio ninfale). Dalle uova, dopo 30-50 giorni, escono larve esapode (6 piedi), generalmente in primavera, che per diversi giorni rimangono nelle vicinanze attendendo il passaggio di un ospite adatto. Lo stadio larvale è quello più critico: in mancanza di cibo o in condizioni ambientali sfavorevoli le larve non vivono più di 5-6 mesi. La metamorfosi da larve a ninfe, dopo il pasto, può avvenire entro un periodo compreso tra 2 settimane e 5 mesi. Le ninfe, che presentano otto zampe come gli adulti, a loro volta cercano l’ospite adatto su cui nutrirsi trasformandosi in adulti dopo un tempo variabile da 2 settimane a 7 mesi di tempo. La riproduzione è sessuata e può avvenire sia sull’ospite che nell’ambiente esterno. Il maschio pone la propria superficie ventrale a contatto con quella della femmina e vi si fissa mediante il rostro; dopo aver dilatato l’apertura genitale della femmina mediante i cheliceri e l’ipostoma, vi aderisce una spermatofora prelevata dal suo poro genitale. Dopo questa fase il maschio muore, mentre la femmina fecondata, a fine pasto, si stacca dall’ospite e, dopo un periodo di preovodeposizione, comincia a deporre da 500 a 3000 uova. Le zecche a “tre ospiti”, o polifasiche come Ixodes ricinus, utilizzano individui diversi per cibarsi ad ogni stadio (Locatelli et al. 1984) (Manilla 1998). La ricerca dell’ospite avviene con modalità diverse a seconda che le zecche siano di tipo - endofilo (compiono tutto il ciclo in ambienti chiusi come tane, grotte, nidi, ecc.); - esofilo (compiono il ciclo in ambiente esterno). Le larve, a carattere endofilo, necessitano di ambienti con condizioni microclimatiche costanti, attendono l’ospite (microroditori) sul terreno e sugli strati bassi della vegetazione, si cibano principalmente di notte ed attaccano l’ospite durante il sonno. Le ninfe e gli adulti, a carattere esofilo, utilizzano la vegetazione per raggiungere una determinata altezza dal suolo; si arrampicano su steli erbosi o cespugli dove si ancorano, protendendo i palpi ed il primo paio di zampe, in attesa di captare la presenza di ospiti attraverso la ricezione di segnali chimici o termici (utilizzano l’organo di Haller, posto sulle zampe, che rivela la presenza di anidride carbonica, ammoniaca, acido lattico e movimento). Una volta percepiti gli stimoli, le zecche si lasciano cadere dalla vegetazione e si aggrappano all’ospite. Se le condizioni climatiche di temperatura e umidità sono favorevoli queste zecche agiscono nelle ore diurne. La zecca si attacca all’ospite con l’apparato buccale e inizia a nutrirsi alternando momenti di suzione e di rigurgito. L’adulto di Ixodes ricinus si alimenta mediamente per 14 giorni, la ninfa per circa 7-8 giorni e la larva per 5-6 giorni; sono necessari periodi così lunghi perché le Ixodidae non aspirano il sangue ma si ingorgano lentamente sfruttando la pressione sanguigna dell’ospite compiendo un’operazione di filtraggio del sangue, trattenendo la parte corpuscolata e rinviando all’ospite la parte liquida. Con questo meccanismo le sostanze tossiche e i microrganismi passano dalla zecca all’ospite e viceversa (Puccini 1992). Per saperne di più guarda anche qs presentazione: http://www.osservatoriozecche.it/slides/index.htm Fonte: http://www.osservatoriozecche.it
 
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