Il ritorno: regoliamolo correttamente

di Daniel Naftali

Sebbene sia la regolazione più importante di una sospensione, non tutti i riders sanno regolare al meglio il ritorno.

Che si abbia una bici top di gamma o una bici entry level, che si pratichi cross country o downhill, saper regolare il ritorno correttamente alle proprie sospensioni è fondamentale per guidare al meglio la bici in discesa. Il ritorno è talmente importante che tutte le sospensioni, di qualsiasi fascia di prezzo o disciplina, posseggono questa fondamentale regolazione.

In questo articolo vedremo quindi di capire come impostare al meglio il ritorno e vedremo alcuni aspetti teorici che ci consentano di capire il funzionamento e l’importanza di questa regolazione.

A cosa serve il ritorno?

La regolazione del ritorno, o più precisamente del freno in estensione, è una regolazione idraulica che gestisce la frenatura della forcella durante la riestensione.

Non siamo più negli anni ’90, quando le sospensioni servivano tutt’al più ad assorbire le vibrazioni: lo scopo delle sospensioni moderne è quello di tenere, quanto più possibile, la ruota attaccata al terreno, in modo da migliorare il controllo della bici.


Il pomello di regolazione del ritorno è solitamente contraddistinto dal colore rosso.

Sappiamo tutti che se tiriamo un pugno ad un palloncino o ad una molla appoggiata su di un tavolo, questi dapprima si comprimono, rallentando progressivamente la nostra mano. Quando però hanno assorbito l’energia cinetica del nostro pugno, questi la liberano in maniera piuttosto brusca, riestendendosi e respingendo con forza la nostra mano. La stessa cosa succederebbe anche nelle nostre sospensioni se non avessimo un freno in estensione: l’aria o la molla, riestendendosi con violenza, ci fionderebbero via.

Nella guida fuoristrada una velocità di ritorno troppo elevata è controproducente, perché farebbe rimbalzare le ruote tra gli ostacoli, quando invece l’obiettivo è di tenere la ruota attaccata al terreno il più possibile.
Prendiamo alcune situazioni tipo della guida in fuoristrada per capire meglio…

Pensiamo come prima cosa di affrontare un gradone in discesa, oppure un piccolo salto. Superato il ciglio dell’ostacolo, la ruota tende a scendere velocemente, fino a che non incontra il terreno. A questo punto la ruota si blocca istantaneamente, la forcella complimentosi assicura una decelerazione più graduale del resto della bici e del biker. Finita la decelerazione, la forcella si ferma e poi si riestende. Se la riestensione risulta troppo veloce, la nostra bicicletta viene letteralmente sparata via con quello che si può definire “effetto fionda”. La ruota rimbalzando si torva quindi proiettata in aria e diventa quindi difficile poterla controllare sugli ostacoli successivi o anche solo frenare.


Anche sulle discese naturali capita di sollevare le ruote da terra…

Prendiamo come seconda situazione tipo, l’urto della ruota su di un ostacolo sporgente tipo una pietra, uno scalino, una radice o anche solo una gobba di terra piuttosto pronunciata. La sospensione assorbe l’ostacolo fino a che la ruota non sale al di sopra di esso. A quel punto la sospensione si riestende. Se la riestensione è troppo veloce e tutta l’energia assorbita dalla compressione viene rilasciata istantaneamente, la ruota rimbalza, riducendo il controllo del mezzo.

Naturalmente si potrebbero analizzare numerosi altri casi, ma il succo del discorso è sempre lo stesso: dev’esserci un qualcosa che riduca la velocità di riestensione dell’elemento elastico, altrimenti la sospensione diventa più uno svantaggio che un vantaggio. Il ritorno è quindi una regolazione fondamentale per qualsiasi sospensione.

La velocità con cui si riestende la sospensione dipende da diversi fattori:

- Durezza dell’elemento elastico: più è rigido l’elemento elastico (molla più dura o pressione dell’aria maggiore), maggiore sarà la velocità con cui si riestende.
- Attriti interni della sospensione: qualsiasi attrito (scorrimento degli steli sulle boccole, guarnizioni interne, presenza di cuscinetti volventi o radenti sui giunti) determina un rallentamento della sospensione in estensione. Questoi vale specialmente sui telai full, anche se ad oggi tutti i produttori si impegnano per ridurre al minimo questi attriti. Abbiamo parlato di cuscinetti perché nei telai full, non essendo la ruota collegata direttamente all’ammortizzatore, tutto l’insieme del carro costituisce la sospensione posteriore ed il comportamento è influenzato anche dai cinematismi del telaio.
- Peso delle masse sospese: ruote più pesanti richiedono più energia per essere messe in moto.

E quindi facilmente intuibile che, viste le numerose variabili in gioco, non è possibile ottenere una taratura ideale di fabbrica del freno in estensione, cosa che si fa ad esempio sulle automobili. Non è insomma possibile neppure dire “sulla bici X, la regolazione ideale è Y”, ma sarà ogni rider a dover trovare il proprio setup ideale in base al tipo di terreno che incontra, a come regola le sospensioni, al proprio peso.


E’ su sentieri come questo, pietrosi ed irregolari, in cui avere il ritorno tarato correttamente può fare la differenza.

Funzionamento del ritorno.

Il funzionamento del ritorno è concettualmente molto semplice: si tratta di una semplice valvola in grado di parzializzare il passaggio dell’olio in una sola direzione, quella di estensione.

Come sappiamo tutti, le sospensioni degne di tale nome (tralasciando quindi quelle “da supermercato”) dispongono di un circuito idraulico per la gestione della velocità di compressione e di riestensione. Senza scendere in troppi dettagli tecnici l’olio quando la sospensione si muove viene vincolato a passare attraverso opportune valvole.

L’olio si sposta sia quando la forcella si comprime, sia quando si riestende ed in maniera proporzionale rispetto alla corsa. Gestendo la quantità d’olio che riesce ad attraversare queste valvole (flusso), si riesce a variare la velocità di movimento della nostra sospensione. Le valvole generalmente sono separate e regolabili autonomamente, almeno nelle sospensioni più evolute.

La valvola di ritorno è realizzata in modo da regolare il flusso dell’olio in una sola direzione, quella che segue l’olio quando la forcella si riestende. Nell’altra direzione la valvola viene bypassata dall’olio ed è quindi come se non ci fosse.


Valvola di ritorno di una Rock Shox Lyrik.

La parzializzazione del flusso dell’olio generalmente viene fatta in due modi.

Ci sono le valvole “a fori” in cui l’olio attraversa uno o più fori. Un sistema a saracinesca è in grado di variare le dimensioni di questi fori, chiudendoli parzialmente. Se la saracinesca è aperta, l’olio è libero di fluire liberamente. Se invece la saracinesca è parzializzata, la superficie attraverso cui l’olio deve fluire si riduce e quindi questo non riesce a passare con sufficiente velocità. Detto in termini più tecnici, la saracinesca è in grado di ridurre la sezione del condotto e di conseguenza il flusso di olio.

Esistono poi le valvole lamellari. Le valvole lamellari sono costituite da una serie di lamelle, dei dischetti molto sottili e flessibili sovrapposti l’un l’altro. L’olio, vincolato a passare nella valvola, quando spinge sulle lamelle le deforma, facendone sollevare i bordi ed aprendosi quindi un passaggio. La valvola al centro presenta un punzone che spingendo sulle lamelle, forza le stesse a rimanere chiuse. Maggiore è la forza con cui vengono schiacciate le lamelle, maggiore sarà la forza che l’olio dovrà esercitare per aprire la valvola. Le lamelle, spinte dal punzone si deformano o l’olio dovrà deformarle ulteriormente per aprirsi il passaggio. Si tratta insomma di un precarico vero e proprio, analogo a quello delle molle di forcelle ed ammortizzatori.

In commercio esistono tre tipologie di valvole:

- Valvole tradizionali: si tratta di valvole semplici, che esercitano una frenatura costante su tutta la corsa della forcella.

- Valvole position sensitive: utilizzate ad esempio da Rock Shox con il nome di Dual Flow Rebound, queste valvole sono in grado di esercitare una frenatura differente a seconda di quanto è affondata la forcella. Di solito si utilizza un frenatura maggiore per l’ultima parte della corsa, quella prossima al fine corsa, in modo da rendere più stabile la bici all’atterraggio dai salti o evitare che la sospensione scalci colpendo grossi ostacoli. Per la parte iniziale della corsa invece si preferisce un ritorno più veloce, per permettere alla sospensione di lavorare bene sui piccoli urti in rapida successione (mulattiere veloci con pietre fisse ad esempio). In alcuni casi la regolazione del ritorno sul fine corsa è reimpostata di fabbrica (si può intervenire solo su quella iniziale), in altri c’è la possibilità di intervenire indipendentemente sulle due regolazioni.

Particolare di una Boxxer: si notino i due pomelli di regolazione del ritorno.

- Valvole speed sensitive: questo tipo di valvole è in grado di sentire la velocità con cui si estende la sospensione. E’ quindi possibile intervenire con una frenatura diversa a seconda che la sospensione ritorni lentamente o velocemente, permettendo quindi una taratura molto precisa.

La giusta regolazione

La regola per avere un ritorno regolato correttamente è la seguente: il ritorno dev’essere il più veloce possibile senza però arrivare al punto che la forcella o il carro posteriore “scalcino” o rimbalzino sugli ostacoli.

Un ritorno troppo veloce, come abbiamo visto in precedenza, è infatti generalmente controproducente perché la sospensione rimbalza, facendo sollevare la ruota da terra e riducendo il controllo.

Dall’altro però, un ritorno troppo lento è allo stesso modo penalizzante. La sospensione dev’essere in grado di ristendersi completamente dopo un ostacolo prima che ne colpisca un altro. Se si scende veloci su un sentiero piuttosto sconnesso con il ritorno troppo lento, si sente che la sospensione non riesce a ristendersi tra un urto ed un altro e rimane compressa perdendo corsa progressivamente. Rimanendo compressa, la sospensione si irrigidisce e quindi non riesce più a lavorare correttamente. A questo si aggiunge l’effetto sulle geometrie del telaio, che può essere un’ulteriore aggravante.


Un ritorno troppo lento è controproducente quando si incontrano molti ostacoli in rapida successione.

E’ quindi facile capire come sia di fondamentale importanza tarare il ritorno correttamente. Cominciamo subito col dire che non esiste una taratura ottimale per ogni terreno. In realtà ogni singletrack avrebbe bisogno di un set-up ad hoc. A parte nella DH, dove durante le prove si lavora anche per trovare il migliore set-up delel sospensioni per quel determinato tracciato, è però improponibile per qualsiasi altro uso variare la regolazione del ritorno a seconda del tipo di terreno che si incontra. Spesso infatti si percorrono sentieri a vista o comunque, anche se si conoscono, si incontra una tale varietà di terreni, che avere una regolazione ottimale significherebbe passare più tempo a lavorare con le regolazioni piuttosto che a scendere. Bisogna quindi trovare un compromesso che sia soddisfacente nella maggior parte delle situazioni.

Eventualmente poi, in condizioni particolari si può intervenire con una regolazione specifica. Ad esempio quando si incontra un sentiero particolarmente tecnico e trialistico, può essere utile chiudere di qualche click il ritorno di forcella ed ammortizzatore, in modo da rendere più stabile la bici quando scende da gradoni o altri ostacoli di particolare entità. Non è infatti necessario su questo tipo di percorsi un ritorno particolarmente veloce in quanto le velocità di percorrenza sono basse e tra un ostacolo e l’altro la sospensione ha tutto il tempo di riestendersi.

FORCELLA

Per tarare correttamente il ritorno della nostra forcella, dobbiamo fare alcune prove sul campo. Come per qualsiasi regolazione è solo il feeling che abbiamo durante l’uso a dirci se la regolazione ci soddisfa o meno.

Ad ogni modo bisogna pur sempre avere un punto di partenza, una taratura che seppur approssimativa, ci consenta di utilizzare la bici le prime volte.

Dopo aver tarato correttamente il sag ed eventuali regolazioni della progressività della sospensione (pressione camera di espansione e bottom out ad esempio), è ora di dedicarci alle regolazioni idrauliche e quindi al ritorno. Ricordiamoci sempre di intervenire prima sulle regolazioni dell’elemento elastico e solo dopo sul ritorno, perché la durezza del primo influenza il secondo. Se effettueremo successive variazioni della durezza dell’elemento elastico (Ad esempio gonfiamo la camera pneumatica principale) potrebbe essere necessario tarare nuovamente il ritorno.

Andiamo con la bici sotto casa o anche solo in cortile. Impostiamo la bici come se dovessimo scendere, quindi forcella tutta estesa, propedal disinserito e sella bassa.

Come prima cosa saliamo sulla bici e, stando in surplace, pompiamo con forza il manubrio. Regoliamo il ritorno in modo che la forcella non si riestenda tanto velocemente da rimbalzare o dare un eccessivo contraccolpo alle braccia. Proviamo quindi ad andare contro qualche ostacolo: proviamo a salire e scendere scalini, a prendere dei tombini o qualsiasi tipo di ostacolo che riusciamo a trovare. Affiniamo ulteriormente la regolazione. Ricordiamoci in questa situazione di cercare di tenere il ritorno più veloce possibile: quando siamo su un sentiero la velocità di percorrenza è più elevata e gli ostacoli arrivano in rapida successione.

A questo punto la prima taratura, seppur approssimativa è fatta. Non ci resta che provare la bici in discesa, solo li riusciremo a capire se il nostro ritorno è troppo lento. L’ideale è trovare una veloce mulattiera bella sconnessa e lastricata, oppure in assenza di questa, una scalinata. E’ in condizioni di questo tipo, in cui le sollecitazioni arrivano in rapida successione, che si sente subito se il ritorno è troppo lento (la sospensione si “chiude” e si irrigidisce, sembrando quasi bloccata).

AMMORTIZZATORE POSTERIORE

Se tarare la forcella è più semplice perché le mani e le braccia hanno una certa sensibilità, più difficile è tarare l’ammortizzatore posteriore. Al posteriore infatti è più difficile sentire il comportamento della sospensione.

Per questo motivo e per rendere più semplici le cose anche per i meno esperti, quando si fa la prima taratura si può utilizzare utilizzare la “regola dello scalino”. Si tratta di una procedura piuttosto semplice. Si imposta la bici per la discesa (forcella alta, propedal disattivato) con l’unica accortezza di tenere la sella non troppo bassa. Una posizione intermedia tra quella di discesa e quella di salita.

Impostato il sag correttamente, si cerca uno scalino, tipo quello di un marciapiede. Si scende lo scalino stando seduti sulla sella. La regolazione del ritorno ottimale è quella che dopo la discesa consente alla bici di compiere ca 2 oscillazioni prima di ritornare alla configurazione di SAG con sospensione ferma. La seconda oscillazione è naturale che rimanga piuttosto smorzata. Se la bici continua ad oscillare oltre le 2 volte, allora dobbiamo chiudere il ritorno. Se la bici invece compie meno di due oscillazioni, allora dobbiamo aprirlo.

Molto importante per la buona riuscita del procedimento è rimanere sempre seduti sulla sella. Se assorbiamo con le gambe, falsiamo il risultato.

Naturalmente questo è solo il punto di partenza. Sarà poi necessario, durante le prime uscite, tarare correttamente la velocità di ritorno.
Come per la forcella una veloce mulattiera od una scalinata sono perfetti per capire se il ritorno è troppo lento, ma sarà poi con l’uso che riusciremo ad affinare al meglio la regolazione.

RITORNO POSITION SENSITIVE

La regolazione di un ritorno position sensitive con doppia regolazione è abbastanza intuitiva. Il setup ottimale prevede:

- una maggiore frenatura per quanto riguarda il ritorno sull’ultima parte della corsa. In questo modo la sospensione non rimbalza quando si atterra da grossi drop o quando si copia un grosso gradone. Lo stesso vale anche quando si colpisce un grosso ostacolo. Anche in caso di fondo corsa la forcella non tenderà a scalciare, nonostante possa rimbalzare sul tampone di fondo corsa. Ricordiamoci poi che più la forcella è progressiva, maggiore sarà il freno sull’ultima parte della corsa che noi dovremo utilizzare.
- Una minore frenatura per il ritorno della parte iniziale della corsa: in questo modo la forcella è in grado di assorbire correttamente i piccoli-medi urti in rapida successione.

RITORNO SPEED SENSITIVE

Sono molto poche le sospensioni che dispongono di una valvola speed sensitive anche per il ritorno, solitamente questo tipo di valvole viene utilizzato per la compressione.
Sebbene questa soluzione venga solitamente adottata su prodotti di alta gamma, destinati ad un pubblico di rider molto esperti ed esigenti, quindi già in grado di regolare al meglio questo tipo di sospensioni, vediamo brevemente alcuni consigli per la taratura, ricordandoci che comunque il migliore setup è sempre quello che ci fa andare più forte e ci da un miglior feeling, non quello che sembra migliore sulla carta.

Il registro low speed agisce sulle riestensioni lente, come:

- Il ritorno della sospensione posteriore in frenata, dovuto al trasferimento di carico sulla ruota davanti a causa della decelerazione. Un maggiore freno sull’ammortizzatore può servire per tenere il carro leggermente compresso in frenata, in modo da ridurre l’effetto del trasferimento del carico verso l’anteriore, migliorando quindi il controllo sulle staccate in condizioni di forte pendenza e terreno accidentato.
- Trasferimenti di carico durante la guida
- Cunette o dossi particolarmente dolci.

Il registro high speed agisce invece sulla maggior parte delle situazioni:

- Riestensione della forcella quando si incontrano ostacoli in rapida successione (brake bumps, scalini, rock garden, ecc)
- Riestensione dopo urti di grossa entità in cui si sfrutta tanta corsa: drop, gradoni o ostacoli piuttosto grossi.
- Cunette o dossi particolarmente pronunciate, in cui la sospensione si insacca.

Il giusto setup si trova solo ed esclusivamente dopo diverse prove sul campo e con una certa sensibilità nella guida. Non tutti i riders sono in grado di sfruttare al 100% un registro di ritorno speed sensitive, così come un sistema così evoluto può comportare dei benefici essenzialmente in ambito DH race. Per questo motivo le sospensioni con valvole di ritorno speed sensitive si contano sulle dita di una mano.

Con questo è tutto. Dopo aver capito il funzionamento e mettendo in pratica i consigli di questo articolo, tarare la nostra forcella o il nostro ammortizzatore dovrebbe essere ora molto più semplice.



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Commento di Nitrus_916 pubblicato il 16-11-2011, 11:06:52 #1
 
  Qualche tip semplice che puo dare un buon punto di partenza.
Grazie...
 
 

Commento di bis pubblicato il 16-11-2011, 11:15:05 #2
 
  Nel mio caso, il "problema" di setting del rebound (sia forcella che ammo) dipende dalle troppo diverse superfici che incontro.
Basta un tratto con sassi mossi seguito da gradoni lenti per non farmi trovare un compromesso adatto.
Sempre nel mio caso, non mi spiacerebbe avere un comando a manubrio per regolare il rebound - cosa che sulla mia fox RL non sarebbe cosi' complicata.
 
 

Commento di albertmails pubblicato il 16-11-2011, 11:16:13 #3
 
  4 riga.. Cross Cauntry?  
 

Commento di stefano_81 pubblicato il 16-11-2011, 11:16:24 #4
 
  Aggiungo che un ritorno troppo veloce è fastidiosissimo anche in salita.  
 

Commento di katanakgb pubblicato il 16-11-2011, 11:25:57 #5
 
 
Citazione:
Originalmente inviato da bis Visualizza messaggio
Nel mio caso, il "problema" di setting del rebound (sia forcella che ammo) dipende dalle troppo diverse superfici che incontro.
Basta un tratto con sassi mossi seguito da gradoni lenti per non farmi trovare un compromesso adatto.
Sempre nel mio caso, non mi spiacerebbe avere un comando a manubrio per regolare il rebound - cosa che sulla mia fox RL non sarebbe cosi' complicata.
Ricordati che la regolazione migliore che la tua forcella possa avere ...sono le tue braccia.
Il rebound della forca/ammo si regolano nel miglior compromesso possibile, il resto lo deve fare la guida attiva del biker.
 
 

Commento di Riosilente pubblicato il 16-11-2011, 11:32:13 #6
 
  grazie! proprio in questi giorni da niubbo stavo cercando di capire questa tecnica di setup!!!  
 

Commento di nora pubblicato il 16-11-2011, 11:41:19 #7
 
 
Citazione:
Originalmente inviato da Danybiker88 Visualizza messaggio
di Daniel Naftali

Sebbene sia la regolazione più importante di una sospensione, non tutti i riders sanno regolare al meglio il ritorno.

.
...moooolto utile, grazie!!!
 
 

Commento di Nygelone pubblicato il 16-11-2011, 11:42:55 #8
 
 
Citazione:
Originalmente inviato da Nitrus_916 Visualizza messaggio
Qualche tip semplice che puo dare un buon punto di partenza.
Grazie...
concordo pienamente, grazie mille
 
 

Commento di CINCEN pubblicato il 16-11-2011, 11:53:00 #9
 
  Molto chiaro come sempre, grazie.  
 

Commento di Bennykasteddu pubblicato il 16-11-2011, 12:05:09 #10
 
  Uuuuuuuuuuuuuuurca  
 

Commento di Pietro.68 pubblicato il 16-11-2011, 12:24:32 #11
 
  finalmente un articolo chiaro su come tarare 'sto benedetto "ritorno" capibile anche da chi non è laureato in "ingegneria sospensionica" :D :D :D
grazie Dany.
 
 

Commento di cicot pubblicato il 16-11-2011, 13:34:05 #12
 
  personalmente faccio così

FORCELLA: seguo quanto detto qui, cioè sentire quando si irrigidisce
-con una lastricata veloce apro,
-invece in presenza di gradoni o sconnesso con pietre molto sporgenti quando si sente che si impunta, nel senso che la forcella quanto impatta l'ostacolo invece di superarlo tende a farti dondolare, chiudo.

CARRO: uso il metodo della sederata sul sellino. con la sella bassa, si danno 2 pedalate e da in piedi tiro una bella sederata sul sellino.
Come settaggio di partenza, l'ammo deve fare una compressione e mezza.
-lastricate veloci apro di qualche click.
-Su gradoni e molto sconnesso guardo che l'ammo, con la sederata, faccia una sola compressione.

ciao
 
 

Commento di teobg81 pubblicato il 16-11-2011, 14:07:45 #13
 
  bell'articolo, semplice semplice per le prime regolazioni..  
 

Commento di platax pubblicato il 16-11-2011, 14:08:11 #14
 
  Sempre utilissimo
Grazie!
 
 

Commento di mydear pubblicato il 16-11-2011, 14:10:20 #15
 
  guida utilissima...grazie  
 

Commento di Danybiker88 pubblicato il 16-11-2011, 15:01:20 #16
 
 
Citazione:
Originalmente inviato da albertmails Visualizza messaggio
4 riga.. Cross Cauntry?
Colpa del correttore automatico di word... Ho aggiunto per sbaglio al dizionario "cauntry" ed ora tutte le volte che scrivo "country" me lo cambia

Ora ho corretto
 
 

Commento di Danybiker88 pubblicato il 16-11-2011, 15:12:58 #17
 
 
Citazione:
Originalmente inviato da katanakgb Visualizza messaggio
Ricordati che la regolazione migliore che la tua forcella possa avere ...sono le tue braccia.
Il rebound della forca/ammo si regolano nel miglior compromesso possibile, il resto lo deve fare la guida attiva del biker.
Si esatto... Io personalmente tengo un ritorno sufficientemente veloce da far lavorare bene la forcella anche sulle mulattiere o le discese veloci, che magari sul tecnico può rivelarsi troppo veloce.

Se una volta quando il sentiero diventava particolarmente chiudevo un po il ritorno della forcella (2 click sulla Lyrik), ed effettivamente mi trovavo meglio.
Ora per pigrizia ed un po perchè la mania delle discese tecniche mi è un po passata, tengo sempre la stessa regolazione. La bici magari scalcia un po di più, specialmente la forcella, ma se lavori bene di braccia non hai assolutamente problemi. I problemi ci sono quando scendi stando rigido, allora si che la bici ti spara via.

Citazione:
Originalmente inviato da cicot Visualizza messaggio
personalmente faccio così

FORCELLA: seguo quanto detto qui, cioè sentire quando si irrigidisce
-con una lastricata veloce apro,
-invece in presenza di gradoni o sconnesso con pietre molto sporgenti quando si sente che si impunta, nel senso che la forcella quanto impatta l'ostacolo invece di superarlo tende a farti dondolare, chiudo.

CARRO: uso il metodo della sederata sul sellino. con la sella bassa, si danno 2 pedalate e la in piede tiro una bella sederata sul sellino.
Comme settaggio di partenza, l'ammo deve fare una compressione e mezza.
-lastricate veloci apro di qualche click.
-Su gradoni e molto sconnesso guardo che l'ammo, col la sederata, faccia una sola compressione.

ciao
La tecnica della "culata" è una variante di quella dello scalino. Il principio è lo stesso
 
 

Commento di stam78 pubblicato il 16-11-2011, 20:51:17 #18
 
  Ottimo articolo! ...come sempre...grazie al Tech Corner ormai faccio tutto in casa...ho iniziato anche ad aprire le forcelle (della fox)
in effetti il ritorno è forse la regolazione più sensibile che si riesce a percepire sul campo...ogni tanto mi capita di regolarla di qualche click, e si sente la variazione in marcia
 
 

Commento di locolcia pubblicato il 16-11-2011, 21:11:46 #19
 
  Meno male che c'è questo forum!!!!
E questi grandi appassionati che dedicano il loro tempo a questa grande comunità che è il forum per condividere il Sapere!!!
Grandi e Grande Danybiker!
Continuate così!!!!
Grazie!
 
 

Commento di ghostdavid pubblicato il 16-11-2011, 21:23:43 #20
 
  sempre molto interessante...  
 

Commento di mauri171 pubblicato il 16-11-2011, 23:01:52 #21
 
  complimenti per articolo molto interessante e specifico grazie raga....  
 

Commento di BLACK JACK pubblicato il 17-11-2011, 08:32:17 #22
 
 
Citazione:
Originalmente inviato da Pietro.68 Visualizza messaggio
finalmente un articolo chiaro su come tarare 'sto benedetto "ritorno" capibile anche da chi non è laureato in "ingegneria sospensionica" :D :D :D
grazie Dany.
Assolutamente daccordo.
Grazie 1000 anche da parte mia. Chiarissimo.
 
 

Commento di Disgraziau pubblicato il 17-11-2011, 09:07:46 #23
 
 
Citazione:
Originalmente inviato da Danybiker88 Visualizza messaggio
di Daniel Naftali Sebbene sia la regolazione più importante di una sospensione, non tutti i riders sanno regolare al meglio il ritorno. Con questo è tutto. ... Dopo aver capito il funzionamento e mettendo in pratica i consigli di questo articolo, tarare la nostra forcella o il nostro ammortizzatore dovrebbe essere ora molto più semplice.
... bene bene ... mi stò facendo una cultura leggendo tutti questi articoli ... mi piace tutto ciò ...
 
 

Commento di Mario87 pubblicato il 17-11-2011, 09:26:52 #24
 
  ..grazie  
 

Commento di biondo23 pubblicato il 17-11-2011, 11:00:41 #25
 
  come sempre grandissimo articolo! Allora vi espongo un attimo un mio dubbio riguardo il mio ammo. Ho un progressive 5th element e come regolazioni ho il controllo sulla progressione pòi il freno del fine corsa il freno dell' inizio corsa e pòi rimane una brugola piccola sul bombolino proprio dove si congiunge al resto dell ammo e una brugola posta vicino alla fine dell'ammo dove di solito nei marzocchi roco troviamo il ritorno. Bene agendo su quest'ultima non succede assolutamente nulla e la piccola brugola vicino al bombolino ancora non l'ho toccata. Qualcuno sa dove trovo il ritorno su questo complicato ammo? Grazie ciao!  
 

Commento di dablo80 pubblicato il 17-11-2011, 11:49:57 #26
 
  Ciao Danny,
ti avevo mandato un pm riguardante l'impossibilità di regolare il ritorno sulla mia Lyrick.
Magari in questa discussione la tua risposta potrebbe essere utile per tutti!

Grazie mille
 
 

Commento di GMP67 pubblicato il 17-11-2011, 15:04:12 #27
 
  sempre al top i consigli della redazione, grazie anche a dany, e complimenti per il suo lavoro!!!!  
 

Commento di Danybiker88 pubblicato il 17-11-2011, 15:12:39 #28
 
 
Citazione:
Originalmente inviato da biondo23 Visualizza messaggio
come sempre grandissimo articolo! Allora vi espongo un attimo un mio dubbio riguardo il mio ammo. Ho un progressive 5th element e come regolazioni ho il controllo sulla progressione pòi il freno del fine corsa il freno dell' inizio corsa e pòi rimane una brugola piccola sul bombolino proprio dove si congiunge al resto dell ammo e una brugola posta vicino alla fine dell'ammo dove di solito nei marzocchi roco troviamo il ritorno. Bene agendo su quest'ultima non succede assolutamente nulla e la piccola brugola vicino al bombolino ancora non l'ho toccata. Qualcuno sa dove trovo il ritorno su questo complicato ammo? Grazie ciao!
Guarda qua: http://www.progressivesuspension.com...ideEnglish.pdf
 
 

Commento di agoakiki pubblicato il 17-11-2011, 20:35:50 #29
 
  bell'articolo, la sezione tech corner è la mia preferita in tutto il forum... (ti permette di risparmiare un sacco di soldi...per le regolazioni o operazioni meno impegnative, questo è ovvio!).
comunque volevo chiedere a voi esperti se è vero ciò che avevo sentito dire da qualche parte riguardo alla regolazione del rebound lento, cioè se esiste un valore di giri minimi della valvola (dalla parte dove è disegnata la tartaruga per capirci) al di sotto del quale non si deve mai scendere in quanto si rischia di compromettere il funzionamento corretto della forca.
cosa sapete dirmi?
 
 

Commento di Danybiker88 pubblicato il 18-11-2011, 10:58:31 #30
 
 
Citazione:
Originalmente inviato da agoakiki Visualizza messaggio
bell'articolo, la sezione tech corner è la mia preferita in tutto il forum... (ti permette di risparmiare un sacco di soldi...per le regolazioni o operazioni meno impegnative, questo è ovvio!).
comunque volevo chiedere a voi esperti se è vero ciò che avevo sentito dire da qualche parte riguardo alla regolazione del rebound lento, cioè se esiste un valore di giri minimi della valvola (dalla parte dove è disegnata la tartaruga per capirci) al di sotto del quale non si deve mai scendere in quanto si rischia di compromettere il funzionamento corretto della forca.
cosa sapete dirmi?
No, non è assolutamente vero. Che possa funzionare male perchè è una regolazione assurda è un conto, ma di certo non si danneggia nulla. Se la valvola è tanto chiusa, passa poco olio e la forcella si riestende lentamente, niente di più.

Non c'è il problema, come nel caso del blocco, che le sollecitazioni si scaricano sulla valvola: a parte che, anche tutto chiuso, un minimo di passaggio dell'olio c0è sempre, ma comunque in estensione la massima sollecitazione che si ha è la forza di riestensione della molla.
 
 

Commento di s.genius60 pubblicato il 18-11-2011, 16:23:37 #31
 
  Io ancora devo capire come funziona il Rebound dell'EQUALIZZER 2 della Scott Genius...perchè ci sono due regolazioni dove ci sono dei numeri(fino a un masimo di 12) ma ci sono due rotelle da girare che a quanto ho capito devono essere allo stesso valore,ma cosa cambio se ne vario una rispetto all'altra???  
 

Commento di Danybiker88 pubblicato il 18-11-2011, 16:49:25 #32
 
 
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Originalmente inviato da s.genius60 Visualizza messaggio
Io ancora devo capire come funziona il Rebound dell'EQUALIZZER 2 della Scott Genius...perchè ci sono due regolazioni dove ci sono dei numeri(fino a un masimo di 12) ma ci sono due rotelle da girare che a quanto ho capito devono essere allo stesso valore,ma cosa cambio se ne vario una rispetto all'altra???
Se non ricordo male, su quell'ammo ci sono due ritorni... Uno regola il ritorno alla massima escursione, uno con l'escursione ridotta.

Almento sulla Genius LT che abbiamo testato era così...
 
 

Commento di Stefano565 pubblicato il 21-11-2011, 20:15:12 #33
 
  Quante cose si imparano...grazie!  
 

Commento di Jacopone11 pubblicato il 27-08-2012, 07:57:39 #34
 
  Semplice e chiaro, complimenti. Se volete ridere, ho appena comperato una Reba R. Io sono alto 1,93, peso 93 kg, telaiio xl ed ho ovviamente la necessità di affrontare le criticità tipiche di queste dimensioni/pesi/leve. Il venditore, cui ho chiesto suggerimenti per la taratura, mi ha risposto "lasciala così, è stata tarata in fabbrica". Se non fosse che uno rischia di ammazzarsi farebbe quasi ridere...  
 

Commento di JeromeDH92 pubblicato il 03-03-2013, 12:23:41 #35
 
  Danybiker88 la regola dello scalino permette di regolare in prima approssimazione l'high speed rebound o il low speed reboud del Cane Creek Double Barrel? Mi parrebbe il LSR, ma su scalini generosi si usa una quantità considerevole di corsa...  
 

Commento di Hunter pubblicato il 27-05-2013, 11:01:44 #36
 
  Che dire della regolazione per la salita?
avere una forcella con un rebound lento, quando si percorrono salite tecniche e con molti ostacoli, penso che possa essere di grosso aiuto al fine di mantenere la traiettoria ed evitare un manubrio che scalcia come un mulo....
per lo meno, nella mia esperienza, in salita, con gomme un pò gonfie e la frocella reattiva, si fa molta fatica a mantenere l'equilibrio.
Qualche esperienza a proposito?