Epic Trail MTB School Come gestire la paura in MTB

steve-U

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Romagnano park
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molto importante fermarsi lungo i percorsi e cercare cmq di fare un passaggio, solo così vedo che si porta a casa qualcosa che progressivamente ci fa migliorare. L'ideale sarebbe essere sempre ben protetti e con qualcuno che ti guida e/o pronto a prenderti...:-)

per me la cosa + difficile rimangono le parti in "volo" dove la paura può cambiare drasticamente il finale della manovra...

la MTB richiede tecnica e automatismi che solo con tanta, tanta pratica a cadenza ravvicinata si automatizza....purtroppo anche chiudere un passaggio tecnico se non si fa spesso trail tecnici difficilmente riesce a costruire una base migliore.
 

Robibz

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Una cosa che imparato dall'arrampicata, è che non bisogna mai sentirsi obbligati (per vari motivi, sfida con gli altri, sensazione di non migliorare, credersi scarsi, etc.) a fare dei passaggi nei quali non ci si sente sicuri. Non tutti siamo uguali, ad alcuni vengono meglio alcune cose, altre ad altri, l'importante è non darsi colpe se non si fanno certe cose. Quando scalavo avevo, a volte, una rabbia interna assurda per non aver avuto il coraggio di fare certi passaggi, da quando sono passato alla mtb ho migliorato tantissimo questo aspetto ed ora, se non ho il coraggio di fare una determinata cosa, lo accetto, sarà per un'altra occasione.
 

fear_factory84

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molto importante fermarsi lungo i percorsi e cercare cmq di fare un passaggio, solo così vedo che si porta a casa qualcosa che progressivamente ci fa migliorare. L'ideale sarebbe essere sempre ben protetti e con qualcuno che ti guida e/o pronto a prenderti...:-)
per fare quello che dici e' essenziale uscire in un gruppetto ristretto di gente ed evitare di portarsi appresso i soliti ansiosi/smaniosi che devono chiudere il trail in meno tempo possibile... oppure quelli che invece di aiutarti ti mettono ancora piu' ansia!
 

africatwin78

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per fare quello che dici e' essenziale uscire in un gruppetto ristretto di gente ed evitare di portarsi appresso i soliti ansiosi/smaniosi che devono chiudere il trail in meno tempo possibile... oppure quelli che invece di aiutarti ti mettono ancora piu' ansia!
sicuramente....io solo negli ultimi anni difronte ad un passaggio che non mi viene mi fermo e riprovo a farlo se non troppo oltre le mie possibilità e se non in condizioni rischiose ( tratti esposti ).
In questa direzione mi ha aiutato molto usare pedali flat che mi danno molta più sicurezza almeno a livello psicologico.
So di poter staccare il piede al volo ( nonostante abbia usato e continui ad usare pedali con attacco da tantissimi anni )
 

Badorx

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Una cosa che imparato dall'arrampicata, è che non bisogna mai sentirsi obbligati (per vari motivi, sfida con gli altri, sensazione di non migliorare, credersi scarsi, etc.) a fare dei passaggi nei quali non ci si sente sicuri. Non tutti siamo uguali, ad alcuni vengono meglio alcune cose, altre ad altri, l'importante è non darsi colpe se non si fanno certe cose. Quando scalavo avevo, a volte, una rabbia interna assurda per non aver avuto il coraggio di fare certi passaggi, da quando sono passato alla mtb ho migliorato tantissimo questo aspetto ed ora, se non ho il coraggio di fare una determinata cosa, lo accetto, sarà per un'altra occasione.
Io trovo invece una differenza sostanziale con l'arrampicata. In arrampicata non ho mai o quasi mai avuto paura di provare qualcosa, posso provare un passaggio di 7a e star tranquillo che al 99,9% la corda mi cullerà nella mia caduta anche di 5/6mt, vorrei poter dire lo stesso con i drop! :!:
 
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Io trovo invece una differenza sostanziale con l'arrampicata. In arrampicata non ho mai o quasi mai avuto paura di provare qualcosa, posso provare un passaggio di 7a e star tranquillo che al 99,9% la corda mi cullerà nella mia caduta anche di 5/6mt, vorrei poter dire lo stesso con i drop! :!:
Ho sempre avuto una paura boia a cadere, però stavo iniziando abituarmi e a lasciarmi andare, poi sfiga ha voluto che mi facessi male alla spalla cadendo, da quel momento in poi non sono più riuscito a sbloccarmi e, anzi, ho avuto un calo delle prestazioni assurdo, in più mi sono tornate le vertigini che mi erano quasi del tutto passate. Tutto questo in arrampicata sportiva, in alpinismo non ho mai avuto queste paura, sarà che andavo su cose facili, ma anche sui VI. al Garda, e su quasi tutti i V. in Dolomiti, avevo un approccio completamente diverso, molta meno paura.
In bici invece scendo e spingo se un passaggio non mi piace, poi magari risalgo e lo provo, non ho l'ansia che avevo nell'ultimo periodo dell'arrampicata sportiva.
 

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sicuramente....io solo negli ultimi anni difronte ad un passaggio che non mi viene mi fermo e riprovo a farlo se non troppo oltre le mie possibilità e se non in condizioni rischiose ( tratti esposti ).
In questa direzione mi ha aiutato molto usare pedali flat che mi danno molta più sicurezza almeno a livello psicologico.
So di poter staccare il piede al volo ( nonostante abbia usato e continui ad usare pedali con attacco da tantissimi anni )
siccome il mio target non sono di certo le prestazioni competitive in salita, flat e solo flat!
Che poi ti aiutano anche a non prendere posture sbagliate in discesa, perche' se metti i piedi male, te li perdi!
 
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Ho sempre avuto una paura boia a cadere, però stavo iniziando abituarmi e a lasciarmi andare, poi sfiga ha voluto che mi facessi male alla spalla cadendo, da quel momento in poi non sono più riuscito a sbloccarmi e, anzi, ho avuto un calo delle prestazioni assurdo, in più mi sono tornate le vertigini che mi erano quasi del tutto passate. Tutto questo in arrampicata sportiva, in alpinismo non ho mai avuto queste paura, sarà che andavo su cose facili, ma anche sui VI. al Garda, e su quasi tutti i V. in Dolomiti, avevo un approccio completamente diverso, molta meno paura.
In bici invece scendo e spingo se un passaggio non mi piace, poi magari risalgo e lo provo, non ho l'ansia che avevo nell'ultimo periodo dell'arrampicata sportiva.
L' arrampicata è sempre molto psicologica, cambia molto da persona a persona. Di sicuro però in arrampicata lasciarsi andare e non aver paura di cadere è una prerogativa importantissima per progredire. In bici è quasi il contrario, più simile all'alpinismo, non puoi provare tanto per, le conseguenze potrebbero essere molto serie.
Anche io quando non riesco a chiudere un passaggio in bici non mi faccio stressare dalla cosa, so già che magari vedendolo la seconda volta sarà diverso. Poi oh, certi anche alla decima non li ho chiusi, pazienza!
 
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emilia romagna
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mtb
bel video molto interessante.

trovo solo un po' pericoloso come viene spiegato il "punto di non ritorno" , che secondo me è un punto molto delicato dove è molto probabile farsi male in modo stupido.
cioè secondo me non è proprio saggio andare a "cercare" un punto preciso di "non ritorno", perché se lo scegli in modo sbagliato poi rischi veramente di fare un brutto volo

per quel che mi riguarda in passaggi ostici il punto di non ritorno è più una cosa mentale, nel senso che parto e anche 20 metri prima so già che il passaggio lo faccio , qualsiasi cosa succeda non mi fermo più, e secondo me è il modo più sicuro di procedere, altrimenti se non me la sento non lo faccio punto e basta, non è che arrivo lì e mi fermo in un certo punto.
Avrei paura di qualche corto circuito mentale per cui arrivo nel punto di non ritorno poi me la sento, allora vado avanti per farlo, poi però mi pento, allora provo a fermarmi e track ci si fa male.

spesso passaggio ostico = un ripido di qualche tipo , quindi volare giù da un punto di non ritorno è infinitamente più pericoloso di magari fare il passaggio ripido "male" e poi cadere, di solito ci si fa meno male , anche se non è una regola
 

Robibz

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L' arrampicata è sempre molto psicologica, cambia molto da persona a persona. Di sicuro però in arrampicata lasciarsi andare e non aver paura di cadere è una prerogativa importantissima per progredire. In bici è quasi il contrario, più simile all'alpinismo, non puoi provare tanto per, le conseguenze potrebbero essere molto serie.
Quoto, hai ragione al 100%

Anche io quando non riesco a chiudere un passaggio in bici non mi faccio stressare dalla cosa, so già che magari vedendolo la seconda volta sarà diverso. Poi oh, certi anche alla decima non li ho chiusi, pazienza!
E poi quando ti riescono godi come un riccio :mrgreen:
 
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africatwin78

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siccome il mio target non sono di certo le prestazioni competitive in salita, flat e solo flat!
Che poi ti aiutano anche a non prendere posture sbagliate in discesa, perche' se metti i piedi male, te li perdi!
qua andiamo OT però dopo 2 anni che uso i flat la differenza inziale anche in salita si è ridotta parecchio se non quasi annullata.
...e cmq... mettendo sulla bilancia i pro e contro e non facendo gare XC preferisco ormai per la MTB usare i flat...perchè posso ogni uscita provare passaggi o trick senza patemi ...

unica vera eccezione bike park, solo con attacchi
 
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Io trovo invece una differenza sostanziale con l'arrampicata. In arrampicata non ho mai o quasi mai avuto paura di provare qualcosa, posso provare un passaggio di 7a e star tranquillo che al 99,9% la corda mi cullerà nella mia caduta anche di 5/6mt, vorrei poter dire lo stesso con i drop! :!:
Idem, quando arrampicavo poche paturnie, ma se parliamo di arrampicata sportiva con spit e belle soste, già in alpinismo con chiodi marci o run out di 5/6 metri mi passava la voglia di cadere o di provare il passaggio.
In bici, sarà che sono anche più vecchio, che giro quasi sempre solo, sono un coniglio in sella...
 
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bel video molto interessante.

trovo solo un po' pericoloso come viene spiegato il "punto di non ritorno" , che secondo me è un punto molto delicato dove è molto probabile farsi male in modo stupido.
cioè secondo me non è proprio saggio andare a "cercare" un punto preciso di "non ritorno", perché se lo scegli in modo sbagliato poi rischi veramente di fare un brutto volo

per quel che mi riguarda in passaggi ostici il punto di non ritorno è più una cosa mentale, nel senso che parto e anche 20 metri prima so già che il passaggio lo faccio , qualsiasi cosa succeda non mi fermo più, e secondo me è il modo più sicuro di procedere, altrimenti se non me la sento non lo faccio punto e basta, non è che arrivo lì e mi fermo in un certo punto.
Avrei paura di qualche corto circuito mentale per cui arrivo nel punto di non ritorno poi me la sento, allora vado avanti per farlo, poi però mi pento, allora provo a fermarmi e track ci si fa male.

spesso passaggio ostico = un ripido di qualche tipo , quindi volare giù da un punto di non ritorno è infinitamente più pericoloso di magari fare il passaggio ripido "male" e poi cadere, di solito ci si fa meno male , anche se non è una regola
Io guardo tutte le settimane i friday fails e mi insegnano tante cose a riguardo! :smile: :mrgreen:
 
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Idem, quando arrampicavo poche paturnie, ma se parliamo di arrampicata sportiva con spit e belle soste, già in alpinismo con chiodi marci o run out di 5/6 metri mi passava la voglia di cadere o di provare il passaggio.
In bici, sarà che sono anche più vecchio, che giro quasi sempre solo, sono un coniglio in sella...
Si, l'alpinismo è più calzante come paragone, li a volte la corda non serve a non farsi male, ma solo a non dover scendere ai piedi della montagna a raccoglierti :!: ;-)
 
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