sti cani ma soprattutto sti padroni

mirkomen77

Biker serius
17/6/15
106
20
Il mio intervento era piú di carattere generale che legato all'esempio riportato.
Ho massimo rispetto per chi in alta montagna ci va per lavorare e non per svago, peró alcune volte lo stesso rispetto non lo ritrovo da chi gestisce queste situazioni comportandosi come se avesse diritti speciali su pascoli e sentieri. Non poche volte gli animali da accudire vengono lasciati soli con i cani da guardia, senza presidio umano. Vallo a spiegare ai cani che vuoi solo passare sul sentiero, tenendoti comunque a grande distanza da pecore e mucche.
Se il sentiero e' pubblico hai tutto il diritto di essere li, a piedi o in bici.
 

 

g.f.

Biker superioris
28/1/18
955
131
Pinerolo
Bike
Yt Jeffsy Al 2018 29"
Se il sentiero e' pubblico hai tutto il diritto di essere li, a piedi o in bici.
Infatti, secondo me il problema della convivenza tra pastori ed escursionisti sarebbe di semplice risoluzione se si definissero in modo univoco i limiti e confini di pertinenza.
Chi lavora con gli animali al pascolo deve avere i suoi territori dedicati e lavorare indisturbato, magari impedendo l'accesso a determinate zone o sentieri in un dato periodo dell'anno (la stagione degli alpeggi)agli escursionisti. Di contro, nelle zone lasciate libere al turismo o alle attivitá sportive/ricreative, non deve esserci possibilitá di trovare cani da pastore vaganti indisturbati e senza controllo.
In molte zone anche il turismo/cicloturismo è una risorsa; la si dovrebbe valorizzare da per tutto nel rispetto di altre categorie di lavori, ma il rispetto deve essere reciproco.
 

francescoMTB1

Biker fantasticus
6/1/08
14.140
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Una casetta di Legno nel Bosco
Bike
Specialized
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g.f.

Biker superioris
28/1/18
955
131
Pinerolo
Bike
Yt Jeffsy Al 2018 29"
Non e' molto ma ci si inizia a capire gia' qualche cosa...
Grazie per l'articolo.
Se attraverso un gregge custodito da cani (personalmente mai fatto)i problemi me li vado quasi a cercare e l'aggressione dei cani non è giustificata ma “comprensibile” , stanno facendo il loro lavoro.
Quello che invece non accetto è il venire inseguito o avvicinato dai cani quando sono su una mulattiera o sentiero di uso pubblico e ben lontano dagli animali custoditi. Il cane si allontana dal suo luogo di lavoro (lasciando gli animali potenzialmente esposti a predatori)per venire a ringhiare o aggredire i passanti. Questi sono comportamenti da sanzionare, anche perchè il cane evidentemente non è idoneo al ruolo di guardia gregge e viene usato solo per intimidire e affermare un controllo del territorio
 

Maiella

Biker serius
3/2/15
208
59
Maiella/Abruzzo
Bike
Black Forest Pro/Whistler Pro by Focus
Infatti, secondo me il problema della convivenza tra pastori ed escursionisti sarebbe di semplice risoluzione se si definissero in modo univoco i limiti e confini di pertinenza.
Chi lavora con gli animali al pascolo deve avere i suoi territori dedicati e lavorare indisturbato, magari impedendo l'accesso a determinate zone o sentieri in un dato periodo dell'anno (la stagione degli alpeggi)agli escursionisti. Di contro, nelle zone lasciate libere al turismo o alle attivitá sportive/ricreative, non deve esserci possibilitá di trovare cani da pastore vaganti indisturbati e senza controllo.
In molte zone anche il turismo/cicloturismo è una risorsa; la si dovrebbe valorizzare da per tutto nel rispetto di altre categorie di lavori, ma il rispetto deve essere reciproco.
Un ragionamento perfetto e che condivido. Mi permetto di aggiungere, però, come anche i pastori rappresentano una lobby mascherata dalla millenaria tradizione che hanno alle spalle e dalla durezza di un mestiere avaro di soddisfazioni economiche e, infine, dall'inizio della scomparsa progressiva del bagaglio culturale che li riguarda. Ma siamo sicuri che le cose stanno proprio in questo modo, o si tende ad enfatizzare più del dovuto la figura del "pecoraio"? Dove abito è accaduto che il Parco della Maiella ha dovuto deviare un suo sentiero ufficiale dopo un braccio di ferro che ha visto prevalere le ragioni dei pastori, sostenuti dagli amministratori locali. Anche i danni provocati dal calpestio sul paesaggio delle capanne a secco viene taciuto. Di recente sulla zona in questione sono stati disegnati dei trail da "Abruzzo Gravity" e non è il massimo fermarsi per dei cani nel bel mezzo di una discesa. Tante proteste ma di regole per favorire la convivenza tra tutti gli utenti della montagna nenanche l'ombra.
 

cesare RBO

Biker velocissimus
8/7/08
2.339
1.234
cagliari
Grazie per l'articolo.
Se attraverso un gregge custodito da cani (personalmente mai fatto)i problemi me li vado quasi a cercare e l'aggressione dei cani non è giustificata ma “comprensibile” , stanno facendo il loro lavoro.
Quello che invece non accetto è il venire inseguito o avvicinato dai cani quando sono su una mulattiera o sentiero di uso pubblico e ben lontano dagli animali custoditi. Il cane si allontana dal suo luogo di lavoro (lasciando gli animali potenzialmente esposti a predatori)per venire a ringhiare o aggredire i passanti. Questi sono comportamenti da sanzionare, anche perchè il cane evidentemente non è idoneo al ruolo di guardia gregge e viene usato solo per intimidire e affermare un controllo del territorio
intimidazione e controllo del territorio sono l'essenza stessa del lavoro di un cane da pastore... come pure di chiunque faccia security di un certo tipo se vogliamo dirla tutta, anche perché predatori da cui difendere il gregge non è che se ne vedano molti quindi il tutto si riduce a poco più di una messa in scena... di trovarmi in mezzo al gregge m'è successo qualche volta (guarda dove vivo ;-)) e sono sempre rimasto colpito dalla "professionalità" dei cani che ti bloccano in un angolo, ti controllano e isolano dal gregge e poi ti "scortano" a distanza di sicurezza... tanto abbaiare ma nemmeno si azzardano a mordere (e vorrei vedere).
Tra fare bau bau e aggredire c'è ne passa (e per fortuna santo cielo!) che poi uno possa (leggittimamente) avere paura e scambiare una cosa per l'altra è un altro discorso, sulla componente irrazionale abbiamo parlato più e più volte in questa discussione.
La vera questione per noi biker e ciclisi è semmai per quale diamine di motivo un tizio in bici gli scatena qualcosa nel profondo, di puramente istintuale (e vale per il cane da pastore come per quello d'appartamento della grande città) che li spinge a considerarti un bersaglio, una via di mezzo tra una cosa curiosa da acchiappare ed un gioco serio nel quale lanciarsi... una variante canina dell'acchiapparella solo che non avendo le mani l'unica "presa" che hanno è con la bocca ed in velocità e pedalando è facile far male. Per fortuna la "presa" (per quanto non seria*) è cosa assai rara (ma assai) ed in queste dinamiche una parte preponderante ce l'ha proprio il comportamento umano ed infatti per disinnescare tutto sto tran tran non è che ci voglia molto (e di sicuro non urla, bastoni, scacciacani, spray vari etc), anzi...
I cani da pastore hanno comportamenti standardizzati (dati dall'ambiente e dal ruolo) e antichi, di facile ed immediata lettura come è altrettanto facile disinnescare quei comportamenti e quegli atteggiamenti...
è infatti molto più pericoloso il cagnotto al guinzaglio (o senza) a bordo ciclabile o al parco (col padrone che conversa amabilmente) che resta immobile fino all'ultimo secondo e poi scatta venendoti addosso... caso comunissimo e che spesso causa, tra spavento improvviso e contatto, la caduta rovinosa... e a proposito di cadute: s'è fatta male molta (ma molta) più gente cercando scompostamente (si chiama panico) di scappare dal cane pastore che per qualche danno causato dal cane stesso... e scappare** per un cane è un invito a nozze, come la pallina per il gatto... e piccolo particolare degno di nota: come mai dopo la caduta i cani non hanno sbranato il malcapitato? Eppure era lì alla loro mercé... nessuno che se lo chieda? No perché la risposta è facile facile e mina alla base tutto il ragionamento imperniato sulla fantomatica "aggressione";-)
Poi possiamo stare qui a raccontarci storie e cercare soluzioni improponibili (parlo delle zone rurali e naturali ovviamente, al parco la soluzione è il guinzaglio/museruola ed il controllo da parte del padrone) in aree dove le greggi si spostano quotidianamente per chilometri attraversando terreni demaniali, privati, strade poderali, comunali etc etc
Capisco molto bene che uno esce per rilassarsi e fare un'attivita ludico/sportiva e non vuole avere rompimenti di palle (di qualunque tipo e natura) ma fuori dai confini domestici c'è anche il resto del mondo e con quello siamo chiamati (ci piaccia o meno) a fare i conti e meglio impariamo a farceli e ad interagire meno rompimenti di maroni avremo e più spensierati potremo essere.
Ci piace tanto considerarci esseri superiori ma quando poi c'è da dimostrarla sta supposta superiorità (in questo come in innummerevoli altri casi, s'intende) tutti i nodi vengono impietosamente al pettine...

PS: come già detto in passato mi dispiace veramente moltissimo non potervi (per questioni puramente geografiche) accompagnare nelle uscite per farvi vedere, osservare e toccare con mano la veridicità (molto concreta, terra terra...) di quanto detto in tanti interventi...

* non seria nel senso che se volesse davvero mordere per far male, per aggredire, l'atteggiamento, il comportamento e le conseguenze sarebbero ben altre.
** scappano solo due categorie: i colpevoli e le prede... in ambo i casi confermi e rafforzi i suoi propositi... eppure il ciclista non sarebbe né l'uno ne l'altro, quindi perché comportarsi come tali?
 

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