[Made in Taiwan] Visita a Giant

Il nostro viaggio in Oriente si conclude con la vista a Giant, la più grande azienda produttrice di bici del mondo. Con 5.200.000 telai prodotti nel 2011, di cui 3.000.000 per il proprio marchio ed il resto per altre commesse di nomi più o meno famosi, Giant fattura nel 2010 1.39 miliardi di US$.
L’azienda nacque nel 1972, anno in cui produsse 3.700 telai. Il nome Giant venne creato nel 1981, mentre nel 1987 uscì dalla fabbrica la prima bici in carbonio del marchio. Ora Giant ha 9 fabbriche fra Taiwan (oggetto della nostra visita), Cina e altri paesi fra cui l’Olanda, dove è presente una linea di montaggio e di verniciatura. In tutto il mondo ci sono 11.125 negozi che vendono Giant, sparsi fra 80 Paesi. I mercati più forti sono l’Europa, dove Giant ricava il 30% del fatturato, gli USA con il 23%, al Cina con il 24% e il Giappone con il 10%.
Questi i numeri globali di Giant, ora passiamo alla fabbrica taiwanese.

Nella fabbrica presso Taichung Giant produce i telai di alta gamma, impiegando 1900 operai per un turno al giorno di 8 ore più qualche ora di straordinario retribuito. Fino a qualche anno fa si facevano 2 turni, poi la dirigenza decise di fermarsi ad uno solo, per permettere agli operai di avere una vita normale.

Produzione telai in carbonio.
Leggendo diversi topic sul forum avevo notato che diverse persone credono che per una produzione di massa come quella di Giant ci siano robots e computer che lavorano al posto degli uomini. Credenza che spesso alcuni bikers usano come scusa per sottolineare l’amore con cui un telaio viene fatto in Europa o in America, al contrario di quelli provenienti dall’Oriente, orfani di padre e madre, secondo loro . Ebbene, si tratta solo di una leggenda metropolitana. Anche in una fabbrica enorme come quella di Giant tutti i telai vengono saldati a mano. La differenza sta nel numero dei saldatori.

Siamo ancora nel reparto del carbonio.
La fabbrica di Taiwan ha una capacità produttiva giornaliera di 2500-3200 telai in alluminio, mentre all’anno i telai in carbonio sono stati 150.000 nel 2011 e per il 2012 si conta di arrivare a 200.000. A detta di Giant la richiesta di telai in carbonio è esplosa negli ultimi anni.

Le bici più richieste sono le mountain bike, da notare però che le bici da corsa hanno una crescita annuale più accentuata.

L'alluminio in attesa della lavorazione.
Come dicevo, le dimensioni della fabbrica mi hanno molto colpito. Rispetto ad A-Pro (qui la visita a Shenzen), dove comunque lavorano 1000 operai, da Giant è tutto più grande. Va inoltre considerato che da qui escono telai high-end, fra cui tante full suspension che fanno sognare il mondo dei bikers.

Un'idea delle dimensioni della fabbrica.


Nella foto qui sopra potete vedere un’abbozzo di automatismo. Qui l’alluminio viene riscaldato da entrambi i lati da una macchina, mentre, per esempio, nella fabbrica di A-Pro a Shenzen c’erano due persone che lo riscaldavano, situate una di fronte all’altra (cliccare qui per la foto).


La produzione di un giorno di lavoro!!
Nella foto qui sopra potete vedere la produzione di una giornata.

Saldatori: non ci sono i fantomatici robot...
Anche il numero dei saldatori, rispetto ad altre fabbriche che abbiamo visitato durante il nostro viaggio, è adeguato alle dimensioni della fabbrica.

La cosa che più mi ha impressionato è stata la catena di montaggio delle bici, dove i telai vengono montati con la componentistica richiesta. Nella foto qui sopra vedete il montaggio di una bici da strada Giant. Catena lunghissima, quindi ogni lavoratore ha solo un piccolo compito da svolgere. In fondo alla linea di montaggio c’è una specie di orologio digitale che calcola ogni quanti secondi una bici viene completata. Per le bici che vedete in foto il tempo era di 30 secondi! Per le full, invece, il tempo si aggirava sui 60 secondi.
Giant riesce a montare 5000-6000 biciclette al giorno. In un solo turno di lavoro.

La cordicella blocca-tutto.
A distanza regolare, nella linea di montaggio, si trova una cordicella che, se tirata, rallenta la velocità nel caso ci sia qualche problema tecnico. Un supervisore si precipita presso il lavoratore che ha richiesto il rallentamento e, se neanche questi riesce a risolvere il problema, la catena di montaggio si ferma.

Controllo qualità delle ruote - automatizzato.

La nostra visita è stata fatta proprio durante il picco annuo di produzione, che va da novembre a febbraio, quando le bici della prossima stagione vengono ultimate. Lo testimonia anche il magazzino, semivuoto, anche perché Giant lavora il più possibile con il sistema Just in Time.

I telai per il team Giant Rabobank.
 Conclusioni sul viaggio
Qualcuno mi ha chiesto di scrivere il mio parere sulle varie visite fatte in questi giorni (qui le visite in Cina, qui quelle a Taiwan).
Penso che ormai si tratti di un distretto specializzato nella produzione di bici e componenti per le bici, come ce n’erano  e ce ne sono ancora in Italia (per esempio quello degli scarponi da sci del Triveneto). Aziende specializzate che approfittano anche dei bassi costi salariali in Cina e dell’alto livello di speciliazzazione a Taiwan, dove però i salari non sono molto più bassi di quelli dell’Europa dell’est (vedere visita a DT Swiss per questo discorso).
Non c’è nessuna buona ragione per dubitare della qualità di un telaio o di un componente proveniente da Taiwan/Cina, anzi, visti i numeri penso che si possa legittimamente dubitare di più della qualità di una piccola fabbrica americana o europea. Gli operai orientali che ho potuto osservare durante le visite delle scorse due settimane mi hanno colpito per la loro laboriosità e concentrazione.
Senza parlare delle infrastrutture: strade, città , treni veloci, aeroporti. A Taichung mi sono sentito più di una volta piccolo piccolo rispetto ai grattacieli residenziali i cui piani alti sparivano nelle nuvole. Una volta imbarcatomi sul volo di ritorno HongKong – Francoforte sono ricaduto nella dimensione della vita europea quando il capitano annunciava che non potevamo atterrare prima delle 6 di mattina all’aeroporto tedesco (uno dei più grandi d’Europa), perché i paesi limitrofi hanno vinto una causa contro l’aeroporto, che di notte si deve quindi spegnere completamente per evitare rumori che possano turbare i sonni dei cittadini. Buonanotte Europa.

23 gennaio 2012 di 
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Per il resto il discorso Oriente vs Europa non fa una piega...
Non ho scritto i marchi perchè i gentilissimi capifabbrica mi hanno chiesto di non farlo.
Al di lá di questo, Giant lavora anche come terzista e se fai due conti producono 1.800.000 telai all'anno per altri marchi. Penso che svelarne i nomi abbia un'importanza relativa, la sostanza è già stata descritta nell'articolo.
Conta che i marchi con una fabbrica propria sono appunto Giant e Merida, fra i grandi. Questi producono per la maggior parte degli altri marchi. Nella visita ad A-Pro ne trovi altri, che ho citato.
Non ho scritto i marchi perchè i gentilissimi capifabbrica mi hanno chiesto di non farlo.
Al di lá di questo, Giant lavora anche come terzista e se fai due conti producono 1.800.000 telai all'anno per altri marchi. Penso che svelarne i nomi abbia un'importanza relativa, la sostanza è già stata descritta nell'articolo.
Conta che i marchi con una fabbrica propria sono appunto Giant e Merida, fra i grandi. Questi producono per la maggior parte degli altri marchi. Nella visita ad A-Pro ne trovi altri, che ho citato.
grazie per la risposta .. era solo per farmi un idea su che marchio indirizzarmi per la mia prima bici seria. grazie ancora per tutto
già , già , l'ostracismo e la diffidenza contro i prodotti made in china/taiwan non si capisce prorpio più... in realtà lavorano meglio, più velocemente e costano meno... sempre sperando che vengano rispettati i diritti fonadamentali dei lavoratori...
Da questo viaggio, ne usciamo "distrutti" e "felici".
Felici, perchè ora sappiamo che le bici non le fanno col "cioccolato" ed il Vinavil... insomma, si tratta di roba seria. Foto e racconti parlano chiaro.
Distrutti, perchè è evidente che li sono un paio di passi avanti, per quanto riguarda almeno questa "nicchia" di mercato. Almeno dalle foto, si evince che le fabbriche visitate non sono dei Lager come da stereotipo comune. L'impressione è che il livello qualitativo di vita dentro i capannoni sia un gradino sopra rispetto al nostro; quando ero "pischello" e lavoravo in cooperativa sottopagato, venivo sbattuto a destra e a sinistra nelle peggior fabbriche di Roma.
Anche le paghe, mi sembrano proporzionate per affrontare il costo vita orientale; non ci si arricchisce, ma non si muore di fame.
Insomma, è l'ennesima riprova che la povertà alle volte la fa ciò che non possiamo avere... trarrò beneficio da questo report.
BRAVI! (la prossima volta compro uno ZED e vengo anche io però)
Sarebbe interessante sapere quanti telai vengono prodotti in percentuale in Taiwan ed in Cina. 90%?
Nulla di nuovo, ho sempre saputo che i cinesi e gli orientali in genere sono bravi, anzi migliori di noi, nei processi industriali, per competenza, carattere e dedizione.
Il discorso della cordicella...si chiama ANDON, termine giapponese che viene dal Toyota Production System...tutta sta manfrina per dirvi che questi sono davvero avanti nella qualità , avendo importato, nelle loro fabbriche, metodi di gestione della produzione avanzata (lean manufacturing, Toyota ecc..).
a parte gli scherzi... non c'è dubbio che la qualità dei prodotti taiwanesi/cinesi siano di alta qualità .
credo che la cosa che dia "fastidio" un pò a tutti è vedere i prezzi che non fanno altro che salire (ovviamente le varabili in gioco sono molte...però dai grandi numeri che escono da queste fabbriche ci si aspetterebbe una diminuzione del prezzo finale)
Più che di rivenditori la Giant si avvale di ostetrici, oltrettutto finemente addestrati a farti comprare non l'articolo più giusto per te ma quello che loro riescono ad avere disponibile. Poi le bici saranno anche belle ma mai più nella vita!
Noi ci dobbiamo rimettere posti di lavoro per avvicinare a Taiwan le nostre fabbriche di componenti altrimenti il mercato ne risente, poi loro ci fanno aspettare 6 mesi una bici già pagata a metà e va bene così...siamo proprio dei fessi.
Una volta imbarcatomi sul volo di ritorno HongKong – Francoforte sono ricaduto nella dimensione della vita europea quando il capitano annunciava che non potevamo atterrare prima delle 6 di mattina all’aeroporto tedesco (uno dei più grandi d’Europa), perché i paesi limitrofi hanno vinto una causa contro l’aeroporto, che di notte si deve quindi spegnere completamente per evitare rumori che possano turbare i sonni dei cittadini. Buonanotte Europa.
...
la conclusione è a dir poco semplicistica ed apologetica.
I grattacieli poi a me non fanno nessun senso, se poi anche solo accenni alla "dimensione europea" inneschi degli O.T. che non finiscono più.
Ciao.
I grattacieli poi a me non fanno nessun senso, se poi anche solo accenni alla "dimensione europea" inneschi degli O.T. che non finiscono più.
Ciao.
a parte gli scherzi... non c'è dubbio che la qualità dei prodotti taiwanesi/cinesi siano di alta qualità .
credo che la cosa che dia "fastidio" un pò a tutti è vedere i prezzi che non fanno altro che salire (ovviamente le varabili in gioco sono molte...però dai grandi numeri che escono da queste fabbriche ci si aspetterebbe una diminuzione del prezzo finale)
Il costo unitario di produzione ed il BEP scendono all'aumentare dei volumi di produzione, ma non il prezzo finale di vendita. Se sul mercato c'è richiesta il prezzo sale e salgono anche i volumi di produzione... sarà mica un caso che Cannondale, Scott hanno già venduto l'intera produzione pianificata dei modelli di punta 2012 già a dicembre... perchè mai dovrebbero abassare i prezzi?
Tornando al report, direi ottimo e... ve lo avevo detto che sareste rimasti impressionati da Taiwan, e che non è la Cina.
Ma avete provato a chiedere quanto guadagna un Product manager, o un Area Manager che parla correttamente inglese e che magari ha un'esperienza di lavoro presso ditte europee o USA? vedrete che lo stipendio non è di pochi euro come si crede...
A me è piaciuta la fine dell'articolo, di certo non voleva essere un'analisi approfondita, ma dare soltanto l'impressione finale di un viaggio molto istruttivo... credo
Le fabbriche chiudono? Ovvio, i controlli anti inquinamento e i prezzi della manodopera che vengono imposti qui (luogo dove gli operai hanno condotto fino agli anni '90 una vita agiata, opulenta e viziosa, borghesoni, è risaputo) rendono conveniente la delocalizzazione. Dunque ben vengano le paghe taiwanesi?
Il modello Taiwanese come modello di impostazione della nuova umanità ? Interessante. Pazienza se nelle metropoli cinesi c'è un inquinamento a livello di una cloaca. Per non parlare degli scioperi precettati. Ah ma certo, questo è il nuovo modello alla Marchionne che piace tanto a tutti. Basta coi poltroni europei che pretendono 10 minuti di pausa!
I conti? Tornano di sicuro. Se nel conteggio entrano solo i soldi.
Che in Cina non si rispettano i diritti sindacali e umani o normative ambientali? Boh... qua là , Amnesty, giornaletti qualunquisti... sai com'è.... Mi piacerebbe andarci, ma da membro dell'Europa bighellona e opulenta non me lo posso permettere.
Joe che sia vantaggioso economicamente sono il rimo a dirlo. Che sia auspicabile è un'altra cosa.
Se poi la dottrina per inquadrare le cose è quella prettamente utilitaristica, certo, è la società ideale.
Sei mai passato per la zona residenziale o sei mai andato allo Shangri-la? certo la zona industriale o del porto non te la raccomando (ma nemmeno la zona del porto di Genova è bella per viverci) ed i poveracci ci sono come in tutte le megalopoli del mondo, ma ti assicuro che lì o a Changshu che è poco distante non si stà affatto male.
Sei mai passato per la zona residenziale o sei mai andato allo Shangri-la? certo la zona industriale o del porto non te la raccomando (ma nemmeno la zona del porto di Genova è bella per viverci) ed i poveracci ci sono come in tutte le megalopoli del mondo, ma ti assicuro che lì o a Changshu che è poco distante non si stà affatto male.
Mi dici che la zona industraile non me la raccomandi, ma è proprio quella alla quale mi riferisco. Ragazzi non parlo della bellezza o della bruttezza della Cina, ma della sostenibilità umana del modello cinese, sia di governo, che industriale, che sindacale, che ambientale. Non ci nascondiamo dietro alle cartoline per piacere. Non parlo nemmeno di poveracci, parlo di lavoratori, che ad ezempio nella fabbrica Foxconn commettono suicidi di massa. Parlo del bando agli scioperi, del mobbing legalizzato, delle sottopaghe, di interi quartieri popolari sfrattati per far posto a lottizzazioni residenziali, di dissidenti incarcerati, di Google censurato, di valli grandi come l'Italia allagate per farne bacini idrici con buona pace degli sconvolgimenti climatici, di smog a Pechino che in talune giornate ha messo in dubbio lo svolgimento delle olimpiadi. E per piacere non mettiamo le condizioni di via del porto di Genova con quelle del porto di Shangai per favore!
La Cina è ricchissima, potentissima, ma lo è anche grazie al sistematico ignorare elementari diritti umani. Non esiste il sistema cinese pret à porter, si le cose positive, no quelle negative. Per me le II superano le prime di 100000000000000000000000000000000000000 volte
Se poi la dottrina per inquadrare le cose è quella prettamente utilitaristica, certo, è la società ideale.
Poi, come mi pare ti stiano dicendo anche altri user, è evidente che parli per stereotipi. Shanghai è una metropoli moderna che vale la pena di vedere. E in quanto all'inquinamento, mai stato a Milano quando non piove da due settimane?
ma a Shanghai non se la passano bene...
basta fare una ricerca su Gooooogle....
http://www.aqva.com/index.php?option...emid=2&lang=it
(gli articoli sono tutti di blogger "di parte"...ma di contropost non ne ho trovati...)
comunque c'è qualcosa di incomprensibile...o diabolico
l'occidente viene superato dall'oriente per capacità produttiva...
di oggetti "occidentali"...
che però in questo momento gli occidentali faticano a comprare
perchè non hanno più il lavoro, delocalizzato in oriente...
Poi, come mi pare ti stiano dicendo anche altri user, è evidente che parli per stereotipi. Shanghai è una metropoli moderna che vale la pena di vedere. E in quanto all'inquinamento, mai stato a Milano quando non piove da due settimane?
L'occidente è seduto su un sistema di diritti acquisiti, che tu chiami benessere, io chiamo diritti umani. Sono il primo a dire che l'oriente supera l'occidente perché lì non hanno le limitazioni che abbiamo noi. Ma tali limitazioni ci hanno garantito uno stile di vita umano, non di benessere, ma umano, che lì non hanno.
Il tuo sarcasmo riguardo all'aeroporto mi pare disveli una certa ammirazione verso il sistema orientale. Una ammirazione perfettamente fondata se il termine di paragone è solo l'efficacia economica. Posso benissimo aver malinteso le tue frasi, ma mi pare che qui si continui a negare che la Cina sia uno dei luoghi dove più pervicacemente vengano negati i diritti fondamentali dell'individuo.
L'Inghilterra del 19esimo secolo era la maggior potenza mondiale. La sua predominanza era basata sulla riduzione allo stato pressoché animale dei lavoratori di distretti industriali come quelli di Preston, Liverpool, Manchester. Cosa ci guadagnò l'Inghilterra? Il predominio mondiale. Fu un bene? economicamente sicuramente sì. Era uno stato umano? No. Legislatori lungimiranti furono però capaci di introdurre lentamente riforme che modificarono in positivo, nell'arco di 100 anni, le condizioni lavorative (oltre alle condizioni delle colonie). Guarda caso, in corrispondenza di tale miglioramento, la predominanza dell'Inghilterra cessò. Ora, ridurre questo alle riforme, è limitativo e storicamente falso, ma certo i margini per le industrie e per il commercio si ridussero.
In cosa guadagnò l'Inghilterra? In civiltà . Se a questa si vuol dare un valore economico, essa perse clamorosamente.
Il tuo sarcasmo riguardo all'aeroporto mi pare disveli una certa ammirazione verso il sistema orientale. Una ammirazione perfettamente fondata se il termine di paragone è solo l'efficacia economica. Posso benissimo aver malinteso le tue frasi, ma mi pare che qui si continui a negare che la Cina sia uno dei luoghi dove più pervicacemente vengano negati i diritti fondamentali dell'individuo.
"impiegando 1900 operai per un turno al giorno di 8 ore più qualche ora di straordinario retribuito. Fino a qualche anno fa si facevano 2 turni, poi la dirigenza decise di fermarsi ad uno solo, per permettere agli operai di avere una vita normale."
ecco questo a taiwan non me lo sarei mai e poi mai aspettato.
se provi a chiedere ad una qualunque dirigenza in italia di ridurre i turni da 3 a 2 (da 2 a 1 è fantascienza pura) come minimo ti ridono in faccia.
i dirigenti di Giant forse vedono un po più in la del loro naso, ed hanno capito che migliori condizioni di vita degli operai = resa maggiore , qualità maggiore
mandiamoci Marchionne a prendere un paio di ripetizioni va....
in ogni caso altro bel report marco, forse quello più atteso per il nome storico del marchio che hai visitato.
purtroppo ho visto ancora reparti di smerigliatura o levigatura del carbonio (speri di aver detto giusto) con misure di sicurezza scarse, come negli altri report....
"impiegando 1900 operai per un turno al giorno di 8 ore più qualche ora di straordinario retribuito. Fino a qualche anno fa si facevano 2 turni, poi la dirigenza decise di fermarsi ad uno solo, per permettere agli operai di avere una vita normale."
ecco questo a taiwan non me lo sarei mai e poi mai aspettato.
se provi a chiedere ad una qualunque dirigenza in italia di ridurre i turni da 3 a 2 (da 2 a 1 è fantascienza pura) come minimo ti ridono in faccia.
i dirigenti di Giant forse vedono un po più in la del loro naso, ed hanno capito che migliori condizioni di vita degli operai = resa maggiore , qualità maggiore
mandiamoci Marchionne a prendere un paio di ripetizioni va....
Per la lavorazione del carbonio: si, non usano maschere speciali, purtroppo.
(poi smetto altrimenti siamo troppo OT... )
http://blog.panorama.it/mondo/2012/0...egli-scioperi/
http://blog.panorama.it/mondo/2011/1...ta-a-shanghai/
(oddio panorama.it non è il vangelo... )
http://it.wikipedia.org/wiki/Toyota_Production_System
è stato analizzato in lungo ed in largo... ed ha portato spesso ad aberrazioni della vita dell'operaio nell'azienda, rendolo di fatto operativo al 100% per tutti i 60sec di ogni minuto, per 8 ore al giorno, riuscendo a non sprecare nemmeno 1 secondo
se cercate in rete ci sono numerose analisi di come i 60 sec vengano tutti effettivamente impiegati in modo redditizzio .
hai ragione, dai report ho visto una realtà diversa da quello che immaginavo. in alcuni casi in meglio, in altri in peggio.
cmq è importante conoscere, quindi questi report sono veramente interessanti e meritevoli, come le discussioni che ne sono uscite
(poi smetto altrimenti siamo troppo OT... )
http://blog.panorama.it/mondo/2012/0...egli-scioperi/
http://blog.panorama.it/mondo/2011/1...ta-a-shanghai/
(oddio panorama.it non è il vangelo... )
Continua l’ormai inarrestabile ondata di scioperi in Cina. Questa mattina più di mille operai di una fabbrica di Shanghai, la Hi-P, con il quartier generale a Singapore e che lavora in subappalto per Apple e Hewlett Packard, sono entrati in sciopero per protestare contro l’annuncio di un maxi licenziamento di un migliaio di dipendenti a fronte della scelta aziendale di spostare gli stabilimenti in un’altra città .
Continua l’ormai inarrestabile ondata di scioperi in Cina. Questa mattina più di mille operai di una fabbrica di Shanghai, la Hi-P, con il quartier generale a Singapore e che lavora in subappalto per Apple e Hewlett Packard, sono entrati in sciopero per protestare contro l’annuncio di un maxi licenziamento di un migliaio di dipendenti a fronte della scelta aziendale di spostare gli stabilimenti in un’altra città .
e quello citato dice proprio che si "lamentano" per lo spostamento della sede...
insomma, anche in Cina, quando gli operai prendono coscienza del loro "impiego" e di come viene valutato, cominciano ad "occidentalizzarsi"...
la Cina ha conosciuto uno sviluppo che ha cambiato di fatto la mentalità delle persone, dimostrato se possibile dalla enorme richiesta di energia, auto e quant'altro qui da noi è da sempre considerato come "normale"...
http://it.wikipedia.org/wiki/Toyota_Production_System
è stato analizzato in lungo ed in largo... ed ha portato spesso ad aberrazioni della vita dell'operaio nell'azienda, rendolo di fatto operativo al 100% per tutti i 60sec di ogni minuto, per 8 ore al giorno, riuscendo a non sprecare nemmeno 1 secondo
se cercate in rete ci sono numerose analisi di come i 60 sec vengano tutti effettivamente impiegati in modo redditizzio .
hai ragione, dai report ho visto una realtà diversa da quello che immaginavo. in alcuni casi in meglio, in altri in peggio.
cmq è importante conoscere, quindi questi report sono veramente interessanti e meritevoli, come le discussioni che ne sono uscite
Spreco vuol dire anche non avere magazzini, non avere sovraproduzione (quindi logica pull)...tutte cose che i cinesi, a quanto vedo dalle foto, fanno benissimo.
meditate gente meditate....
Chiuso l'OT, faccio i mei complimenti per dei reportage cosi belli e molto esaurienti...bravi
Sono in casa d'altri, il forum non è mio, per cui tolgo il disturbo. Scusate la mia impudente intromissione.
Ho provocato un pesante OT, inutile perché la mia visione è diversa e inconciliabile. Avrei argomenti per continuare la discussione per 10000 anni, cosa completamente fuori luogo.
Faccio i complimenti per il reportage, del quale non condivido in nessun modo il taglio, ma che comunque illustra, con un pun to di vista ben definito (come è giusto in una democrazia) una realtà (le grandi ditte orientali) effettivamente oggetto di snobismo. (In quanti a Friedrichshafen abbiamo definito quegli stand in fondo ai padiglioni "Chinatown)?
OVVIO NON MI RIFERISCO A GIANT!
Saluti
Sono in casa d'altri, il forum non è mio, per cui tolgo il disturbo. Scusate la mia impudente intromissione.
Per quanto riguarda il sistema Toyota,lo stanno portando avanti anche nell'azienda dove lavoro...peccato che chi si occupa dell'organizzazione non sa nemmeno da dove cominciare. Se alla Giant producono fino a 6000 biciclette al giorno è perchè sono ben organizzati e non hanno perdite di produzione,l'operaio si preoccupa solo della mansione che deve fare.
ci sia l'effetto "ispezione camerate"arrrivano i giornalisti tutto in tiro.Per il resto complimenti per l'iniziativa
bici a 360° vuol dire anche far vedere la produzione e svegliare la discussione su molti aspetti,anche extra bici.
quoto burdenbike il forum serve per scambiarsi delle pacifiche opinioni e credo che even e marco abbiano dato un grande esempio di cosa significa un "buon" forum. mi spiacerebbe che even non facesse parte piu' della famiglia :)
Già allora si capiva che erano organizzati e avanzati, che dietro c'era non solo il "business" di fare e vendere biciclette, ma soprattutto l'organizzazione e la mentalità di fare le cose con la giusta qualità in rapporto al prezzo.
Noi eravamo in tre: io, la responsabile commerciale per l'estero, la rappresentante per il Benelux; loro pure in tre, con la differenza che io avevo di fronte tre ingegneri, giovani, motivati, preparati, che nella pausa pranzo hanno cominciato a parlare con me di Transalp, giri sulle alpi in MTB (*), gare... e io (al primo impiego!) che cercavo di fare del mio meglio pur con vistosi buchi nel mio inglese troppo scolastico.
Il tutto mentre le due galline (non me ne vogliano le donne del forum) parlvano di bulbi di tulipani, borsette e altre amenità .
Il problema?
Cercare di far loro digerire un nuovo modello di movimento centrale a cartuccia, più economico (per noi) di quello precedente, ma di qualità inferiore e con parecchi dubbi da parte loro sulla sua durata.
Infatti erano disposti ad acquistare ancora il modello vecchio se fosse rimasto in produzione, parliamo di un cliente che garantiva il 15% del fatturato dell'Ofmega!
Me la cavai, da solo, probabilmente capirono che in quell'azienda italiana qualche persona seria c'era ancora... peccato che pochi mesi dopo, di fronte ai problemi che dava quel movimento, all'incapacità nostra di trovare la soluzione (non c'era più trippa per gatti!) l'Ofmega abbia perso anche quel cliente.
Nel frattempo me ne ero andato pure io, prima che la barca affondasse...
La realtà di quelle aziende, perlomeno quelle viste, mostra che si lavora bene, come o meglio che da noi.
Io non ho foto dell'interno dell'Ofmega, non ci pensavo all'epoca, ma se le avessi che cosa potrei mostrare?
Macchine vecchie e malandate, macchie ferme, montagne di pezzi mal riusciti accatastate in attesa di decisione, magazzino disordinato e pieno di pezzi d'epoca invenduti (ci ravanavo dentro appena possibile, ero e sono un curiosone irriducibile), layout dello stabilimento disegnato da un ubriaco...
Sicurezza? Se si fosse rotto il tubo del gas che alimentava i forni di trattamento termico in men che non si dica lo stabilimento sarebbe stato arrostito, non parliamo del rumore o della nebbia d'olio nel reparto stampaggio.
Aspirazione fumi? Se c'era, era del tutto insufficiente.
Credo che oggi e sempre più, ovunque si trovi al mondo, se uno lavora male e deve confrontarsi con una concorrenza spietata, non sopravviva sia esso in Italia o a Taiwan.
Anche se racconta di essere l'aziendina che "cura amorevolmente i propri prodotti dal primo colpo di lima al serraggio dell'ultima vite" ma poi per provare la durata di un movimento centrale lo sbatte sul tornio, ci ficca la contropunta e lo fa girare per tutta la notte.
"Avom semper fat isè", "abbiamo sempre fatto così" dicevano, nella mia trascrizione del dialetto triumplino sicuramente sbagliata, difatti...
Ah, ovviamente, lo stabilimento era off-limits, nessuno, nemmeno un potenziale cliente poteva entrare e visitare, temevano che si rubassero i preziosissimi segreti industriali... già , come il reparto galvanica in disuso, la linea mozzi ferma, i 200000 perni (si, avete letto bene, DUECENTOMILA pezzi!) movimento centrale fermi perché "bruciati" dal forno di carbocementazione dal processo difettosamente controllato per non voler mettere una sonda da qualche milione di lire, la linea presse ad alimentazione manuale con le "Raskin" belghe del '950... eccetera eccetera.
Invece questi non hanno paura di farti vedere come lavorano, qualcosa se lo tengono per sè, ma ti fanno fotografare, alla fine è pubblicità e di quella buona!
Vabbè...
(*) Per un olandese appassionato di MTB (e se non lo eri alla Giant col cavolo che ti prendevano, specie se ti dovevi occupare di nuovi prodotti, progettazione e collaudo) sapere che vivevo (e vivo tutt'ora) sulle Alpi, a due passi dalle Dolomiti, da Cortina, a poco più da Venezia, fa un certo effetto...
Ovvero, vedevo gli occhietti lucidi di uno che ti invidia perchè ogni volta che vuoi puoi prendere la MTB e andare nel suo ambiente naturale, e non nel polder della Flevoland, 15 metri sotto il livello del mare...
Scusate il flashback autobiografico.
Voi sempre ottimi.
I tempi di consegna sono generalmente inferiori, ma all'Ofmega il management ci si mise d'impegno per allungarli
Per la lavorazione del carbonio: si, non usano maschere speciali, purtroppo.
Ma qui posso citare non pochi casi dove le condizioni di lavoro sono peggiori, in barba alla legislazione (e con il beneplacito di certi sindacalisti, se loro non parlano manco gli ispettorati si muovono).
Dalla risposta si può capire se vi sono dei difetti che alterano l'integrità .
Potrebbe sembrare un sistema rudimentale, ma qualitativamente permette di capire SUBITO se c'è qualche difetto pericoloso.
Chi di voi ricorda il verificatore che picchiettava le ruote del treno con il martelletto? Con quel sistema, con un colpo solo, si poteva capire se il cerchione era criccato e quindi pericoloso.
Poi si vede anche una cosuccia interessante sulla destra: il "palloncino" inserito nel telaio che viene gonfiato al momento della messa in stampo per far aderire bene il composito alla forma.
Avendo lavorato in aziende di carpenteria saldata posso solo descrivervi quanta polvere ci fosse in aria, per terra e ovviamente nei polmoni di chi lavorava.
Alla faccia delle mascherine e dell'impianto di aspirazione fumi.
Bene. Ringrazio marco per avere mostrato uno spaccato del mondo orientale, che potevo solo immaginare a seguito della lettura di cifre e dati della produzione delle varie ditte.
Nelle fabbriche visitate dal diretur non mi pare però di vedere delle condizioni così diverse da quelle che si trovano nelle fabbriche italiche, ed infatti chi in fabbrica ci lavora veramente l'ha scritto sia in questo topic che in quelli precedenti.
Prendere questi report a pretesto per attaccare la solita tiritera dei diritti calpestati mi sembra quindi un esercizio abbastanza inutile. Sarebbe come andare a scrivere nel report su Ancillotti che fra gli imprenditori italiani c'è un alto tasso di evasione fiscale.
Report interessantissimo! Sono impressionanti i numeri di quest'azienda
E' tardi e vado a riposarmi, chiudo il fine settimana europeo per prepararmi ad un'altra settimana alla cinese.
Quoto a tutti il BUONANOTTE EUROPA
Nelle fabbriche visitate dal diretur non mi pare però di vedere delle condizioni così diverse da quelle che si trovano nelle fabbriche italiche, ed infatti chi in fabbrica ci lavora veramente l'ha scritto sia in questo topic che in quelli precedenti.
Prendere questi report a pretesto per attaccare la solita tiritera dei diritti calpestati mi sembra quindi un esercizio abbastanza inutile. Sarebbe come andare a scrivere nel report su Ancillotti che fra gli imprenditori italiani c'è un alto tasso di evasione fiscale.
Spreco vuol dire anche non avere magazzini, non avere sovraproduzione (quindi logica pull)...tutte cose che i cinesi, a quanto vedo dalle foto, fanno benissimo.
lo capisco dal tuo post precedente dove scrivi:
sarò stato sfortunato io, ma nel campo ho spesso trovato (negli anni ed in diverse aziende) gente che parla tanto di "faccio/facciamo" (lo scrivi anche tu , ma non mi riferisco a te, nulla di personale), quando in realtà stanno a far calcoli che non stanno ne in cielo ne in terra, non hanno idea della matieria che stanno trattando... e soprattutto spesso tirano la mansione allo spasimo , tanto loro non fanno , ovvero non sono loro quelli che si spaccano la schiena diventanto matti in catena di montaggio.
questo argomento mi fa venire in mente un siparietto di tanti anni fa, quando un tuo collega (inteso come mansione) disse ad un mio collega:
"se il tempo calcolato per la mansione X vedi che è troppo alto rispetto al tempo che impieghi, avvertimi, che aggiustiamo i parametri (nota mia: cosi abbassiamo il tempo di lavorazione, e il costo da addebitare al cliente)
risposta "eh certo.... io ti dirò che sto di meno di quanto hai calcolato, tanto lo sxxxx che deve poi correre di più sono io...."
ora, al di la della scentta, per alcuni divertente, per altri inacettabile , tu dici:
ho sentito dire con le mie orecchie in certe riunioni "che l'operaio posto sotto tensione e stress lavora paradossalmente di più e pensa di meno"
però son discorsi di organizzazione del lavoro che ben poco alla fine centrano con questo topic.... quindi la pianto qui per non tediare ulteriormente gli utenti del forum, giustamente più interessati alla produzione delle bici nella fabbrica di Giant.
io purtroppo si. non so di chi era la colpa (perchè di qualcuno sarà pur la colpa.... non è che le cose avvengono a casaccio)... però ho assistito a certe scene poco piacevoli, con gente che sclerava non poco.
ho sentito dire con le mie orecchie in certe riunioni "che l'operaio posto sotto tensione e stress lavora paradossalmente di più e pensa di meno"
però son discorsi di organizzazione del lavoro che ben poco alla fine centrano con questo topic.... quindi la pianto qui per non tediare ulteriormente gli utenti del forum, giustamente più interessati alla produzione delle bici nella fabbrica di Giant.
A me sembra che queste aziende dell'est siano brave a dare metodo di lavoro alle persone, e in questo modo fanno numeri e qualità ...quindi sfatiamo ancora una volta il mito che in Italia le cose si fanno meglio.
p.s. per migliorare qualcosa devi saperla fare...io sulla catena di montaggio ci sono stato e ci so stare e mi vanto di dire che ho fatto i forni e le auto, a differenza di molti "lavoratori" con la tessera in tasca...fine OT
Nelle fabbriche visitate dal diretur non mi pare però di vedere delle condizioni così diverse da quelle che si trovano nelle fabbriche italiche, ed infatti chi in fabbrica ci lavora veramente l'ha scritto sia in questo topic che in quelli precedenti.
Prendere questi report a pretesto per attaccare la solita tiritera dei diritti calpestati mi sembra quindi un esercizio abbastanza inutile. Sarebbe come andare a scrivere nel report su Ancillotti che fra gli imprenditori italiani c'è un alto tasso di evasione fiscale.
Mi raccontava il diretur dell'Ofmega che era stato in India a metà anni '90 per visitare la Hero, una delle più grosse fabbriche di biciclette locali.
Costruivano tutto, dal telaio alla pedivella al copertone!
La sì le condizioni erano al limite del disumano: la brasatura dei telai era fatta in forni aperti, con gli operai che lavoravano a torso nudo, prendevano i telai ancora roventi con i guanti d'amianto
Con batterie di ventilatori dietro la schiena per evitare che le fiamme dei forni facessero loro una depilazione flambè, ammesso che qualche pelo toracico fosse ancora presente.
Oppure quelli che forgiavano al maglio le pedivelle, tenendo in mano le verghe di ferro arroventate nella forgia all'altro estremo.
Si faceva male qualcuno? Nessun problema, fuori c'era la fila di gente in cerca di lavoro.
Altri tempi, probabilmente oggi parecchio è cambiato, ma prendere questo come modello di come si lavora in tutta l'India mi pare un po' troppo, così' come fatti i dovuti paragoni per quanto abbiamo visto su Cina e Taiwan.
ci vuole etica per fare bene il tuo lavoro.
purtroppo nelle grande aziende etica e profitto stanno spesso su 2 pianeti diversi, come ben evidenziato nei post di evenethepopesmokethedope (i cui ragionamenti condivido in ogni parte)
Ma se non possiamo chiuderci dentro a un recinto protetto, non possiamo nemmeno competere con paesi con manodopera a quei costi, specie con un apparato così pesante, e una politica dallo sguardo corto.
Nei periodi di "ricchezza" avevamo dirigenti tirati su dalla gavetta. Classi dirigenziali che avevano passato anni davanti ai macchinari.
Oggi ci ritroviamo con "persone" al comando uscite da qualche università titolata con principi di economia preistorici. Persone che non hanno mai visto una goccia di sudore disonorare la propria fronte. Persone, che fanno della finanza creativa la propria bandiera mandando a puttane aziende in salute con piani economici semplicemente assurdi. Io a ste persone gli darei la responsabilità civile e penale del fallimento di un'azienda.
Bha, sono sempre più demoralizzato...
...e alla fine lasciamo che il nostro libero arbitrio faccia la differenza (ne dubito , ma sai , la speranza...)
aeroporti, non mi sembra che abbia soffocato l'economia teutonica...
così come prendere ad esempio gli stati uniti come paese rispettoso dei diritti umani (leggete qualcosa su wall-mart) è semplicistico come dire che in cina lo sfruttamento della manodopera è presente a ogni angolo.
quello che emerge è che in cima e taiwan sono molto bravi nel produrre biciclette.
poi la delocalizzazione, non è colpa dell'oriente e neanche della scarsa capacità o impegno della manodopera occidentale, (ma chi lo dice ha mai fatto l'operaio in fabbrica? e non parlatemi del vostro amico o collega che non ha voglia di fare nulla e si mette sempre in mutua), ma di precise scelte economico-politiche operate negli anni passati.
a proposito... vado a lavorare.
ciao!
...e alla fine lasciamo che il nostro libero arbitrio faccia la differenza (ne dubito , ma sai , la speranza...)
In Italia mi vengono in mente MDE e Ancillotti, in Germania Nicolai.
In Italia mi vengono in mente MDE e Ancillotti, in Germania Nicolai.
Era quello che temevo.
Ti faccio i complimenti anche per quest'ultimo report , che dopo un viaggio utile probabilmente avrà dato conferme a te ed a molti di noi.
Forse saranno più utili invece le informazioni a chi non sapeva ed a chi faceva finta di non sapere e/o capire.
Personalmente spero di poter continuare a spendere migliaia di euro per comprare biciclette , di tanto in tanto , nella vita (anche se da quest'anno la vedo molto dura , ma dai , non ci scoraggiamo
ci vuole etica per fare bene il tuo lavoro.
purtroppo nelle grande aziende etica e profitto stanno spesso su 2 pianeti diversi, come ben evidenziato nei post di evenethepopesmokethedope (i cui ragionamenti condivido in ogni parte)
p.s.: non sto scrivendo dal lavoro, ma da casa perchè son in malattia (tra l'altro non pagata
In Italia mi vengono in mente MDE e Ancillotti, in Germania Nicolai.
Ehm...e non è che voi magari avete in programma di provarla una Nicolai, invece di andare in giro per la Cina a fomentare polemiche
Ps: Anche la mia Super Stupenda Votec è Made in Germany, nel senso che salda in Germania tubi Taiwanesi. Però ogni tanto qualche saldatura salta, almeno questo si dice qua sul forum. Allora di chi è la colpa? Del saldatore tedesco, del tubista Taiwanese o del rider italiano che vien giù come una bestia? Mah!
Comunque, grazie forum perchè conoscere le cose è sempre meglio che non conoscerle e discutere fa bene a tutti.
Ps: Marco...Testaci una Nicolai, grazie...
Ps: Marco...Testaci una Nicolai, grazie...
mi sono dimenticato di parlare sulla qualità del lavoro, leggete anche sopra, noi lavoravamo anche a turni, ma il bello era la pulizia, fatta solo nei momenti di fermo per qualche incidente, rumore da tappi aria con polvere da paura, utilizzo di collanti senza aspiratori, se finiva un pezzo sulla catena rimozione a mano almeno fermavamo la catena , sensori staccati ecc. in un'altra esperienza lavorativa, ho verniciato con una pistola a polvere di vernice infilandomi per verniciare dentro il forno, evviva taiwan.
Eh si, perche' la mia prima mtb del '94 era un acciaio (-azzo) rigido , montato Shimano Altus C90, 21 velocita', proveniente proprio dalla fabbrica dove lavoraro e me n'ero innamorato montandola. Funzionava pure egregiamente, per le esigenze che avevo.
Ebbene, tutti noi siamo od eravamo convinti che le condizioni dei lavoratori cinesi cono pessime se confrontate a quelle dell ns fabbriche europee.
Alcuni numeri per farvi cambiare idea:
in 60 secondi dovevo prendere il telaiazzo Heavy Duty quasi completo (forca, serie sterzo, manubrio completo di comandi, guarnitura), metterlo sulla catena rovescio come nelle foto Giant, fare dai 4 agli 8 filetti (dipende dai parafanghi e portapacchi), mettere il passacavo soto la scatola movimento, montare e fissare il gancetto di sicurezza alla forca per i cantilever, filettare il cambio (magari diritto possibilmente), montare il cambio e fissare la controvite cnc, montare e fissare il deragliatore (magari pure allineato..), montare e fissare il cavalletto. Da notare che le attrezzature erano pessime, obsolete e pure malfunzionanti. La catena veniva pulita soltanto quando lo sporco che aveva dentro ai carter ne bloccava il funzionamento. Tra una linea di produzione e l'altra non venivano eseguite pulizie perche' si perdeva tempo, cosicche' il rischio di inciampare in reggette, nylon cartoni etc era alto. Si poteva fumare a piacimento con conseguente richio d'incendio elevato. NON vi era tecnicamente tempo di fare pipi' (figuriamoci altre deiezioni ), la catena non si fermava se non a fine lotto di produzione, anzi, partiva 5 min prima e teminava 5 min dopo l'orario. Quando vi era un problema tecnico che rallentava la produzione arrivavano i titolare, (due fratelli)che ho visto addirittura litigare furiosamente tra di loro innanzi a tutti perche' l'uno non riusciva a "regolare" il cambio che l'altro aveva montato, ...ma pretendevano che noi ci riuscissimo. In 18 dipendenti montavamo, imballavamo e caricavamo su container almeno 250 bici al giorno. Con punte di 350. Non vi erano extracomunitari, vi ho lavorato per tre mesi, mio fratello per 6. La maggior parte della gente faceva mezza giornata di prova, al max 2 giorni e poi spariva. La fabbrica non era nel ns meridione, ma a Padova, e si montavano bici marchiate Atala. La Cina e' anche qui. Vergogna. No comment sulla qualita' della produzione .
Eh si, perche' la mia prima mtb del '94 era un acciaio (-azzo) rigido , montato Shimano Altus C90, 21 velocita', proveniente proprio dalla fabbrica dove lavoraro e me n'ero innamorato montandola. Funzionava pure egregiamente, per le esigenze che avevo.
Ebbene, tutti noi siamo od eravamo convinti che le condizioni dei lavoratori cinesi cono pessime se confrontate a quelle dell ns fabbriche europee.
Alcuni numeri per farvi cambiare idea:
in 60 secondi dovevo prendere il telaiazzo Heavy Duty quasi completo (forca, serie sterzo, manubrio completo di comandi, guarnitura), metterlo sulla catena rovescio come nelle foto Giant, fare dai 4 agli 8 filetti (dipende dai parafanghi e portapacchi), mettere il passacavo soto la scatola movimento, montare e fissare il gancetto di sicurezza alla forca per i cantilever, filettare il cambio (magari diritto possibilmente), montare il cambio e fissare la controvite cnc, montare e fissare il deragliatore (magari pure allineato..), montare e fissare il cavalletto. Da notare che le attrezzature erano pessime, obsolete e pure malfunzionanti. La catena veniva pulita soltanto quando lo sporco che aveva dentro ai carter ne bloccava il funzionamento. Tra una linea di produzione e l'altra non venivano eseguite pulizie perche' si perdeva tempo, cosicche' il rischio di inciampare in reggette, nylon cartoni etc era alto. Si poteva fumare a piacimento con conseguente richio d'incendio elevato. NON vi era tecnicamente tempo di fare pipi' (figuriamoci altre deiezioni ), la catena non si fermava se non a fine lotto di produzione, anzi, partiva 5 min prima e teminava 5 min dopo l'orario. Quando vi era un problema tecnico che rallentava la produzione arrivavano i titolare, (due fratelli)che ho visto addirittura litigare furiosamente tra di loro innanzi a tutti perche' l'uno non riusciva a "regolare" il cambio che l'altro aveva montato, ...ma pretendevano che noi ci riuscissimo. In 18 dipendenti montavamo, imballavamo e caricavamo su container almeno 250 bici al giorno. Con punte di 350. Non vi erano extracomunitari, vi ho lavorato per tre mesi, mio fratello per 6. La maggior parte della gente faceva mezza giornata di prova, al max 2 giorni e poi spariva. La fabbrica non era nel ns meridione, ma a Padova, e si montavano bici marchiate Atala. La Cina e' anche qui. Vergogna. No comment sulla qualita' della produzione .
stiamo regredendo a secondo mondo
e man mano che leggo le esperienze degli altri utenti, mi sembra di rivivere sempre lo stesso film.
e man mano che leggo le esperienze degli altri utenti, mi sembra di rivivere sempre lo stesso film.
L'unica fabbrica decente in cui ho lavorato era la ABB (che poi ha chiuso)... il resto no comment...
(...) La Cina e' anche qui. Vergogna. No comment sulla qualita' della produzione .
Purtroppo la mia esperienza e quella di molti altri confermano che a monte sta la capacità di chi dirige le aziende, capacità di far funzionatre le cose, di motivare e mettere in condizione di lavorare bene.
Laggiù è facile, probabilmente: le aziende serie possiedono impianti adeguati, se in quelle condizioni lavori allora bene, se non reggi te ne vai, la normativa sul lavoro ha il suo peso.
Peraltro i problemi ci sono dove si tira troppo la corda, chi tratta i dipendenti in maniera corretta in funzione del contesto generale lavora e cresce.
Da noi ci si trova con situazioni come quelle descritte da altri interventi, chi rende deve rendere anche per quello che non regge (o non vuole reggere) il ritmo imposto, indipendentemente dalle condizioni dell'attrezzatura che è perlopiù vecchia, sfruttata, obsoleta.
E' chiaro che non si regge alla concorrenza, ben presto si soccombe.
Tutte cose da me viste e ampiamente fatte presenti a chi di dovere.
Ma se la direzione non vuole sganciare i quattrini anche se fai presente che quella spesa la recuperi in DUE SETTIMANE e dopo è tutto guadagno, è una spesa e non si deve fare.
Poco importa se la "Raskin" quasi perse il volano (2 tonnellate di acciaio da 2 metri di diametro che per poco non finì a spasso per la fabbrica) o se, in altro contesto, c'era un magnete di sollevamento da suddividere tra 5 squadre che operavano in due capannoni distinti...
Non mancano le eccezioni, naturalmente, ma sono poche e il panorama generale vede un preoccupante regresso che già una dozzina di anni fa si intuiva essere cominciato ed essere quasi inesorabile.
Regresso cominciato nel settore bici dalle stesse aziende produttrici di componenti.
All'Ofmega si vantavano di essere i pionieri in questo, già serie sterzo e mozzi li acquistavano dall'oriente perché più economici e pure di qualità migliore.
Il risultato fu che a poco a poco lo stabilimento si riempì di macchine dismesse e catene di produzione ferme, a nulla valsero i tentativi di rimettere in servizio linee di produzione obsolete conprodotti altrettanto obsoleti quando la richiesta superava la capacità di importazione, ormai il cliente era abituato ad un certo standard e la porcheria non la voleva più.
Così a metà anni '90 l'azienda era ormai condannata, con prodotti vecchi e fatturato in calo, i profitti degli anni d'oro (1988 - 1995 circa) erano finiti altrove invece che in ammodernamento dello stabilimento, macchine efficienti, prodotti nuovi.
Inutile fu il tentativo di risollevare le sorti a fine anni '90 prendendo su dei tecnici di buona volontà , senza la volontà dell'azienda di investire nel rinnovamento, anche le migliori idee erano destinate a naufragare se "dovevamo fare cose nuove adoperando stampi, macchine e attrezzature vecchie, senza cambiare nulla se proprio non necessario, visto che costava"
R.I.P. Ofmega, e con essa moltissime aziende del settore ciclo italiano.
bè sentiamo...dove finisce secondo te l'umanità se chiudono le fabbriche?
(con tutto il rispetto e aggiungo che non voglio essere polemico)
(con tutto il rispetto e aggiungo che non voglio essere polemico)
grazie per la rapida risposta
se lungo la strada che stiamo percorrendo il valore dell'essere umano e i buoni propositi possono passare in secondo piano, forse dobbiamo fermarci e riconsiderare le nostre scelte
tu cosa ne pensi?
DIRITTI UMANI E TUTELA DEL LAVORO: siamo poi sicuri, che standardizzando tali sacrosanti principi sugli standard europei, le aziende del Sol Levante perdano la leadership mondiale assottigliando il divario di Mercato: io ho dei forti dubbi.
Shanghai come l'Inghilterra della Rivoluzione Industriale: non si tratta più di polveri di carbone ma di idrocarburi e polveri sottili in concentrazione mostruose; non mi sentirei di paragonarla a Milano, nemmeno nelle giornate di stop al traffico.
Cina ed il Sud Est asiatico stanno facendo i conti in maniera esponenziale, con i problemi di approviggionamento delle materie prime (che pagano, quanto le paghiamo noi), e con l'impatto della produzione sul contesto ambientale; si tratta di una socetà non meccanizzata, portiamo un'automobile ad ogni famgilia cinese (noi ne abbiamo due), gli equilibri si spostano:
Se paragoniamo la situazione auto con l’Italia, i dati sono ancora più sconvolgenti: nel nostro paese circolano 35 milioni di auto su 60 milioni di persone: praticamente un’auto ogni due persone Pensate cosa sarebbe se la densità delle auto in Cina raggiungesse quella dell’Italia: si avrebbero circa 6/700 milioni di veicoli!!
E’ dal 2006 che il gigante asiatico occupa la prima posizione nella classifica dei paesi con le maggiori emissioni di, CO2 o biossido di carbonio, emissioni che sono il primo fattore del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici. La Cina, con 6,5 miliardi di tonnellate di CO2 prodotte nell’arco dell’anno, è davanti a Stati Uniti (5,8 miliardi) e Russia (1,7 miliardi), mentre l’Italia è soltanto 12esima con 455 milioni di tonnellate.
E' tutto da vedere, se anche in base a queste fosche previsioni il Gap Oriente-Occidente si assottiglierebbe. Rimangono problemi aperti.
Una sola cosa, per me è ora certa: il saldatore-artigiano che produce nell'officina sotto casa prodotti all'apparenza inarrivabili, ora fa più parte del Mito che della realtà oggettiva.
Se nell'impianto che produce GIANT si realizzano bici di altre marche (e mi sembra di capire che non si tratti di prodotti da supermercato, ma di bici di un certo livello), non va persa tutta la ricerca, il valore aggiunto, l'esperienza, le differenze che sono puntualmente e doverosamente esaltate da ogni azienda che cerca di far preferire le proprie creazioni al biker/acquirente?
Cioè, se gli operaio e i tecnici che sfornano una bellissima e performante GIANT sono gli stessi che danno la luce ad una bellissima e performante ALTRAMARCA, dove sta la differenza tra le due case? I progetti arrivano in busta chiusa? I telai sono assemblati in zone diverse dell'impianto? Vige il segreto professionale tra i saldatori?
Non voglio essere polemico, solo non capisco come funzioni...
Spero che l'argomento non sia già stato trattato, e che qualcuno ne sappia più di me (probabile).
Se nell'impianto che produce GIANT si realizzano bici di altre marche (e mi sembra di capire che non si tratti di prodotti da supermercato, ma di bici di un certo livello), non va persa tutta la ricerca, il valore aggiunto, l'esperienza, le differenze che sono puntualmente e doverosamente esaltate da ogni azienda che cerca di far preferire le proprie creazioni al biker/acquirente?
Cioè, se gli operaio e i tecnici che sfornano una bellissima e performante GIANT sono gli stessi che danno la luce ad una bellissima e performante ALTRAMARCA, dove sta la differenza tra le due case? I progetti arrivano in busta chiusa? I telai sono assemblati in zone diverse dell'impianto? Vige il segreto professionale tra i saldatori?
Non voglio essere polemico, solo non capisco come funzioni...
Spero che l'argomento non sia già stato trattato, e che qualcuno ne sappia più di me (probabile).
Il fatto che più marchi si affidino alle stesse fabbriche non significa in ogni caso che le bici sono tutte uguali, dato che progetti e specifiche saranno diversi. Io credo inoltre che sia fondamentale il controllo sulla qualità , e non è detto che tutti lo facciano allo stesso modo.
(ma rotfl non ha nulla da fare??)
Se nell'impianto che produce GIANT si realizzano bici di altre marche (e mi sembra di capire che non si tratti di prodotti da supermercato, ma di bici di un certo livello), non va persa tutta la ricerca, il valore aggiunto, l'esperienza, le differenze che sono puntualmente e doverosamente esaltate da ogni azienda che cerca di far preferire le proprie creazioni al biker/acquirente?
Cioè, se gli operaio e i tecnici che sfornano una bellissima e performante GIANT sono gli stessi che danno la luce ad una bellissima e performante ALTRAMARCA, dove sta la differenza tra le due case? I progetti arrivano in busta chiusa? I telai sono assemblati in zone diverse dell'impianto? Vige il segreto professionale tra i saldatori?
Non voglio essere polemico, solo non capisco come funzioni...
Spero che l'argomento non sia già stato trattato, e che qualcuno ne sappia più di me (probabile).
ma in Cina / Taiwan un modello di alta gamma...biammortizzato, Trek, Specialized, Giant o magari qualcosa di piu ricercato (vedi Ibis) si trova ad acquistare? Ed a quale prezzo? sempre parlando di negozi ufficiali che vendono il prodotto originale ed ufficiale (lo so che il concetto puo essere discutibile...)
Quello che ogni tanto mi chiedo...é...quanto devono lavorare per accumulare il corrispettivo necessario a comprarsi una bike di alta gamma?!?!
Saluti
paolo
Qualcuno mi ha chiesto di scrivere il mio parere sulle varie visite fatte in questi giorni (qui le visite in Cina, qui quelle a Taiwan).
Penso che ormai si tratti di un distretto specializzato nella produzione di bici e componenti per le bici, come ce n’erano e ce ne sono ancora in Italia (per esempio quello degli scarponi da sci del Triveneto). Aziende specializzate che approfittano anche dei bassi costi salariali in Cina e dell’alto livello di speciliazzazione a Taiwan, dove però i salari non sono molto più bassi di quelli dell’Europa dell’est (vedere visita a DT Swiss per questo discorso).
Non c’è nessuna buona ragione per dubitare della qualità di un telaio o di un componente proveniente da Taiwan/Cina, anzi, visti i numeri penso che si possa legittimamente dubitare di più della qualità di una piccola fabbrica americana o europea. Gli operai orientali che ho potuto osservare durante le visite delle scorse due settimane mi hanno colpito per la loro laboriosità e concentrazione.
Senza parlare delle infrastrutture: strade, città , treni veloci, aeroporti. A Taichung mi sono sentito più di una volta piccolo piccolo rispetto ai grattacieli residenziali i cui piani alti sparivano nelle nuvole. Una volta imbarcatomi sul volo di ritorno HongKong – Francoforte sono ricaduto nella dimensione della vita europea quando il capitano annunciava che non potevamo atterrare prima delle 6 di mattina all’aeroporto tedesco (uno dei più grandi d’Europa), perché i paesi limitrofi hanno vinto una causa contro l’aeroporto, che di notte si deve quindi spegnere completamente per evitare rumori che possano turbare i sonni dei cittadini. Buonanotte Europa.
L'occidente, che trent'anni fa era come oggi è la Cina, ha acquisito nel tempo agi e vizi, a cui oggi non è più disposto a sottrarsi... di la, c'è tanta voglia di crescere, di svilupparsi, e di raggiungere lo stile di vita dell'occidente...
Forse tra trent'anni, noi saremo al posto loro, e loro al posto nostro, e il mondo continuerà a girare come ha sempre fatto...
Sinceramente non mi spaventa, credo che buona parte di quello a cui oggi pensiamo di non poter rinunciare, sia in buona parte superfluo, e che forse questa crisi ridimensionerà i desideri più futili, e ci ridarà un po' di sana realtà ...
Grazie per questa panoramica su un modo che prima, conoscevo molto meno...
Proprio questa metafora, chiamiamola cosi`, riassume forse il senso e le ragioni di tutto quello che abbiamo visto e di tutte le paranoie che ci portiamo dietro.
Abbiamo prorio perso il senso del lavoro, della laboriosita` ed il senso del sacrificio?
Dopo questa stilettata di report orientali, e` il cruccio che mi affligge!!!
ps: chiaro che mi ritengo profano anch'io, rispetto ad altri, ma e` quello che penso, battute a parte, correggetemi se sbaglio.
se qualcuno è interessato alla cosa, dia un letta qua
http://www.benessere.com/psicologia/...nza_lavoro.htm
il concetto di sacrificio, in oriente, è del tutto diverso da quello occidentale.
è una cosa insita nella loro cultura millenaria.
qua , in particolare in riferimento al lavoro, ci siamo "arrivati" (o meglio , siamo stati condotti) grazie ad insegnamenti deviati, da parte di una oligarchia che (detto molto terra terra) ha inculcato alla gente questo valore (valore???) per ingrassare il suo deretano a scapito della povera gente.
il concetto di sacrificio, in oriente, è del tutto diverso da quello occidentale.
è una cosa insita nella loro cultura millenaria.
qua , in particolare in riferimento al lavoro, ci siamo "arrivati" (o meglio , siamo stati condotti) grazie ad insegnamenti deviati, da parte di una oligarchia che (detto molto terra terra) ha inculcato alla gente questo valore (valore???) per ingrassare il suo deretano a scapito della povera gente.
E il risultato netto è lo stesso: c'è chi ingrassa i proprio deretano, e chi fa una vita a pane e cipolla.
mi domando perchè la gente è cosi attratta da questa sindorme del sacrificio, e non arrivi a comprendere la propria posizione.
ps: chiaro che mi ritengo profano anch'io, rispetto ad altri, ma e` quello che penso, battute a parte, correggetemi se sbaglio.
Era per capire, non voglio essere polemico e non sono mai salito su una giant in vita mia!! Non emetto giudizi davvero e prima di poter parlare di bici con l'ultimo di voi dovrei fare ancora 45.000 km nei boschi!!!
Se 4 occhi vedono meglio di 2...beh.....gli ultrasuoni e le immagini 3d vedono meglio di 4 occhi. Dal report deduco un'ottima organizzazione del lavoro, una pianificazione di tempi e metodi che sembrano europee europee, ma su altre cose non riesco a dedurre (magari anche solo per mancanza di spazio) e la parte mancante è quella che mi farebbe dire "si sono sicuro!". Anche se suppongo che un marchio come Giant non possa permettersi di mandare in giro della rumenta, i cinesi sanno produrre buoni prodotti....basta controllarli e guidarli con specifiche ferree e precise, senza lasciare nulla all'iniziativa locale.
Se 4 occhi vedono meglio di 2...beh.....gli ultrasuoni e le immagini 3d vedono meglio di 4 occhi. Dal report deduco un'ottima organizzazione del lavoro, una pianificazione di tempi e metodi che sembrano europee europee, ma su altre cose non riesco a dedurre (magari anche solo per mancanza di spazio) e la parte mancante è quella che mi farebbe dire "si sono sicuro!". Anche se suppongo che un marchio come Giant non possa permettersi di mandare in giro della rumenta, i cinesi sanno produrre buoni prodotti....basta controllarli e guidarli con specifiche ferree e precise, senza lasciare nulla all'iniziativa locale.