Dischi Shimano Ice-Tech testati da Velotech.de: riscontrate ottime prestazioni
Molti di voi ricorderanno il rumore che ha fatto un articolo di bike (di cui abbiamo parlato anche qui sul forum), il quale diceva che i testers hanno riscontrato lo scioglimento dei nuovi dischi ice-tech di Shimano. Shimano Europe si è affidata ad un istituto di terze parti per un controllo oggettivo e ne pubblica con orgoglio i positivi risultati.
[Comunicato stampa] Il rinomato istituto di tests “Velotech.de” ha testato tutti i freni a disco SHIMANO XTR nelle scorse settimane, con risultati sorprendenti. Hanno testato sia la versione xc che la trail dei nuovi XTR con dischi di dimensioni diverse e comparato i risultati con quelli ottenuti sia per i Saint che per altri due modelli di alta gamma, spesso inclusi nei test delle riviste. Potete visionare i risultati dei tests sui certificati originali “Velotech.de” ed i report delle misure che sono stati pubblicati sul sito Shimano Europe:

14 febbraio 2011 di 
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Ciaoo!!
A pensar male, l'oste cosa vuoi che dica del proprio vino?
Vedremo se c'e' qualcuno che li scioglie nella realta'.
A pensar male, l'oste cosa vuoi che dica del proprio vino?
Vedremo se c'e' qualcuno che li scioglie nella realta'.
Dei test condotti dalle aziende mi fido poco... sicuramente bike ha un metodo molto severo, ogni freno, volendo, si cuoce... ma se qualcuno si cuoce meno e qualcuno di più, amen, meglio che si sappia!
Pero' un piccolo tarlo che rode sta li, shimano paga per dei test per difendersi da una rivista che per esperienza non ha problemi a stroncare un prodotto... risultato... la rivista ha "torto" o i suoi test sono piu' pesanti di quelli dell'ente autonomo.
Sicuramente meglio se shimano si metteva in contatto con bike per capire come avevano fatto e perche' i suoi dischi si sono sciolti al contrario degli altri brand. Cosi' il dubbio rimane.
L'XTR da 160 con questo nuovo sistema resiste più di una volta e mezzo di un Saint da 203mm (robusto impianto da DH a 4 pistoni, noto per la sua affidabilità sotto stress)? E allora come hanno fatto quelli di bike a sciogliere i dischi? Anche tutti gli altri freni sottoposti allo stesso test avrebbero dovuto cedere...
Il dubbio, poer lo meno a me, rimane e mi sa che l'unico modo per avere una risposta certa su questi freni sia testarli di persona o sentire le impressioni di qualcuno che sono sicuro essere imparziale.
Considerato che comunque un disco non costa cifre spropositate, penso che comunque il rischio si possa correre. Se questo test fosse vero, gli incrementi prestazionali sarebbero notevoli.
Secondo me sarebbe pure interessante che BIKE rifacesse il test.
Hanno test doppi di bike...
Non credo dovrebbe essere un problema.
Secondo me sarebbe pure interessante che BIKE rifacesse il test.
Hanno test doppi di bike...
Non credo dovrebbe essere un problema.
Lo ricordo il test e la polemica seguente...
Era solo il dubbio che l'avessero fatto su un set pre-produzione-standard.
L'XTR da 160 con questo nuovo sistema resiste più di una volta e mezzo di un Saint da 203mm (robusto impianto da DH a 4 pistoni, noto per la sua affidabilità sotto stress)? E allora come hanno fatto quelli di bike a sciogliere i dischi? Anche tutti gli altri freni sottoposti allo stesso test avrebbero dovuto cedere...
Il dubbio, poer lo meno a me, rimane e mi sa che l'unico modo per avere una risposta certa su questi freni sia testarli di persona o sentire le impressioni di qualcuno che sono sicuro essere imparziale.
Considerato che comunque un disco non costa cifre spropositate, penso che comunque il rischio si possa correre. Se questo test fosse vero, gli incrementi prestazionali sarebbero notevoli.
Dei test condotti dalle aziende mi fido poco... sicuramente bike ha un metodo molto severo, ogni freno, volendo, si cuoce... ma se qualcuno si cuoce meno e qualcuno di più, amen, meglio che si sappia!
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...l'unica cosa da fare è un mtbforum-test di quelli duri e puri...
Dovuto a una nuova "mescola" del disco, tratta dall'articolo:
This technology basically consists of two elements. First of all, the rotors have a 3-layer sandwich structure of an aluminum core and two stainless steel outer layers; due to the higher heat dissipation of aluminum it reduces the rotor surface temperature with around 100 degrees. Secondly, the ICE TECHNOLOGIES brake pads that are recommended for trail riding feature aluminum cooling fins that can further improve the heat dissipation and reduce the brake-pad surface temperature by another 50 degrees.
Un vs. test a questo punto è necessario
Dovuto a una nuova "mescola" del disco, tratta dall'articolo:
This technology basically consists of two elements. First of all, the rotors have a 3-layer sandwich structure of an aluminum core and two stainless steel outer layers; due to the higher heat dissipation of aluminum it reduces the rotor surface temperature with around 100 degrees. Secondly, the ICE TECHNOLOGIES brake pads that are recommended for trail riding feature aluminum cooling fins that can further improve the heat dissipation and reduce the brake-pad surface temperature by another 50 degrees.
Un vs. test a questo punto è necessario
se riesco a trovare il video del test lo posto
cliccate su
Scheibenbremsentest
nn so se siano gli shimano pero
Questo rinomato istituto tedesco che ha eseguito i test per conto di Shimano, ha ripetuto esattamente lo stesso test con cui Bike aveva fuso i suoi 2 impianti campione o se ne è inventato un altro?
No perché altrimenti stiamo comparando mele con meloni...non va mica bene così eh...
Vedendo però i risultati sono rimasto basito ed incredulo.
Ad ogni modo, germania, italia, o ovunque, vi dico che è piuttosto semplice pilotare i risultati di questi test.
EDIT: ed aggiungo,
per esempio: chi assicura che i materiali consegnati all'ente che ha eseguito il test siano gli stessi che poi vengono messi in commercio? Non ci sono foto delle parti oggetto di test, non ci sono analisi metallografiche di dischi, pastiglie, pinze etc etc. Così come i materiali, in fase di test, c'è il modo di pilotare i risultati in ogni modo.
per esempio: chi assicura che i materiali consegnati all'ente che ha eseguito il test siano gli stessi che poi vengono messi in commercio? Non ci sono foto delle parti oggetto di test, non ci sono analisi metallografiche di dischi, pastiglie, pinze etc etc. Così come i materiali, in fase di test, c'è il modo di pilotare i risultati in ogni modo.
Nel secondo caso, sicuramente forniti da SHIMANO saranno stati ultracontrollati per materiali, tolleranze, assemblaggio, spurgo, etc.
A leggerlo bene e ad osservare i grafici sembrano che abbiano trovato il "Santo Graal" (inteso come linea di sangue...non certo come coppa fisica) del rotore per impianti freno a disco...quanto meno.
Questo test mi ricorda e parecchio il paradigma in voga nei paesi anglosassoni (U.S.A soprattutto) di test con pubblicazione anche aperta dei risultati (quasi sempre scadenti) della cosiddetta concorrenza.
L`unico giudice ultimo sara` l`utente finale e non per carita` i rider professionisti...per quelli ovviamente attenzione da parte della casa madre massima.
A leggere i risultati dei test fatti in questa modalita` il prodotto X al centro del test ha sempre attribuzioni positive (anche rispetto al prodotto X-1 dello stesso brand ma di appena un microsecondo prima...quanto a produzione, epoca) e mai negative o quanto meno solo marginali...
Mentre il prodotto Y della "concorrenza" e` sempre schifoso...progettato male, con curva di dissipazione del calore pessima, fischia e via di seguito...in poche parole i progettisti del prodotto Y dovrebbero andare a ripetizione.
Ovvio che non verranno mai menzionati gli impianti freno a disco delle generazioni passate prodotte sempre da big S dato che siamo all`ultimo dell`anno...si butta tutto per rinnovare tutto il primo del seguente anno.
Si da molta enfasi alla struttura a sandwich del rotore con il core di alluminio nel centro ma...
1) dubbi sulle vie di trasmissione del calore dal nucleo verso l`esterno in acciaio...
2) costruendo una struttura a sandwich con materiali aventi conducibilita` termiche diverse di sicuro ci sono stati problemi di equalizzazione delle costanti di tempo termiche.
Per permettere una alta velocita` di smaltimento dell`energia termica prodotta di sicuro c`e` bisogno di superficie a disposizione dato che qui rientriamo nell`ambito della trasmissione del calore per convezione...in gran parte naturale dovuta al gradiente di temperatura che si instaura tra superfici dei rotori ed ambiente.
Quello che mi fa pensare e` come mai abbiano pensato a questa soluzione solo adesso...prima tutti con rotori monolitici adesso magicamente la soluzione "uovo di Colombo"...
Comunque state tranquilli, la verita` verra` a "galla" nel momento in cui ci sara` diffusione di questo nuovo tipo di impianti.
La strategia e` chiara...e` non la posso scrivere qui pubblicamente...immaginate.
Grazie.
Nel secondo caso, sicuramente forniti da SHIMANO saranno stati ultracontrollati per materiali, tolleranze, assemblaggio, spurgo, etc.
Grazie.
Marco1971.
Calore che per arrivare ai 100 gradi Celsius in meno va dissipato ed anche in fretta...
E` proprio qui che risiede secondo me il pomo della discordia...
E che da un lato nel "primo test" ha prodotto le severe variazioni dimensionali dei rotori mentre qui sembra tutto ritornato secondo le specifiche ed i capitolati di progetto.
I tester ultimi continueranno ad essere gli utilizzatori finali...che sono in ogni modo anche i piu` attendibili.
Grazie.
Marco1971.
Calore che per arrivare ai 100 gradi Celsius in meno va dissipato ed anche in fretta...
E` proprio qui che risiede secondo me il pomo della discordia...
E che da un lato nel "primo test" ha prodotto le severe variazioni dimensionali dei rotori mentre qui sembra tutto ritornato secondo le specifiche ed i capitolati di progetto.
I tester ultimi continueranno ad essere gli utilizzatori finali...che sono in ogni modo anche i piu` attendibili.
Grazie.
Marco1971.
ciauz
ciauz
ps: è un pò come quella barzelletta che alla base dell'inquinamento, vedi polveri sottili, qualche tempo fà chi di dovere,davano la colpa agli allevamenti vaccini, suini, ed ovini...
ciauz
Può darsi che quelli di velotech siano stati troppo buoni per un motivo o per l'altro, ma può anche essere che il test di bike sia esageratamente severo, e nella pratica non si arrivi mai a situazioni del genere. Come se, ad esempio, per testare la sicurezza di una macchina, la mandassi a 160 km/h contro un muro.
Può darsi che quelli di velotech siano stati troppo buoni per un motivo o per l'altro, ma può anche essere che il test di bike sia esageratamente severo, e nella pratica non si arrivi mai a situazioni del genere. Come se, ad esempio, per testare la sicurezza di una macchina, la mandassi a 160 km/h contro un muro.
l'unica variante potrebbe esser che quella partita della prima prova fosse particolarmente "sfigata" oppure che quelli dati velotech, particolarmente curati e privi di tutti quei problemi che han avuto gli altri...
Può darsi che quelli di velotech siano stati troppo buoni per un motivo o per l'altro, ma può anche essere che il test di bike sia esageratamente severo, e nella pratica non si arrivi mai a situazioni del genere. Come se, ad esempio, per testare la sicurezza di una macchina, la mandassi a 160 km/h contro un muro.
Per carità, che i dischi si sciolgano è gravissimo, ma io sto facendo un discorso soggettivo.
Sia bike che mountain bike hanno infatti parlato di un ottimo feeling dato da questi freni (che -concedetemelo- secondo me sono bellissimi). Certo, girare con il dubbio che possa sciogliersi un disco non è per niente bello, ma tutto si risolve cambiando i dischi con quelli in acciaio degli xt. Dipende quanto il negoziante sia disposto a vendere una coppia di freni con dischi diversi da quelli di default (magari su molti negozi online non è nemmeno possibile).
P.S.: non dimentichiamo che durante il test di bike anche le pastiglie sono state distrutte, ma anche qui credo che le alternative sul mercato siano parecchie.
Intanto dai dati (parlo delle schede report) i 180mm richiedono maggior pressione dei 160mm per garantire pari decelerazione
Inoltre, (non mi sono letto tutti i test, gli ho dato un'occhiata) da quello che ho potuto capire, il test prevede frenate per 90 secondi intervallate da 2 secondi per x volte, ma le potenze in gioco mi paiono molto basse, dovrei mettermi a fare dei conti, ma io che sono sui 110 kg compresa la biga, se freno ripetutamente, a giudicare dalle temperature che raggiungono i dischi, altro che KWh devo dissipare. Secondo mè il laboratorio è attendibile, come dovrebbe comunque essere, ma il problema è la norma a cui fanno riferimento che non centra un fico! (alias parametri di prova)
Per esempio, se testo una macchina da f1 con l'accelerometro su un fondo sconnesso per verificare il comfort, mi dite che senso ha?
Intanto dai dati (parlo delle schede report) i 180mm richiedono maggior pressione dei 160mm per garantire pari decelerazione
Affinché un test abbia un minimo significato "scientifico" va realizzato in primis in modo che possa essere replicato, poi siccome parliamo di prove di un componente va scelto il modo di selezionare il campione, poi va dimensionato il campione, poi vanno fatti n test e poi si decide se le differenze tra un impianto e l'altro sono significative. Ho visto troppi test "manomessi" anche solo a livello grafico, chi mi dice che quella differenza tra il freno X e il freno Y è significativa? come è stato scelto il campione? insomma come sempre molta enfasi a come vengono "strillati" i risultati e poco interesse su come si è giunti a quei risultati e come vanno letti quei risultati.... eppure il "gioco" tutto lì.
Se chiedete alla ferrovie vi dirà che meno del 5% dei treni è in ritardo, se chiedete ai pendolari vi diranno che i treni sono sempre in ritardo.....