Cratoni, Kali, Pro-Tec: tre caschi integrali a confronto
Ci occuperemo in questo test di tre caschi integrali: il Ramp di Cratoni, l’Avatar di Kali Protectives e lo Shovelhead 2 di Pro-Tec.
Una doverosa premessa è che si tratta di prodotti che si differenziano in modo abbastanza marcato. Kali e Pro-Tec sostanzialmente per una questione di prezzo, Cratoni anche come tipologia.
Tenetene conto nel momento in cui andrete a confrontare le valutazioni dei tre caschi alle varie voci.
Cratoni Ramp
Il Cratoni è l’unico dei tre caschi in esame ad offrire la possibilità di rimuovere la mentoniera e, con i suoi 695 g di peso, il più leggero.
La calotta è in ABS e la ventilazione garantita da ben 17 feritoie poste sia sulla calotta principale che sulla mentoniera. Le imbottiture interne vengono fornite in due diversi spessori, ed in quanto a consistenza sono una via di mezzo fra quelle minimali dei caschi da xc e quelle ben più corpose di norma adottate nei caschi integrali .
Nonostane visivamente il Ramp non abbia molto di diverso da un intergrale vero e proprio, come vedremo più avanti si tratta infatti di un prodotto che per molti aspetti può essere considerato a metà strada fra un casco da xc ed un integrale come inteso nel senso più classico.
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Prezzo al pubblico: 89.99 Euro
Peso rilevato (tg.M): 695 g
Ulteriori info sulla modalità di utilizzo senza mentoniera le trovate qui e qui (cliccare).
Kali Avatar:
Con l’Avatar la musica cambia radicalmente. Nonostante un peso ancora molto contenuto, ci troviamo infatti di fronte ad un vero e proprio casco da discesa.
A livello di materiali il Kali vanta una calotta esterna composta da un mix di kevlar, fibra di carbonio e fibra di vetro. Il numero di aperture per la ventilazione ovviamente cala, mentre anche l’Avatar offre in dotazione imbottiture in due diversi spessori.
Un prodotto altamente sofisticato, quindi, che però si differenzia nettamente dagli altri caschi in esame anche a livello di prezzo.
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Prezzo al pubblico: 219 Euro
Peso rilevato (tg.M): 801 g
Pro-Tec Shovelhead 2:
Al pari dell’Avatar, lo Shovelhead2 è un classico casco integrale da discesa. In questo caso la calotta è in ABS come nel Cratoni, calotta che internamente è rivestita da uno strato di EPS avente lo scopo di migliorare l’assorbimento degli urti contenendo al contempo il peso.
Come feritoie di ventilazione siamo ai livelli del Pro-Tec e l’imbottitura come si conviene ad un integrale senza compromessi.
Lo Shovelhead è il più pesante fra i tre caschi in esame, ma promette una sicurezza paragonabile a qualla del Kali ad un prezzo appena superiore a quello del Cratoni.
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Prezzo al pubblico: 100 Euro
Peso rilevato (tg.M): 995 g
Qualità generale
A livello di materiali costituenti la calotta è evidente che il Kali è un gradino sopra Pro-Tec e Cratoni. La qualità delle imbottiture e delle finiture in generale non è da meno, ma da questo punto di vista il divario con lo Shovelhead è meno marcato, seppur ancora presente. Decisamente più spartano invece il Cratoni che, come già anticipato, anche a livello di imbottiture interne tradisce il suo essere “a metà strada” fra un integrale propriamente detto ed un casco aperto.
Solidità percepita
Premettiamo che qualsiasi casco per poter essere commercializzato deve soddisfare dei ben specifici requisiti in termini di sicurezza, e per una valutazione precisa in tal senso sarebbero necessari dei test di laboratorio che non abbiamo la possibilità di eseguire.
Ciò detto, le nostre impressioni sono che a livello di solidità i tre caschi rispecchino sostanzialmente quanto già evidenziato nella presentazione iniziale. Mentre Kali e Pro-Tec trasmettono infatti sensazioni simili, vale a dire la solidità e sicurezza garantite dai caschi integrali dedicati alla discesa, il Cratoni paga anche da questo punto di vista l’estrema leggerezza ottenuta senza ricorrere a materiali particolarmente sofisticati (e costosi). La cosa è particolarmente evidente a livello di mentoniera, dato che si deforma visibilmente già applicando con la mano una pressione non esagerata.
Comodità (visibilità, regolazioni)
A livello di calzata Pro-Tec e Kali offrono delle sensazioni leggermente diverse pur trattandosi di prodotti simili per tipologia. Mentre il primo trasmette da subito una grande sensazione di comfort, il Kali esercita una compressione piuttosto marcata a livello delle guance anche adottando l’imbottitura più sottile. Bastano però pochi minuti per dimenticarsene (probabilmente aiutati dal fatto che l’imbottitura cede leggermente), dopodichè si apprezza la qualità dei materiali utilizzati e la cura nella sagomatura. Le imbottiture del Cratoni sono come detto più spartane, ma non per questo la calzata si è rivelata scomoda.
La ventilazione offerta dal Cratoni è ovviamente la più efficace (più feritoie in “collegamento diretto” con l’interno del casco), mentre fra Pro-tec e Kali ci è parso di percepire un leggero vantaggio per il secondo (confermato dal fatto che la maschera si appannava meno facilmente) probabilmente favorito anche dalla forma più affusolata e quindi dalla mentoniera più distante.
Kali e Cratoni offrono visibilità sia laterale che verticale leggermente maggiore rispetto a Pro-Tec (anche questo potrebbe in parte spiegare la sensazione di maggior freschezza dell’Avatar rispetto allo Shovelhead2), ma tutti e tre i caschi si sono rivelati del tutto soddisfacenti da questo punto di vista. Nessun problema neppure a livello di compatibilità con le maschere con cui sono stati utilizzati.
Kali e Pro-Tec permettono la regolazione della posizione della visiera grazie ad un registro “a frizione” in grado di bloccarla totalmente piuttosto che permetterne la regolazione in corsa ma senza che le vibrazioni la facciano scendere. Il Kali è inoltre dotato di una sorta di meccanismo a sgancio (Pop-Out System) il cui scopo è quello di permettere alla visiera di ruotare liberamente in caso di impatto. Decisamente carente è invece la regolazione della visiera sul Cratoni a causa della mancanza di un valido sistema di bloccaggio. Pur stringendo con una certa forza le viti su cui ruota, le vibrazioni fanno sì che la visiera (peraltro non “inarcata” verso l’alto come quelle dello Shovelhead e dell’Avatar) scenda fino al punto di infastidire la vista. Abbiamo rimediato applicando uno strap fra visiera e calotta, sistema non dei più eleganti ed efficaci che presenta inoltre l’inconveniente di dover applicare della colla sulla calotta (saranno precauzioni eccessive, ma in genere è sconsigliato applicare qualsiasi tipo di adesivo).
Altro aspetto che differenzia il Cratoni dal Kali e dal Pro-Tec è il sistema di chiusura: mentre nei primi due troviamo delle generose fibbie con anelli metallici, nel Cratoni abbiamo il classico clip in materiale plastico come si trova sui caschetti da xc. Sicuramente più pratico e veloce, ma anche meno sicuro in caso di impatti particolarmente violenti.
Stabilità
Il leitmotif già sentito ad altre voci si ripete anche per quanto riguarda la stabilità: Pro-Tec e Kali molto stabili con un leggero vantaggio per il secondo, Cratoni un po’ più “ballerino”. La minor stabilità del Cratoni, probabilmente grazie alla leggerezza, non crea comunque particolari inconvenienti neppure sui tratti più sconnessi, ma in caso di impatto potrebbe fare la differenza (soprattutto se l’impatto avviene con la mentoniera la quale eserciterebbe una certa leva).
Conclusioni
Come abbiamo visto ci troviamo di fronte a tre prodotti abbastanza diversi, ognuno in grado di soddisfare esigenze altrettanto diverse.
Il Cratoni Ramp fa della leggerezza e (relativa) freschezza le sue principali armi, un prodotto indicato per chi non fa uso di impianti e desidera un po’ di protezione in più rispetto ad un casco aperto a costi abbordabili. Rispetto ad un integrale vero e proprio qualche compromesso a livello di protezione e stabilità è però inevitabile.
Il Kali Protectives si è rivelato il più performante fra i tre caschi in esame, nonchè quello dai maggiori contenuti tecnologici. Il prodotto ideale per quegli ambiti dove leggerezza non deve in alcun modo significare minor sicurezza, ricordando che un casco leggero è particolarmente apprezzato quando in testa, ancor più di quando sta appeso allo zaino in salita. Il prezzo da pagare? La risposta è nella domanda: il prezzo.
Il Pro-Tec Shovelhead2 è un prodotto esteticamente gradevole, comodo, ben rifinito ed offre la sicurezza tipica di un casco integrale ad un costo relativamente contenuto. C’è poco da aggiungere, se non che si tratta di un’ottima scelta per chi bada alla sostanza e sale prevalentemente meccanizzato.

28 gennaio 2011 di 
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ho provato (solo calzato) in negozio l'avatar, sono rimasto impressionato dalla leggerezza, ergonomia e qualità/prezzo.
Ritornando al test vero e proprio, avendo avuto modo di toccare con mano il Kali trovo sia un signor casco. La cosa che subito si nota è la leggerezza, sorattutto se si è abituati a caschi come i Troy Lee o i The, che superano abbondandemente il chilo. La calotta al tatto non è rigida come altri caschi, ma non è detto che questo significhi meno protezione, anzi.
Piccola domanda sul cratoni, che magari interessa anche ad altri: come funziona il sitema di sgancio della mentoniera? é pratico? Hai provato a pedalare il casco senza mentoniera? E' tanto caldo?
Mi sembra molto interessante in ambito enduro-FR pedalato...
Mi sembra molto interessante in ambito enduro-FR pedalato...
Spero di essermi spiegato...
In ogni caso la rimozione della mentoniera avviene allentando le due viti laterali che si vedono in foto:
PS: è un aspetto marginale, ma ti assicuro che indossato senza mentoniera è pure inguardabile
Spero di essermi spiegato...
In ogni caso la rimozione della mentoniera avviene allentando le due viti laterali che si vedono in foto:
Ps grazie anche per il nobile, anche se ritengo che l'aggettivo più indicato sia: vuota!
Una doverosa premessa è che si tratta di prodotti che si differenziano in modo abbastanza marcato. Kali e Pro-Tec sostanzialmente per una questione di prezzo, Cratoni anche come tipologia.
Tenetene conto nel momento in cui andrete a confrontare le valutazioni dei tre caschi alle varie voci.
Cratoni Ramp
Il Cratoni è l'unico dei tre caschi in esame ad offrire la possibilità di rimuovere la mentoniera e, con i suoi 695 g di peso, il più leggero.
La calotta è in ABS e la ventilazione garantita da ben 17 feritoie poste sia sulla calotta principale che sulla mentoniera. Le imbottiture interne vengono fornite in due diversi spessori, ed in quanto a consistenza sono una via di mezzo fra quelle minimali dei caschi da xc e quelle ben più corpose di norma adottate nei caschi integrali .
Nonostane visivamente il Ramp non abbia molto di diverso da un intergrale vero e proprio, come vedremo più avanti si tratta infatti di un prodotto che per molti aspetti può essere considerato a metà strada fra un casco da xc ed un integrale come inteso nel senso più classico.
Prezzo al pubblico: 89.99 Euro
Peso rilevato (tg.M): 695 g
Kali Avatar:
Con l'Avatar la musica cambia radicalmente. Nonostante un peso ancora molto contenuto, ci troviamo infatti di fronte ad un vero e proprio casco da discesa.
A livello di materiali il Kali vanta una calotta esterna composta da un mix di kevlar, fibra di carbonio e fibra di vetro. Il numero di aperture per la ventilazione ovviamente cala, mentre anche l'Avatar offre in dotazione imbottiture in due diversi spessori.
Un prodotto altamente sofisticato, quindi, che però si differenzia nettamente dagli altri caschi in esame anche a livello di prezzo.
Prezzo al pubblico: 219 Euro
Peso rilevato (tg.M): 801 g
Pro-Tec Shovelhead 2:
Al pari dell'Avatar, lo Shovelhead2 è un classico casco integrale da discesa. In questo caso la calotta è in ABS come nel Cratoni, calotta che internamente è rivestita da uno strato di EPS avente lo scopo di migliorare l'assorbimento degli urti contenendo al contempo il peso.
Come feritoie di ventilazione siamo ai livelli del Pro-Tec e l'imbottitura come si conviene ad un integrale senza compromessi.
Lo Shovelhead è il più pesante fra i tre caschi in esame, ma promette una sicurezza paragonabile a qualla del Kali ad un prezzo appena superiore a quello del Cratoni.
Prezzo al pubblico: 100 Euro
Peso rilevato (tg.M): 995 g
Qualità generale
A livello di materiali costituenti la calotta è evidente che il Kali è un gradino sopra Pro-Tec e Cratoni. La qualità delle imbottiture e delle finiture in generale non è da meno, ma da questo punto di vista il divario con lo Shovelhead è meno marcato, seppur ancora presente. Decisamente più spartano invece il Cratoni che, come già anticipato, anche a livello di imbottiture interne tradisce il suo essere "a metà strada" fra un integrale propriamente detto ed un casco aperto.
Solidità percepita
Premettiamo che qualsiasi casco per poter essere commercializzato deve soddisfare dei ben specifici requisiti in termini di sicurezza, e per una valutazione precisa in tal senso sarebbero necessari dei test di laboratorio che non abbiamo la possibilità di eseguire.
Ciò detto, le nostre impressioni sono che a livello di solidità i tre caschi rispecchino sostanzialmente quanto già evidenziato nella presentazione iniziale. Mentre Kali e Pro-Tec trasmettono infatti sensazioni simili, vale a dire la solidità e sicurezza garantite dai caschi integrali dedicati alla discesa, il Cratoni paga anche da questo punto di vista l'estrema leggerezza ottenuta senza ricorrere a materiali particolarmente sofisticati (e costosi). La cosa è particolarmente evidente a livello di mentoniera, dato che si deforma visibilmente già applicando con la mano una pressione non esagerata.
Comodità (visibilità, regolazioni)
A livello di calzata Pro-Tec e Kali offrono delle sensazioni leggermente diverse pur trattandosi di prodotti simili per tipologia. Mentre il primo trasmette da subito una grande sensazione di comfort, il Kali esercita una compressione piuttosto marcata a livello delle guance anche adottando l'imbottitura più sottile. Bastano però pochi minuti per dimenticarsene (probabilmente aiutati dal fatto che l'imbottitura cede leggermente), dopodichè si apprezza la qualità dei materiali utilizzati e la cura nella sagomatura. Le imbottiture del Cratoni sono come detto più spartane, ma non per questo la calzata si è rivelata scomoda.
La ventilazione offerta dal Cratoni è ovviamente la più efficace (più feritoie in "collegamento diretto" con l'interno del casco), mentre fra Pro-tec e Kali ci è parso di percepire un leggero vantaggio per il secondo (confermato dal fatto che la maschera si appannava meno facilmente) probabilmente favorito anche dalla forma più affusolata e quindi dalla mentoniera più distante.
Kali e Cratoni offrono visibilità sia laterale che verticale leggermente maggiore rispetto a Pro-Tec (anche questo potrebbe in parte spiegare la sensazione di maggior freschezza dell'Avatar rispetto allo Shovelhead2), ma tutti e tre i caschi si sono rivelati del tutto soddisfacenti da questo punto di vista. Nessun problema neppure a livello di compatibilità con le maschere con cui sono stati utilizzati.
Kali e Pro-Tec permettono la regolazione della posizione della visiera grazie ad un registro "a frizione" in grado di bloccarla totalmente piuttosto che permetterne la regolazione in corsa ma senza che le vibrazioni la facciano scendere. Il Kali è inoltre dotato di una sorta di meccanismo a sgancio (Pop-Out System) il cui scopo è quello di permettere alla visiera di ruotare liberamente in caso di impatto. Decisamente carente è invece la regolazione della visiera sul Cratoni a causa della mancanza di un valido sistema di bloccaggio. Pur stringendo con una certa forza le viti su cui ruota, le vibrazioni fanno sì che la visiera (peraltro non "inarcata" verso l'alto come quelle dello Shovelhead e dell'Avatar) scenda fino al punto di infastidire la vista. Abbiamo rimediato applicando uno strap fra visiera e calotta, sistema non dei più eleganti ed efficaci che presenta inoltre l'inconveniente di dover applicare della colla sulla calotta (saranno precauzioni eccessive, ma in genere è sconsigliato applicare qualsiasi tipo di adesivo).
Altro aspetto che differenzia il Cratoni dal Kali e dal Pro-Tec è il sistema di chiusura: mentre nei primi due troviamo delle generose fibbie con anelli metallici, nel Cratoni abbiamo il classico clip in materiale plastico come si trova sui caschetti da xc. Sicuramente più pratico e veloce, ma anche meno sicuro in caso di impatti particolarmente violenti.
Stabilità
Il leitmotif già sentito ad altre voci si ripete anche per quanto riguarda la stabilità: Pro-Tec e Kali molto stabili con un leggero vantaggio per il secondo, Cratoni un po' più "ballerino". La minor stabilità del Cratoni, probabilmente grazie alla leggerezza, non crea comunque particolari inconvenienti neppure sui tratti più sconnessi, ma in caso di impatto potrebbe fare la differenza (soprattutto se l'impatto avviene con la mentoniera la quale eserciterebbe una certa leva).
Conclusioni
Come abbiamo visto ci troviamo di fronte a tre prodotti abbastanza diversi, ognuno in grado di soddisfare esigenze altrettanto diverse.
Il Cratoni Ramp fa della leggerezza e (relativa) freschezza le sue principali armi, un prodotto indicato per chi non fa uso di impianti e desidera un po' di protezione in più rispetto ad un casco aperto a costi abbordabili. Rispetto ad un integrale vero e proprio qualche compromesso a livello di protezione e stabilità è però inevitabile.
Il Kali Protectives si è rivelato il più performante fra i tre caschi in esame, nonchè quello dai maggiori contenuti tecnologici. Il prodotto ideale per quegli ambiti dove leggerezza non deve in alcun modo significare minor sicurezza, ricordando che un casco leggero è particolarmente apprezzato quando in testa, ancor più di quando sta appeso allo zaino in salita. Il prezzo da pagare? La risposta è nella domanda: il prezzo.
Il Pro-Tec Shovelhead2 è un prodotto esteticamente gradevole, comodo, ben rifinito ed offre la sicurezza tipica di un casco integrale ad un costo relativamente contenuto. C'è poco da aggiungere, se non che si tratta di un'ottima scelta per chi bada alla sostanza e sale prevalentemente meccanizzato.
ieri mi e capitato di vederli tutti girando un po di negozi, l'unica cosa mi sembra che il Cratoni non abbia la possibilità di togliere la mentoniera (riesci a mettere una foto senza mentoniera?) per il resto mi e piaciuto di più il Pro-Tec, nel senso che rapporto peso qualità e prezzo, dal mio punto di vista e quello più interessante
Le viti di fissaggio come detto in precedenza sono due per parte e per toglierle è meglio avere con sè un moltitool dotato di cacciavite (non so se si riesca anche con una piccola moneta, ma se anche fosse si rischia di danneggiarle in breve tempo, dato l'intaglio è molto poco accentuato):
Un dettaglio delle viti. Per dare un'idea delle dimensioni tenete conto che sono lunghe circa 10 mm (8 mm la parte filettata):
Qua sotto invece è il dettaglio dei fori di fissaggio della mentoniera al corpo principale del casco. Le placchette metalliche filettate che si vedono nella foto sono semplicemente incollate alla mentoniera. Una volta che la mentoniera stessa è fissata al casco, grazie alle viti si crea comunque un corpo unico e non c'è alcun problema.
Rimane il fatto che il sistema nel suo insieme non è di una gran praticità e tutto sommato non sebra veramente pensato per un frequente uso con/senza mentoniera. Lo conferma il fatto che la calzata senza mentoniera non è neppure delle migliori.
Già che c'ero mi sono preso la briga di pesare la mentoniera: 182 g viti escluse (circa 3 g).
1) numero di calotte rispetto al numero di misure.Evidente che se con 2 calotte faccio 6 misure,quelle più piccole rispetto alla calotta avranno una quantità di imbottitura che non permette una sufficiente fermezza del casco rispetto al cranio
2)profilo posteriore:deve essere tale da permettere l'iperestensione del collo senza problemi,specie in un integrale dove la mentoniera fa spesso da leva in un urto frontale.
Per quanto riguarda il peso,meno grammi in testa,oltre che affaticare meno la colonna cervicale,permettono anche di ridurre la massa complessiva cranio+casco,che può essere utile nel ridurre le probabilità di ematomi da contraccolpo.Ovviamente,come ha evidenziato Muldox nel confronto Cratoni/Kali,quando il peso ridotto è ottenuto con la differenza di materiale e non con la minore quantità,magari di materiale anche molto meno valido.
Appare evidente,quindi,che scegliere un casco solo in base al parametro del costo sia la cosa più sbagliata che si possa fare,come ho risposto poco tempo fa ad un forumendolo che affermava che quando un casco è omologato,il livello di protezione è identico che costi 50 o 500€ e che pesi poco o tanto.Niente di più sbagliato
Oltre alla leggerezza trovo notevole anche la "freschezza", è pur sempre un integrale ma non ci faccio le saune come con altri.
Ho avuto anche la possibilità di testarlo, nel senso che mi è capitato di dare nà gran capata, fisicamente non ne ho risentito (d'altronde era prevedibile
Ritengo cmq il confronto Cratoni-Kali non indicativo, sono, secondo me, 2 cachi completamente differenti.....soprattutto, non solo nel prezzo.
Tenetene conto nel momento in cui andrete a confrontare le valutazioni dei tre caschi alle varie voci....
Oltre alla leggerezza trovo notevole anche la "freschezza", è pur sempre un integrale ma non ci faccio le saune come con altri.
Ho avuto anche la possibilità di testarlo, nel senso che mi è capitato di dare nà gran capata, fisicamente non ne ho risentito (d'altronde era prevedibile
p.s. per misure fino a 58.5cm scarsi (centro-fronte) và bene anche la taglia M
Ho un avatar, ho avuto il D2 e il THE, quelli li reputo caschi simili...
Le viti di fissaggio come detto in precedenza sono due per parte e per toglierle è meglio avere con sè un moltitool dotato di cacciavite (non so se si riesca anche con una piccola moneta, ma se anche fosse si rischia di danneggiarle in breve tempo, dato l'intaglio è molto poco accentuato):
Un dettaglio delle viti. Per dare un'idea delle dimensioni tenete conto che sono lunghe circa 10 mm (8 mm la parte filettata):
Qua sotto invece è il dettaglio dei fori di fissaggio della mentoniera al corpo principale del casco. Le placchette metalliche filettate che si vedono nella foto sono semplicemente incollate alla mentoniera. Una volta che la mentoniera stessa è fissata al casco, grazie alle viti si crea comunque un corpo unico e non c'è alcun problema.
Rimane il fatto che il sistema nel suo insieme non è di una gran praticità e tutto sommato non sebra veramente pensato per un frequente uso con/senza mentoniera. Lo conferma il fatto che la calzata senza mentoniera non è neppure delle migliori.
Già che c'ero mi sono preso la briga di pesare la mentoniera: 182 g viti escluse (circa 3 g).
non dubitavo assolutamente della Tua professionalità
1) numero di calotte rispetto al numero di misure.Evidente che se con 2 calotte faccio 6 misure,quelle più piccole rispetto alla calotta avranno una quantità di imbottitura che non permette una sufficiente fermezza del casco rispetto al cranio
Detto questo io che ho 58.5mm (quindi proprio la via di mezzo…azzh) credo che prenderò la taglia L come il casco attuale che forse mi và un pelo largo ma lo stesso casco in taglia M non riuscivo nemmeno ad entrare… cosa mi consigliate?
ps: ma per vedere il peso degli altri caschi Kali dove posso andare? perchè sul sito non sono riportati
Originalmente inviato da WWW.GD-STORE.IT
p.s. per misure fino a 59cm (centro-fronte) và benissimo la taglia M
…non sono sicuro che questa affermazione sia giusta.
Sul sito Kali per la DH ho visto che hanno anche altri due modelli, il Durgana e il Savara ed ero curioso di saper il peso.
Credo siano più pesanti perché sono più economici ma non son sicuro…
Sul sito Kali per la DH ho visto che hanno anche altri due modelli, il Durgana e il Savara ed ero curioso di saper il peso.
Credo siano più pesanti perché sono più economici ma non son sicuro
Scherzi a parte, anche gli altri modelli sono ottimi ma l'Avatar è veramente una........fresca piuma, sempre a garanzia di botto, cmq
vecchia volpe, quando mi rimetto in sesto mi devi portare a spasso dalle tue parti
vecchia volpe, quando mi rimetto in sesto mi devi portare a spasso dalle tue parti
Son 2 anni che ti devi rimettere, sarebbe ora di chiudere quel cantiere, altrimenti di diventi come la Salerno-ReCCio Calabria
Spero quanto prima si possa girare Avatarizzati
Sul sito Kali per la DH ho visto che hanno anche altri due modelli, il Durgana e il Savara ed ero curioso di saper il peso.
Credo siano più pesanti perché sono più economici ma non son sicuro
definiamo il modo in cui misuriamo la misura del capo !
definiamo il modo in cui misuriamo la misura del capo !
Good Trail !
Sia inteso
sarebbe bello in futuro avere una tua Autorevole Impressione su questo casco... magari con un test!
Ciao.
comunque grazie mille per le info
Il Cratono mi da un'idea di maggiore solidità rispetto al Met parachute...voi cosa dite?
Ho un problema... Come tiro la fibbia?
Non mi riesce trovare il modo...
Ho un problema... Come tiro la fibbia?
Non mi riesce trovare il modo...
inizialmente mi sono impiccato!
provo a spiegartelo a parole:
1) prendi la fibbia e la fai passare dentro i due anelli;
2) allarga i due anelli;
3) gira su se stessa la fibbia e falla passare dentro l'anello più interno, quello con la linguetta rossa;
4) gira la fibbia su se stessa e chiudi la clip!
fatto! :P
inizialmente mi sono impiccato!
provo a spiegartelo a parole:
1) prendi la fibbia e la fai passare dentro i due anelli;
2) allarga i due anelli;
3) gira su se stessa la fibbia e falla passare dentro l'anello più interno, quello con la linguetta rossa;
4) gira la fibbia su se stessa e chiudi la clip!
fatto! :P
maremma bona..!...mi era preso male...