Rigiro la prospettiva ...e la domanda. Perchè uno deve pubblicare? Per un vantaggio nella propria attività lavorativa? Per esibizionismo? Per vanagloria? Per proselitismo? Per accondiscendenza o per provocazione?
Quando sento il bisogno di ricordare un amico che non c'è più, lo faccio nel mio privato. Su un monte, davanti ad una tomba, in bici, in chiesa o nel mio letto prima di addormentarmi. Al massimo, davanti ad una birra, con pochi intimi che possono condividere la mancanza e sorridere di un ricordo. Non mi serve un palcoscenico.
Se, al contrario, ci vuoi salire a tutti i costi su quel palco, il più grande che esista, metti almeno in conto anche qualche uovo marcio da chi lo spettacolo non lo capisce o gradisce.
Se non si pubblicasse (talvolta a sproposito) di tutto sui social, non ci sarebbero commenti idioti e neppure, forse, algoritmi perversi.