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   Val Gardena: il giro dello Sciliar e altri itinerari
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La Val Gardena è il punto di partenza ideale per itinerari nel cuore delle Dolomiti, con paesaggi stupendi e singletracks indimenticabili
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Val Gardena: il giro dello Sciliar e altri itinerari


Lo Sciliar sembra un translatantico alla deriva fra gli scogli aguzzi delle Dolomiti. Un’enorme nave ferma da milioni d’anni, pietrificata e silenziosa. Questa è l’impressione che si ha se si guarda lo Schlern (questo il suo vero nome, quello tedesco) dall’autostrada del Brennero. D’inverno la sua cima piatta è ricoperta di neve, delle volte anche d’estate dopo una perturbazione proveniente da nord. A 2500 metri d’altezza le stagioni sono molto labili, soprattutto quella estiva. Eppure lo Sciliar non deve incutere timore al biker che ama l’avventura perché è una delle poche montagne la cui cima è raggiungibile in sella, o quasi.

Sciliar

Ma cominciamo dall’inizio. Dalla salita, ovviamente. Ci troviamo a Selva di Val Gardena, punto di partenza ideale per diverse escursioni dolomitiche. La pedalata che porta in cima allo Sciliar è lunga e faticosa ma ogni metro guadagnato in salita offre scorci indimenticabili. Come quello che si può ammirare dall’Alpe di Siusi, dove i boschi lasciano spazio ad un enorme territorio montano dedicato alla pastorizia, il più grande d’Europa. Da qui lo sguardo spazia dal Sassolungo al massiccio del Sella, dal Sassopiatto alle Odle. Purtroppo l’Alpe di Siusi, in estate così come d’inverno, è sovraffollata, dato che è possibile giungere fin qui in macchina. Molti turisti motorizzati spostano le loro gambe dall’automobile al ristorante per poi tornare in albergo in valle. Un esempio di estremo sfruttamento turistico della montagna che lasciamo il più velocemente possibile dietro di noi. Anche perché la parte più bella del percorso, e quella più avventurosa, deve ancora venire.

Una volta passata la casa del TCI e lasciataci dietro definitivamente l’alpe di Siusi e i suoi turisti si cominciano letteralmente a sudare le sette camicie. La sterrata che porta all’Alpe di Tires è ripida e totalmente esposta al sole, immersa in una valle dolomitica d’alta quota con le tipiche pareti di dolomia gialla che ci circondano mentre tentiamo di rimanere in sella con il cuore che batte all’impazzata. Il tetto rosso del rifugio Alpe di Tires sembra un’isola in mezzo all’oceano in cui annaspiamo, la salvezza è data da un piatto di spaghetti di dimensioni tedesche, accompagnato da del succo di mela mischiato con acqua minerale. Dal tavolo sulla terrazza del rifugio si vede il sentiero in costa che ci attende: con una linea diretta la traccia si dirige verso la prossima forcella, prima che il sentiero si accartocci in diverse ripide serpentine che salgono a zig-zag sul fianco del nostro translatantico, costringendoci a spingere le bici in salita per circa mezz’ora.

Sciliar

Dopodiché l’ascesa è praticamente compiuta, siamo sulla cima piatta dello Sciliar, che attraversiamo per il lungo su un sentiero sconnesso. Circa 2000 metri più in basso scorgiamo la valle Isarco con il suo verde e con l’autostrada del Brennero sul fondo. Alla nostra destra e alla nostra sinistra c’è, alla dovuta distanza, solo aria. Sembra impossibile riuscire a scendere da qui potendo stare in sella, eppure c’è un modo: quello usato dai pastori da secoli. Dal Rifugio Bolzano cominciamo a scendere su un sentiero tecnico, con tanti tratti sconnessi ma mai troppo ripido. La pendenza si fa invece molto più sostenuta poco più tardi, in una specie di canyon largo al massimo tre metri, sul cui fondo scorre un torrente. I pastori, ad inizio stagione, una volta che la neve si è sciolta, costruiscono ogni anno una passerella di legno sopra il torrente su cui far passare il bestiame da portare sull’altipiano dello Sciliar.

Giro dello Sciliar by marcotoniolo.com

Queste passerelle diventano un vero e proprio scivolo se sono bagnate o se, come nel nostro caso, il bestiame è appena transitato lasciando un’interminabile scia di escrementi proprio sulla linea ideale di discesa. Oltre al danno di cadere, la beffa di sverniciarsi in tutta natura! C’è da dire che ci si può informare in precedenza se le mucche transitano di qui o meno, dato che lo spostamento del bestiame dalla valle alle malghe ad inizio stagione (quindi a giugno) e dalle malghe in valle a fine stagione (a settembre) è sempre accompagnato da diverse feste di paese in cui il bestiame viene agghindato con campanacci e ghirlande particolari di fiori. Terminate le passerelle inizia un mostro di ghiaia profonda, ripido e pieno di serpentine: ruota posteriore bloccata e giù controllando la derapata. Non c’è bisogno di chiedersi se si danneggia il sentiero, dato che il ghiaione è senza fondo e la lotta per stare in equilibrio senza fine. La sterrata in cui sbocca il Knüppelsteig (questo il nome del sentiero con le passerelle) viene accolta con sollievo e la discesa diventa più rilassante. Siamo a quota 1490, ci siamo fatti 1000 spettacolari e duri metri di dislivello dalla cima dello Sciliar. Il paesaggio si fa boschivo, i laghetti di Fiè ci segnalano che siamo vicino ad un centro abitato. Ora manca solo il rientro in Val Gardena che ci viene facilitato dal padrone dell’albergo che ci viene a prendere a Castelrotto, risparmiandoci così una lunga pedalata su strada asfaltata.

Val Gardena mtb by marcotoniolo.com

Se la scalata allo Sciliar è un giro da consigliare solo a biker bene allenati e tecnicamente in gamba, l’itinerario sotto le Odle, fra Ortisei e Selva di Val Gardena, è fattibile da una cerchia più ampia di amanti delle belle salite e delle discese su singletrack. La salita all’Ega di Cason si sviluppa su 900 metri di dislivello, la successiva prima discesa della giornata ripaga però di tutte le fatiche. Un bel singletrack, in mezzo al bosco prima e su ampi prati poi, lascia scorrere l’adrenalina nelle nostre vene fino al momento in cui vediamo la seconda salita della giornata, quella che conduce al Seceda. L’adrenalina lascia spazio alla disperazione: la sterrata segue la pista da sci con pendenze inumane. Un bel cartello presso la stazione intermedia della funivia ci ridà speranza: “Trasporto biciclette consentito”. Non è nella nostra etica di biker prendere una funivia durante un giro ad anello, ma in questo momento l’etica lascia spazio alla ragione ed in men che non si dica ci troviamo nella funivia, librandoci veloci e contenti sopra quel mostro di sterrata. Siamo adesso a 2456 metri di altitudine, il vento è freddo e delle nubi minacciose si avvicinano velocemente.

La discesa è, fortunatamente, altrettanto veloce: un bel singletrack ci conduce in  direzione rifugio Firenze, transitando per una piccola malga che potrebbe apparire sul poster di una pubblicità dolomitica: situata in mezzo ad un bel prato verde, immersa nei raggi del sole e con alle spalle una fantastica parete di roccia gialla. Per di più scopriamo che la proprietaria ha appena finito di preparare un fantastico apfelstrudel a cui non possiamo dire di no. Siamo gli unici clienti, probabilmente tutti i turisti sono all’Alpe di Siusi. Sulla panca di legno fuori dalla malga ci godiamo cibo e panorama, finché le nuvole cacciano noi ed il sole. La nostra “cacciata” non è altro che un’ennesima cavalcata su singletrack fino a Selva di Val Gardena, prima che un violento temporale saluti il calar definitivo del sole.
Dalla Val Gardena si può inoltre partire per quello che si potrebbe pensare essere un giro per la bici da corsa: il giro del Sella. Tutti e quattro gli storici passi (Passo Sella, Gardena, Campolongo e Pordoi) possono venire pedalati al di fuori delle trafficate strada asfaltate transitando su sterrate o singletracks. Il giro è fattibile in entrambe le direzioni ed unisce tre regioni: Alto Adige, Trentino e Veneto, con al centro il massiccio del Sella e le sue spettacolari torri. Forse proprio questo è il cuore pulsante delle Dolomiti, da riscoprire al meglio in sella ad una mountainbike.

mtb Dolomiti by marcotoniolo.com

Un altro report, di Carb: cliccare qui

Informazioni

Regione: Val Gardena, Alto Adige
Come arrivarci: A22 uscita Chiusa Val Gardena, seguire poi le indicazioni per la Val Gardena
Periodo migliore: giugno-ottobre
Cartografia: Tabacco 1:25000 numero 05 “Val Gardena/Gröden”.
Cartina con itinerari: Fun Bike, set 10 “Gadertal - Val Gardena / Alpe di Siusi”, disponibile sul luogo o da ordinare presso l’indirizzo mail: zublasing@karodruck.it
ITINERARI CON ROADBOOKS: Giro dello Sciliar - Itinerari in Val Gardena

Dove pernottare
-    Piccolo Hotel
Rainelstr. 51
39048 Selva di Val Gardena
Tel.:  +39 / 0471 / 795186
Fax:  +39 / 0471 / 795377
E-Mail: bike@hotel-piccolo.com
Internet: www.hotel-piccolo.com

-    Chalet Gérard - Plan de Gralba , 37
 I-39048 Selva di Val Gardena (BZ)
 Tel. +39 0471 795274
Fax +39 0471 794508

-    Casa Soleiga
Str. Daunëi 77
I - 39048 - Selva Gardena/Wolkenstein
Tel & Fax: 0471 795576
info@soleiga.com

Bike shops: Scott Bike Test Center
39048 Selva di Val Gardena - Str. Meisules 242
Tel.: 0471 770905  Fax: 0471 795442
E-Mail: info@dolomiti-adventures.com

Info generali: Associazione Turistica Selva Gardena
39048 Selva Gardena - Str. Mëisules 213
tel.: 0471 795122  fax: 0471 794245
e-mail: selva@valgardena.it

 
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