[Test] LeeCougan Crossfire 29
Proseguono i test di Mtb-Forum.it nel mondo delle bici xc. Questa volta siamo andati in casa LeeCougan per provare una Crossfire 29.
Prime impressioni
In occasione di questo test, il distributore italiano per Leecougan, Stardue s.r.l, ci ha inviato una full da 29” allestita sostanzialmente, ad eccezione di ruote e freni, con un mix della componentistica montata sui due modelli di punta Crossfire, la versione Team e la versione Race entrambe dotate del medesimo telaio Crossfire, con ruote da 29 pollici ed escursione anteriore da 100 e posteriore da 90 mm.
Il telaio Crossfire, versione 2013, presentato nell’autunno del 2012, è progettato in due taglie, S ed M, ed é rivolto ad un uso prettamente crosscountristico. Composto in fibra di carbonio unidirezionale, si caratterizza per delle geometrie piuttosto compatte, in cui spicca un angolo sella piuttosto pronunciato pari a 73°, volto a migliorare la guidabilità e manegevolezza, pur in presenza di un angolo di sterzo di 71° che se da un lato favorisce l’efficienza di pedalata in salita, dall’altro tende a ridurre la guidabilità del mezzo. La combinazione dei due angoli tende, quindi, a “raccogliere ed accorciare” la posizione del biker, cosa che dovrebbe favorire la reattività nella guida. Completano le caratteristiche telaistiche una serie sterzo conica la cui base misura 1.5” e un movimento centrale pressfit, per dare quella rigidità utile a non disperdere i watt impressi nella pedalata.
Molto particolare è il repentino allargamento dei foderi bassi che porta la corona del 38 della guarnitura a sfiorare a pochi mm il fodero basso dx
Soluzione che lascia perplessi per il timore che una guarnitura sporca possa strusciare sul fodero, il che sarebbe comunque un problema di relativo poco conto. Molto più preoccupante è che una trasmissione sporca possa provocare risucchi di catena e che questa vada ad incastrarsi nel telaio, o che una cambiata affrettata faccia scendere malamente la catena e che questa si incastri nel telaio. Quest’ultima evenienza mi è in effetti capitata durante una delle uscite di prova e il disincastro è stato piuttosto laborioso. Situazione che deve essere già avvenuta precedentemente visti i segni già presenti sul fodero all’arrivo della bici test.
Di contro dei foderi così repentinamente allargati lasciano una maggior luce allo scorrimento della ruota posteriore, utile in condizioni fangose.
L’allestimento
Come accennato in precedenza, la componentistica della bici testata, salvo che per ruote e freni, è quella montata sui modelli di punta, la versione Team e la versione Race.
Nel dettaglio monta reggisella e attacco (da 100mm) Ritchey Pro, piega Woz fb12 flat da 660 mm e 9° di angolo, sella San Marco Concor, deragliatore anteriore Shimano SLX, cambio posteriore, guarnitura 38/26, comandi e freni tutti Shimano XT, catena e cassetta 10 v 11-36 Shimano Deore, dischi Avid G3 Clean sweep entrambi da 160 mm , forcella Fox Float 29 Evolution series con steli da 32 mm e 100 mm di escursione, con comando remoto CTD (climb/trail/descend) sul manubrio, ammortizzatore Fox Float ctd Factory series con escursione da 90 mm e ruote DTswiss M 1800 All mountain 29, tubeless con quick release Dt Swiss RWS (99gr.) dal peso rilevato, pari a 940 gr. l’anteriore e 1055 gr. il posteriore., cui vanno aggiunti i dischi (peso rilevato gr. 104 l’uno), il pacco pignoni 11-36 (peso dichiarato 451 gr.) copertoni Maxxis Crossmark 2.1. per camera (peso rilevato 623 gr.) e camere d’aria (peso rilevato 214 gr.) per un totale solo sulle ruote di kg. 4,328 (1,881+2,447).
Peso totale rilevato della bici in test, inclusi pedali (Shimano pdm 520 da 374 gr. non forniti con la bici) e porta borraccia (anche questo non di serie del peso di 62 gr.) pari a 12,45 kg in taglia M.
La prova sul campo
Ho testato la bici in 7 prove diverse per un totale di 232 km, sia su percorso già utilizzato in precedenza per altri test che su percorsi teatro di gare prossime a disputarsi. Tutte situazioni in ambito xcistico con salite di pendenza variabile, dal fondo liscio o sconnesso, discese veloci e tecniche, o anche strette e guidate, comunque niente di estremo dal punto di vista tecnico.
Le ruote, delle DtSwiss M1800 tubeless, montate con copertoni e camere d’aria, hanno evidenziato in diverse situazioni un rendimento non elevato, portandomi sconsigliare una scelta del genere su una bici votata all’xc. Molto pesanti, pensate più per l’all mountain, come anche riportato dagli adesivi posti sulle stesse, che non per l’xc, limitano l’agilità e la reattività nei cambi di direzione e nei rilanci, nonché una resistenza all’avanzamento alle basse velocità decisamente avvertibile, tanto più faticoso anche in virtù del rapporto più agile (26-36), che è risultato piuttosto duro nelle rampe molto pendenti. Con un buon allenamento si spinge, ma l’agilità ne viene pregiudicata e così la resistenza alla distanza. Sarebbe pertanto consigliabile montarci almeno un 24 davanti, anche 22 per i meno allenati.
Il peso della ruota anteriore poi, unito a quello di una forcella anch’essa tutt’altro che leggera, rende difficoltoso alzare l’anteriore onde superare ostacoli e/o gradini. Alle criticità innanzidette, contribuisce certamente il montaggio di copertoni per camera tutt’altro che leggeri (623 gr.) con relative camere (214 gr.), pur in presenza di ruote predisposte ad una soluzione tubeless, che accresce ulteriormene il peso proprio ove più sarebbe bene limitarlo, ovvero sulla parte più periferica delle masse rotanti. Risparmiare circa 480 gr. sulle masse rotanti rispetto al pacchetto camere/copertoni più eventuali fasce antiforatura, montando un copertone tubeless ready non estremo ma affidabile che può aggirarsi sui 600 gr., trovo che sarebbe una soluzione dal costo irrisorio, ma irrinunciabile, in termini di prestazioni influenzate da minor peso, migliore affidabilità, più agilità, più guidabilità per migliore aderenza con pression più basse, che di fatto stravolgerebbe e non poco il rendimento della Crossfire.
Alle perplessità sulle ruote va aggiunto il funzionamento della forcella, una Fox Float 29 Evolution series, che non ne ha mai voluto sapere di bloccare in posizione Climb.
La precedente Fox avuta in test sulla Rocky Mountain Element 970 Rsl bloccava piuttosto bene, affondando non più di qualche mm.
Difetto della forcella montata sulla Crossfire, difetto di fabbricazione di tutta la serie o scelta ponderata da parte di Fox ? Argomento dibattuto e che non ha trovato una risposta certa in questo thread dove, fra gli altri emerge l’intervento di Ser Pecora che durante la visita a Vittoria, incaricata dell’assistenza Fox per l’Italia, ha appreso che un non-blocco, “sarebbe” una scelta voluta da Fox stessa, su richiesta di mercati diversi e più importanti di quello italiano.
Trovo che sia, dal mio punto di vista, una scelta poco condivisibile. Chi gradisce non bloccare, può rimanere in posizione “trail” senza problemi. Del resto è una soluzione intermedia pensata appositamente per tutte quelle situazioni, in particolari di fondo dissestato in salita o pianura, ove un blocco, ma anche uno sblocco totale, non sono la soluzione migliore. Ma perché dover lasciare una forcella sempre e comunque sbloccata, quando in situazioni lisce, anche di pedalata scomposta un blocco totale sarebbe da preferirsi?
Altro aspetto della forcella che mi ha lasciato un po’ perplesso, è la poca differenza negli estremi di regolazione del rebound. All’atto di provare una forcella, son solito prima provare i due estremi e poi avvicinarmi al setting desiderato. In questo caso tra i due estremi la differenza, seppur avvertibile, non l’ho trovata poi molto marcata.
Se nelle situazioni pedalate e più in generale in quelle tipiche delle xc, la Crossfire si è dimostrata migliorabile, in discesa, in ogni situazione tecnica, si è dimostrata una buon mezzo.
Quelli che sono dei difetti in salita, si tramutano in buone sensazioni in discesa. Delle ruote comunque scorrevoli, non eccessivamente rigide e pensate per un uso AM, unite alle qualità di ammortizzazione di casa Fox, rendono la Crossfire piuttosto facile da guidare in discesa, perdonando errori ed imprecisioni nella guida e nella scelta delle traiettorie. L’impianto frenante XT ha dimostrato ancora una volta una eccellente modulabilità ed efficienza, seppur con pastiglie metalliche, silenziose anche in condizioni di asciutto e abbastanza pronto sin dalle prime pinzate. Sufficientemente dimensionati si son dimostrati i dischi da 160 anteriore e posteriore.
I copertoni Maxxis Crossmark, pur confermando una trazione al posteriore a mio avviso non soddisfacente, men che meno a pressioni “da camera”, mi son sembrati delle buone coperture in termini di aderenza laterale, soprattutto per quanto riguarda l’anteriore. Probabilmente la non eccessiva rigidità delle ruote aiuta il copertone a lavorare in piega, “ammortizzando” quelle variazioni di aderenza che se troppo repentine possono portare allo scivolamento laterale. A bici dritta, invece, la mancanza di trazione si nota anche in decelerazione.
Riguardo al comando remoto delle sospensioni sul manubrio, pur essendo di estrema comodità rispetto alle leve da azionare sui rispettivi componenti, ritengo sarebbe ancora migliore se progettato e costruito con levette più corte (in particolare la leva per il blocco), quindi azionabili in maniera più veloce grazie ad una corsa minore come, ad esempio, il Twinloc della Scott.
Una leva di blocco così lunga, oltre ad intralciare la presa sulla manopola (seconda foto sottostante), ha una corsa troppo ampia prima di portare la forcella nella posizione voluta.
Una volta presa velocità la Crossfire, analogamente ad altre bici da 29 pollici, la mantiene in maniera ottima. Il blocco dell’ammo non è totale: rimane sempre un po’ di ammortizzazione disponibile che scompone un po’ la pedalata, specialmente alle alte cadenze.
Inconvenienti riscontrati
La bici è giunta con il registro del cavo che arriva al comando remoto della forcella spezzato. Stante la problematica di non blocco precedentemente esposta, è ragionevole ritenere che il precedente tester lo abbia svitato al massimo per tirare il filo e cercare un seppur minimo blocco. All’atto di riporre la bici nell’imballo, la rotazione del manubrio ha probabilmente torto il cavo che forzando sul registro tutto svitato, ha causato la rottura dello stesso. Fosse stato avvitato, non si sarebbe mai rotto. Problema prontamente risolto dal fornitore che ci ha inviato in 24h un cavo e due registri di ricambio.
Conclusioni
Il montaggio, in particolare due componenti importanti come ruote e forcella, non è apparso la miglior soluzione possibile per l’uso xc per cui il telaio Crossfire è pensato, condizionando di fatto il nostro giudizio. In linea generale, trattandosi l’xc di una disciplina essenzialmente pedalata e, almeno in ambito agonistico italiano, diretta verso l’allungamento del chilometraggio a scapito delle difficoltà tecniche, ritengo che la linea da perseguire sulle bici da xc sia quella di limitare il peso del mezzo, in particolare delle ruote, per conseguire obiettivi di rigidità e reattività.
La Crossfire in test risulta essere un ibrido con una geometria da XC e delle caratteristiche discesistiche da all mountain. Il rischio è quello di non soddisfare né chi cerchi una bici da gara, né chi voglia fare escursionismo all mountain.
Prezzo bici completa in versione Team 4050 €, in versione Race 3200 €
Prezzo telaio incluso ammo: 1.600 €
Distributore per l’Italia: Stardue
Qui il fotoalbum: http://fotoalbum.mtb-forum.it/showalbum.php?id=26855


16/02/2013 di
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per caso hai avuto occasione di pesare la forcella o hai noto quale sia il suo peso?
perchè appunto non la vedo neanche sul sito della fox..
per caso hai avuto occasione di pesare la forcella o hai noto quale sia il suo peso?
perchè appunto non la vedo neanche sul sito della fox..
Il blocco forcella è improponibile, ma come detto sopra, fa parte dei componenti "non azzeccati"
Ottima recensione, molto onesta
Per tenere contenuti entro certi limiti questi pesi (e manco tanto contenuti), il prezzo sale.
Non è mica una novità che a parità di prezzo una 29 oesu oarecchio più di una 26, sicchè, siccome in ottica competizioni pedalate, il peso ridotto ha un suo perchè, è ovvio che ridurre il peso vuol dire aumentare il prezzo.
Questo senza voler fare un confronto tecnico di rendimento 26/29, ma solo per evidenziare quel che è. Anche per questa questione peso/prezzo, ritengo che le full 29 al momento non abbiano un grande futuro in ottica agonistica. Se poi uno ha soldi da spendere per una full 29 esoterica, magari da dedicare a delle gare specifiche tecnicamente più impegnative, allora qualche acquirente si può anche trovare. Gli anni a venire diranno in che direzione la domanda influenzerà l'offerta e quindi la produzione.
Il blocco forcella è improponibile, ma come detto sopra, fa parte dei componenti "non azzeccati"
Ottima recensione, molto onesta
Già questo modificherebbe considerevolmente le prestazioni in termini di peso, di rilancio e di tenuta in curva, potendo tenere pressioni più basse di quelle con cui circolavo io, ovviamente condizionate dal rischio pizzicature.
Questo tipo di bici mi incuriosisce molto ma alla luce di questo test e di altre prove che ho letto sono sempre più convinto che non potranno mai essere bici adatte a chi partecipa a gare xc o mediofondo in ottica classifica. Per chi è "agonista" al massimo una 29er del genere può essere solo una seconda bici....
Per tenere contenuti entro certi limiti questi pesi (e manco tanto contenuti), il prezzo sale.
Non è mica una novità che a parità di prezzo una 29 oesu oarecchio più di una 26, sicchè, siccome in ottica competizioni pedalate, il peso ridotto ha un suo perchè, è ovvio che ridurre il peso vuol dire aumentare il prezzo.
Questo senza voler fare un confronto tecnico di rendimento 26/29, ma solo per evidenziare quel che è. Anche per questa questione peso/prezzo, ritengo che le full 29 al momento non abbiano un grande futuro in ottica agonistica. Se poi uno ha soldi da spendere per una full 29 esoterica, magari da dedicare a delle gare specifiche tecnicamente più impegnative, allora qualche acquirente si può anche trovare. Gli anni a venire diranno in che direzione la domanda influenzerà l'offerta e quindi la produzione.
Come ho evidenziato nel test, con 60 euro per due copertoni tubeless ready da 600 gr. l'uno, quindi nulla di estremo (ve ne sono da under 500), messi al posto dei crossmark per camera e relative camere, si possono risparmiare (237 x 2) 476 gr. sulle masse rotanti periferiche. Una enormità il relazione a un costo irrisorio.
Già questo modificherebbe in parte le prestazioni in temrini di peso, di rilancio e di tenuta in curva, potendo tenere pressioni più basse di quelle con cui circolavo io, ovviamente condizionate dal rischio pizzicature.
La mia perplessità riguarda il costo base che è di fascia alta (non altissima) anche per una 29, a cui comunque dovrò aggiungera(o togliere...
Questo tipo di bici mi incuriosisce molto ma alla luce di questo test e di altre prove che ho letto sono sempre più convinto che non potranno mai essere bici adatte a chi partecipa a gare xc o mediofondo in ottica classifica. Per chi è "agonista" al massimo una 29er del genere può essere solo una seconda bici....
La mia perplessità riguarda il costo base che è di fascia alta (non altissima) anche per una 29, a cui comunque dovrò aggiungera(o togliere...
Sia in questa recensione che in quella della rocky mountain.
Tanto per capire se è un problema o se continuiamo a martellarci la testa per una cosa che in realtà è un semplice settaggio di fabbrica.
Inoltre non potreste far pesare tutta l'importanza di questo forum e chiedere a fox un spiegazione ufficiale una volta per tutte ?!
la 29 deve avere il suo manubrio e con una bella lunghezza 64-68 cm.
io se fossi un tester non salirei nemmeno su una 29 con un manubrio come questo!
Sia in questa recensione che in quella della rocky mountain.
Tanto per capire se è un problema o se continuiamo a martellarci la testa per una cosa che in realtà è un semplice settaggio di fabbrica.
Inoltre non potreste far pesare tutta l'importanza di questo forum e chiedere a fox un spiegazione ufficiale una volta per tutte ?!
Per quanto riguarda la bici in test, direi che ci sono alcune cose che non mi hanno convinto, uno fra tutti quel passaggio al pelo fra fodero e corona. Ma in pedalata come và? bobba?
...........
io se fossi un tester non salirei nemmeno su una 29 con un manubrio come questo!
Fra l'altro, se bastasse mettersi a tavolino per giudicare una bici recensendola leggendo l'allestimento senza provarla, i test sul campo non avrebbero ragione di essere.
Invece penso che in prima battuta non si debba salire su una bici prevenuti, sennò non la si riesce a giudicare bene e in seconda analisi, ritengo che quel che su una bici può esser buono, può non esserlo su un'altra. Una bici che per geometrie e materiale costruttivo, o per altra componentistica (forcella? ruote?) risulta nervosa e reattiva, può magari permettersi un manubrio più lungo che ne favorisca la guidabilità attenuandone la nervosità nelle situazioni in cui questa non è un pregio. Al contrario, una bici divano, per cavarla fuori d'impaccio, potrebbe lasciar preferire un attacco più corto che le faccia recuperare reattività di guida.
Questa e molte altre cose, le si possono apprezzare, solo sul campo però. Non leggendo solo l'allestimento e le geometrie del telaio.
Cito dal test:
Per tenere contenuti entro certi limiti questi pesi (e manco tanto contenuti), il prezzo sale.
Non è mica una novità che a parità di prezzo una 29 oesu oarecchio più di una 26, sicchè, siccome in ottica competizioni pedalate, il peso ridotto ha un suo perchè, è ovvio che ridurre il peso vuol dire aumentare il prezzo.
Questo senza voler fare un confronto tecnico di rendimento 26/29, ma solo per evidenziare quel che è. Anche per questa questione peso/prezzo, ritengo che le full 29 al momento non abbiano un grande futuro in ottica agonistica. Se poi uno ha soldi da spendere per una full 29 esoterica, magari da dedicare a delle gare specifiche tecnicamente più impegnative, allora qualche acquirente si può anche trovare. Gli anni a venire diranno in che direzione la domanda influenzerà l'offerta e quindi la produzione.
Come ho evidenziato nel test, con 60 euro per due copertoni tubeless ready da 600 gr. l'uno, quindi nulla di estremo (ve ne sono under 500 gr.), messi al posto dei crossmark per camera e relative camere, si possono risparmiare (237 x 2) 476 gr. sulle masse rotanti periferiche. Una enormità in relazione a un costo irrisorio.
Già questo modificherebbe considerevolmente le prestazioni in termini di peso, di rilancio e di tenuta in curva, potendo tenere pressioni più basse di quelle con cui circolavo io, ovviamente condizionate dal rischio pizzicature.
Comunque io su una 29 rimarrei su gomme non troppo ciccie, sia per una questione di peso che per una questione che la ruota più fina è in teoria più ballerina, ma la ruota da 29" dovrebbe stabilizzare un pò la bici rendendo meno evidente il problema.
Volendo rischiare ti direi un racing ralph da 2.1 sia anteriore che posteriore. Leggere (495 dichiarati) ma non rinforzate (niente Double defense o snake skin se non in versione 2.25). Al limite potresti mettere il 2.25 rinforzato dietro che è il copertone più a rischio.
Io sulla Element avuta in test avevo davanti un Continental Race king Tubeless da 2.2 e mi avevano fatto una buona impressione. Meno grippose forse del NN, ma più graduali nella tenuta perchè più arrotondate.
Fine Ot
Comunque io su una 29 rimarrei su gomme non troppo ciccie, sia per una questione di peso che per una questione che la ruota più fina è in teoria più ballerina, ma la ruota da 29" dovrebbe stabilizzare un pò la bici rendendo meno evidente il problema.
Volendo rischiare ti direi un racing ralph da 2.1 sia anteriore che posteriore. Leggere (495 dichiarati) ma non rinforzate (niente Double defense o snake skin se non in versione 2.25). Al limite potresti mettere il 2.25 rinforzato dietro che è il copertone più a rischio.
Io sulla Element avuta in test avevo davanti un Continental Race king Tubeless da 2.2 e mi avevano fatto una buona impressione. Meno grippose forse del NN, ma più graduali nella tenuta perchè più arrotondate.
Fine Ot
grazie mille :)
1- Stardue, che distribuisce il marchio in Europa, deve tenere conto della situazione attuale di mercato e proporre biciclette dal rapporto qualità/prezzo interessante e con un target che definiamo "vendibile". Per tutti gli agonisti, questo modello viene offerto anche come kit telaio, permettendo al consumatore finale di decidere in base al budget che ha a disposizione un assemblaggio migliorativo sia dei componenti, che per diretta conseguenza, di peso e prestazioni del mezzo. Partendo da unottima base qual è questo telaio full 29", l'acquirente può decidere di superare tranquillamente il costo della bici di serie, che viene offerta in tre assemblaggi standard. Lup-grade viene richiesto normalmente dagli atleti che intendono gareggiare, che tramite il proprio punto vendita e nostri partner, ci ordinano versioni speciali dei modelli (non solo del Crossfire).
2- La versione a catalogo della bici è equipaggiata con ruote DT X- 1600 e coperture tubeless ready RITCHEY (vedere l'area features nel sito), componenti che trovano positivo riscontro anche nelle vostre considerazioni nel test, e che probabilmente andavano citati nell'articolo.
3- Questo modello di bici è in commercio dallo scorso settembre, sia nella versione Team che Race. In tutto questo tempo non abbiamo avuto nessuna lamentela riguardo a questioni di natura idraulica su questo modello di forcella. Pensiamo piuttosto che il problema possa essere derivato dai numerosi test eseguiti sulla stessa bicicletta e dai conseguenti KM in scatola che ha dovuto sopportare, e di questo ci scusiamo con il giornalista.
Ci scusiamo anche perchè il telaio utilizzato per questa bici test, è un primissimo prototipo che non aveva ancora il passaggio catena definitivo. (In allegato foto passaggio catena su telaio in commercio). Il problema evidentemente era già stato notato dai tester della casa madre che hanno apportato la modifica. Questo telaio è effettivamente stato tenuto da noi come pezzo da maltrattare in quanto non destinato alla vendita.
Cordiali saluti.
Paolo Sandini
Stardue srl
1- Stardue, che distribuisce il marchio in Europa, deve tenere conto della situazione attuale di mercato e proporre biciclette dal rapporto qualità/prezzo interessante e con un target che definiamo "vendibile". Per tutti gli agonisti, questo modello viene offerto anche come kit telaio, permettendo al consumatore finale di decidere in base al budget che ha a disposizione un assemblaggio migliorativo sia dei componenti, che per diretta conseguenza, di peso e prestazioni del mezzo. Partendo da unottima base qual è questo telaio full 29", l'acquirente può decidere di superare tranquillamente il costo della bici di serie, che viene offerta in tre assemblaggi standard. Lup-grade viene richiesto normalmente dagli atleti che intendono gareggiare, che tramite il proprio punto vendita e nostri partner, ci ordinano versioni speciali dei modelli (non solo del Crossfire).
2- La versione a catalogo della bici è equipaggiata con ruote DT X- 1600 e coperture tubeless ready RITCHEY (vedere l'area features nel sito), componenti che trovano positivo riscontro anche nelle vostre considerazioni nel test, e che probabilmente andavano citati nell'articolo.
3- Questo modello di bici è in commercio dallo scorso settembre, sia nella versione Team che Race. In tutto questo tempo non abbiamo avuto nessuna lamentela riguardo a questioni di natura idraulica su questo modello di forcella. Pensiamo piuttosto che il problema possa essere derivato dai numerosi test eseguiti sulla stessa bicicletta e dai conseguenti KM in scatola che ha dovuto sopportare, e di questo ci scusiamo con il giornalista.
Ci scusiamo anche perchè il telaio utilizzato per questa bici test, è un primissimo prototipo che non aveva ancora il passaggio catena definitivo. (In allegato foto passaggio catena su telaio in commercio). Il problema evidentemente era già stato notato dai tester della casa madre che hanno apportato la modifica. Questo telaio è effettivamente stato tenuto da noi come pezzo da maltrattare in quanto non destinato alla vendita.
Cordiali saluti.
Paolo Sandini
Stardue srl
"Come accennato in precedenza, la componentistica della bici testata, salvo che per ruote e freni, è quella montata sui modelli di punta, la versione Team e la versione Race.
Nel dettaglio monta ....
...e ruote DTswiss M 1800 All mountain 29, tubeless con quick release Dt Swiss RWS (99gr.) dal peso rilevato, pari a 940 gr. lanteriore e 1055 gr. il posteriore., cui vanno aggiunti i dischi (peso rilevato gr. 104 luno), il pacco pignoni 11-36 (peso dichiarato 451 gr.) copertoni Maxxis Crossmark 2.1. per camera (peso rilevato 623 gr.) e camere daria (peso rilevato 214 gr.) per un totale solo sulle ruote di kg. 4,328 (1,881+2,447).
..."
2- La versione a catalogo della bici è equipaggiata con ruote DT X- 1600 e coperture tubeless ready RITCHEY (vedere l'area features nel sito), componenti che trovano positivo riscontro anche nelle vostre considerazioni nel test, e che probabilmente andavano citati nell'articolo.
...
dato che mi sembra di capire che l'allestimento da catalogo sia "migliore", credo sarebbe stato preferibile, anche per motivi di ritorno commerciale, sacrificare un esemplare top di gamma piuttosto che fornire un prototipo (poi migliorato ad esempio nella forma del carro) tenuto come pezzo da maltrattare
Ci scusiamo anche perchè il telaio utilizzato per questa bici test, è un primissimo prototipo che non aveva ancora il passaggio catena definitivo. (In allegato foto passaggio catena su telaio in commercio). Il problema evidentemente era già stato notato dai tester della casa madre che hanno apportato la modifica. Questo telaio è effettivamente stato tenuto da noi come pezzo da maltrattare in quanto non destinato alla vendita.
Cordiali saluti.
Paolo Sandini
Stardue srl
Samuelgol, il tester, ti risponderà a breve.
Io però sarei molto curioso di leggere i test precedenti al nostro, sopratutto in merito al passaggio catena. Potresti citare le riviste che hanno testato la bici prima di noi?
1- Stardue, che distribuisce il marchio in Europa, deve tenere conto della situazione attuale di mercato e proporre biciclette dal rapporto qualità/prezzo interessante e con un target che definiamo "vendibile". Per tutti gli agonisti, questo modello viene offerto anche come kit telaio, permettendo al consumatore finale di decidere in base al budget che ha a disposizione un assemblaggio migliorativo sia dei componenti, che per diretta conseguenza, di peso e prestazioni del mezzo. Partendo da un’ottima base qual è questo telaio full 29", l'acquirente può decidere di superare tranquillamente il costo della bici di serie, che viene offerta in tre assemblaggi standard. L’up-grade viene richiesto normalmente dagli atleti che intendono gareggiare, che tramite il proprio punto vendita e nostri partner, ci ordinano versioni speciali dei modelli (non solo del Crossfire).
2- La versione a catalogo della bici è equipaggiata con ruote DT X- 1600 e coperture tubeless ready RITCHEY (vedere l'area features nel sito), componenti che trovano positivo riscontro anche nelle vostre considerazioni nel test, e che probabilmente andavano citati nell'articolo.
3- Questo modello di bici è in commercio dallo scorso settembre, sia nella versione Team che Race. In tutto questo tempo non abbiamo avuto nessuna lamentela riguardo a questioni di natura idraulica su questo modello di forcella. Pensiamo piuttosto che il problema possa essere derivato dai numerosi test eseguiti sulla stessa bicicletta e dai conseguenti KM in scatola che ha dovuto sopportare, e di questo ci scusiamo con il giornalista.
Ci scusiamo anche perchè il telaio utilizzato per questa bici test, è un primissimo prototipo che non aveva ancora il passaggio catena definitivo. (In allegato foto passaggio catena su telaio in commercio). Il problema evidentemente era già stato notato dai tester della casa madre che hanno apportato la modifica. Questo telaio è effettivamente stato tenuto da noi come pezzo da “maltrattare” in quanto non destinato alla vendita.
Cordiali saluti.
Paolo Sandini
Stardue srl
- innanzitutto perchè un confronto in tempo reale è sempre costruttivo;
- poi perchè dà modo di dimostrare a quei pochi che ancora nutrissero qualche dubbio, che i nostri test non sono concordati, ma indipendenti e che la nostra unica interfaccia sono i lettori cui cerchiamo di dare un servizio veritiero;
- infine perchè sostanzialmente conferma quanto scritto nel test.
Infatti, per rispondere analiticamente alle vostre considerazioni,
in ordine al punto 1 confermate che la bici così come ci è stata inviata, non appare idonea alle gare, tanto che gli atleti che intendono gareggiare ne chiedono versioni customizzate;
in ordine al punto 2 confermate che l'allestimento della bici test non è standard. Ciò, nel test, è stato evidenziato chiaramente, tanto che son stati messi sia i nomi dei modelli standard che, per comodità dei lettori, i link ai montaggi standard sia della versione Race che della versione Team e in fondo al report ne sono stati indicati anche i prezzi. Fra l'altro evidenziate nel vostro intervento proprio ruote e copertoni come diversi dalla bici test, confermando di fatto che le perplessità emerse circa il pacchetto ruote/copertoni è ben motivato; del resto io quelle ho provato e non quelle che avrebbe montato una bici standard;
in ordine al punto 3, a fronte di un funzionamento anomalo della forcella è stato dettagliatamente spiegato, che potrebbe non essere un malfunzionamento del componente in questione, quindi nulla di addebitabile al fornitore della bici (cioè voi), ma una scelta della Fox. E' stata , infatti, indicata (e linkata) in proposito nel test, una discussione su questo forum ove si discuteva della questione, senza che tuttavia sia emersa una verità, essendovi versioni contrastanti tra meccanici vari, utilizzatori e versioni più o meno ufficiali di Fox stessa, raccolte dal direttore che è stato in Vittoria per un meeting sul servizio di assistenza delle predette forcelle.
in ordine, infine, al fatto che trattasi di un telaio prototipo quello inviato come test e che il problema del passaggio radente della corona al fodero è stato risolto con una modifica costruttiva (cosa mica da poco, si vede che il problema era ben grave), non fa che dimostrare che le perplessità evidenziate erano ben motivate, tanto che, a vostro dire, anche i tester della casa madre (immagino gente di professione pagata per fare quello), avevano evidenziato il medesimo problema.
D'altro canto, i test sul campo servono ad evidenziare proprio tutte le criticità emerse dall'uso della bici sul campo. Non è compito di un tester prendere un catalogo, leggere i componenti di vendita e sulla base di quelli dire se è una buona bici o meno. Un tester, riceve la bici, chiude gli occhi per non guardare i componenti (in senso figurato, ovvio), ci sale sopra e ci pedala. Vede come va, che sensazioni gli trasmette e sulla base di quelle poi scrive. Ovvio, che i componenti si guardano anche prima, la forcella, l'ammortizzatore, i copertoni, la posizione sella e tutto il resto si settano e controllano prima. Ma personalmente, non dirò mai come va una bici da catalogo. Io dico come va, secondo la mia opinione, la bici che pedalo, altrimenti sarebbe come chiedere ad un pilota che guida un VW Golf, come andrebbe se fosse una Ferrari.
Un'ultima considerazione, e mi collego a quanto ha scritto @tostarello:
penso anche io che sarebbe stato preferibile, avendolo a disposizione, utilizzare un allestimento più performante. Il test, che pur non ha evidenziato solo lati negativi e che, come scritto nel test ha lasciato in sospeso il giudizio su quanto è di strettamente vostro, cioè il telaio, evidenziando, semmai, criticità nell'allestimento, avrebbe certamente avuto un esito ancor migliore, con un miglior ritorno commerciale. Se ad un appuntamento di lavoro importante, invece che in giacca e cravatta ci si va in jeans e camicia, è poi inutile dire che però a casa si aveva il completo di Valentino ben riposto nell'armadio. Imho ovviamente e senza voler giudicare, le legittime e rispettabili scelte commerciali altrui.
Rimango curioso anche io come @marco, circa l'esito dei precedenti test, che certamente non avrei letto a priori per non esserne influenzato, ma che a posteriori possonon essere utili per un confronto.
Saluti.
Andrea.
Certo, non è una caratteristica della bici, ma del produttore della forcella.
Certo, non è una caratteristica della bici, ma del produttore della forcella.