I vertriders presi dal flow!
I vertriders ci hanno scritto per segnalarci la prima parte di una trilogia, in cui ci fanno conoscere una concezione un po’ inusuale di “flow”. Lasciamo le parole a loro:
I vertriders di Innsbruck sono famosi per la realizzazione di percorsi di mountain bike estremamente tecnici in ambienti alto alpini. Insomma non proprio quello che in genere ci si potrebbe aspettare da un percorso flow. Che cosa ha dunque a che fare il flow con sentieri rocciosi caratterizzati da tratti ripidi e grossi massi? Questa domanda se l’è posta il produttore tirolese Hannes Mair durante la produzione della nuova trilogia sui Vertriders. Con l’aiuto di un mikrokopter è riuscito a dar vita a dei filmati con riprese mozzafiato ambientate nel paesaggio montano unico del Tirolo. Alla fine è pure venuto a conoscenza di definizioni del tutto nuove del sentimento “flow”…
Ulteriori informazioni sulla home page: www.team-vertriders.org


11/02/2013 di
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Troppo avanti.....
Pero' censura all'operatore: sottotitoli in inglese, please...
Boda
Per chi volesse, qui http://www.triridemtb.com/vertriders/ ce qualcos' altro sui vertriders, e su qualche altra attività che svolgono, hanno persino creato delle piste dh veramente belle!
cmq spettacolo!
Seconda parte tutto quasi già visto....e sentito.
io sarei rotolato giù dal monte dopo 3 metri anzi facciamo 2
IL SOUND ED IL VIDEO...
il resto è MANICO e tutto messo assieme danno vita ad uno spettacolo!
bravissimi!!!!
e ritengo i vertrider rider con un manico esagerato ma che rischiano davvero troppo. questa è andarselo a cercare.
e perchè mai?
se lo fanno è perchè si sentono di farlo, se arrivano in fondo vivi (e praticamente in sella) significa anche che sono preparati ad affrontare quello che affrontano... dove sta il limite tra quello che è giusto fare 'solo' a piedi...se cadi da una cengia esposta perchè inciampi in una pietra il risultato è il medesimo che cadere per aver sbagliato a frenare o a impostare una curva... se la mettiamo così è meglio rimanere sul divano.
Trovo invece che sia molto bella l'idea che l'evoluzione non sia solo dei materiali ma anche della prestazione umana. In un certo senso li considero dei pionieri...forse se qualcuno con il loro stesso spirito in altri tempi non avesse provato ad andare fuoristrada con una bicicletta non sarebbe nemmeno nata la mtb...
se lo fanno è perchè si sentono di farlo, se arrivano in fondo vivi (e praticamente in sella) significa anche che sono preparati ad affrontare quello che affrontano... dove sta il limite tra quello che è giusto fare 'solo' a piedi...se cadi da una cengia esposta perchè inciampi in una pietra il risultato è il medesimo che cadere per aver sbagliato a frenare o a impostare una curva... se la mettiamo così è meglio rimanere sul divano.
Trovo invece che sia molto bella l'idea che l'evoluzione non sia solo dei materiali ma anche della prestazione umana. In un certo senso li considero dei pionieri...forse se qualcuno con il loro stesso spirito in altri tempi non avesse provato ad andare fuoristrada con una bicicletta non sarebbe nemmeno nata la mtb...
L.
PS e cmq alla fine ho notato che si possono attivare i sottotitoli in inglese
cucchiaino.
Peccato per il loro francese stretto, non sono riuscito a capirlo.
Enrico
comunque molto belli...
che sbatta salire fin là a piedi con la bici in spalla....
ad ogni modo il mio concetto di flow è un pochino differente
Esistono particolari tecniche di trasporto o meglio ancora supporti da tracolla o da zaino, dove appendere la due ruote?
se lo fanno è perchè si sentono di farlo, se arrivano in fondo vivi (e praticamente in sella) significa anche che sono preparati ad affrontare quello che affrontano... dove sta il limite tra quello che è giusto fare 'solo' a piedi...se cadi da una cengia esposta perchè inciampi in una pietra il risultato è il medesimo che cadere per aver sbagliato a frenare o a impostare una curva... se la mettiamo così è meglio rimanere sul divano.
Trovo invece che sia molto bella l'idea che l'evoluzione non sia solo dei materiali ma anche della prestazione umana. In un certo senso li considero dei pionieri...forse se qualcuno con il loro stesso spirito in altri tempi non avesse provato ad andare fuoristrada con una bicicletta non sarebbe nemmeno nata la mtb...
La mtb è rischiosa di suo, arrivare al punto di trasformarla da pericolosa a fatale in caso di errore minimo diventa mancanza di amore per questo sport, si sconfina nell'amore solo dell'adrenalina.
Un appunto sulla Croce: anch'io non l'ho visto un gran bel gesto appendere una bike alla Croce stessa
Vivere la montagna al 100% non significa sacrificare la vita o rischiare di sacrificarla con discipline che al minimo errore si va giù, vivere la montagna al 100% significa proprio rispettarla, ma non tenendola semplicemente pulita, riconoscendone la pericolosità e adeguando il proprio viverla di conseguenza.
Nel mio caso in generale non approvo quel tipo di discipline dove uno non possa sbagliare, dove per definizione che non dovrebbe sbagliare è un uomo...il che la dice lunga....mettiamoci che in più nel caso mtb ci possa essere anche un improvviso guasto tecnico.
Ma a te che male fa chi si cimenta in queste discipline?
Ma a te che male fa chi si cimenta in queste discipline?
Non è questione che fanno male a me, è questione che guardo un video e posso approvare o meno una disciplina, anche spassionatamente, la mia non vuole essere una crociata, alla fine ognuno faccia quel che vuole se non nuoce ad altri.
Per quanto riguarda il discorso emulazione è la solita storia: se uno imita la prima cosa che vede in TV, in rete o legge su un libro, non è in ogni caso destinato a lunga vita.
Gerry non ha detto che a piedi si può cadere di sotto, in bike no, ha detto che trova alcune location più adatte all'attività su due gambe che su due ruote, prendersi il rischio -perchè questo oggettivamente è- di giocherellare in equilibrio su parti esposte della montagna non lo si fa ne a piedi ne in bici, per quanto bravo sia un escursionista o un biker. Le montagne sono piene di cadeveri che pensavano d'essere invincibili o cmq più bravi di qualsiasi imprevisto. Non c'entra nulla il discorso "tanto vale stare sul divano allora".....l'esposto andrebbe evitato a priori se non debitamente legati, o mi si vuole dire che tutte le protezioni attive e passive realizzate a questo mondo lo sono per nulla?Se uno vuole prendersi dei rischi può farlo accettando qualcuno gli faccia l'appunto che la cosa sia discutibile, discutibile non significa per forza sbagliata ,però....
La mtb è rischiosa di suo, arrivare al punto di trasformarla da pericolosa a fatale in caso di errore minimo diventa mancanza di amore per questo sport, si sconfina nell'amore solo dell'adrenalina.
Un appunto sulla Croce: anch'io non l'ho visto come un gran bel gesto appendere una bike alla Croce stessa
1) la montagna è piena di croci di gente che è morta, è vero... dove stia il limite dell'imprudenza e dell'avventatezza però non è dato dalla forma della lapide ma da una serie di fattori che coinvolgono, volenti o nolenti, anche elementi non controllabili dalle nostre azioni (leggasi sassi caduti anche per la sola e semplice gravità) o per pura e semplice fatalità. Sono coinvolti più spesso in incidenti mortali gli escursionisti o i raccoglitori di funghi che fanno cose a tuo avviso "prudenti" piuttosto che chi arrampica o fa attività alpinistica in senso stretto.
2) con quale parametro stabilisci che un sentiero è adatto ai piedi piuttosto che alla mountain bike? con quello del biker incapace? o con quello del biker invidioso per le abilità altrui? Questo, lasciamelo dire, è il punto che mi fa più sbarellare della tua esposizione... quello che tu vedi come un "giocherellare in equilibrio su parti esposte" può essere una sequenza di azioni controllate (e di controllo mi pare ne mostrino a volontà) che implica l'attuazione da parte di un atleta di una serie di gesti tecnici acquisiti e memorizzati attraverso una lunga pratica ed un lungo allenamento. Se fai un paragone alpinistico è molto più pazzesco fare solo climbing, per inciso ti ricordo poi che il buon Patrick Edlinger (che avresti stigmatizzato senz'altro) è morto cadendo da una scala a pioli a 50anni mentre raccoglieva le mele o giù di lì e non 'sbottonandosi' falesia dell'Escale nel Verdon che saliva (son 500m di parete verticale) a piedi nudi e slegato.
3) i limiti dell'uomo tendono ad espandersi con l'acquisizione di nuove conoscenze, nuovi materiali, e nuovi modi di vedere ed intendere la vita... se questo processo insito nella natura umana non fosse mai avvenuto ora, invece che amare la mountain bike, piglieresti a colpi di clava qualche tuo simile dentro una grotta.
4) L'innalzamento dei limiti significa anche una ricerca interiore e l'affinamento di una dimensione di comprensione profonda (e di rispetto) per l'ambiente che si calpesta... pensare che se qualcuno ha tracciato un sentiero che va in cima a una montagna si possa in qualche modo tentare di scenderlo in bicicletta è la naturale evoluzione di una disciplina che, vivaddio, non è rimasta alla tutina fucsia ed al giro del parco urbano sulla pista di ghiaia.
E' ovvio che la scelta di tentare alcuni passaggi o intere discese non è un gesto da compiere a cuore leggero e senza un assoluto bagaglio tecnico...però se vedi, alcuni passaggi del video li han fatti in due, non li hanno fatti (o tentati imprudentemente tutti). Per aver conosciuto personalmente Gleitsmann che pur non essendo del gruppo dei vertriders fa cose del tutto simili ti posso assicurare che non è affatto nè uno sprovveduto nè un coglionazzo che va a cercare 'la bella morte'. Studia, si prepara, si allena...prende qualche rischio, è vero, ma forse ne corre in proporzione molti meno del 'domenichino' che credendosi nel giusto percorre, senza la giusta tecnica, un rassicurante e liscissimo trail di bassa quota.
la libertà individuale è fatto sacro dell'autodeterminazione umana...mi fa profondamente incazzare che per viltà, grettezza o chiusura mentale qualcuno, nel 2013, voglia porre dei limiti all'immaginazione di altri senza conoscerli, senza averli visti andare in bici, senza averne, tra le altre cose, il minimo diritto.
cordialità
'ciuc
Per quanto riguarda il discorso emulazione è la solita storia: se uno imita la prima cosa che vede in TV, in rete o legge su un libro, non è in ogni caso destinato a lunga vita.
E poi, cosa vuoi che ti dica? Sarò fortunato più d'altri....amo la mtb -e chi mi conosce sa quanto io l'ami- ma non ho solo questo nella vita, anzi ho cose anche migliori e di molto e sono "costretto" da queste a far in maniera che una passione non me le tolga.
Bel video!
PS: ancora polemiche sul rischio?
1) la montagna è piena di croci di gente che è morta, è vero... dove stia il limite dell'imprudenza e dell'avventatezza però non è dato dalla forma della lapide ma da una serie di fattori che coinvolgono, volenti o nolenti, anche elementi non controllabili dalle nostre azioni (leggasi sassi caduti anche per la sola e semplice gravità) o per pura e semplice fatalità. Sono coinvolti più spesso in incidenti mortali gli escursionisti o i raccoglitori di funghi che fanno cose a tuo avviso "prudenti" piuttosto che chi arrampica o fa attività alpinistica in senso stretto.
2) con quale parametro stabilisci che un sentiero è adatto ai piedi piuttosto che alla mountain bike? con quello del biker incapace? o con quello del biker invidioso per le abilità altrui? Questo, lasciamelo dire, è il punto che mi fa più sbarellare della tua esposizione... quello che tu vedi come un "giocherellare in equilibrio su parti esposte" può essere una sequenza di azioni controllate (e di controllo mi pare ne mostrino a volontà) che implica l'attuazione da parte di un atleta di una serie di gesti tecnici acquisiti e memorizzati attraverso una lunga pratica ed un lungo allenamento. Se fai un paragone alpinistico è molto più pazzesco fare solo climbing, per inciso ti ricordo poi che il buon Patrick Edlinger (che avresti stigmatizzato senz'altro) è morto cadendo da una scala a pioli a 50anni mentre raccoglieva le mele o giù di lì e non 'sbottonandosi' falesia dell'Escale nel Verdon che saliva (son 500m di parete verticale) a piedi nudi e slegato.
3) i limiti dell'uomo tendono ad espandersi con l'acquisizione di nuove conoscenze, nuovi materiali, e nuovi modi di vedere ed intendere la vita... se questo processo insito nella natura umana non fosse mai avvenuto ora, invece che amare la mountain bike, piglieresti a colpi di clava qualche tuo simile dentro una grotta.
4) L'innalzamento dei limiti significa anche una ricerca interiore e l'affinamento di una dimensione di comprensione profonda (e di rispetto) per l'ambiente che si calpesta... pensare che se qualcuno ha tracciato un sentiero che va in cima a una montagna si possa in qualche modo tentare di scenderlo in bicicletta è la naturale evoluzione di una disciplina che, vivaddio, non è rimasta alla tutina fucsia ed al giro del parco urbano sulla pista di ghiaia.
E' ovvio che la scelta di tentare alcuni passaggi o intere discese non è un gesto da compiere a cuore leggero e senza un assoluto bagaglio tecnico...però se vedi, alcuni passaggi del video li han fatti in due, non li hanno fatti (o tentati imprudentemente tutti). Per aver conosciuto personalmente Gleitsmann che pur non essendo del gruppo dei vertriders fa cose del tutto simili ti posso assicurare che non è affatto nè uno sprovveduto nè un coglionazzo che va a cercare 'la bella morte'. Studia, si prepara, si allena...prende qualche rischio, è vero, ma forse ne corre in proporzione molti meno del 'domenichino' che credendosi nel giusto percorre, senza la giusta tecnica, un rassicurante e liscissimo trail di bassa quota.
la libertà individuale è fatto sacro dell'autodeterminazione umana...mi fa profondamente incazzare che per viltà, grettezza o chiusura mentale qualcuno, nel 2013, voglia porre dei limiti all'immaginazione di altri senza conoscerli, senza averli visti andare in bici, senza averne, tra le altre cose, il minimo diritto.
cordialità
'ciuc
1) alcuni elementi non sono controllabili da noi, altri sì, il raccoglitore di funghi morto non mi da licenza di fare qualsiasi cosa in giro per il mondo perchè tanto " se è morto lui"...è proprio questo il punto, se è morto lui....
2)un parametro solo: se cado in avanti o di lato mi faccio male o vado a finire sotto, unico parametro!!
3)Diciamo che a clavate prenderei ancora qualcuno....invece questi vogliono essere votati
4) la preparazione è non un accessorio ma obbligatoria, però per quanto questa sia non garantisce di saper volare in taluni casi.
I tuoi ragionamenti li trovo condivisibili in molte parti, però dal mio punto di vista se non posso permettermi di sbagliare non mi diverto più, a quanto pare alcuni invece si divertono solo così a riprova siamo di tante teste....
cordialmente
I tuoi ragionamenti li trovo condivisibili in molte parti, però dal mio punto di vista se non posso permettermi di sbagliare non mi diverto più, a quanto pare alcuni invece si divertono solo così a riprova siamo di tante teste....
cordialmente
Ma a te che male fa chi si cimenta in queste discipline?