Il problema di fondo riguardante le categorie e le definizioni, secondo me, nasce soprattutto dal fatto che tutte queste tipologie di bici, cioè ciclocross, gravel, trekking bike, cicloturismo per loro natura non hanno connotazioni estreme o caratteristiche per le quali possano essere destinate con rigore ad un'unico tipo di percorsi o gare o categoria; con una bici da corsa pura ci fai solo asfalto(e deve essere pure in buone condizioni); con una mtb ci fai sentieri e sull'asfalto fatichi non poco, soprattutto con i rapporti che ci sono oggi(vedi 1x11) che ti fanno frullare già a 30 orari, in alcuni casi; ci si va ma se devi usarla solo su asfalto è una spesa sbagliata.
Invece le categorie che ho elencato più sopra riescono benone un po' in tutti i percorsi, a parte quelli estremi: sull'asfalto ci vai tranquillamente a 30/35, senza faticare, sugli sterrati ci vai senza il patema di forare o rovinare il telaio in carbonio da 5000 euro, ci bazzichi pure qualche sentiero... ovviamente fai tutto senza fare le prestazioni delle colleghe specializzate per determinati percorsi ma è quello che ti aspetti. Un mio contatto di facebook è arrivato a capo nord e ritorno partendo dal Ravennate con una Marin Gestalt, caricandola come un mulo e facendo anche parecchi tratti sterrati, ma la usa anche per farci giri più cicloturistici o volate su strada a medie abbastanza alte. Per me ha preso una bici che potrebbe essere una gravel come una trekking o una cicloturismo... faccio fatica a classificarla. Tutte le trekking, le gravel, le ciclocross e le cicloturismo sono bici un po' tuttofare e questo ovviamente genera difficoltà nella categorizzazione.
Ma la vera questione è: abbiamo proprio bisogno di fissarci sulla categoria? O, forse abbiamo bisogno solo di pedalare e divertirci, possibilmente spendendo il giusto e faticando quanto basta senza esagerare? :-D A voi l'ardua sentenza.... :-D