Il segreto dell’eterna gioventù (Alba al Picco di Vallandro)
Certo i segni sono inequivocabili. La vista non è più quella di una volta, ne da vicino ne da lontano. Anche l’udito non è più perfetto. I capelli cadono. I peli invece crescono molto più di una volta, e dove non sono mai cresciuti: nel naso, nelle orecchie, le sopraciglia si allungano anche loro. Io intanto, al contrario dei peli, mi sono anche già accorciato: una volta ero alto 178 cm, adesso sono poco più di 176. La prostata? C’è poco da fare, dopo i 50 è quasi impossibile che funzioni alla perfezione e di notte devo alzarmi almeno una volta per andare in bagno. Insomma c’è poco da fare: il corpo sta invecchiando! “Da tempo non accumulo scorte, consumo le cose sul posto, come la vita. Dopo i cinquanta, se uno non è proprio tonto, sa che la vita va mangiata direttamente dall’albero, non va raccolta in ceste per farne provvista. Dopo i cinquanta, il tempo si mette a correre, accelera. La velocità fa perdere i pezzi per strada: cadono capelli, denti. La vista diminuisce, i più sfigati diventano impotenti. Le ossa cigolano, la schiena scricchiola come una vecchia gerla stretta fra le ginocchia. Il recupero dopo una sbronza richiede tre giorni, per non parlare di altri recuperi. E’ una tristezza. Si tira avanti, allora, con l’accortezza di non fare deposito, di non mettere la vita in banca sperando di ritirarla con gli interessi”*
Per fortuna che oltre al corpo c’è anche lo spirito. E lo spirito sembra quello di un ventenne. “Era già avanti con gli anni ma pareva che fosse riuscito, per qualche misteriosa magia, a separare il tempo dalla sua struttura fisica, come se al bivio lontano della gioventù egli avesse perentoriamente ordinato agli anni di imboccare una direzione, mentre lui e il suo corpo prendevano quella opposta.”*
La voglia di vivere, di conoscere, di scoprire posti nuovi è rimasta immutata in tutti questi anni. Anzi è aumentata. E oltre a questa, un’altra cosa è cresciuta con il tempo: la resistenza. Come i maratoneti: difficile correre ed eccellere nella maratona da giovani, invece con l’età il fisico aumenta la resistenza. Certo, la mia fortuna è che mi sono sempre tenuto allenato praticando tantissimi sport, cominciando a sciare a 3 anni e poi tennis, baseball, windsurf, snowboard, sci di fondo, nordik walking, ciclismo e altri minori, il tutto condito con un po’ di palestra. E oltre ad essermi divertito, adesso ne raccolgo gli interessi: il corpo è ancora forte ma quel che conta è supportato dalla testa, che mi spinge sempre avanti e mi ordina di non mollare. Mai.
Eccomi allora pronto a partire per un’altra dei miei sogni, raggiungere il Picco di Vallandro, con i suoi 2839 metri forse la cima più alta delle Dolomiti che si possa raggiungere in bici. Certo, con la bici in spalla, ma l’importante è che il sentiero per la discesa sia ciclabile, e possibilmente anche divertente. Naturalmente, per rendere l’impresa ancora più particolare, la cima va raggiunta all’alba, sia per poter fare delle belle foto con la luce mattutina, sia perché di giorno questa montagna è meta di numerosissimi escursionisti che non mi farebbero godere al massimo la discesa.
Parto allora da Villabassa quando è ancora notte fonda e arrivo ai 2000 metri di Prato Piazza con le prime luci dell’aurora. La Croda Rossa di Braies (solo chi la vede a quest’ora sa perché si chiama cosi!) è illuminata dai primi raggi del sole.
Da qui in avanti non si pedala praticamente più, bici in spalla per 800 metri di dislivello e tanta pazienza.
Per fortuna la dura salita è allietata dallo spettacolo naturale delle Dolomiti che cambiano colore con il passare dei minuti.
Continuo a salire, sotto di me Prato Piazza e in lontananza il gruppo del Cristallo, dietro c’è Cortina.
E’ ormai un’ora che salgo, poggio un attimo la bici e mi concedo due minuti per una banana, intanto la Croda Rossa è quasi completamente al sole.
Avevo calcolato di metterci due ore ad arrivare in cima a piedi, ma si vede che l’aria frizzantina dell’alba unita alla voglia di scoprire questo angolo di mondo mi ha messo le ali ai piedi e in 1h e 45m sono in cima.
Ammiro lo splendido panorama mentre mi cambio, ma cerco di fare il più in fretta possibile perché il sole, anche se sorto da poco, sta già scaldando e l’umidità si sta accumulando intorno alle cime.
Riparto e autoscatto una foto diventata ormai famosa, quasi foto dell’anno.
E adesso giù, è l’ora di godersi la meritata e tanto attesa discesa.
Salendo mi sono studiato con calma tutti i punti più critici, ma quassù in alto, sopra i 2800 metri, il sentiero non è segnato e si scende in picchiata libera.
Laggiù in fondo, in mezzo alla nebbia che si sta alzando, ecco il fondovalle pusterese, 1700 metri più in basso.
Adesso il sentiero scende con larghi tornanti sul ghiaione un po’ smosso
Poi un tratto ripido e esposto, ci sono due dischi infuocati nel cielo, uno è il sole e uno quello del freno anteriore messo a dura prova dalla pendenza
Il sentiero è bellissimo, completamente ciclabile a patto di avere una discreta tecnica e una bici con buone escursioni.
Mi fermo un attimo, guardo al Croda Rossa che ha cambiato completamente aspetto, con l’umidità del mattino che si condensa intorno alla cima.
Poche volte mi è capitato di trovare un sentiero a due facce cosi opposte, tutto a spalla in salita e tutto ciclabile in discesa.
Arrivo nella parte finale della discesa, qui ricomincia a crescere l’erba e l’altopiano di Prato Piazza adesso è illuminato dal sole.
Incrocio i primi escursionisti che cominciano a salire verso la cima, ma io mi sono ormai goduto la discesa in santa pace, un ultimo ripidone sui prati in fiore
e sono ai 2000 metri del rifugio, adesso mi aspetta ancora una bella discesa fino a fondovalle, ma quello che mi interessava per oggi ormai è fatto, arrivare su una delle cime più alte delle dolomiti che si possano conquistare in bici, godersi lo splendido panorama e divertirsi sul fantastico anche se impegnativo sentiero che scende dalla cima.
Che la bici sia il segreto dell’eterna gioventù?
*cit. Mauro Corona


17/03/2013 di
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e nel contempo ammiro le foto davvero spettacolari
Per il resto, per via della mia età, non posso che prenderti in parola e crederti... ora so nel dettaglio cosa mi aspetterà se ci arriverò ai 50
Per il resto, giro magnifico ed hai riacceso tanta nostalgia in me dei miei anni in Valsugana.
Respect from an over 40!
Spesso giro con la bici in spalla ma sinceramente non ricordo a cosa pensavo.....d'ora in poi ricorderó le tue parole che mi daranno la forza di continuare nonostante la fatica.
Ma mi vuoi rovinare gli ultimi 7 anni che mi dividono dai 50 con il pensiero dei problemi che dovrò affrontare ?!?
A parte che molti di questi li affronto già ma grazie al cielo , mio fratello si alza ancora la mattina
Più si va avanti , e più si devono provare strade nuove . Con il pensiero di quelle già fatte che si vorrebbe ripercorrere perchè troppo belle!
La foto potrà non eseere stata la più bella dell'anno ma secondo me rappresenta l'apice della mountainbike.
verissimo tutto quello che racconti all'inizio, mi ci ritrovo in pieno, tranne una piccola cosa, a me i peli nel naso non sono ancora cresciuti..
Non mollare mai!!!!
Sei un grande giovinotto !
Vai avanti così, c'è chi ti invidia ( nel senso che ti ammira) per la determinazione e il tempo che trovi per fare quello che ci esprime.
Ciao coscrìtt, magari ci si trova qlc volta...
Grande
Conosco bene il posto, veramente bellissimo, tanti complimenti
Potresti fondare un gruppo, tipo nonniequipe oppure nonnoteam o ancora nonnifreeridegroup!!!!!!
Sai che successo????????
Complimenti per bel Report, foto e Giro
Sei un mito .... grande Nonnocarb..
Io il Vallandro l'ho fatto un paio di volte con gli sci, magari ora è l'ora per provare con la bici!
Spero prima dei sessanta!
certo che le altre foto di questo giro non non sono da meno!
Maurizio, io che ho un anno di meno mi sento un bocia per merito tuo perchè vedendo quello che fai mi rincuoro e penso che per invecchiare c'è ancora tempo, nonostante peli superflui che crescono e vista che cala (comunque cala solo quella... per la precisione!)
Grande carb
Invece niente, porcodemonio!
Grandi giri
Grandi reportage
Grandi foto
E anche le citazioni a puntino (perfette...diotemastega!!!)
Ma va in mona, va...
Un grande abbraccio, anche se non ti conosco di persona (pero' mi piacerebbe)
ad un GRANDISSIMO, da uno piu' vecchio di lui...
Per il resto e dopo aver letto quanto dislivello hai fatto nella tua avventura di biker posso solo guardarti come un marziano.
Vorei mollare tutto e randagiare perennemente con la biga
e a leggere tutto cio' aumenta la mia convinzione .
complimenti
io di anni ne ho 70 condivido in pieno tutti i sintomi elencati anche se ne ho alcuni in più continuo ostinatamente a non arrendermi
a convincermi a continuare è stato il vecchietto 83enne di ieri che salendo al colle Braida mi ha dato dl filo da torcere a stargli dietro
bellissime foto
p.s. se fai il club dei nonni e bisnonni ritienimi iscritto
Vorei mollare tutto e randagiare perennemente con la biga
e a leggere tutto cio' aumenta la mia convinzione .
complimenti
Poi sono fortunato che come libero professionista posso gestirmi il mio lavoro, prendermi ferie, e magari andare a lavorare anche di sera
scherzo! assolutamente lo spirito va tenuto vivo con la mtb!
mitica la foto
1. girare sempre con compatta (nel mio caso panasonic ft1)
2. tenere sempre nello zaino minicavalletto leggerissimo (nel mio caso hama, 3 da mediaworld oppure gorilla, anche imitazione a 5)
3. addocchiare un bello sfondo (e questo per fortuna non è difficile da queste parti)
4. avere sempre fretta, perciò nel minuto a disposizione bisogna:
a) tirare fuori la macchina,
b) attaccare il cavalletto (meglio ricordarsi di farlo a inizio discesa e poi lasciarlo attaccato alla macchina)
c) piazzare la macchina, eventualmente levando dei ciuffi d'erba
d) impostare l'autoscatto
e) correre verso la bici (già correttamente posizionata in precedenza), contando fino a 10
f) inforcare la bici (sempre contando)
g) dare 2 pedalate(sempre contando)
h) mettersi nella posizione ottimale (dopo due uscite a fare da modello col diretur l'ho imparata per forza )
i) ormai siamo arrivati al 9, orecchie ben aperte per sentire il click (che a dire il vero in questa macchina il suono è molto basso e in azione non si sente), allora guardare con la coda dell'occhio (solo con la coda, mai guardare in camera!) la lucina del conto alla rovescia che aumenta il ritmo prima dello scatto
l) al 10 eventuale sorriso di circostanza
m) frenata repentina
n) tornare di corsa alla macchina
o) se c'è tempo controllare la riuscita dello scatto, ma siccome tempo non ce n'è mai, raccogliere la macchina, spegnerla e cacciarla nella custodia sullo spallaccio dello zaino, senza smontare il cavalletto, non si sa mai che rimanga il tempo per un'altra foto.
Minuto finito, ripartire sul sentiero tecnico col fiatone cercando di ritrovare la concentrazione in fretta prima di ribaltarsi
1. girare sempre con compatta (nel mio caso panasonic ft1)
2. tenere sempre nello zaino minicavalletto leggerissimo (nel mio caso hama, 3 da mediaworld oppure gorilla, anche imitazione a 5)
3. addocchiare un bello sfondo (e questo per fortuna non è difficile da queste parti)
4. avere sempre fretta, perciò nel minuto a disposizione bisogna:
a) tirare fuori la macchina,
b) attaccare il cavalletto (meglio ricordarsi di farlo a inizio discesa e poi lasciarlo attaccato alla macchina)
c) piazzare la macchina, eventualmente levando dei ciuffi d'erba
d) impostare l'autoscatto
e) correre verso la bici (già correttamente posizionata in precedenza), contando fino a 10
f) inforcare la bici (sempre contando)
g) dare 2 pedalate(sempre contando)
h) mettersi nella posizione ottimale (dopo due uscite a fare da modello col diretur l'ho imparata per forza )
i) ormai siamo arrivati al 9, orecchie ben aperte per sentire il click (che a dire il vero in questa macchina il suono è molto basso e in azione non si sente), allora guardare con la coda dell'occhio (solo con la coda, mai guardare in camera!) la lucina del conto alla rovescia che aumenta il ritmo prima dello scatto
l) al 10 eventuale sorriso di circostanza
m) frenata repentina
n) tornare di corsa alla macchina
o) se c'è tempo controllare la riuscita dello scatto, ma siccome tempo non ce n'è mai, raccogliere la macchina, spegnerla e cacciarla nella custodia sullo spallaccio dello zaino, senza smontare il cavalletto, non si sa mai che rimanga il tempo per un'altra foto.
Minuto finito, ripartire sul sentiero tecnico col fiatone cercando di ritrovare la concentrazione in fretta prima di ribaltarsi
Io sono molto ma molto più fortunato con me non ho una compatta ma il Barbonis in carne ed ossa, in ogni giro faccio sempre un paio di km in più di lui per tutte le volte che mi fa tornare in dietro .....
Invece niente, porcodemonio!
Grandi giri
Grandi reportage
Grandi foto
E anche le citazioni a puntino (perfette...diotemastega!!!)
Ma va in mona, va...
Un grande abbraccio, anche se non ti conosco di persona (pero' mi piacerebbe)
ad un GRANDISSIMO, da uno piu' vecchio di lui...
http://www.mtb-forum.it/community/fo...0&postcount=83
però a parità di strada è risaputo, certo, direi matematico che il fotografo fa mooooolta più fatica nell'avanzare alla ricerca del punto migliore e a recuperare poi il resto del gruppo sfilato... almeno per me è cosi e credo che lo sia anche per barbonis!
(Come puoi intuire dal mio nickname non rispondono solo over 50!)
Sport meraviglioso la mtb, certo richiede tanta dedizione e tenacia, e l'esperienza non guasta!
IMMENSO!!!!!
Altro splendido racconto e grandi foto!
E' per quello che ti chiami reversig?
@ nonnocarb: Credo che la tua prostata patisca gli anni di spiattellamento sui sellini da biga e lo stesso succede a mille altra prostate di questo forum.
Attendo con ansia una joint venture Fizik-Poltrona Frau per dare vita all'ennesima eccelenza italiana di nicchia...
...Ah, ovviamente il giro è uno spettacolo, complimenti!
Colui che vuole raggiungere un obiettivo, deve cercare i necessari mezzi (Hutu: Burundi)
Mitico nonnocarb condivido con te che La bici sia il mezzo perfetto per non mollare mai.........
Ti aspetto
Ti aspetto
Mi piacerebbe venire ma al momento sono fermo e completamente fuori allenamento
Mi piacerebbe venire ma al momento sono fermo e completamente fuori allenamento
grazie ancora una volta nonno, per aver condiviso con noi le tue avventure!!!saluti, gian mario.
Comunque io dal "basso" dei miei 35 anni e dal mio livello in mtb (che pratico da 5 anni venendo dal calcio), me lo sogno di arrivare a 50 come lui o alcuni di voi !!!
buone
Leggendoti mi trasmetti la tua "voglia di vivere, di conoscere, di scoprire posti nuovi" e si capisce che queste voglie in te crescono.
Grazie ancora.
grazie
Però ho troppi sogni, esplorazioni, obiettivi da raggiungere: una vita sola non basta, ma è buona norma non lasciare troppe cose da fare nella prossima.
È la passione e la fortuna di poterle dare spazio il segreto dell'eterna gioventù.
Bravo Carb. Non fermarti mai e non dimenticarti di scrivere questi report!
GRANDE NONNOCARB!!!!!!!
Sei un mito assolutamente da imitare.....
da novello cinquantenne ti lascio con una massima di uno dei miei poeti prefferiti, Henry Rollins :
"life is pain i want to be insane"