Opinione Il giorno in cui il settore bici ha alzato bandiera bianca

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Aerre

Biker Aestheticus
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Vero, la mtb era una novità e come tale ha creato un interesse piuttosto ampio.
Credo sia fisiologico, quando arriva qualcosa di nuovo l'interesse è alto, poi pian piano scema e rimane lo "zoccolo duro", coloro che proseguiranno per anni. Succede per molti sport outdoor e indoor.
Solo nelle palestre ci sono state ondate di spinning, pilates e diosolosacosaltro. Una volta passato il picco i praticanti si stabilizzano.
Ora la emtb va in concorrenza con la mtb e sottrae a quest'ultima tutta una serie di utenti:
- quelli che la fatica della salita era un male necessario per godersi la natura: ora non è più necessario, anzi la posso modulare, da 1 a 10 ora faccio 6 e non più 10 perché costretto. I miei giri si allungano e posso esplorare posti nuovi.
- quelli che la salita era quella cosa obbligatoria per godersi le discese: ora ne possono fare di più senza ammazzarsi.
- quelli che hanno una certa età e tirarsi il collo non lo ritengono molto salutare: ora modulano la fatica.
- ecc.

I produttori ovviamente seguono e investono dove c'è il mercato, nessuno produce più ruote da 26" (o forse si, boh:nunsacci:).

Se l'appeal della nostra disciplina prediletta diminuisce bisogna farsene una ragione e non dare colpe a destra e manca.
Piace meno, interessa meno, dare dei panzoni sfaticati, imbranati, merenderos, ecc. non serve a niente.
Il mondo va avanti, prima ce ne facciamo una ragione e prima ne sapremo cogliere le opportunità che ci offre.
Io rientrerei in pieno nei primi due gruppi (salita come male necessario per godersi la natura e le discese) eppure dell’ebike non me ne è mai importato nulla; magari potrei essere un’eccezione, però c’è un gusto che ti dà arrivare su con le tue forze, guardarti attorno e poi scendere come dio comanda che l’assistita non riesce proprio a trasmettermi. Seguo con interesse lo sviluppo tecnologico che hanno ma finisce lí. Riguardo alla parabola di crescita e stabilizzazione della disciplina concordo assolutamente
 
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mauretto

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Ma scusate. Per lo meno dalle mie parti, da ragazzini, si sognava il motorino. La bici era vista come il ripiego per divertirsi scimmiottando i motorini che sarebbero poi finalmente arrivati ai 14 anni (per i più fortunati). La vera passione per la bici,.per chi ce l'aveva, si sviluppava successivamente, dai 16/18 anni minimo, si iniziava ai tempi con l'xc o la dh fatti in maniera seria....quindi io l'ebike in mano ai ragazzini oggi la vedrei come alternativa al motorino riportata ai giorni nostri, volendo
 

Teo66

Biker Cazzaribus
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Io rientrerei in pieno nei primi due gruppi (salita come male necessario per godersi la natura e le discese) eppure dell’ebike non me ne è mai importato nulla; magari potrei essere un’eccezione, però c’è un gusto che ti dà arrivare su con le tue forze, guardarti attorno e poi scendere come dio comanda che l’assistita non riesce proprio a trasmettermi. Seguo con interesse lo sviluppo tecnologico che hanno ma finisce lí. Riguardo alla parabola di crescita e stabilizzazione della disciplina concordo assolutamente
Non dico che guadagnarsi la salita non dia gusto, se si riesce ben venga. Il punto (per me, ma credo di non essere solo) è guardarsi attorno, vedere un sacco di belle montagne e sapere che li sopra ci sono dei gran bei trail e panorami con la consapevolezza che sono oltre le proprie capacità atletiche.
Una volta ho fatto un giro da 1700 d+, con calma, facendo pause, gran bella soddisfazione. Ma le gambe e il culo erano da buttare dopo 5 ore in sella.
Poi ognuno ha le sue fisse, io parto da casa, un paio di volte sono salito con l'auto fino a metà montagna e ho girato i trail che "sognavo" guardando fuori dalla finestra però con poca soddisfazione. Molto meglio quando li ho fatti da casa con l'ebike, questo aspetto è molto soggettivo.
 

marco

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E questo è un commento riguardo Eurobike 2026 che ho tradotto dal tedesco

Il fatto che la leadership cinese consideri l'e-mobilità come una pratica "archiviata" – dopo oltre un decennio e gli oltre 200 miliardi di euro di sussidi e investimenti che hai menzionato – dimostra una decisione storica: nell'attuale piano quinquennale della Cina, le auto elettriche (NEV) sono state rimosse per la prima volta dalla lista delle industrie strategiche prioritari. Non perché abbiano fallito, ma perché l'obiettivo è stato raggiunto. Detengono la sovranità del mercato globale e della catena di fornitura. Lì, ora, il mercato si autoregola attraverso una brutale competizione all'ultimo sangue.
Mentre l'industria automobilistica europea sta ancora cercando faticosamente di colmare il divario sulle celle delle batterie, Pechino con la testa e con i fondi è già proiettata al prossimo decennio. Gli inimmaginabili flussi di capitale vengono ora reindirizzati uno a uno verso l'intelligenza artificiale, la guida autonoma, la robotica umanoide e la tecnologia quantistica.

L'e-bike come parte del "beneficio collaterale" cinese​

È esattamente qui che si chiude il cerchio con la nostra discussione su DJI Avinox e il declino di Eurobike. L'e-bike trae un enorme profitto come beneficiaria di questo megaprogetto ormai concluso.
  • Il flusso tecnologico: I motori ad alta efficienza, le celle delle batterie ultraleggere a ricarica rapidissima e le architetture software che aziende come DJI o Gobao stanno ora inserendo nelle biciclette sono, in sostanza, sottoprodotti ed evoluzioni della gigantesca ricerca cinese nei settori dell'automotive, dei droni e delle batterie.
  • La "digitalizzazione intelligente": All'Auto China non si celebravano quasi più le autonomie delle batterie. Il nuovo campo di battaglia si chiama "intelligentizzazione" – agenti di IA nell'abitacolo, guida autonoma end-to-end (sistemi VLA) e architetture di calcolo centralizzate. Proprio questa competenza nell'IA sta ora migrando verso la fase successiva della micromobilità. L'e-bike di domani non si comanderà più tramite un semplice display Bosch; comunicherà attraverso Large Language Models (LLM) integrati, adatterà in tempo reale le caratteristiche del motore al ciclista e all'ambiente tramite un'IA predittiva e sarà completamente interconnessa.

Cosa significa questo per noi in Europa​

Se noi europei crediamo di poter frenare lo strapotere asiatico difendendo le reti di rivenditori specializzati o mettendo in piedi a Colonia una fiera B2B senza cinesi, stiamo combattendo con coltelli spuntati contro un sistema che opera su dimensioni completamente diverse.
Se un Paese detiene il controllo sul mercato automobilistico e ora punta alla dominanza assoluta nell'intelligenza artificiale e nella "Physical AI" (ovvero robotica e hardware intelligente), allora i nostri produttori di biciclette e fornitori locali come Bosch, Shimano o Continental sono solo un piccolo ingranaggio in un meccanismo globale molto più grande.

La mia conclusione:​

In Occidente tendiamo ad aspettarci processi lineari: "Prima recuperiamo terreno sull'auto elettrica, poi si vedrà". La Cina pensa e investe in salti dirompenti (disruptive). Mentre a Eurobike o a Colonia ci diamo pacche sulle spalle a vicenda per aver organizzato la prossima associazione di rivenditori, sul binario del software e dell'IA sta rotolando la prossima valanga, per la quale l'Europa non è tecnologicamente affatto preparata. Se Bosch e soci non reinventeranno radicalmente l'e-bike come prodotto software e di IA, non avranno la minima possibilità contro l'ondata in arrivo.
 

mauretto

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E questo è un commento riguardo Eurobike 2026 che ho tradotto dal tedesco

Il fatto che la leadership cinese consideri l'e-mobilità come una pratica "archiviata" – dopo oltre un decennio e gli oltre 200 miliardi di euro di sussidi e investimenti che hai menzionato – dimostra una decisione storica: nell'attuale piano quinquennale della Cina, le auto elettriche (NEV) sono state rimosse per la prima volta dalla lista delle industrie strategiche prioritari. Non perché abbiano fallito, ma perché l'obiettivo è stato raggiunto. Detengono la sovranità del mercato globale e della catena di fornitura. Lì, ora, il mercato si autoregola attraverso una brutale competizione all'ultimo sangue.
Mentre l'industria automobilistica europea sta ancora cercando faticosamente di colmare il divario sulle celle delle batterie, Pechino con la testa e con i fondi è già proiettata al prossimo decennio. Gli inimmaginabili flussi di capitale vengono ora reindirizzati uno a uno verso l'intelligenza artificiale, la guida autonoma, la robotica umanoide e la tecnologia quantistica.

L'e-bike come parte del "beneficio collaterale" cinese​

È esattamente qui che si chiude il cerchio con la nostra discussione su DJI Avinox e il declino di Eurobike. L'e-bike trae un enorme profitto come beneficiaria di questo megaprogetto ormai concluso.
  • Il flusso tecnologico: I motori ad alta efficienza, le celle delle batterie ultraleggere a ricarica rapidissima e le architetture software che aziende come DJI o Gobao stanno ora inserendo nelle biciclette sono, in sostanza, sottoprodotti ed evoluzioni della gigantesca ricerca cinese nei settori dell'automotive, dei droni e delle batterie.
  • La "digitalizzazione intelligente": All'Auto China non si celebravano quasi più le autonomie delle batterie. Il nuovo campo di battaglia si chiama "intelligentizzazione" – agenti di IA nell'abitacolo, guida autonoma end-to-end (sistemi VLA) e architetture di calcolo centralizzate. Proprio questa competenza nell'IA sta ora migrando verso la fase successiva della micromobilità. L'e-bike di domani non si comanderà più tramite un semplice display Bosch; comunicherà attraverso Large Language Models (LLM) integrati, adatterà in tempo reale le caratteristiche del motore al ciclista e all'ambiente tramite un'IA predittiva e sarà completamente interconnessa.

Cosa significa questo per noi in Europa​

Se noi europei crediamo di poter frenare lo strapotere asiatico difendendo le reti di rivenditori specializzati o mettendo in piedi a Colonia una fiera B2B senza cinesi, stiamo combattendo con coltelli spuntati contro un sistema che opera su dimensioni completamente diverse.
Se un Paese detiene il controllo sul mercato automobilistico e ora punta alla dominanza assoluta nell'intelligenza artificiale e nella "Physical AI" (ovvero robotica e hardware intelligente), allora i nostri produttori di biciclette e fornitori locali come Bosch, Shimano o Continental sono solo un piccolo ingranaggio in un meccanismo globale molto più grande.

La mia conclusione:​

In Occidente tendiamo ad aspettarci processi lineari: "Prima recuperiamo terreno sull'auto elettrica, poi si vedrà". La Cina pensa e investe in salti dirompenti (disruptive). Mentre a Eurobike o a Colonia ci diamo pacche sulle spalle a vicenda per aver organizzato la prossima associazione di rivenditori, sul binario del software e dell'IA sta rotolando la prossima valanga, per la quale l'Europa non è tecnologicamente affatto preparata. Se Bosch e soci non reinventeranno radicalmente l'e-bike come prodotto software e di IA, non avranno la minima possibilità contro l'ondata in arrivo.
Analisi più che mai lucida e realistica
 

marco

Herr Kaleu
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Diverse
è un diverso approccio all'innovazione e allo sviluppo.
e il loro è vincente.
o noi impariamo velocemente ad usare lo stesso approccio o siamo letteralmente "morti"....

secondo me un segnale inequivocabile è stata proprio Eurobike 2026: la fiera della bici tedesca in cui il leader di mercato tedesco (Bosch) non è presente e lascia campo libero ai concorrenti cinesi.


La ciliegina sulla torta: la Germania eliminata ai mondiali di calcio dal Paraguay :mrgreen:
 

pk71

Biker perfektus
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Vicopisano
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Nicolai G16
È un motore in via di sviluppo. Magari passano due, tre anni prima che arrivi sul mercato.
Più che Propain, chi deve preoccuparsi è SRAM. È vero che è tentacolare e ormai ha marchi che fanno di tutto, ma fossi in loro sarei un tantino preoccupato per le trasmissioni. Dall'oggi al domani potrebbero non servire più per quello che è, che piaccia o no, il grosso del mercato, cioè le e-bike. Rimarrebbero solo per le MTB "tradizionali", con tutte le conseguenze del caso sia sullo sviluppo che sui prezzi, già ora (ingiustificatamente) stellari.
Con la velocità cinese non credo che i tempi di sviluppo si misurino in anni, probabilmente semestri
 

Pietro.68

...estiqaatsi...
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nel medio Brenta
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due...
secondo me un segnale inequivocabile è stata proprio Eurobike 2026: la fiera della bici tedesca in cui il leader di mercato tedesco (Bosch) non è presente e lascia campo libero ai concorrenti cinesi.
esatto.
ad oggi nessuna azienda occidentale sa come arrestare "l'onda cinese" che si sta abbattendo sui mercati.
Vedi anche le ultime notizie su VW, Vendono meno auto in cina e invece di rinnovare e innovare, licenziano. Come se questo potesse salvarli dal disastro...
 
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danyswimmer

Biker serius
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Brescia
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Come diceva un commerciale esperto nell'azienda dove lavoro, il mondo occidentale guarda quanto guadagni, mentre i cinesi pensano a prendere il mercato, sia con i prezzi bassi che con l'innovazione. All'inizio fanno meno soldi, ma sul lungo periodo bastonano.
Fanno dumping? Si. Giocano sporco? Anche. Cacchio, ma dal punto di vista tecnico sono avanti in tutto ormai.
Mentre noi se non siamo sicuri di mantenere una pletora di stipendi extra, non facciamo nulla.
 
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Giocody

Biker extra
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in zìr prì la rumagna
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italica acciaiosa
E questo è un commento riguardo Eurobike 2026 che ho tradotto dal tedesco

Il fatto che la leadership cinese consideri l'e-mobilità come una pratica "archiviata" – dopo oltre un decennio e gli oltre 200 miliardi di euro di sussidi e investimenti che hai menzionato – dimostra una decisione storica: nell'attuale piano quinquennale della Cina, le auto elettriche (NEV) sono state rimosse per la prima volta dalla lista delle industrie strategiche prioritari. Non perché abbiano fallito, ma perché l'obiettivo è stato raggiunto. Detengono la sovranità del mercato globale e della catena di fornitura. Lì, ora, il mercato si autoregola attraverso una brutale competizione all'ultimo sangue.
Mentre l'industria automobilistica europea sta ancora cercando faticosamente di colmare il divario sulle celle delle batterie, Pechino con la testa e con i fondi è già proiettata al prossimo decennio. Gli inimmaginabili flussi di capitale vengono ora reindirizzati uno a uno verso l'intelligenza artificiale, la guida autonoma, la robotica umanoide e la tecnologia quantistica.

L'e-bike come parte del "beneficio collaterale" cinese​

È esattamente qui che si chiude il cerchio con la nostra discussione su DJI Avinox e il declino di Eurobike. L'e-bike trae un enorme profitto come beneficiaria di questo megaprogetto ormai concluso.
  • Il flusso tecnologico: I motori ad alta efficienza, le celle delle batterie ultraleggere a ricarica rapidissima e le architetture software che aziende come DJI o Gobao stanno ora inserendo nelle biciclette sono, in sostanza, sottoprodotti ed evoluzioni della gigantesca ricerca cinese nei settori dell'automotive, dei droni e delle batterie.
  • La "digitalizzazione intelligente": All'Auto China non si celebravano quasi più le autonomie delle batterie. Il nuovo campo di battaglia si chiama "intelligentizzazione" – agenti di IA nell'abitacolo, guida autonoma end-to-end (sistemi VLA) e architetture di calcolo centralizzate. Proprio questa competenza nell'IA sta ora migrando verso la fase successiva della micromobilità. L'e-bike di domani non si comanderà più tramite un semplice display Bosch; comunicherà attraverso Large Language Models (LLM) integrati, adatterà in tempo reale le caratteristiche del motore al ciclista e all'ambiente tramite un'IA predittiva e sarà completamente interconnessa.

Cosa significa questo per noi in Europa​

Se noi europei crediamo di poter frenare lo strapotere asiatico difendendo le reti di rivenditori specializzati o mettendo in piedi a Colonia una fiera B2B senza cinesi, stiamo combattendo con coltelli spuntati contro un sistema che opera su dimensioni completamente diverse.
Se un Paese detiene il controllo sul mercato automobilistico e ora punta alla dominanza assoluta nell'intelligenza artificiale e nella "Physical AI" (ovvero robotica e hardware intelligente), allora i nostri produttori di biciclette e fornitori locali come Bosch, Shimano o Continental sono solo un piccolo ingranaggio in un meccanismo globale molto più grande.

La mia conclusione:​

In Occidente tendiamo ad aspettarci processi lineari: "Prima recuperiamo terreno sull'auto elettrica, poi si vedrà". La Cina pensa e investe in salti dirompenti (disruptive). Mentre a Eurobike o a Colonia ci diamo pacche sulle spalle a vicenda per aver organizzato la prossima associazione di rivenditori, sul binario del software e dell'IA sta rotolando la prossima valanga, per la quale l'Europa non è tecnologicamente affatto preparata. Se Bosch e soci non reinventeranno radicalmente l'e-bike come prodotto software e di IA, non avranno la minima possibilità contro l'ondata in arrivo.

Tutto giusto, nella mia ricerca di ieri, fatta con l'IA, una risposta sui finanziamenti dello stato cinese per i produttori di batterie è stata questa:

"I rimborsi sulle batterie agli ioni di litio sono scesi dal 9% al 6% nel 2026 e verranno eliminati del tutto entro il 1° gennaio 2027. [1]"

Questo significa che c'è già altro che bolle in pentola.
 

Aerre

Biker Aestheticus
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Non dico che guadagnarsi la salita non dia gusto, se si riesce ben venga. Il punto (per me, ma credo di non essere solo) è guardarsi attorno, vedere un sacco di belle montagne e sapere che li sopra ci sono dei gran bei trail e panorami con la consapevolezza che sono oltre le proprie capacità atletiche.
Una volta ho fatto un giro da 1700 d+, con calma, facendo pause, gran bella soddisfazione. Ma le gambe e il culo erano da buttare dopo 5 ore in sella.
Poi ognuno ha le sue fisse, io parto da casa, un paio di volte sono salito con l'auto fino a metà montagna e ho girato i trail che "sognavo" guardando fuori dalla finestra però con poca soddisfazione. Molto meglio quando li ho fatti da casa con l'ebike, questo aspetto è molto soggettivo.
Questo aspetto posso capirlo molto bene, assolutamente. Tra l’altro anche a me piace molto partire da casa direttamente, ma al momento non mi è molto conveniente farlo perché dovrei pedalare su asfalto per almeno 1/1.5 ore quindi cerco di avvicinarmi alla base delle montagne e poi parto da lí. Probabilmente però quello che lega fondamentalmente me e te è il desiderio di ammirare il panorama e scendere da quei sentieri, che è la parte fondamentale.
 
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silvioz7

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17/9/23
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MC
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Deca520 - Radon Skeen Trail
secondo me un segnale inequivocabile è stata proprio Eurobike 2026: la fiera della bici tedesca in cui il leader di mercato tedesco (Bosch) non è presente e lascia campo libero ai concorrenti cinesi.


La ciliegina sulla torta: la Germania eliminata ai mondiali di calcio dal Paraguay :mrgreen:
cinesi in casa bosch e host assente è pesantissima...
 

fantabosco

Biker serius
28/11/20
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Calenzano
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Merida one-forty & Basso Tera
E questo è un commento riguardo Eurobike 2026 che ho tradotto dal tedesco

Il fatto che la leadership cinese consideri l'e-mobilità come una pratica "archiviata" – dopo oltre un decennio e gli oltre 200 miliardi di euro di sussidi e investimenti che hai menzionato – dimostra una decisione storica: nell'attuale piano quinquennale della Cina, le auto elettriche (NEV) sono state rimosse per la prima volta dalla lista delle industrie strategiche prioritari. Non perché abbiano fallito, ma perché l'obiettivo è stato raggiunto. Detengono la sovranità del mercato globale e della catena di fornitura. Lì, ora, il mercato si autoregola attraverso una brutale competizione all'ultimo sangue.
Mentre l'industria automobilistica europea sta ancora cercando faticosamente di colmare il divario sulle celle delle batterie, Pechino con la testa e con i fondi è già proiettata al prossimo decennio. Gli inimmaginabili flussi di capitale vengono ora reindirizzati uno a uno verso l'intelligenza artificiale, la guida autonoma, la robotica umanoide e la tecnologia quantistica.

L'e-bike come parte del "beneficio collaterale" cinese​

È esattamente qui che si chiude il cerchio con la nostra discussione su DJI Avinox e il declino di Eurobike. L'e-bike trae un enorme profitto come beneficiaria di questo megaprogetto ormai concluso.
  • Il flusso tecnologico: I motori ad alta efficienza, le celle delle batterie ultraleggere a ricarica rapidissima e le architetture software che aziende come DJI o Gobao stanno ora inserendo nelle biciclette sono, in sostanza, sottoprodotti ed evoluzioni della gigantesca ricerca cinese nei settori dell'automotive, dei droni e delle batterie.
  • La "digitalizzazione intelligente": All'Auto China non si celebravano quasi più le autonomie delle batterie. Il nuovo campo di battaglia si chiama "intelligentizzazione" – agenti di IA nell'abitacolo, guida autonoma end-to-end (sistemi VLA) e architetture di calcolo centralizzate. Proprio questa competenza nell'IA sta ora migrando verso la fase successiva della micromobilità. L'e-bike di domani non si comanderà più tramite un semplice display Bosch; comunicherà attraverso Large Language Models (LLM) integrati, adatterà in tempo reale le caratteristiche del motore al ciclista e all'ambiente tramite un'IA predittiva e sarà completamente interconnessa.

Cosa significa questo per noi in Europa​

Se noi europei crediamo di poter frenare lo strapotere asiatico difendendo le reti di rivenditori specializzati o mettendo in piedi a Colonia una fiera B2B senza cinesi, stiamo combattendo con coltelli spuntati contro un sistema che opera su dimensioni completamente diverse.
Se un Paese detiene il controllo sul mercato automobilistico e ora punta alla dominanza assoluta nell'intelligenza artificiale e nella "Physical AI" (ovvero robotica e hardware intelligente), allora i nostri produttori di biciclette e fornitori locali come Bosch, Shimano o Continental sono solo un piccolo ingranaggio in un meccanismo globale molto più grande.

La mia conclusione:​

In Occidente tendiamo ad aspettarci processi lineari: "Prima recuperiamo terreno sull'auto elettrica, poi si vedrà". La Cina pensa e investe in salti dirompenti (disruptive). Mentre a Eurobike o a Colonia ci diamo pacche sulle spalle a vicenda per aver organizzato la prossima associazione di rivenditori, sul binario del software e dell'IA sta rotolando la prossima valanga, per la quale l'Europa non è tecnologicamente affatto preparata. Se Bosch e soci non reinventeranno radicalmente l'e-bike come prodotto software e di IA, non avranno la minima possibilità contro l'ondata in arrivo.
quindi dopo l'E-Bike avremo l-Bike... mi viene da pensare che la bici come mezzo meccanico non morirà, vedo più il tramonto dell' E-Bike per come la conosciamo oggi. MI piacerebbe sapere chi vorrà continuare con una bici con una trasmissione normale quando ci saranno mezzi che con l'AI gestiranno i rapporti integrati in base alle caratteristiche del percorso e del ciclista rendendo ancora più facile e (probabilmente) più divertente andare per i boschi. :nunsacci:
 
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ant

Biker marathonensis
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Tra i due laghi e il Moncuni
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Arc8 Evolve FS "Goldfinger" - Santa Cruz HT "Orangina" - Fondriest Dardo
qualcuno ha citato l'appeal della disciplina sui giovani oggi, e che cosa ha fatto appassionare noi decenni fa.
scrivo, per quello che vale, la mia esperienza: 40 anni fa (la distanza esatta che mi separa da mio figlio) vivendo in una valle pedemontana praticavo un po' di BDC, senza troppa convinzione. è arrivato "il rampichino" (fine anni 80) ed il suo "mondo": gente colorata, più giovane, anche fricchettona. Lo stesso contrasto che c'era fra l'alpinismo classico e l'emergente free climbing che arrivava da Yosemite.
Agli occhi di un 17enne ovviamente non c'era partita: la MTB era la cosa figa, dove c'erano quelli cool e dove - udite udite - si potevano fare cose mai pensate allora in bicicletta. (penso di essere stato tra i primi a salire lo jafferau in invernale nell'89, con un amico). Tutto molto cool, anche in epoca senza foto e cellulari.
il fatto che non ci fosse ossessione per la performance, ancora più figo! l'importante era girare, magari chiudere un passaggio, stop.

Fast forward a oggi: dieci anni fa ricomincio dopo lunghissimo stop, ma 6/7 anni fa ho visto quel mondo di allora invecchiare inesorabilmente, quelli che erano cool diventare imbolsiti e tutti quanti, uno dopo l'altro, passare all'ebike. Salvo poi cominciare ad andarci anche meno, in montagna. Ebike si, ma pure usata poco alla fine. perchè poi non ho mai tempo, sai com'è...
E mi sono detto "chi è che pedala ancora oggi? quelli dell'XC!" e mi sono buttato in quel mondo. Pieno di invasati, ma ancora autenticamente ciclisti. Ho piano piano capito l'ossessione per la performance, che ha anche il suo perchè ma va capita da dentro.
In parallelo un figlio che abbandona il basket e decide che la bici è la sua passione, e diventa ossessionato di performance.
In un mondo social però: strava e instagram sono la vita. la gara è a chi la fa più grossa: più km, più dislivello, più watt, più KOM. tutto da postare, altrimenti non esiste. L'altra mattina ha messo la sveglia alle 3.00 per andare a farsi il video in punta a una montagna all'alba. Rigorosamente su IG due secondi dopo.

Quanti sono i ragazzi con questa passione? pochi, ma se ripercorro la memoria di quando lo facevo io non è che fossimo tanti neanche allora.
 

Matteo_Harlock

Biker tremendus
12/8/24
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MI piacerebbe sapere chi vorrà continuare con una bici con una trasmissione normale quando ci saranno mezzi che con l'AI gestiranno i rapporti integrati in base alle caratteristiche del percorso e del ciclista rendendo ancora più facile e (probabilmente) più divertente andare per i boschi.
Senza retorica, ma davvero credi sarebbe più divertente andarci con un mezzo che fa quello che fino a ieri era responsabilità e competenza del "pilota"?

Parte del divertimento di andare fuoristrada, non è forse la consapevolezza che la riuscita del percorso/passaggio è legato alla capacità di lettura del terreno e conseguente gestione del mezzo?

Qualcuno si divertirebbe a fare un cruciverba su un tablet con IA che si occupa di riempire al posto tuo le caselle?
 

Andrea80bz

Biker ciceronis
4/12/21
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Bolzano
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Giant Fathom, Cannondale Topstone, Specialized Demo DH, NoName Cr-Mo
Il fatto è che la pratica della bici, sia bdc che bike è sempre più problematica per via dei rischi legati al traffico, costi, tempo etc. alla fine per la corsa ti bastano un paio di scarpe e via.
 

Badorx

Biker perfektus
7/4/12
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Mai visto un cinese in MTB, e adesso sarebbero loro a dire al mondo come andare in MTB. È pazzesco questo mondo!
La fascinazione del popolo per la tecnologia è perfetta per far trionfare questa sintesi di comunismo e capitalismo che è la Cina.
 
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picca

Biker paradisiacus
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Senza retorica, ma davvero credi sarebbe più divertente andarci con un mezzo che fa quello che fino a ieri era responsabilità e competenza del "pilota"?

Parte del divertimento di andare fuoristrada, non è forse la consapevolezza che la riuscita del percorso/passaggio è legato alla capacità di lettura del terreno e conseguente gestione del mezzo?

Qualcuno si divertirebbe a fare un cruciverba su un tablet con IA che si occupa di riempire al posto tuo le caselle?
Io la vedo come te.
Io non mi divertirei con una bici che decide al mio posto.
Ma non mi divertirei (per come vedo la bici io, ad oggi) nemmeno con una bici che mi aiuta a fare le salite.

Ma il mondo è pieno di gente che la vede diversamente da me (e probabilmente da te) e tutto ciò che risulta facile, immediato, senza tempi di apprendimento, senza allenamenti necessari, ha solitamente un grande appeal....

Quindi si. Qualcuno si divertirebbe. Anche se poi, spesso, son divertimenti che durano poco (le passioni sono un'altra cosa).