Questo mi sembra già sintomatico dello stato in cui versiamo,che ci sembri cioè un passo avanti portare i giovani in coppa cioè ci felicitiamo della novità,quando questo è una consuetudine da lunga data per le ferazioni straniere, cioè siamo talmente lontani in tutte le tecniche, chiamamole di "addestramento" ,che difficilmente riusciremo a riguadagnare il tempo perduto.
Cominciamo adesso a portarli in piste di BMX quando ormai gli altri ,dopo talmente tanti anni che la adoperano ,sono già oltre da considerarla obsoleta,non abbiamo un maestro valido che insegni la tecnica di guida ,non sfruttiamo le tecniche di altri sport ,come molte tecniche per i riflessi e visive dello sci e gli altri lo fanno,cineprese tratti cronometrati,tecniche psicologiche ,studi da parte di università ecc ,inesistenti e gli altri lo fanno
Di questo non è certo da dare la colpa al solo CT che, fra l'altro, deve dividersi fra BMX e DH, è tutto l'ambiente che andrebbe ricreato ex novo con tecniche moderne e soprattutto gente efficente e competente
Ora questo non sarebbe nulla se non avessimo anche i talenti ma li abbiamo,quello che dispiace è proprio questo, una generazione così, un periodo junior/giovani così, non era da bruciarsi così.
Alberto
Alberto,
Daccordissimo con Te....la mia era solo una onesta visione di quanto finalmente inizia ad essere fatto anche in Italia dalla federazione che anche se è poco (sono d'accordo) è comunque un passo avanti.......
Cosa che tra l'altro (è giusto dirlo) anche chi era incaricato prima di Antonio avrebbe fortemente voluto ma probabilmente al tempo non è stato messo in condizioni di farlo.
Come dici giustamente tu, quello dovrebbe essere il minimo perchè siamo dinuovo al punto che per ben che vada l'atleta, per tutti i sacrifici che fa si vede pagata la trasferta ma in tasca ( e penso a chi non ha la fortuna di una famiglia che lo può mantenere) non gli finisce una lira e mangiare bisogna pur mangiare!
In altre nazioni (Australia) la federazione supporta gli atleti più promettenti permettendo loro di passare il loro inverno in Europa o Stati Uniti potendo pensare solo ad andare in bici....
Per tutto il resto della tua riflessione concordo nuovamente....siamo indietro nel MODO in cui i giovani vengono fatti "crescere".
Tuttavia, lasciando perdere per un momento la Federazione, in un settore sano e sufficientemente ricco non pensi che le risorse per i team e gli atleti dovrebbero arrivare dagli sponsor?
In questo senso, molto sinceramente vedo due aspetti:
1) che c'è uno scarso interesse degli sponsor perchè il mercato è ristretto e i ritorni limitati.
(e questo non fa altro che far ulteriormente implodere il mercato invece che svilupparlo...)
Come tu ben sai per correre a certi livelli non basta il materiale e soldi, almeno per quella che è la mia esperienza, in questo ambiente se ne vedono veramente pochissssssimi.
2) forse, ma qui tu hai una esperienza troppo superiore alla mia percui prendila come una osservazione personale, mi pare che ci sia una tendenza a non valorizzarsi, intendo dire squadre ed atleti.
L'obiettivo di qualunque buon marketing manager è massimizzare il profitto quindi minimizzare la spesa a parità di immagine, vendite e via dicendo.
Moltissimi buoni atleti collaborano con le aziende per un paio di maschere o 2 paia di guanti e via dicendo.
Forse sapendo anche dire di no si valorizzerebbe di più il nostro prodotto (atleti e team intendo) e i migliori potrebbero ottenere collaborazioni più serie, più redditizie e quindi essere messi in condizioni di lavorare meglio.
Sicuramente con un miglioramento dell'immagine dei team e degli atleti potremmo ottenere vantaggi tutti.
D'accoro anche che i talenti non manchino. Gli sponsor dovrebbero capire che questi se non possono dedicarsi e avere risorse per farlo potranno difficilmente emergere perchè quando si confrontano in Coppa lo fanno con gente che ha almeno altrettanto talento e spesso più supportati da Federazioni e sponsor (in altri paesi più coinvolti e quindi più disponibili)
A presto,
Andrea