Primo: quoto Dan quando dice che, visto cha abbiamo fatto interventi strutturali per lo sci, tanto vale che li sfruttiamo pure per le bici.Premessa tutto quello che scrivo è un mio modestissimo parere su cui potete essere d'accordo o meno ma prima di "sparare" (sul pianista) riflettete
Non sono d'accordo su quello che dici, l'uomo ha sfruttato la montagna per secoli senza danneggiarla e la bici non danneggia la montagna più di un escursionista o di un gregge di pecore. Le cose importanti sono altre la prima l'EDUCAZIONE sapere cosa fare e cosa non fare sui pendii, sapere che se taglio in verticale un pendio lo erodo in maniera drammatica se seguo il sentiero, che ha portato per secoli l'uomo in montagna, non faccio grandi danni. La seconda è l'AUTOREGOLAMENTAZIONE devo essere in grado di capire se il mio comportamento arreca danno o meno
Quello che segue scatenerà un putiferio ma è quello che penso, profondamente, da utente/amante della montagna "scarso" ma ormai a 360°, da mountainbiker della prima ora (quella del cinelli rampikino che non mi potevo permettere e quindi avevo un'Atala)
NON VOGLIO FINIRE DEI BIKE PARK
Non mi frega nulla dei bike park ma quello è freeride? allora non me ne frega nulla del freeride io voglio andare per montagne voglio affrontare discese lunghe difficoltose voglio perdermi voglio poter salire con le mie gambe o con gli impianti se possono ridurre la mia fatica ma non voglio che la bici diventi come lo sci da discesa... Devo essere onesto quando ho sentito la prima volta il termine freeride non riuscivo a distingure questo dalla mountain bike degli albori quella pioeristica dove ti buttavi giù con dei cancelli improponibili... ma dove veramente guidavi libero vestito in modo improponibile a differenza degli stradisti tutti "fighetti" con le loro Colnago De Rosa e c. con le tutine in lycra come i campioni dell'epoca e se avevi una colnago dovevi avere tutto abbinato e se il tuo campione cambiava sponsor tutti a comprare le nuove divise... la mountain bike no vestivi come capitava... c'era gente con gli scarponi in pelle da escursionismo, improponibili pedule, scarpe da tennis... poi la mountain bike scivolò sempre più verso la strada... perdendo la libertà finendo "impacchettata" nelle maglie di Paola Pezzo e c., poi è arrivato il freeride ecco una vecchia idea con un nome nuovo... di nuovo lo spirito dei grandi pionieri fisher cunnicham ritchey brezee e c.... e oggi anche il freeride finisce nelle maglie di redbull ci convincono che il bike park è la nostra libertà no il bike park è semplicemente una prigione bella ma sempre prigione è... ricordo quando vedevo i primi snowboarder vestiti in modo diverso da tutti gli sciatori su pista loro erano "liberi" di fare quello che volevano e non il superscodinsolo... li vedi ora sono più uniformati degli sciatori... il 90% derapa su piste battute che nulla hanno a che vedere con lo snow il 5% salta negli snowpark e forse del restante 5% una parte è al bar l'altra è su neve fresca dove scivola libero... poi le gare di freeride sono la negazione del termine.
Poi ben vengano i bikepark ma non possono essere l'unica cosa non possono essere la nostra prigione...
La Mountain bike chi chiama così perchè deve andare in montagna e non nei recinti... altrimenti faremo la fine dello sci che se esci due metri dal limite ti multano...
Ciao Gianluca
PS scusate la lunghezza e la scrittura di getto.
Secondo: non capisco tutto questo discorso sul fatto che il FR debba rimanere uno sport "di nicchia". se non ce ne siamo accorti lo conoscono già qualche altro milione di persone nel mondo, e ci sono aziende che fatturano milioni di dollari l'anno in bici, attrezzatura e quant'altro; adesso, se voi me la chiamate nicchia.....ricordiamoci che - ammesso e non concesso che lo sia - lo è solo da noi. E poi mi sembra che stiamo difendendo il sacro Graal, non è che siamo una setta di eletti, siamo solo gente che è venuta a contatto con uno sport meno noto (in Italia) di altri, niente di più e niente di meno.
Io credo che un bike park sia una cosa utile per vari motivi, tra cui:
1) è comodo per le risalite
2) (si spera) è organizzato e manutenuto
3) (sempre si spera) ha delle strutture di sicurezza (questo a dire il vero da noi manco tanto, ma in teoria...), che non sempre vedo presenti in strutture "fai da te".
4) permette di far girare economia, il che, al livello di nazione, non è male.
5) è (o dovrebbe essere) fatto da gente che sa fare un sentiero ed allo stesso tempo avere cura della montagna, e non sono sicuro che tutti i freeriders dell'ultim'ora siano in grado di tener conto delle due cose.
questo, solo per dirne alcuni.
Questo, ovviamente, non implica che tu non possa continuare a salire con le tue gambe o a perderti per le montagne (quelle, per fortuna, non ci mancano), ma io preferirei poter scegliere se andare a spalarmi la montagna dietro casa per farmi il sentiero come dico io, oppure scegliere semplicemente di allenarmi e farmi 15 discese in un giorno perchè ho un ca--o di impianto di risalita che non mi obbliga a farmela nel furgone (che - per altro - inquina più della seggiovia, che è elettrica) o a piedi.