[Test] Commencal Meta AM 1
Commencal Meta AM 1
Quando circa un anno e mezzo fa provammo la Meta 6, emerse che per alcuni aspetti la bici avrebbe avuto bisogno di una svecchiata. Proprio in quel periodo veniva però presentata la nuova Meta, ora in test nella versione AM 1 da 150 mm di travel anteriore e posteriore (esiste anche una versione denominata SX, molto simile esteticamente ma con 160 mm di travel e geometrie leggermente più distese).
Rispetto alla “vecchia” Meta cambiano sia le geometrie ed il design del telaio, che lo schema della sospensione posteriore. Nonostante l’asse della ruota posteriore rimanga direttamente vincolato allo snodo principale della sospensione, siamo infatti di fronte ad uno schema di tipo flottante dove l’ammortizzatore viene attivato su entrambi i lati al comprimersi della sospensione. Tale schema, denominato Contact System EVO, è adottato dalla casa di Andorra su tutti i modelli full.
Analisi statica
Top tube molto sloopato, altezza contenuta del movimento centrale e posizionamento dell’ammortizzatore in prossimità dello stesso, conferiscono alla Meta AM una linea molto gradevole e slanciata, facendola peraltro apparire persino più lunga di quel che è in realtà . Al di là delle valutazioni di natura estetica, si tratta di soluzioni in linea con le tendenze attuali che, come il test confermerà , offrono tangibili vantaggi anche sul campo. Intanto cominciamo con un vantaggio verificabile anche senza montare in sella e ben sfruttato sulla AM 1, vale a dire la possibilità di montare una piega dal rise contenuto senza dover poi compensare (vanificando il tutto) con uno stem troppo rialzato o – peggio ancora – montagne di spacers sotto lo stem stesso per evitare che le leve freno o i comandi vadano a sbattere sul top tube.
Altre caratteristiche geometriche della Meta AM sono i valori di interasse e top tube piuttosto elevati, dichiarati rispettivamente in 1173 mm e 620 mm per la taglia L in test (vedere a fine test i valori da noi rilevati). Per quanto riguarda gli angoli, troviamo 67° allo sterzo e 73° di seat tube, valori nella norma per una moderna all mountain in grado di coniugare pedalabilità e sicurezza in discesa.
Il montaggio della versione AM 1 in test è adeguato all’uso previsto e non fa ricorso a furbeschi escamotage per ridurre il peso a danno dell’affidabilità . Il peso finale di quasi 14 Kg non fa tuttavia strappare i capelli dall’entusiasmo, a maggior ragione considerando che la AM 1 è il top di gamma (anche come prezzo), monta una doppia priva di bash e tendicatena, e che le coperture brillano più sul fronte della leggerezza che su quello della robustezza.
Parte del risultato non esaltante in termini di peso è da attribuire al telaio, accattivante nelle forme e realizzato con cura, ma pesante per la tipologia di bici. Per contro, grazie anche al generoso dimensionamento di tubi e snodi, il carro ha un’ottima rigidità laterale e la bici in generale trasmette una rassicurante sensazione di solidità .
Come ormai sempre più comune, anche la Meta adotta il passaggio cavi interno al telaio, soluzione che offre dei vantaggi ma anche qualche svantaggio. In caso di routing non ottimale, ad esempio, trovare una soluzione alternativa è spesso ben più problematico che non con il passaggio cavi esterno. Con la Meta abbiamo avuto esattamente questo problema, dato che il comando del cambio posteriore era talmente duro da costringerci ad “indovinare” la cambiata senza riuscire a percepire il classico “click” fra un rapporto e l’altro. Inutile dire che, oltre all’evidente scomodità , la precisione della cambiata era di conseguenza. Il percorso del cavo, che in zona movimento centrale entra nel fodero inferiore seguendone poi la sagomatura, è oggettivamente poco felice, ma la situazione era talmente improponibile da farci ipotizzare qualche problema con la bici del test (sarebbe interessante se qualche possessore di Meta riportasse la sua esperienza in merito).
Concludiamo il discorso segnalando che anche per il cavo del reggi telescopico è previsto il passaggio interno al telaio. Sulla bici giunta in test, tuttavia, il cavo passava esternamente e tale l’abbiamo lasciato per non correre il rischio di dover poi spurgare il circuito idraulico del Reverb.
La posizione in sella ci piace: nonostante l’abbondante quota di orizzontale virtuale non ci si sente infatti troppo distesi, la distribuzione dei pesi è corretta per una bici che deve garantire anche buone prestazioni in fase di pedalata, e le quote azzeccate di stem e piega trasmettono una piacevole sensazione di controllo.
Regolare il SAG dell’ammortizzatore Fox Float CTD non è il massimo della comodità per via della posizione incassata, ma una volta capito come posizionare il calibro si riesce ad ottenere una misurazione abbastanza precisa. La posizione dell’ammortizzatore è critica anche perchè esposta a schizzi di fango e sporcizia varia provenienti dalla ruota, problema che tuttavia è risolto abbastanza efficacemente da un’apposita protezione in neoprene.
Passati al settaggio della forcella Fox 32 Float CTD, al momento di misurare il travel effettivo abbiamo una sorpresa: ben 9 mm “di troppo”, vale a dire 159 mm a fronte dei 150 mm dichiarati! Dobbiamo poi caricare una pressione d’aria ben superiore a quella indicata per il nostro peso, ma con questa forcella non è una sorpresa.
Come le sigle lasciano facilmente intuire, entrambe le unità ammortizzanti sono dotate della nuova piattaforma ideata da Fox e denominata CTD (Climb-Trail-Descend), in sostanza tre livelli di frenatura in compressione da utilizzarsi a seconda delle situazioni con il livello intermedio (Trail) che permette un ulteriore “fine tuning” su tre livelli. L’accesso al registro CTD dell’ammortizzatore (la solita levetta blu, per capirci) non è molto pratico per via della posizione a ridosso del movimento centrale, ma è comunque azionabile anche mentre si pedala.
Salita
Cominciamo come di consueto con il comportamento su fondi scorrevoli (asfalto o sterrato compatto), dove la Meta AM 1 si comporta bene grazie alle geometrie adeguate (angolo sella sufficientemente verticale e posizione non troppo raccolta) ed all’ottimo comportamento della sospensione posteriore, la quale è affetta da un bobbing minimo persino con l’ammortizzatore settato sulla posizione “Descend”. L’ottimo comportamento della sospensione si conferma anche nella pedalata in fuorisella, dove la bici risponde molto bene grazie alla rigidità del carro ed all’assenza di fastidiosi affondamenti della sospensione che determinerebbro dispersione di potenza e perdita di reattività . La copertura posteriore scorrevole è un altro punto a vantaggio della AM 1, mentre sull’altro piatto della bilancia troviamo il peso che, specie all’aumentare della pendenza, si fa sentire rispetto a concorrenti di pari categoria più leggere. Discorso peso a parte, la bici si comporta molto bene anche sulle pendenze più sostenute, dove l’anteriore non perde direttività e non fa desiderare una forcella abbassabile.
Sulle salite tecniche la Meta ha mostrato due facce: agile sui tornantini e nei tratti molto guidati, non ci ha totalmente convinti nel superamento di ostacoli di una certa entità affrontati con i rapporti più corti. La sensazione è quella di un marcato pedal kickback, non facile da gestire quando la sospensione posteriore si comprime nel superamento dell’ostacolo. Il movimento centrale basso costringe inoltre ad un po’ di attenzione, anche se il problema è in parte tamponato dal buon comportamento della sospensione la quale “insacca” molto poco. Una soluzione che limita entrambi gli inconvenienti è quella di impostare anche sullo sconnesso l’ammortizzatore sulla posizione Climb, contenendo così al massimo la compressione della sospensione. Per contro, rimettendoci in comfort e trazione, la guida deve diventare più attiva e perciò faticosa. E allora che si fa? In modo relativamente indolore si potrebbe compensare con una copertura posteriore più solida e quindi utilizzabile a pressioni più basse, a maggior ragione perchè la Canis non ci è parsa un mostro in quanto a trazione e perchè si tratta di una soluzione che porterebbe vantaggi anche in discesa.
Discesa
Sulla Meta AM ci siamo sentiti a nostro agio da subito. Come accennato al capitolo analisi statica, la posizione è infatti quella giusta per una all mountain di questo tipo e le quote di stem e piega permettono un ottimo controllo. La Meta AM abbina in modo sorprendente agilità e stabilità , caratteristiche quest ‘ultima che non viene meno neppure a velocità sostenuta su fondo sconnesso. La capacità di coniugare queste due caratteristiche, non facili da conciliare, crediamo sia da ricercare principalmente nelle quote geometriche azzeccate, compresa la ridotta altezza del movimento centrale che fa ampiamente perdonare quel pizzico di attenzione in più che richiede sulle salite tecniche.
La Meta non brilla per comfort alle andature ridotte a causa di una certa pigrizia della sospensione posteriore, probabilmente da imputare ad una frenatura in compressione un po’ eccessiva dell’ammo. Quando però si comincia a spingere con decisione, e con la velocità aumenta l’entità delle sollecitazioni, la sospensione assorbe a dovere. Buona anche la resistenza al finecorsa, raggiunto solo saltuariamente su drop con atterraggi poco ortodossi.
Posizione di guida aggressiva, stabilità ed ottima risposta della sospensione posteriore sui rilanci fanno della Meta AM una bici particolarmente efficace quando “tenuta giù” e fatta correre a tutta, a maggior ragione sui percorsi molto guidati dove si può sfruttare a dovere anche la grande agilità . La distribuzione dei pesi ben avanzata fa sì che per alzare l’anteriore ci voglia una certa decisione, a maggior ragione sulle pendenze accentuate. La Fox 32 si comporta egregiamente finchè il gioco non si fa troppo duro, ma sul molto ripido e sconnesso si dimostra l’anello debole della catena e costringe un po’ sulla difensiva. La stessa cosa accade sulle discese molto tecniche e lente, dove una forcella leggermente più alta e massiccia garantirebbe maggior sicurezza e precisione di guida. D’altro canto Commencal stessa prevede per questo telaio forcelle fino a 545 mm di altezza, vale a dire la quota tipica di una forcella da 160 mm di travel. Secondo noi il tealaio della Meta AM se la meriterebbe tutta, per cui chi si cimenta spesso in discese come quelle appena citate è avvisato…
Chiudiamo il capitolo discesa con qualche considerazione riguardante freni, coperture e trasmissione:
se si esclude una certa irregolarità nella corsa della leva del freno posteriore, con i Formula RX non abbiamo avuto particolari problemi. Sia a livello di regolazioni che di prestazioni siamo però abbastanza lontani dal meglio che offre il mercato, Formula in primis. La Meta AM 1 è il top di gamma e non costa poco, sarebbe quindi lecito attendersi qualcosa di più.
Passando alle coperture, mentre la Onza Ibex montata all’anteriore si è dimostrata abbastanza valida in ogni situazione, la Canis montata al posteriore ha mostrato qualche limite sui fondi allentati tipici di questo periodo. Per chi è fluido nella guida ed in grado di lasciar correre nessun problema, ma la maggior parte dei comuni mortali troverebbero maggior confidenza con una gomma dalla tassellatura più aggressiva.
Passando al cambio, l’X0 Type 2 montato sulla Meta AM1 ha confermato come questa nuova generazione di cambi “tensionati” abbia ridotto di molto la necessità di un tendicatena, ormai necessario solamente negli ambiti più esasperati. Con la Meta non abbiamo mai avuto problemi di caduta o perdita di linea della catena neppure sui fondi più dissestati.
Conclusioni
In Commencal gira un motto secondo il quale una bici da enduro non deve essere una xc con la quale poter anche scendere, ma piuttosto una DH pedalabile anche in salita. Nonostante ufficialmente non ci troviamo di fronte ad un modello da enduro, la stessa filosofia deve essere stata applicata anche a questo modello da all mountain. La Meta AM da infatti il meglio di sè in discesa, in particolare sui terreni dove può essere spinta a tutta. Siamo abbastanza convinti che con una forcella da 160 mm, prevista da Commencal stessa e forse più adeguata della Fox 32 visto il montaggio generale ed il peso della bici, la Meta AM 1 darebbe del filo da torcere a molte enduro.
Attitudine d’uso
Inconvenienti riscontrati nel corso del test
_Il batticatena in plastica posizionato sul fodero superiore si è staccato. Quello sul fodero inferiore si è in parte scollato ma è rimasto al suo posto
Montaggio, dati tecnici rilevati e prezzi
Montaggio
FRAME/CADREÂ META AM v2 150mm
SHOCK/AMORTOÂ Flox Float CTD Adjust Boost Valve Kashima
FORK/FOURCHEÂ Fox 32 Float CTD Adjust, QR15, Tapered, 150mm, Kashima
HEADSET/JEU DE DIRECTIONÂ Cane Creek 10series, Semi integrated zero stack tapered
STEM/POTENCE Commençal VIP OS
BARS/CINTRE Commençal VIP 0,75″ OS 6061, 730mm
GRIPS/POIGNÉES New Commençal Lock on
BRAKES/FREINSÂ Formula RX 12 180/180
SHIFTERS/MANETTESÂ Sram trigger X9 2×10
CHAIN DEVICE / ANTI DERAILLEURÂ Sram X7 direct mount 10speed
REAR MECH/DÉRAILLEUR AR Sram X0 10speed Type II
BOTTOM BRACKET/BOITIER DE PÉDALIER Included w/crankset
CRANKS/PÉDALIER Race Face Turbine 36/24 10spd
CHAIN/CHAÃŽNEÂ Yaban 10sp
CASSETTEÂ Sram PG 1050 11-36
RIMS/JANTES Jalco light double wall for Commençal
HUBS/MOYEUX Commençal disc light by joytech, sealed bearings, 15QR front/142×12 rear
SPOKES/RAYONSÂ Stainless black 64p, butted 3x lacing
TIRES/PNEUSÂ Onza Ibex 2,25 front, Onza Canis 2,25 Rear, Kevlar Bead, Blackwall
INNER TUBE VALVE/VALVE CHAMBRE A AIRÂ Schrader
SEATPOST/TIGE DE SELLEÂ RockShox Reverb 31,6mm
SADDLE/SELLE SDG Circuit for Commençal
Pesi e geometrie rilevati
Interasse: 1183 mm
Angolo sterzo: 66.5°
Corsa anteriore: 159 mm
Corsa posteriore (valore dichiarato): 150 mm
Interasse/corsa ammortizzatore: 200 x 57 mm
Altezza movimento centrale: 342 mm
Affondamento sella (quanti mm il reggi può essere inserito nel tubo sella): 295 mm
Peso tg. L senza pedali:Â 13.960 kg
Peso ruota ant completa*:Â 1825 g
Peso ruota post completa*:Â 2270 g
* = ruota in ordine di marcia, quindi incluse coperture, dischi e pacco pignoni. Sono esclusi i perni di fissaggio.
Prezzi
Bici completa: 4 599,00 €
Telaio senza ammortizzatore: 1 599,00 €


03/02/2013 di
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Ribadisco ottimo test preciso e dettagliato e molto belle anche le foto ...
Ma alla fine full-floater o meno non rimane comunque uno schema monocross?
Con una 160 sulla Meta AM come la vedi rispetto ad una Ghost Cagua 650b?
Con una 160 sulla Meta AM come la vedi rispetto ad una Ghost Cagua 650b?
_Purtroppo non ho mai provato la versione 650b della Cagua. Ti posso dire, come scritto anche nel test, che la Meta AM con una forcella da 160 mm sarebbe secondo me ben equilibrata. Forse anche più di quanto non lo sia con la Fox 32.
posseggo 2 commencal ma non una meta!
si parla spesso di telai delicati..puo' anche essere ma io non ho mai avuto problemi neanche con una front entry level a fare AM spinto.
secondo me sono ottime bici ma poco capite in italia!
Fatemi sapere se vi ritrovate
Per quanto riguarda la salita, io nelle salite tecniche preferisco tenere il propedal disattivato (ho l'rp2, non il float CTD) per guadagnare in trazione e comodità ... non mi sembra di riscontrare un pedalkickback marcato... forse perchè tengo l'ammo leggermente più gonfio di quanto dovrei, per il mio peso (per avere una bici meno seduta sia in salita che in discesa)
Riguardo telaio e forcella da 32, concordo che un telaio del genere supporta benissimo una forcella ben più alta e rigida, ma piuttosto che cambiarla, sarebbe meglio puntare sin da subito alla meta SX, no? :
Il telaio è quasi identico in quanto a peso... dietro ha 1cm in più di escursione che male non fa, e in salita non peggiora la pedalabilità , e ha l'angolo di sterzo più aperto (probabilmente dovuto solamente al fatto che monta una forcella più alta).
A proposito di angolo di sterzo: noto che avete misurato un 66,5° contro i 67° dichiarati.
Anch'io ho avuto modo di misurare l'angolo di sterzo della mia Am2 2012, con 2 accelerometri diversi, appoggiando la superficie piatta del telefono lungo gli steli della forcella. In entrambi i casi sono risultati 67,0° esatti.
Ma la vostra rilevazione è sicuramente più attendibile della mia!
Per quanto riguarda il prezzo, vedo che qualcuno già si lamenta (fra i commenti sotto al test), e fa bene, come dargli torto?
La am1 2013 è montata sicuramente meglio della 2012, che usciva con 2 misere Schwalbe Performance dure come la roccia, da 580g e 530g, con camere d'aria da 98g (sembrano finte) che si pizzicavano anche sulle lastre di marmo, e senza ammortizzatori kashima.
Ma comunque commencal non ha prezzi record, è vero che con quella cifra ci si compra una bici con lo stesso montaggio ma telaio carbon.
Io ho acquistato la Am2 2012 solamente perchè aiutato dalla forte scontistica di Matra per i fine stagione (40%)... se avessi avuto un normale sconto del 15-20% che può fare qualsiasi negoziante, credo che avrei puntato ad altro.
PS: a prescindere da come va, questa am1 2013 esteticamente FA SBAVARE!!
È la prima volta che vi capita di trovare una forcella più lunga del dichiarato, non è una cosa un po' strana?
Io vorrei prendere una Meta SX e sono alto 1,78m. Prendo M? Nella tabella taglie sono a limite con la M.
Non potendola provare di persona non vorrei sbagliare taglia!
Grazie
Saluti
Francesco
Io vorrei prendere una Meta SX e sono alto 1,78m. Prendo M? Nella tabella taglie sono a limite con la M.
Non potendola provare di persona non vorrei sbagliare taglia!
Grazie
Saluti
Francesco
_Purtroppo non ho mai provato la versione 650b della Cagua. Ti posso dire, come scritto anche nel test, che la Meta AM con una forcella da 160 mm sarebbe secondo me ben equilibrata. Forse anche più di quanto non lo sia con la Fox 32.
Purtroppo sono un po'stufo dei monocross con il tiro catena sugli ostacoli che poi vanno guidati con il coltello tra i denti in discesa per rendere bene.
Ma ste forcelle da 32 son sul serio così flessibili? Con i miei 85kg sta venendo il complesso degli steli da 32 visto che sto iniziando ad affacciarmi sul mondo dei sentieri tecnici medio\ripidi.
Eventualmente c'è la meta Sx con forcella da 34mm.
Eventualmente c'è la meta Sx con forcella da 34mm.
Ottimo test, come sempre!
Fatemi sapere se vi ritrovate
Concordo pienamente sul fattore forcella (una 32 sotto alla meta..proprio non va) io ho preferito la SX e ne sono sempre più contento.
Però non non mi trovo sul fatto del tiro catena su ostacoli "cazzuti" in salita...non mi sembra che la mia soffra particolarmente di questo fastidio..per lo meno io non l'ho riscontrato...poi magari non avrò il palato così fine come il vostro
Per il discorso prezzo...tutto è relativo...sfruttando opportunamente alcune offerte o promozioni, ritengo che la si possa portare a casa con una cifra adeguata!
Non sò...io ho un Bolder MDE, monocross percarità , 160+160 basch tendi doppia, gommata 2.35 Lust ant/post, stessi freni...con i pedali -spd- pesa 14 Kg spaccati....2500 euro.
Più il costo e il perso del Reverb.
La butto li, giusto come parametro di valutazione.
Credo che per quel prezzo....si possa fare di meglio, e non è una provocazione.
Byezzzzzzzz!!!
http://img828.imageshack.us/img828/8266/dscn7837e.jpg
Qualche considerazione:
-Salita scassata: il pedal kickback su qualche grossa buca o grosso ostacolo fa perdere il pedale ed è piuttosto fastidioso, nonchè pericoloso.
-Peso: la mia pesa 14 kg spaccati, ma tutto sommato non mi posso lamentare della pedalabilità , sono arrivato a fare 2500mt in mezza giornata questa estate senza doverli soffrire troppo (i kg intendo)
-Guarnitura: la mia s2210 montava un disumano 26-39, che ho umanizzato con una doppia 'Ari' 24-38, assolutamente perfetta per il mio utilizzo
-Taco+Tendi: L'ho usata da sempre con Taco+Tendi, quindi non so dire se il tendi era assolutamente necessario, quello che è certo, è che avrei già una corona grande da sostituire se non avessi il Taco
-La mia Meta, essendo 2012, non ha il CTD, ma ha l'rp2. Personalmente, in salita, senza Propedal, mi girano le balle e pure tanto. Non capisco quindi quando Muldox affermi il 'Bobbing minimo'... Boh...
-Fox 32: premetto che non ho mai guidato una 36, ma visto il mio peso (70kg ignudo) non ho mai reputato di averne troppo bisogno. Tu quanto pesi Muldox? Non credi che il fattore peso del biker sia fondamentale per scegliere se 32 o 36?
-Discorso deragliatore: non ho mai avuto problemi, anzi, era ed è precisissimo, però ricordo perfettamente che quando la comprai, il mio mecca mi disse che aveva parlato piuttosto accesamente con i santi e le madonne in cielo per sistemare i cavi interni, probabilmente il problema era proprio questo e la bici necessita solo di una messa a punto
-MC: il movimento centrale basso da un bel feeling alla guida, però qualche zappata non te la risparmia, specie se abbinato a quel discorso di pedal kickback.
-Prezzo: sì, è cara! Ma la Mtb non me l'ha fatta comprare il medico e a me piaceva questa... L'affare della vita lo farò la prossima volta!
Altro? Non mi sembra...
Ah sì, ci ho fatto un piccolo video 3 mesi fa, lo vedete qui sotto.
Cmq il pedal kickback su qle corona si avverte di più? ho avuto un monocorss, rate-link a parte, ricordo ke il tiro catena in corrispondenza sul fulcro limitava gli effetti del pedal o del brake-jack nn ricordo di preciso. grazie
Il deragliatore XT pesa 165 grammi.
Quanto alla corona, immaginando di togliere il 24 ed i relativi bulloni parliamo di 30 grammi: totale dell' allegerimento, 125+165+30= 320 grammi, non 6-700.
Anch'io ho avuto modo di misurare l'angolo di sterzo della mia Am2 2012, con 2 accelerometri diversi, appoggiando la superficie piatta del telefono lungo gli steli della forcella. In entrambi i casi sono risultati 67,0° esatti....
Più scientificamente si può calcolare con un programma tipo Linkage. Noi non l'abbiamo fatto, ma cercando in rete ieri sera ho trovato il grafico che vedi qua sotto (l'accuratezza non te la posso garantire):
Per quanto riguarda le quote geometriche una spiegazione potrebbe stare nella forcella. Noi abbiamo rilevato un travel maggiore di quello dichiarato, quindi può darsi che fosse anche un po' più alta di quanto dovrebbe essere in teoria. Anche l'interasse un po' più lungo del dichiarato confermerebbe questa teoria.
Prezzo: le valutazioni le facciamo su quello di listino, altrimenti diventa veramente tutto (troppo) relativo.
La singola è sempre esistita: bastava togliere le altre corone
-Fox 32: premetto che non ho mai guidato una 36, ma visto il mio peso (70kg ignudo) non ho mai reputato di averne troppo bisogno. Tu quanto pesi Muldox? Non credi che il fattore peso del biker sia fondamentale per scegliere se 32 o 36?
-Discorso deragliatore: non ho mai avuto problemi, anzi, era ed è precisissimo, però ricordo perfettamente che quando la comprai, il mio mecca mi disse che aveva parlato piuttosto accesamente con i santi e le madonne in cielo per sistemare i cavi interni, probabilmente il problema era proprio questo e la bici necessita solo di una messa a punto
-MC: il movimento centrale basso da un bel feeling alla guida, però qualche zappata non te la risparmia, specie se abbinato a quel discorso di pedal kickback...
_Io peso circa 73/75 Kg ignudo. Sì, il peso del biker è indubbiamente un fattore da considerare, ma penso che anche una persona del tuo peso possa ben percepire la differenza fra una Fox 32 ed una Fox 36. Ovviamente su un certo tipo di fondo e pendenze.
_Cambio post: non so cosa tu intenda con messa a punto. Di fatto il comando era durissimo quando azionato "sotto carico", mentre scaricandolo il cavo sembrava scorrere facilmente. Tu monti un cambio Type2 o tradizionale?
_MC: anche qui potrebbe giocare la frenatura dell'ammo. Il MC di fatto non è molto alto, ma devo dire che ci ha dato meno problemi di quanto si potrebbe pensare.
Il deragliatore XT pesa 165 grammi.
Quanto alla corona, immaginando di togliere il 24 ed i relativi bulloni parliamo di 30 grammi: totale dell' allegerimento, 125+165+30= 320 grammi, non 6-700.
pedalo 1x9 cn nomad 2008 perciò nn leggera, per arrivare a un peso umano ho limato su tutto per consentire l'utilizzo del telescopico senza guidare un trattore.
cmq avevo due minuti e ho controllato su crc:
manettino 232
deragliatore 180
corona: nn ho trovato indicazione.
guaina e cavo nn sn d'aria...
cmq grazie a muldox ho avuto la risposta del pedal kick
pedalo 1x9 cn nomad 2008 perciò nn leggera, per arrivare a un peso umano ho limato su tutto per consentire l'utilizzo del telescopico senza guidare un trattore.
cmq avevo due minuti e ho controllato su crc:
manettino 232
deragliatore 180
corona: nn ho trovato indicazione.
guaina e cavo nn sn d'aria...
cmq grazie a muldox ho avuto la risposta del pedal kick
Il peso del deragliatore è relativo al modello per tripla 2012 a fascetta bassa, ma anche il DMD ha un peso simile, pesato di persona.
Quanto alla corone, ho ipotizzato di togliere un 24 in alluminio, ma un'altra decina di grammi va scalato perchè cerdo che si monterebbe una corona più piccola del 36.
Guaine e cavi pesano intorno a 135 grammi con guaine dirette (non interrotte), quindi diciamo che vanno levati non più di 60 grammi.
p.s. ho controllato nel file excel con tutte le mie pesate, non me le ricordo certo a memoria
Nella mia monto una talas 120/160 ma non sento mai il bisogno di abbassarla, anzi se la porto a 120 diventa goffa.
E' vero che il peso come il prezzo non è poco, ma non mi pare neanche il caso di venir matto per grammo + o -
la pedalo meglio della mia vecchia bici full da meno di 12 kg.
Per passarlo si deve smontare la forca e fare lo spurgo dell'impianto, e non vedo dove sia il problema, oltre che a perdere 15 minuti.
Cambio post: non so cosa tu intenda con messa a punto. Di fatto il comando era durissimo quando azionato "sotto carico", mentre scaricandolo il cavo sembrava scorrere facilmente. Tu monti un cambio Type2 o tradizionale?
.......
Monto un tradizionale.
ti sembrano pochi
Che forcella 160mm vedresti bene sulla Meta?
Concordo con te sul fatto che pedalare una bici da 14 Kg non è un'impresa titanica e che si tratta di un peso ancora ben gestibile, ma converrai che al prezzo della AM1 si trovano parecchie bici ben più leggere.
...................
non spenderei mai e poi mai 4600 euro per questa bici con questo montaggio e che pesa 14 kili...A quel prezzo, come dici tu, ci sono bici estremamente più leggere...la mia force, costa di listino, 1600 euro in meno, ed ha mezzo kilo in più con pedali e reverb...
Il discorso kili che avevo fatto io era generico, ma contestualizzato in questo topic, non posso che essere d'accordo con te!!
Che forcella 160mm vedresti bene sulla Meta?
La Meta AM del test si comportava molto bene sul ripido non facendo desiderare un avantreno più basso, ma montando una forcella da 160 mm bisogna valutare due fattori:
_il fatto che la forcella è di suo più alta
_potresti sentire l'esigenza di uno stem più corto, visto che a quel punto la bici avrebbe una maggior connotazione discesistica
La somma delle due cose potrebbe cambiare il comportamento della bici sulle salite ripide, ma onestamente non so prevedere fino a che punto. Magari qualcuno che ha già fatto questo esperimento ci sa dire qualcosa...
La Meta AM del test si comportava molto bene sul ripido non facendo desiderare un avantreno più basso, ma montando una forcella da 160 mm bisogna valutare due fattori:
_il fatto che la forcella è di suo più alta
_potresti sentire l'esigenza di uno stem più corto, visto che a quel punto la bici avrebbe una maggior connotazione discesistica
La somma delle due cose potrebbe cambiare il comportamento della bici sulle salite ripide, ma onestamente non so prevedere fino a che punto. Magari qualcuno che ha già fatto questo esperimento ci sa dire qualcosa...
C'è da dire che effettivamente questa bici a forcella bassa ha un comportamento strano in pianura e sulle salite leggere dove effettivamente diventa scomoda e difficile da pedalare, infatti l'abbassamento ho notato che diventa producente solo nelle salite sopra una certa pendenza, dalle mie parti ci sono zone con strappi anche molto impegnativi che non riuscirei a superare senza abbassare la forcella. Poi avendolo a volte lo si sfrutta anche più del dovuto, quello che posso consigliare per la mia esperienza avendo usato la bici per un bel periodo anche con forca da 150: se si tiene la bici con escursione 150 non è assolutamente necessario avere una forca di tipo abbassabile se invece si vuole passare ha forcelle più consistenti e 160 di corsa allora consigliere un modello abbassabile,anche perchè bisogna ricordare che non c'è un solo cm di differenza tra una da 150 e una da 160 ma bensì 2.5 cm, per esempio io adesso quando abbasso la lyrik e viene portata a 130 ha praticamente la stessa lunghezza di una normale forcella da 150 .
C'è da dire che effettivamente questa bici a forcella bassa ha un comportamento strano in pianura e sulle salite leggere dove effettivamente diventa scomoda e difficile da pedalare, infatti l'abbassamento ho notato che diventa producente solo nelle salite sopra una certa pendenza, dalle mie parti ci sono zone con strappi anche molto impegnativi che non riuscirei a superare senza abbassare la forcella. Poi avendolo a volte lo si sfrutta anche più del dovuto, quello che posso consigliare per la mia esperienza avendo usato la bici per un bel periodo anche con forca da 150: se si tiene la bici con escursione 150 non è assolutamente necessario avere una forca di tipo abbassabile se invece si vuole passare ha forcelle più consistenti e 160 di corsa allora consigliere un modello abbassabile,anche perchè bisogna ricordare che non c'è un solo cm di differenza tra una da 150 e una da 160 ma bensì 2.5 cm, per esempio io adesso quando abbasso la lyrik e viene portata a 130 ha praticamente la stessa lunghezza di una normale forcella da 150 .
intanto grazie della delucidazione.
Una domanda mi sorge spontanea, ma la ruota anteriore con pp15 la devo per forza cambiare per montare forca con pp20? Io ho le red zone xlr e mi scoccia non poco l'idea di cambiare di nuovo la ruota...
Sicuramente lo si fa per abbassare i costi (una float costa meno di una talas) ma l'abbassamento dell'escursione può anche non essere usato in salita.
Molti usano l'abbassamento SEMPRE, e usano l'intera escursione solo in discesa, quando è il momento di tirare su le ginocchiere... e secondo me è sbagliato.
Diciamo che entrambe le soluzioni danno vantaggi e svantaggi, quindi io credo che non esista la "soluzione giusta" in senso assoluto.
Diciamo che entrambe le soluzioni danno vantaggi e svantaggi, quindi io credo che non esista la "soluzione giusta" in senso assoluto.
Diciamo che sarà l'asso nella manica, prima di scendere e spingere.
La Meta AM del test si comportava molto bene sul ripido non facendo desiderare un avantreno più basso, ma montando una forcella da 160 mm bisogna valutare due fattori:
_il fatto che la forcella è di suo più alta
_potresti sentire l'esigenza di uno stem più corto, visto che a quel punto la bici avrebbe una maggior connotazione discesistica
La somma delle due cose potrebbe cambiare il comportamento della bici sulle salite ripide, ma onestamente non so prevedere fino a che punto. Magari qualcuno che ha già fatto questo esperimento ci sa dire qualcosa...
http://www.bikesuspension.com/Marchi...420/index.html
Il telaio può accogliere forcella da 520 a 545 mm. Questa invece misurerebbe 555mm settata a 160mm, 565mm settata a 170mm. Io la userei a 160...
Secondo il tuo parere, potrebbe essere una forca che, per caratteristiche tecniche e funzionamento, si potrebbe associare bene al telaio Commencal?
Grazie
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Il telaio può accogliere forcella da 520 a 545 mm. Questa invece misurerebbe 555mm settata a 160mm, 565mm settata a 170mm. Io la userei a 160...
Secondo il tuo parere, potrebbe essere una forca che, per caratteristiche tecniche e funzionamento, si potrebbe associare bene al telaio Commencal?
Grazie
Ci sarebbe il "problema" di quei 10 mm di troppo, ma non è che cambino il mondo dal punto di vista delle geometrie.
Mi accerterei però che la forcella mantenga il travel variabile anche riducendola a 160 mm, perchè può darsi che 555 mm di altezza si rivelino un po' fastidiosi sulle forti pendenze in salita.
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Il telaio può accogliere forcella da 520 a 545 mm. Questa invece misurerebbe 555mm settata a 160mm, 565mm settata a 170mm. Io la userei a 160...
Secondo il tuo parere, potrebbe essere una forca che, per caratteristiche tecniche e funzionamento, si potrebbe associare bene al telaio Commencal?
Grazie
Dipende anche da quali sono i tuoi classici giri,e certo sicuramente accertati che sia comunque abbassabile anche se ne sono quasi certo !!
Perchè nelle salite più toste soffriresti questa mancanza
Come tipologia di forca comunque è più che ottima,io la prenderei sicuramente anche per quei 10 mm in più
Ci sarebbe il "problema" di quei 10 mm di troppo, ma non è che cambino il mondo dal punto di vista delle geometrie.
Mi accerterei però che la forcella mantenga il travel variabile anche riducendola a 160 mm, perchè può darsi che 555 mm di altezza si rivelino un po' fastidiosi sulle forti pendenze in salita.
La 160 è assolutamente la sua forca, non tornerei alla 32 per nessun motivo. Seppur con le nuove modifiche la Meta abbia messo su oltre un kg, ne è valsa veramente la pena. Il cambiamento nelle discese con forte pendenza e molto tecniche è migliorato in maniera esponenziale, nello scassato veloce invece ho notato una differenza minore.
Posso tranquillamente affermare che il telaio Meta Am con forcella da 32 è assolutamente sprecato, si merita senza alcun dubbio una 36!