I parchi sono la rovina dei territori?

Elba.kb

Biker ultra
5/3/07
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Isola D'Elba
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Gli abusi edilizi, la sporcizia di gente ignorante, ecc... ecc... esistono all'Elba, in Italia e nel Mondo, parco o non parco.
Mettiamola in questo modo, che benefici ha portato il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano all'Isola d'Elba?
Su Pianosa ci sarebbe da parlare per ore, per il Parco l'Isola è come una mucca, ogni essere umano che decide di visitare Pianosa paga una tassa di 5 euro che vanno nelle loro tasche.
Tempo fà discutendo con uno di loro sono venuto a conoscenza del fatto che lo stato non ha intenzione di dare loro un centesimo, però hanno assicurato ai dipendenti la mensilità e il posto di lavoro, dai 15 ai 20 stipendi regalati per stare seduti a leggere il giornale o a giocare con il PC (questo mi è stato riferito da persone che hanno visto con i loro occhi).
A confermare che lo stato ha bloccato loro i fondi a primavera è uscito un appello della Direttrice Zanichelli che chiedeva aiuto ai volontari per la pulizia della rete sentieristica (cosa che già da tempo io ed altri facevamo, quasi tutti i sentieri che avete percorso fino ad oggi sono stati puliti da volontari).
Si lamentano che non hanno fondi, ma prima dell'Estate hanno trasferito la sede da via Guerrazzi, nel centro storico di Portoferraio a Capo Enfola, nella vecchia Tonnara appositamente restaurata (sembra la villa di Berlusconi).
La Signora Zanichelli invece di chiedere aiuto ai volontari per la sistemazione dei sentieri perché non va lei con i suoi colleghi?
Almeno così la paga che prendono verrebbe giustificata.
Ripeto la domanda di prima:
Che benefici ha portato il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano all'Isola d'Elba?
Noi Elbani siamo così ciechi che non l'abbiamo ancora capito!
 
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agriates

Biker dantescus
La “lettera aperta” di Aldo Berlinguer. Centinaia di bagnanti, edifici rovinati. E una maxi nave riempie tutto di fumo

La delusione di vedere un’isola abbandonata a se stessa, in pieno declino ambientale, ma assediata da turisti che arrivano a frotte, con una nave troppo grande e chiaramente sproporzionata alla capacità ricettiva di quel lembo di terra.

Così il professor Aldo Berlinguer, figlio dell’ex rettore di Siena e ministro dell’Università Luigi, oltre che cugino dell’ex segretario del Pci Enrico, ha deciso di prendere carta e penna e scrivere al “Tirreno”.

Per lui, docente di diritto comparato nelle università di Siena e di Cagliari («Rispetto la tradizione di famiglia perché sono diviso a metà tra due regioni, Toscana e Sardegna», racconta), la sua prima visita a Pianosa è stata una specie di choc: la grande folla, appunto, ma anche la mancanza di cure per edifici che meriterebbero ben altri trattamenti. Così, spiega, come avrebbero diritto a ben altra considerazione strade e vie dedicate a grandi personalità cadute per mano della mafia.

di Aldo Berlinguer
Scrivo queste righe sull’onda dell’emotività, di un sussulto di civismo che ho avvertito durante la mia visita all’isola di Pianosa. E proprio perché di emotività si tratta, preferisco non giungere a conclusioni affrettate ma raccontare semplicemente ciò che ho visto.
Ho visto anzitutto un’isola splendida, un vero tesoro sul piano storico e naturalistico, che trasuda la storia di tante vite che li si sono consumate. Circondata da un mare incantevole, tombe del neolitico, catacombe cristiane, la villa romana, forti eretti da Napoleone, il porticciolo che Mauro Mancini definiva il più bello del mondo, eppoi l’edilizia carceraria, anch’essa - almeno la prima - di gran pregio, in un neoclassico singolarissimo.
Ho visto però anche un’isola che non avrei mai voluto vedere: edifici ottocenteschi fatiscenti, l’estro architettonico del Direttore Ponticelli buttato alle ortiche; case vuote, lasciate come all’improvviso, con tavoli ancora apparecchiati, oggetti dimenticati, finestre socchiuse. Ho visto coltivazioni, piante e fiori coperti dai rovi, spazi sportivi e ricreativi sepolti dalle erbacce, un intero paese in stato di abbandono, destinato a collassare sotto il peso di una burocrazia opprimente, incapace di progettare alcunché.
Ho visto convivere divieti e restrizioni del Parco con un fiume di turisti accampati nella cala Giovanna, almeno un migliaio (non 250!) di persone stipate sui pochi metri di spiaggia bianca; spedite allegramente da agenzie turistiche tutte intente a far pagare biglietti senza erogare servizi.
Ho visto un’imponente nave della Toremar, “Planasia”, attraccare suonando insistentemente la sirena e liberando il fiume dei turisti tra i fumi di scarico dei motori. Eppoi altri, chiarissimi segni di una deriva lenta e irreversibile, indotta dallo Stato. Agenti di ogni possibile corpo e provenienza: della forestale, vigili del fuoco, del Parco, della guardia costiera, della finanza. E credo di aver mancato di poco i vigili urbani, i carabinieri... per non dimenticare i sei agenti di polizia penitenziaria presenti per controllare altrettanti detenuti in semiliberà: un controllante per ogni controllato, non però del carcere di Pianosa, chiuso dal 1996, ma di quello di Porto azzurro, in “missione” sull’isola, con buona pace dei conti pubblici.
Insomma, una storia italiana già vissuta, che inesorabilmente si ripete. La storia di un patrimonio straordinario in degrado, di mille opportunità svanite, di uno sviluppo tradito per di più a costi elevatissimi per la collettività. E allora domando, da cittadino qualunque, a chi serve oggi Pianosa?
Serve agli elbani, ai campesi che non possono fruirne? Ai nativi che non possono neppure rivedere le loro case? O allestire la mostra fotografica degli amici di Pianosa senza essere vessati con richieste economiche esose? Serve allo sviluppo economico di qualcosa, qualcuno?
Serve forse al turista, costretto in itinerari angusti, tempi contingentati, a bivaccare sulla spiaggia potendo visitare poco o nulla?
Serve all’amministrazione penitenziaria, che ha costruito un carcere di massima sicurezza a costi miliardari, sfigurando l’ambiente, per abbandonarlo poco dopo e dover poi ricorrere, per smaltire i carcerati in esubero, all’indulto?
Serve allora alla tutela dell’ambiente, che appare del tutto degradato? Esiste forse un animale in estinzione studiato e tutelato nell’isola? Le berte ed il gabbiano corso impongono di lasciare crollare le fortificazioni napoleoniche? Oppure le strutture carcerarie? Esigono forse di umiliare e abbandonare, prima da vivi e ora anche da morti, i servitori dello Stato: Falcone, Borsellino, Chinnici, Cassarà... e gli altri a cui sono dedicate le vie dissestate di Pianosa?
Sì, sussurra qualcuno, un animale protetto esiste nell’isola, un insetto: le zecche di Pianosa; quelle aviarie che prosperavano grazie agli allevamenti di polli gestiti dai detenuti. Sono oggi tantissime, assieme ai topi. E si sono moltiplicate con l’abbandono delle piantagioni. Allora abbiamo capito. Pianosa serve al ripopolamento delle zecche. Si abbia il coraggio di dirlo, si apposti la voce nel bilancio pubblico e lo si scriva in un cartello allo sbarco.


un parere su Pianosa .....apparso sui giornali alcuni giorni fa !
 
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bossanova

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portogruaro VE
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ciao,
personalmente non posso dire se valgano o meno..mi spiace non aver più in memoria qualche foto sul "parco del Tagliamento" .La foto inquadrava l'insegna dell'area naturalistica con sullo sfondo una ex baracca fatiscente di qualche ex centro di tiro a piattello.Polistirolo,piatti in plastica e sedie disseminate sull'erba.

Ora il Friuli si lamenta del fatto che hanno tagliato le risorse.Presto ci ritornerò e spero di ricordarmi di scattare qualcosa..tipo pacchi di pannelli di eternit nascosti tra alberelli a basso fusto.
Certo sto parlando di piccole realtà disseminate e sconosciute.

Trovo tante tante persone che sprecano tante tante chiacchere lontanissime dalla realtà.

un trafiletto sul parco del Livenza..del 1983..

"Tutto questo si è cercato di salvaguardare istituendo il Parco del Livenza (legge regionale n. 11 del 1983): esso si pone l’obiettivo di tutelare le aree naturalistiche e storiche più significative legate al fiume, creando le condizioni per la loro identificazione come valore collettivo. È, infatti, indispensabile, perché il Livenza torni ad acquisire un significato di valore naturale, che si crei una maggiore nonché rispettosa frequentazione dell’ambiente fluviale, ovvero si avvii un contatto più stretto tra fiume e cittadini."

ecco qui la valorizzazione,certo sono fenomeni odierni,ma vedo che nessuno fa niente:
 

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sembola

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Perdonatemi ma io continuo a percepire non critiche (probabilmente giustificate) alla gestione di casi specifici, ma fumosi luoghi comuni e invettive da bar.

Se la presenza di un parco o di una riserva non impedisce ai soliti furbi di scaricare rifiuti industriali, non vedo in qual modo abolendolo si possa migliorare la situazione.

Se un ente non ha fondi, se non quelli di funzionamento ordinari (personale ed utenze), non capisco come si possa pretendere che ristrutturi edifici storici.

Sorvoliamo sul disgusto del personaggio citato per il traghetto fumoso basta dire che ha un bellissimo due alberi. Forse il problema è quello...:omertà:
 
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agriates

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Perdonatemi ma io continuo a percepire non critiche (probabilmente giustificate) alla gestione di casi specifici, ma fumosi luoghi comuni e invettive da bar.

Se la presenza di un parco o di una riserva non impedisce ai soliti furbi di scaricare rifiuti industriali, non vedo in qual modo abolendolo si possa migliorare la situazione.

...nessuno ne chiede l'abolizione , si chiede che lavorino per quello per cui sono pagati :il-saggi:...tenendo i piedi x terra e ricordandosi che bene o male 35mila persone vivono all' Elba tutto l'anno ( non 2 volte all'anno atteggiandosi da padroni di casa) e hanno il vizio di mangiare e ti assicuro che in 35mila ...di Parco non si mangia ! :spetteguless: In 20 mangiano ...e mangiano bene :smile:
in quanto ai luoghi comuni ...beh , io posso dire di essere isolano di adozione , Elba.KB lo è a tutti gli effetti ...viviamo in questo posto perciò ...o siamo informati sui fatti o siamo in malafede :spetteguless: vedi te .
Personalmente , non interverrò più su questo argomento :il-saggi: mi sembra di raccontare agli amici la disposizione dei mobili in casa mia ...e questi mi dicono che non è come dico io :rosik:
 

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Elssworth Sanguinaria
Credo che ciò che provochi disgusto da parte dei "Parchi" nei confronti della popolazione sia in linea di massima dovuto al fatto che;
1) Nascono imponendo balzelli e tasse accompagnate da divieti generalisti e di stampo medioevale (mia esperienza) .
2) Non fanno seguire a questi dei veri servizi se non principalmente di apparenza.
3) I presidenti degli enti parco sono spesso dei personaggi di dubbissima povenienza ammanicati più con la politica speculativa che con la propria stessa madre.
4) Hanno sempre necessità di soldi eppure sono costosi e questo costo non riflette delle attività visibili.
5) Spendono molti soldi in cose pubbliche e visibili a tutti quanto perfettamente inutili ai fini della causa per cui dovrebbero esistere (leggasi appunto presentazioni di libri di questo o quello sconosciuto, sfilate di moda in periodo estivo cioè turistico ecc ecc...).
6) Spessissimo e molto volentieri si scorgono parentele fra dirigenza del parco e assegnatari di appalti per lavori da effettuare, i quali non di rado vengono fatti male e in economia seppur costosi.
7) Per moltissimi settori svolgono un lavoro che un paio di ingegneri ambientali, una squadra di polizia rurale o forestale e un'altra di operatori ecologici potrebbero svolgere meglio e con risultati molto più evidenti.
Tutto ciò è frutto di mie personalissime esperienze che esulano dal mondo della MTB per essee applicate al più corotto universo della nautica diportistica visto che anche io sono un velista.

Sorvoliamo sul disgusto del personaggio citato per il traghetto fumoso basta dire che ha un bellissimo due alberi. Forse il problema è quello...:omertà:

Mi sembra un sorvolare molto a bassa quota, quasi (in termini aereonautici) un Touch'n go... :spetteguless: Anche un po' sporchino se mi permetti.
Parli di una famiglia (che io conosco personalmente) che ha sempre avuto una situazione familiare agiata, e questo non le ha impedito di avere storicamente uno schieramento piuttosto "evidente" e non così tanto populista.
O forse in Italia l'armatore di un Ketch ha poco diritto ad esprimere le sue idee?
 

Petek

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Non conosco il caso dei parchi in toscana, quelli che conosco io non servono solo a dare una scrivania a poche persone, fanno anche manutenzione, protezione e divulgazione.
Forse il titolo della discussione dovrebbe essere più calibrato sul caso in questione.
 

kikhit

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Essendo anni che non mi reco all'Elba, e non consocendo bene la realtà locale...chiedo, visto che non ho ancora ben capito il problema:

"in quale maniera il parco dell'arcipelago toscano rovina il territorio dell'Elba?"

e

"il problema, è il parco in generale, o questa specifica gestione del parco?"

quindi

"non potrebbe un diverso modo di gestire il parco portare ad una concreta valorizzazione del territorio, come avviene in molti parchi che io conosco (Gran Paradiso, Orsiera Rocciavrè, Alpi Marittime, ad esempio)?"

e se sì

"come?"

bene, mi farebbe piacere avere delle risposte concrete e specifiche, che non ricadano nel qualinquismo di cui ho già letto persino troppo, e che permettano a chi come me consoce poco la realtà elbana di mettere a fuoco il problema.
 

sembola

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@zero-7: ognuno ha diritto alle proprie opinioni, indipendemente dal censo e dalla cultura. La mia opinione è che lamentarsi di un "traghetto fumoso" mi sembra un argomento inconsistente e dal vago sapore radical chic, visto che se vuoi portare della gente su un'isola servono per forza i traghetti, dato che non ci possiamo permettere una barca a vela a testa (nè per il costo, nè per l'impatto sulla costa: quanti porti servirebbero?:nunsacci:).

La mia impressione, e torno al topic di Agriates, è che qualcuno equivochi il ruolo possibile delle aree di protezione, siano esse riserve o parchi. Pensare che un Parco possa "dare da mangiare" a 35 mila persone è fuori dal mondo e
fa andreottianamente pensare male a pulsioni assistenzialiste non soddisfatte. Perchè, perdonatemi se lo ripeto, i sentieri in tutta Italia non sono i Parchi a manutenerli e marcarli, ma CAI/AVS e simili, su finanziamenti regionali o delle APT; non sono i Parchi a ristrutturare edifici storici, almeno non con i fondi ordinari e di sicuro non se di proprietà di altri enti o amministrazioni. Quello di cui continuo a chiedere le prove, che ancora non vedo, è che la presenza di un parco impedisca a 35mila persone di vivere di turismo, cioè di rappresentare una "rovina" per un'area geografica.

La sensazione è che qualcuno si sia fatto prendere la mano usando termini un po' azzardati, per esempio "rovina" al posto di "inutile", su cui si può sicuramente discutere in maniera più ragionevole.
 

pirs75

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L'argomento è molto interessante.... per il mio punto di vista e di conoscenza in prima persona, per quanto riguarda la mia zona posso dire che, che un parco lasciato a se stesso come capita ad alcune zone, non rovina i territori ma sicuramente è inutile ad essi.
Se il parco non fa opera di manutenzione (anche lavorando in sinergia con gruppi tipo il CAI, associazioni varie) e di divulgazione, diventa un qualcosa che non esiste, se poi metti sul tavolo che quei pochi che vogliono scoprire i luoghi del parco hanno difficoltà a trovare informazioni, mappe etcc.... la cosa si fa ardua.

Il mio "cattivo" esempio è riferito al Parco Gola della Rossa di Frasassi, l'unico parco che all'interno ha una cava in attività e che tra poco sarà attraversato da una nuova fiammante strada.

Ora un Parco che non viene pubblicizzato minimamente ed un ente che lo gestisce che nemmeno risponde al telefono e alle email per chiedere informazioni, ha senso?

Probabilmente si, ma solo per taluni e non nella maniera che pensiamo noi.
 

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Leghorn
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Nicola , lascia stare consorzi , enti parco ecc. , son tutti carrozzoni inutili e costosi fatti apposta per dare incarichi e posti di lavoro che non servono.
Ce n'è uno anche a Livorno : Consorzio di Bonifica delle Colline Livornesi , ogni tot fanno anche le elezioni per il consiglio d'amministrazione !!:smile::smile::smile:
C'è poco da congetturare : è la realtà dei fatti , se no si nega l' evidenza :omertà:
Sono un'offesa per la gente che lavora.
E' meglio riderci su per non piangere...:spetteguless:
 

sembola

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A casa mia "inutile" ha un significato diverso da "dannoso".

Certo, per qualcuno è "dannoso" che esistano leggi e regole. Questione di gusti.
 

pirs75

Biker perfektus
Il mal gestito prima diventa inutile poi diventa dannoso all'immagine del territorio E DI CHI CI VIVE, per poi diventare PERICOLOSO per gli escursionisti che si addentrano in sentieri mal segnalati, chiusi dalla vegetazione o peggio non messi in sicurezza sui punti esposti.

A casa mia inutile diventa anche pericoloso, e non è questione di gusti una volta che non sai dove c***o ti trovi perché i segni sono scomparsi o coperti da tre metri di fogliame, ma è questione di civiltà perché come ha detto Carb: noi paghiamo per QUESTO SERVIZIO.
 
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Fermone77

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Se possibile sarebbe opportuno o cambiare il titolo della discussione o chiuderlo e aprire un'altra in modo da poter portare avanti un discorso.
L'argomento è interessante, se ne può discutere, criticare, dire la propria opinione, ma il titolo e il messaggio non hanno coerenza al 100% pur stando nello stesso argomento. E' già stato detto...magari ripetere fa bene...:medita:
Così non si sta on-topic per nulla...e cominciano le scaramucce...:duello:
Questa è la mia idea..poi w la libertà! :il-saggi:
Ciao
 
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