Il cambio del futuro (?)
Un argomento che si ripresenta cicli-camente nel forum è quello riguardante l’inadeguatezza del deragliatore posteriore (o “cambio” volgarmente detto) e le alternative che la moderna tecnologia promette come le trasmissioni epicicloidali o ad ingranaggi.
Il punto di partenza di queste discussioni è spesso un presupposto erroneo, ovvero che l’attuale cambio a parallelogramma sia “vecchio” o “obsoleto”. Cosa non vera, visto che nell’evoluzione della bicicletta i sistemi a ingranaggi interni al mozzo o quelli epicicloidali o persino le trasmissioni cardaniche sono venute cronologicamente prima del cambio a parallelogramma che viene utilizzato oggi.
Ovviamente non si possono paragonare le trasmissioni ad ingranaggi o epicicloidali moderne con quelle di 80 anni fa, sia come pesi ed efficienza, sia per quanto riguarda la manutenzione e l’affidabilità.
I vantaggi delle trasmissioni “alternative” sono noti: minor manutenzione, impossibilità di rotture di forcellini e cambio stesso, più qualche vantaggio “accessorio” come la cambiata da fermo.
Gli svantaggi al contempo sono: maggiori costi di acquisto, minor efficienza meccanica (per quanto piccola) e maggior peso.
La maggior parte dei consumatori non lamenta rotture di forcellini e cambi cosi’ frequenti tuttavia. E cmq il costo di un cambio e/o di un forcellino di, diciamo, media gamma fa pendere la bilancia economica a favore del vituperato cambio a parallelogramma.
Tant’è che un cambio ad ingranaggi come il Rohloff è sul mercato da 15 anni giusti giusti e resta un oggetto di nicchia. L’epicicloidale Hammerschmidt di Sram, seppur giovane, non sembra andare oltre qualche montaggio nel settore Am, mentre i vari tentativi di Suntour o Pinion & c. restano belle promesse da anni.
Il tutto per quanto riguarda il settore che va dall’all-mountain alla downhill perdipiù, ma che al momento sembra improponibile per la maggioritaria fetta del mercato rappresentata dal cross-country.
A questo punto si impone la domanda: “a Ser Pé, hai finito di triturarci i maroni con discorsi già sentiti? Hai altro da dirci?”
La risposta è che si, e secondo me c’è una soluzione che potrebbe venire incontro alle esigenze di chi vuole un sistema, efficiente, economico e più sicuro per quanto riguarda la protezione dagli urti.
Questa soluzione “futuristica” pero’ viene dal passato, quindi è solo un’ipotesi che andrebbe ovviamente aggiornata con le moderne tecnologie…ok, ok non sto già mettendo le mani avanti (un po’ si…)
La soluzione/ipotesi si chiama Nivex.
Nel 1938, tre ingegneri: Pierre Gardini (italiano), Geroge Trottier e René Déchanet (francesi) brevettarono, realizzarono e commercializzarono questo cambio che aveva le seguenti caratteristiche:
-costruzione a parallelogramma
-funzionamento desmodromico
-tensione catena costante su tutti i rapporti
-posizionamento sotto e parallelo il fodero basso dx del carro
-possibilità di togliere la ruota posteriore senza toccare la catena
-basso peso
Oltre al posizionamento protetto che impedisce contatti con sporgenze, chiave di questo meccanismo è l’assenza della molla di ritorno e la presenza di una molla che tensiona la catena incrementandone o diminuendone il rapporto sopra la gabbia del cambio all’avanzare o retrocedere di quest’ultima. Questa mantiene quindi la tensione della catena costante su tutti i rapporti impedendo che questa sbatta sul fodero e fungendo da guidacatena. Senza contare che questo permette di azionarlo sempre con la stessa forza per il tiro del cavo.
Altra soluzione intelligente di questo cambio è che sui telai adatti ad ospitarlo veniva saldato sul forcellino un anello semicircolare: il cambio era tarato per poter far andare la catena su questo oltre il pignone più piccolo (11) e li fermarsi. Una volta fatto questo, bastava sganciare la ruota e questa “cadeva” via lasciando la catena agganciata al telaio ed in tensione: niente più mani zozze e/o catena sporca di terra, foglie, etc.
Cuore del sistema il funzionamento desmodromico attuato da due cavi: uno per far salire di rapporto ed uno per scendere:
-tocco più leggero nella cambiata (niente molle da contrastare)
-cambiata più immediata
-stessa forza richiesta nei due sensi
A questo punto direte voi: “e perchè sta meraviglia è finita nel dimenticatoio?”
La risposta è che non lo so. Forse poco marketing
In ogni caso l’idea non è rimasta priva di seguito. Nel corso degli anni si sono visti altri cambi posteriori attuati con due cavi e/o senza molla di ritorno.
In particolare lo Shimano Lark-W e successori (1967-1970), caduti presto nell’oblio
(foto da Disreali gears)
e sopratutto lo White Industries LMDS (1997), nato nel pieno dell’era CNC della mountainbike, creato da uno dei più grandi esperti di cambi al mondo, Frank Berto, e considerato da molti un cambio fantastico nel funzionamento, non fosse per il fatto che era costruito poco razionalmente e necessitava di diversi attrezzi anche solo per regolarlo.
Questi due cambi pero’ tralasciavano alcune delle caratteristiche del Nivex , come il posizionamento (usato pero’ da Suntour con il S1) ed il falso pignone “di riposo”.
L’idea quindi è semplice: basterebbe riprendere alcune caratteristiche di questi modelli del passato, aggiornarli un po’e rivederne i difetti e forse il “cambio del futuro” potrebbe essere una cosa più semplice ed economica che non altre proposte più complicate e costose.


16/04/2012 di
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Grazie dell'insieme di info che hai "emanato".
ma come fate?
Boda
io invece penso che proprio il pinion sarà una cosa che apriràdelle possibiità.
Mi trovo raramente d'accordo con Boda, ma in questo caso lo sono al 100%, inutile complicare ciò che è semplice.
Ad ogni modo la catena continua ad esserci, così come una sporgenza verticale soggetta agli urti...diciamo che alcuni delle caratteristiche addotte da qualcuno per reclamare l'aggiornamento della trasmissione non ci sono.
bah !!
Senza contare che la gabbia del NIvex si muove in avanti e indietro e non trasla e ruota verso il basso.
in cui i due fili venivano "arrotolati" e diventano uno
La prima soluzione vorrebbe dire telai fatti appositamente. La seconda un po' un accrocchio.
Pero' qui torna in giuoco il discorso degli standard.
Per chi è interessato bussare 29er vs 27,5"
bah !!
Senza contare che la gabbia del NIvex si muove in avanti e indietro e non trasla e ruota verso il basso.
La prima soluzione vorrebbe dire telai fatti appositamente. La seconda un po' un accrocchio.
Pero' qui torna in giuoco il discorso degli standard.
Per chi è interessato bussare 29er vs 27,5"
Dodge CVT Animation - YouTube
Questo, oltre a garantire che tutti i rapporti siano utilizzabili (non come un 3x10 dove ne usi la metà) rende molto più intuitiva la cambiata. Con il tempo non ci si fa più caso, ma ogni volta che scaliamo una marcia in mtb il nostro cervello deve ricordarsi che corona e pignone stiamo usando, decidere se è sufficiente salire di un pignone o scendere di una corona o scendere di una corona e compensare scendendo anche di un pignone. Sono operazioni che facciamo in automatico, dopo un po' non ci si pensa più, ma basta osservare un neofita alle prese con il cambio per capire che non è la cosa più intuitiva del mondo. Provate a pensare alla vostra auto, se per passare dalla 3 alla 4 fosse necessario spostare una leva dalla corona piccola a quella grande e contemporaneamente scalare 2 pignoni con l'atra leva)
tornando a noi se manteniamo materiali standard (più o meno si intende) io prima ho lanciato un'ideona che ovviamente mi smonterete in quattro e quattrotto ma vi posto un disegnino
Insomma, carina l'idea di poter mantenere coppia e velocità di rotazione delle pedivelle costanti al variare della pendenza, ma credo vantaggi poco percepibili a fronte di una tecnologia non realmente implementabile.
Ho detto una c@gata... mi ricordavo che il Rohlhoff avesse meno di 10 marce... boh. Sorry
Insomma, carina l'idea di poter mantenere coppia e velocità di rotazione delle pedivelle costanti al variare della pendenza, ma credo vantaggi poco percepibili a fronte di una tecnologia non realmente implementabile.
Nulla vieta di rendere il comportamento discreto (invece che continuo).
Con un comando al manubrio potresti variare tra ... facciamo una ventina di step?
No, per favore NO!!!!
ma il costo? la manutenzione? la resistenza?
Alla fine penso che la risposta verrà dall'elettronica, magari con l'ausilio di materiali nuovi, perchè la meccanica pura e semplice secondo me ha già dato.
Io non sono un esperto ma se in tanti anni di sperimentazioni sulla meccanica non hanno cavato fuori un sistema migliore... probabilmente non è così semplice
Certo che un sistema per togliere la catena senza troppo casino sarebbe proprio il benvenuto (ma un anello simile non si potrebbe usare anche con le trasmissioni attuali?).
SRAM ci ha provato col suo bloccaggio nei nuovi cambi. Non sarà la rivoluzione di cui parlano tutti i produttori quando fanno poco più che cambiare le grafiche, ma pur sempre un'idea non da buttare.
Pensateci bene e vedrete che pochi vantaggi pratici sono meglio di fantasmagorici accrocchi pseudotecnologici
Considerando l'esempio del cvt ... se fossimo ancora alle batterie dei primi telefonini, non avrei neppure immaginato la possiblita' di mettere un motore elettrico nel mozzo per muovere delle pulegge ... in carbonio
Con questo, non voglio dire che sia facile ma sicuramente, da qualche parte c'e' qualcono che "pensa differente" e prima o poi sfornera' qualcosa che ora ci e' difficile immaginare.
Sebbene l'attuale sistema sia estremamente valido, non m'arrendo all'idea che non possa essere ... semplificato.
Sulla full, hai ragione
PS: ... sempre sulla full: la semplice soluzione e' fare in modo che quando aumenta la distanza "corona" - "pignone" il sistema allarghi leggermente una delle due pulegge.
Se modificasse entrambe, non cambierebbe neppure il tiro
Considerando l'esempio del cvt ... se fossimo ancora alle batterie dei primi telefonini, non avrei neppure immaginato la possiblita' di mettere un motore elettrico nel mozzo per muovere delle pulegge ... in carbonio
Con questo, non voglio dire che sia facile ma sicuramente, da qualche parte c'e' qualcono che "pensa differente" e prima o poi sfornera' qualcosa che ora ci e' difficile immaginare.
Sebbene l'attuale sistema sia estremamente valido, non m'arrendo all'idea che non possa essere ... semplificato.
Per esempio anche un sistema identico a quello di ora ma miniaturizzato e con una catena di 1mm di larghezza e 20 rapporti posteriori non srebbe male
Il cambio CVT ha avuto fortuna sulle moto, sulle vecchie DAF, e qualche FIAT con una cinghia particolare completamente in metallo; la vedo dura per la bici: il tipo di trasmissione si mangia un po' di energia per sè, specie con cinghie trapezioidali in gomma.
Bello l'LMDS, a oggi si potrebbe riprogettare con materiali nuovi, magari con un comando idraulico come l'Acros A-GE.
L'elettrico ha l'indubbio vantaggio di sincronizzare la forchetta del deragliatore con la posizione della catena sul pacco posteriore, ma ha bisogno di energia elettrica, e per ora è caro, forse anche perchè solo shimano si è avventurata lì.
Aggiungo un'idea vista tempo fa: cambio continuo integrato nel mozzo posteriore, due calotte ingranano fra di loro attraverso delle sfere, controllando la posizione delle sfere si varia il rapporto giri fra le calotte; attrito teoricamente basso, difficile immaginare che con le coppie in gioco le sfere non perdano aderenza.
Certo che se proviamo a pensare a un cambio continuo, su cui impostare solo la cadenza o lo sforzo... ci pensate all'assoluto silenzio (un piccolo motore passo-passo potrebbe regolare il rapporto) con cui ci confronteremmo con i cambi attuali ?
Complottismo a braccetto con la tesi del motore ad acqua il cui brevetto è tenuto nascosto dai petrolieri, o delle cura definitiva contro il cancro tenuta nascosta per lucrare su farmaci che devono essere usati più a lungo perchè poco efficaci.
Favole, quasi sempre; io mi occupo di progettazione meccanico-elettronica, sono sicuro che quando shimano o sram se ne escono con un oggetto nuovo dietro ci siano costi ingenti: lo sviluppo del progetto, la sperimentazione di diverse versioni, diversi materiali, i costi d'impianto, seguiti poi dal rischio sempre presente che il mercato non gradisca l'oggetto.
Infine: cura definitiva per un solo tipo di cancro, ma ve l'immaginate che utili potrebbe fare l'azienda che ce l'ha ?
Smettiamo di credere alle favole.
Peccato che lo schema del cambio sia quello classico, e che costi un botto.
Al fatto che si dica che qualcuno sta ragionando sul nuovo e tiene nascosta la soluzione?
Se a far ragionamenti sono le aziende leader, come la storia insegna, potrai solo vedere piccoli cambiamenti visto che di sicurno non smantellano dall'oggi al domani i mega impianti di produzione per diffondere qualcosa di radicalmente diverso.
La vera novita' arriva da chi parte da zero
Salomon facceva ottimi attacchi da sci e quando s'e' buttata nel mercato degli sci ha introdotto una tecnologica rivoluzionaria ... negli anni successivi si sono adeguati tutti.
In casa nostra. Sram e' risorta nel cambi mtb, introducendo un bilancere senza molla per evitare sballonzolamenti e piu' cavo tirato per ogni passaggio, per minimizzare l'imprecisione.
Shimano uno o due anni dopo l'ha seguita.
Dalle attuali Sram e Shimano, non vedremo nulla di rivoluzionario ma non e' affatto detto che nel cassetto non tengano qualcosa di veramente interessante.
so per certo che esiste il progetto di una trasmissione AM che sfrutta i principi base della telecinesi
Nella storia dell'innovazione è successo un sacco di volte che brevetti geniali sono stati acquisiti e riproposti al momento ritenuto più opportuno dall'acquirente.
Nella storia dell'innovazione è successo un sacco di volte che brevetti geniali sono stati acquisiti e riproposti al momento ritenuto più opportuno dall'acquirente.
Ho lavorato 10 anni in un ufficio pubblico dove venivano depositati i brevetti per invenzione industriale qualche cosina interessante l'ho vista, idee sviluppate da omini nel corso di una vita, adesso con le parole non riesco a spiegarti cosa intendo, sono passati 15 anni e in questo momento non mi ritorna in mente un esempio calzante.
ma a maggior ragione non mi è chiaro perchè uno dovrebbe pagare per un idea e lasciarla nel cassetto.
se l'ideatore non è in grado di metterla in pratica e venderla non è un concorrente quindi perchè dovrebbero comprarla, se la comprano senza svilupparla spendono per niente.
ma a maggior ragione non mi è chiaro perchè uno dovrebbe pagare per un idea e lasciarla nel cassetto.
se l'ideatore non è in grado di metterla in pratica e venderla non è un concorrente quindi perchè dovrebbero comprarla, se la comprano senza svilupparla spendono per niente.
Ho lavorato 10 anni in un ufficio pubblico dove venivano depositati i brevetti per invenzione industriale qualche cosina interessante l'ho vista, idee sviluppate da omini nel corso di una vita, adesso con le parole non riesco a spiegarti cosa intendo, sono passati 15 anni e in questo momento non mi ritorna in mente un esempio calzante.
però se ti riferisci al fatto che le "evoluzioni" vengano centellinate con il contagocce questo si, ma secondo me si tratta solo di miglioramenti già esistenti e/o conosciuti posti in essere su produzioni di larga scala, tanto per non bruciarsi quello che si ha, che più o meno è sempre quello da decenni.
Amici, fra 20 anni non giurerei nemmeno sulla esistenza della Apple (l'azienda oggi con la maggior capitalizzazione al mondo...).
Sui documentari TV: sono un fan dei documentari tecnici di SKY e altro, ma, devo dire che spesso dicono cazzate, esagerano, creano pathos sul nulla, tanto, chi li contesterà mai; restano sempre interessanti le immagini sui processi produttivi.
Nel tempo credo comunque sia sempre più difficile l'arrivo della genialata dal singolo, le innovazioni nel nostro campo richiedono sperimentazione e investimento; probabilmente il reggisella telescopico è un'idea vecchia, ma fra peso e affidabilità siamo ancora per strada: il Joplin di Crank, pur molto bello ha dato problemi, e FOX prima di far vedere qualcosa ha aspettato un po'.
Però, il cambio a telecinesi...
Maxrosso, mi hai rubato Otto Sgrunf ?... e se usassi un'altra immagine ?
comunque, acquisire un brevetto per non farlo sfruttare dalla concorrenza è l'unica possibilità che condivido in linea generale, molto meno nel nostro campo.
Si potrebbe definire un suicidio industriale. Da oltre vent'anni lavoro nel settore automobili per un colosso giapponese e, assicuro, ho visto personalmente anni fa soluzioni tecniche che solo ora sono di uso comune. Eppure, cosa avrebbe impedito di immetterle sul mercato, spiazzando la concorrenza? Finchè "questo" prodotto funziona e, sopratutto, viene comprato, perchè rischiare con "quest'altro"? Questa è la filosofia delle grandi aziende, a prescindere che costruiscano frullatori, automobili o trasmissioni per biciclette.
Se dici continuiamo la conversazione fra noi.
Comunque mi sa che siamo parecchio OT.
Comunque mi sa che siamo parecchio OT.
Se dici continuiamo la conversazione fra noi.
Se ci fosse una cosa del genere sarebbe veramente avanti, così avanti che scalerebbe marcia da solo già 50 mt. prima della salita.
Non credo sia utopia, un mio amico l'anno scorso mi ha detto che aveva un cambio xtr a gabbia media modificato che era così avanti, ma così avanti che aveva dovuto metterlo al posto del deragliatore.
Servirebbe sempre un tendicavo, e su un cono liscio il cavo non manterrebbe la posizione tendendo a scivolare verso l'asse, ma potremmo optare per un compromesso: una serie di piccoli gradini che mantengano il cavo sul diametro scelto.
E' vero che riotterremmo di nuovo un cambio a rapporti finiti, ma sarebbero 20 o 30 contro i 10 di adesso.
Servirebbe sempre un tendicavo, e su un cono liscio il cavo non manterrebbe la posizione tendendo a scivolare verso l'asse, ma potremmo optare per un compromesso: una serie di piccoli gradini che mantengano il cavo sul diametro scelto.
E' vero che riotterremmo di nuovo un cambio a rapporti finiti, ma sarebbero 20 o 30 contro i 10 di adesso.
Servirebbe sempre un tendicavo, e su un cono liscio il cavo non manterrebbe la posizione tendendo a scivolare verso l'asse, ma potremmo optare per un compromesso: una serie di piccoli gradini che mantengano il cavo sul diametro scelto.
E' vero che riotterremmo di nuovo un cambio a rapporti finiti, ma sarebbero 20 o 30 contro i 10 di adesso.
Ma l'idea di principio è quella: io pensavo a un cavo non intrecciato, perché meno elastico in trazione, a tenderlo con un una carrucola sulla gabbia di un cambio normale, ma se il pacco pignoni è proprio come avrei pensato di farlo, il resto non intuisco come funzioni; c'è quella cimetta avvolta su un rocchetto a sè che non capisco a cosa serva, e non vedo come si recuperi la variazione di lunghezza dello sviluppo della trasmissione.
Nelle foto non vedo da dove il cavo entri nel pignone, vedo solo il capo in trazione, e su due diametri diversi.
Nella mia idea ogni gola deve per forza far posto a due cavi appaiati (se il cavo avvolge per un giro), nessuna lubrificazione (suppongo), e forse un paio di rapporti anche davanti.
Il CVT non c'entra, l'idea di fondo è quella di affrancarsi dal vincolo di denti a passo fisso, il paradosso di un ingranaggio conico con denti a sezione costante ( impossibile: per sua natura la sezione deve ridursi nella parte convergente)
Le reclinate azionate a braccia.
Le reclinate azionate a braccia.
che vuoi dire ? che non si pedala ?
sembra una Recumbent
a parte tutto bellissimo servizio, 10+
per quanto mi riguarda non credo fattibile al momento una trasmissione ad ingranaggi ( rumore-peso-attriti )
E' di ieri l'articolo qui sul forum sul sistema di frenatura che passa attraverso la serie sterzo e stiamo parlando di una necessità per una popolazione piuttosto piccola di utenti.
Credo che già tutta questa enfasi nella discussione giustifichi la fiducia in un sistema nuovo e migliore per la trasmissione. A me piace molto il pinion perchè è una soluzione totale. Limati a dovere i problemi noti, peso, fattore q e costo mi sembra l'unico che potrebbe spazzare via il resto.
Ho un i-motion9 sulla bici da bicchiere e trovo che i sistemi epicicloidali meccanici abbiano una marcia in più, sicuramente però non se stanno là dietro. Credo che altre soluzioni sul parallelogramma avrebbero marginalità in efficacia troppo ridotte per giustificare gli sforzi di una rivoluzione.
Ma questo è solo una voce di una delle parrocchie.
Il punto fondamentale è che tutti saremmo disposti a spendere qualcosa, con il solito chi più chi meno, per avere qualcosa di DECISAMENTE migliore.
Qualcosa che non sgranocchi, che non sporga e che non si incastri nei rami storgendosi.
Beh, i mercati sbavano per cose del genere no? vedremo chi ha più coraggio.......
Ancora: se non volessimo per domani una bici migliore di ieri forse saremmo ancora nelle caverne, o più semplicemente tu avresti ancora una 26" con i Vbrakes.
Ho visto il sito e qualche video su youtube, se ho ben capito il sistema non funziona a ciclo continuo, le gambe tirano la fune avvolta sulla spirale posteriore, il cambio di rapporto si ha variando la lunghezza della fune, che accorciandosi parte a tirare da un diametro pignone più piccolo.
Geniale, ma non fa per noi.
Guardatevi i video, spassoso il tandem: sarà lungo tre metri e mezzo !
Ben costruita, penso peserà un po'.
La trave di scorrimento del carrello mi ricorda il rostro delle navi fenicie...
Il PINION: tecnicamente interessante, te lo sposi assieme al telaio, potrebbe essere il miglior candidato alla sostituzione della catena con un cavo.
Quella che continuo a non capire è questa schizofrenia di fondo. Un giorno i nuovi standard che ci propinano è "tutto marketing" per "rubarci gli stipendi", il giorno dopo è qualcosa di "decisamente migliore". Un giorno l'industria nasconderebbe l' innovazione perchè preferisce "massimizzare i profitti", tanto da insabbiare brevetti per "sottrarli alla concorrenza", il giorno dopo l'industria "sbaverebbe" per l'innovazione...
Mah!
E' un po' più difficile, così dovresti iniziare a capire le ragioni anche di un assassino, ma per me è l'unico approccio, per un adulto.
Può ben essere che Apple abbia in mano innovazioni per i prossimi due anni, ma sono certo che se andiamo da un industriale con un'idea innovativa che lo convinca, questi cercherà di fare il possibile per trarne profitto al più presto.
Quella che continuo a non capire è questa schizofrenia di fondo. Un giorno i nuovi standard che ci propinano è "tutto marketing" per "rubarci gli stipendi", il giorno dopo è qualcosa di "decisamente migliore". Un giorno l'industria nasconderebbe l' innovazione perchè preferisce "massimizzare i profitti", tanto da insabbiare brevetti per "sottrarli alla concorrenza", il giorno dopo l'industria "sbaverebbe" per l'innovazione...
Mah!
Non mi addentro nelle scelte di marketing e non credo ai complottismi, essenzialmente perchè trovo l'umano incapace di concertarne di seri. La mia era solo un'analisi pratica e di basso livello su quello che trovo essere una parte della bici che ha ancora degli evidenti margini di miglioramneto. Fra un 135/10 e un 150/12 belli funzionali non trovavo fondamentale inserire sul mercato un 142/12, mentre sulla rottura di scatole del giro catena lungo mi sembrava si possa tutti essere d'accordo che dell'innovazione farebbe bene. Se poi il tutto resta a costi astronomici la cosa muore da se no?
Il concorde non esiste più, ma si viaggia comunque a 900 km/h per 6000 km senza che si debba far testamento e mutuo.......
Qui il link della presentazione del recente shimano di2, l'ho visto su una bici da corsa in un negozio vicino.
Qui il link della presentazione del recente shimano di2, l'ho visto su una bici da corsa in un negozio vicino.
purtroppo e' proprio come dici te, vengono spesi un sacco di soldi x prototipi... che siano di auto , moto o bici, e magari solo un 10% alla fine sara' il prodotto finito e a volte anche peggiore.....
purtroppo e' proprio come dici te, vengono spesi un sacco di soldi x prototipi... che siano di auto , moto o bici, e magari solo un 10% alla fine sara' il prodotto finito e a volte anche peggiore.....
si, effettivamente con i tempi che corrono non sarebbe una cosa da fare...
ma credo che almeno nel campo dell'elettronica siano 4-5 anni avanti a quello che vediamo o compriamo ora...(sono supposizioni, magari non e' cosi'...)
Color arancio ANAS. Ma direi che stiamo andando cupamente OT.
ovviamente si scherza,
e ce li aveva pure la cara vecchia e troppo sputtanata Prinz presentata nel 1962....
Solo quella col wankel aveva quattro dischi. Ormai non siamo più OT, siamo OF.
diet i tamburi e ganasce!
Ormai non siamo più OT, siamo OF.
Solo quella col wankel aveva quattro dischi. Ormai non siamo più OT, siamo OF.
Sulla 4 erano optional ma li hanno scelti praticamente tutti.
Sulle 1000-1200 erano di serie (solo davanti).
La Ro80 aveva 4 dischi e quelli davanti autoventilati ed entrobordo (nel 1967...)
mi ricordo degli improbabili cerchi in lega dall'aspetto molto pesante, probabilmente fusi in conchiglia.
diciamo che l'esempio andava speso meglio, perchè i freni a dischi li mettevano sulle auto da corsa già nel periodo prebellico, ma sulle auto comuni, in europa, ci sono arrivati a partire dagli anni '60.
ma non per un complotto, ma semplicemente perchè solo allora si è cominciata una vera produzione di massa ed i freni a disco, come molti altri componenti, sono diventati convenienti
ps: Ser ma di che secolo sei???
http://www.bikerumor.com/2012/08/06/...-gearbox-tech/
Dovrebbe lavorare un po' sui pesi.
ma il costo? la manutenzione? la resistenza?
http://video.repubblica.it/tecno-e-s.../102486/100866
Credo sia comunque un bene che qualcosa si muova, prima o poi uscirà un'idea giusta, o la modifica di una esistente, o ancora il materiale che annullerà le perdite su un tipo di trasmissione, è giusto che ci sia qualcuno che prova, il tedesco per me ha fatto un buco nell'acqua, ma gli va dato atto di aver concretizzato un'idea originale, e bene, direi.
Ne butto lì una io: una unica corona da 24 che tagliata in 4 spicchi alla cambiata si "dilata" sul raggio di una 40, forse anche a salti di 4 denti alla volta (in teoria si può).
Si si, la parte di catena in presa non permetterebbe alla corona di dilatarsi, all'aumento del rapporto con pedale in tiro ci vorrebbe la manina di maciste che tira la leva del cambio, e salvo l'uso di qualche diavoleria i 4 denti mancanti fra uno spicchio e l'altro sul diametro della 40 creerebbero un su e giù della catena che potrebbe essere... fastidiosetto....
ma che, vi devo dire anche come risolvere i "dettagli" ???
Credo sia comunque un bene che qualcosa si muova, prima o poi uscirà un'idea giusta, o la modifica di una esistente, o ancora il materiale che annullerà le perdite su un tipo di trasmissione, è giusto che ci sia qualcuno che prova, il tedesco per me ha fatto un buco nell'acqua, ma gli va dato atto di aver concretizzato un'idea originale, e bene, direi.
Ne butto lì una io: una unica corona da 24 che tagliata in 4 spicchi alla cambiata si "dilata" sul raggio di una 40, forse anche a salti di 4 denti alla volta (in teoria si può).
Si si, la parte di catena in presa non permetterebbe alla corona di dilatarsi, all'aumento del rapporto con pedale in tiro ci vorrebbe la manina di maciste che tira la leva del cambio, e salvo l'uso di qualche diavoleria i 4 denti mancanti fra uno spicchio e l'altro sul diametro della 40 creerebbero un su e giù della catena che potrebbe essere... fastidiosetto....
ma che, vi devo dire anche come risolvere i "dettagli" ???
http://www.bikerumor.com/2012/11/13/...icycle-frames/
Sono materiali con un' ottima resistenza meccanica, soffrono poco consumo, sono autolubrificanti e se ben lavorati hanno pochissimo attrito, molto molto inferiore a qualunque acciaio o alluminio...per le potenze in gioco su una bicicletta, secondo me si potrebbe provare
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