Andiamo in cerca di refrigerio sulle cime più alte del nostro Appennino percorrendo scorrevoli sentieri in fresche faggete e ariosi trail al cospetto di pareti strapiombanti.
L'escursione si snoda esclusivamente su single track a quote comprese tra i 1250 mt ed i 1800 e dobbiamo terminarla entro il primo pomeriggio in quanto sono previsti temporali.
Dopo un breve tratto di asfalto sino al Passo dello Zovallo, confine tra le province di Piacenza e Parma, iniziamo a salire su bel sentiero sino a raggiungere la conca glaciale del Lago Nero a 1540 mt.
Dal Lago ora sezione mista spintage/portage per raggiungere la Costazza e poi ancora su sino alla cime del Monte Bue a 1775 mt.
Breve discesa sulla pista da sci
ammirando le fioriture del giglio martagone
Arriviamo sul Monte Maggiorasca che con i suoi 1805 mt di altezza segna il confine tra le province di Parma e di Genova.
E' un susseguirsi di grigie rocce strapiombanti e verdi distese di boschi
catene di monti sino al Mar Ligure
Perdiamo leggermente quota
per risalire sulla cima del Monte Croce di Martincano a 1724 mt
Un'altra cima minore e poco conosciuta ma molto panoramica è il Monte Picchetto a 1784 mt dove, per arrivare in cima, occorre seguire una breve e poco battuta traccia segnata da bolli gialli sugli alberi.
veduta sul Monte Maggiorasca da dove siamo appena scesi
Dietro a Paolino le rocce del Groppo Rosso che raggiungeremo a breve
Prima però un passaggio alla panoramica Rocca del Prete è d'obbligo
Facciamo rifornimento idrico alla fonte di Prato Cipolla
percorrendo sempre semplici e freschi sentieri
sino ai 1594 mt del Groppo Rosso
Nel frattempo il meteo sta cambiando, raggiungiamo anche i 1683 mt del Monte Roncalla
e, passando sul bel trail di Fontana Gelata, terminiamo il giro.
L'escursione si è svolta in una delle zone più belle dell'Appennino Ligure che come al solito ci ha procurato una discreta arsura prontamente placata.
Esiste già sul TC un itinerario simile che percorre gran parte dell'escursione.
bella e pesante escursione "pedestre" con annessa anche via ferrata sino a raggiungere i 2624 mt di altezza della vetta della Cima d'AutaOrientale nel Gruppo della Marmolada.
Sono previsti i soliti temporali pomeridiani e per questo motivo partiamo di buon ora e con buon passo dalla località Colmean, nel comune di Canale d'Agordo al fine di evitarli.
......non è bello trovarsi tra i fulmini a queste quote nelle vicinanze del cavo della via ferrata.
Ci leviamo in 2:30 ore i 1200 mt di dislivello, prima nel bosco e poi su ghiaione dove si possono ammirare le due piramidi delle Cime d'Auta; la nostra, su cui saliremo, è quella a destra.
Finalmente l'inizio della Via Ferrata
non è una Via Ferrata difficile ad eccezione del camino che Ila affronta nella foto sotto
l'ambiente è selvaggio
sotto lo sguardo di attenti spettatori
Oltrepassiamo la Forcella Medil dove puntiamo decisi verso la Cima d'Auta orientale
...piacevoli incontri
...."e questa qui cosa vuole??"
ultimi tratti prima della vetta
siamo in cima, dietro di noi l'imponente parete sud della Marmolada
un gracchio alpino ci fa compagnia
Croce di vetta
continuiamo il lungo anello alternando tratti attrezzati a tratti più tranquilli mentre in lontananza iniziamo a sentire i primi tuoni.
...ci vorrebbero le bici
sotto Il Lach dei Negher in sofferenza
Su ripidi sentieri e mulattiere concludiamo la lunga escursione di quasi 14 km e di 1662 mt di dislivello senza prendere una goccia d'acqua.
Tutta la mattina che piove con i siti meteo che prevedono aperture nel pomeriggio.
Con queste condizioni decidiamo per un giro pomeridiano tranquillo lasciando a casa protezioni e mentoniere.
L'escursione ci permetterà di visitare antichi borghi con i caratteristici tabià, antiche abitazioni ladine percorrendo rilassanti sentieri.
Partiamo dalla nostra base di Caviola e su ciclabile raggiungiamo Falcade.
Si alternano tratti asfaltati a sentieri ben tenuti che collegano i vari borghi.
L'abitato di Somor
il bel sentiero delle Coste
Percorriamo il Sentiero Glaciologico con una breve A/R sino alle Cascate Barezze
Di fronte il Monte Pope
passaggio in freschi boschi
e su assolate sterrate
Passiamo in diversi nuclei abitati: Valt, Sappade, Colmean, Feder, Cogul, Pianezze, Vallate, Roi, Cencenighe
uno più bello dell'altro
anche il Civetta si toglie il cappello di nuvole
Percorriamo in discesa il Percorso Tematico "Dolomites Rock Miniatures" dove troviamo sculture di pietra che riproducono le principali bellezze dolomitiche.
Qui corono anche il sogno di salire sulla Cima Grande delle Tre Cime di Lavaredo
Un caratteristico sottopassaggio
a cosa servirà la passerella lungo la casa sulla sinistra nella prossima casa?
Ila dice per far salire il gatto
Rientrando a casa immortaliamo prima il Civetta con i colori del tramonto
e poi le Cime d'Auta raggiunte qualche giorno fa seguendo la Via Ferrata.
Purtroppo dopo la galleria di Cencenighe dobbiamo affrontare un tratto di strada asfaltata in quando l'accesso alla ciclabile è bloccato per la costruzione di un ponte.
Rientriamo alla base dopo 38 km e 1500 mt di dislivello fattibili con front e credo anche con gravel.
Ricorderemo l'affabilità dei locals, sempre pronti a scambiare 4 chiacchiere e soprattutto a brindare con due arzilli pensionati!!
Prima escursione cicloalpinistica nelle Dolomiti Bellunesi alla conquista della Cima Juribrutto a 2697 mt.
Io e Ila inizialmente siamo parecchio titubanti sull'affrontare questa escursione in quanto in rete non si trova nulla ad eccezione di una traccia caricata nella vecchia sezione degli itinerari qui sul forum https://itinerari.mtb-mag.com/tours/view/21775
La traccia è del Lazza@lazzadielle, e questo è un motivo che aumenta le nostre preoccupazioni in merito alla fattibilità dell'escursione da parte di due pensionati.
Anche i commenti all'itinerario non fanno altro che aumentare i nostri dubbi.
...ma se il Lazza ha impiegato 8/9 ore per percorrere 45 km per 2500 mt di dislivello a fine settembre di 5 anni fa, vuoi non farcela ad inizio luglio con le giornate più lunghe?
Così con calma partiamo dalla nostra Caviola con destinazione Impianti di risalita di Molino sopra a Falcade dove prima una cabinovia "sauna" e poi una fresca seggiovia ci fanno risparmiare circa 800 mt di dislivello al modica cifra di 12 euro a testa (bici compresa).
Saranno i 12 euro miglior spesi!!!
Scaricate le bici inizia l'escursione.
Subito belle vedute sul Gruppo del Focobon con i suoi Campanili e sul Mulaz
bella veduta anche sul Lago Cavia
ha smesso di piovere da qualche ora ma il fondo non ne risente
salendo su rampe impegnative con veduta sulle Cime d'Auta, oggetto della Via Ferrata Paolin Piccolin percorsa qualche giorno fa
Arriviamo a Col Margherita dove finisce la sterrata ed inizia il Troi de la Mariota un trail up and down dove è un continuo salire e scendere dalle bici
Davanti a me, nella prossima foto, la nostra prima meta: Cima Gereburt o Cima Juribrutto.
Arriviamo alla Forcella Vallazza a 2518 mt
Ora ci sono circa 180 mt di dislivello di passione vera dove capisco perchè, Lazza a parte, non si trova nulla in rete
Prima di arrivare in cima si trovano i resti di trincee, camminamenti e postazioni della Prima Guerra Mondiale dove si affrontarono le truppe italiane e austro-ungariche
in cima
su le protezioni ed iniziamo a scendere; inizialmente sembra tutto troppo semplice ma poi la musica cambia.
Scendiamo sulle placche
non è semplice ma poi sarà anche peggio e per la maggior parte dei tratti dovremo scendere con bici al fianco sino al Passo Juribrutto.
Dal Passo la situazione migliora leggermente ma ci sono ancora tratti di portage per la presenza di grossi massi
Ora, dopo aver sbagliato sentiero ed essere risaliti, affrontiamo uno stretto e caratteristico trail che passa proprio sotto le pareti verticali
Finalmente si sale in sella non prima di esserci riposati al Col de la Palue
giù per il bel sentiero 628 che ben presto si trasforma in una impegnativa mulattiera sino al Passo San Pellegrino
Dal Passo prendiamo la rilassante sterrata che porta al Rifugio Fuciade
Sono le quattro del pomeriggio e la traccia del Lazza prevede un'ulteriore risalita verso Cima Cadine descrivendo la salita con "rattoni mortali".
Sguardo di intesa con Ila e si va!!
La prima parte è anche discretamente pedalabile
si alternano anche lunghi tratti a spinta a cui non facciamo caso in quanto rapiti dalla bellezza del luogo
trail alpino
All'arrivo del sentiero proveniente dalla Forca Rossa iniziamo a scendere
tra numerosi branchi di cavalli al pascolo
con puledri curiosi
finalmente un po' di flow
perdiamo quota su sentieri da cartolina sino ad intercettare una lunga mulattiera bruciafreni che ci deposita a Valt.
Rientriamo a casa alle 20 dopo circa 11 ore di escursione e per fortuna ci siamo tolti 800 mt di dislivello con gli impianti!!!