Credo che il mercato italiano sia una nicchia che premia "il massimo", la sportività, la prestazione. Soldi ci sono e DNA sportivo e competitivo da vendere. Ma almeno per il sottoscritto arrivi ad un età (37) dove hai già rotto qualsiasi osso.. dove tanto non sarai mai un "pro" e farai cagare sempre, dove la bici la prendi perché fa parte della tua anima, perché ti ha dato una speranza, una possibilità quando tutto pareva senza senso.. Allora inizi ad amare quel pezzo di ferro, amarlo perché in quella bici vive parte della tua libertà. Rappresenta quel senso di appartenenza verso un qualcosa di diverso, di spericolato, di spirituale. Ed è lì che nascono strane idee. L'idea del "anche se ad altri non piace .. per me ha stile". "Me ne sbatto di quei 2 kg in più, ma sta follia la faccio". Inizi ad amare cose strane, contorte, parte un feticismo seriale. Comprendi molto le prese per il culo del marketing che ti sei sciroppato per anni, e vai all'essenza. Ritorni a quella tua prima bici front del cazzo, quel mezzo catorcio da supermercato 15-18 anni or sono. Ti ricordi l'emozioni che ti dava, quelle prime sensazioni di libertà e vuoi far rivivere il mito.. ma più pimpato. Ora a distanza di anni padroneggi nuove tecniche, conosci nuovi trick, sai che geometrie te lo drizzano.. Arrivi al midollo sgranocchiando l'osso. La front da enduro perché è meno industriale, è più diretta, è sbagliata come forse gran parte della nostra vita. Ti ri-diverti, ti rimetti in gioco consapevole che non sarai mai il più veloce, a te importa solo godere come un riccio. Non c'è competizione, quella cosa che stai facendo ti fa bene e a te basta. Ti ritrovi perso ad ascoltare i vecchi proverbi degli alberi in un bosco.. niente
gopro, niente tempi sul giro, niente set up del mono,revisione cuscinetti carro e menate varie. Ti diverti con poco,come quando eri bambino perché poco serve per divertirsi.. e poco male se qualche volta torni a casa sanguinante, hai vissuto molto più in quell'istante, che in una settimana di routine lavorativa o familiare. E allora front e che sia sbagliata! Che scalci e sia stronza.. la voglio che mi butti per terra. Cicatrici sul mio corpo, le sue saldature a vista e il silenzio di un bosco.. niente di più. Sapete.. c'era una volta una ragazza che mi pomiciavo ma non le davo troppo peso, "perché era carina ma niente di ché" mi dicevo. Lo succhiava divinamente e nonostante il culo un pelo grosso, rideva sempre. Mi faceva stare bene. La sfanculai per correr dietro a delle cretine buone a nulla,viziate, mezze anoressiche ma con un telaio da favola. Alla fine non mi è rimasto nulla se non l'idea che mi montavo prima che aprissero la bocca. Oggi come oggi, rimpiango quella pompinara grassottella che mi faceva stare sempre sereno e mi amava per quello che infondo ero. Fossi rimasto con lei ora mi farebbe i biscotti, mi chiederebbe "come va" quando rincaso da lavoro, non mi mancherebbe nulla. Tutta questa pippa pindarica per dirti il "perché" uno scemo come me si ritrova a comperare una bici sbagliata a 37 anni dopo innumerevoli "biciclettone" sulla carta. Rivoglio quei sorrisi.. e quei pompini.