Project Dust, la nuova avventura di Lorenzo Barone

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A virato verso l'estuario, forse vuole risalire il fiume fino a Fort Djamant
secondo me va in porto, ammesso che quello che ho trovato (vedi il post con le img) sia là
 

MagicTartaruga

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domani ci informerà se non lo arrestano ahah (ironizzo perchè gli è successo in africa)
Spero per lui (e per chiunque altro) non come in Africa, comunque è un sollievo saperlo a terra.
Non sono un esperto navigatore ma penso che risalire un fiume dopo il tramonto fra correnti e maree non sia una cosa facile e in certe situazioni si rischia la vita.

E semmai un giorno dovesse leggereci: Lorenzo, ora riposati un po' che te lo sei meritato e poi riparti nel tuo viaggio che abbiamo bisogno di persone come te che ci facciano sognare.
 
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marco

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L'acqua dell'Oceano Atlantico è passata sotto e sopra di me e di questa piccola barca a remi, dalla prima all'ultima goccia. I miei piedi hanno lasciato l'ultima impronta sulla costa della Mauritania e ora proseguiranno nella terra fangosa dell'Amazzonia.
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Non sono mai stato un "uomo di mare", la mia unica esperienza erano stati due giorni nel Mediterraneo, dopo oltre un anno di preparazione sapevo che per trovare le risposte a molte mie domande era sufficiente lasciare la costa, poi i venti e le onde prevalenti mi avrebbero spinto da Est verso Ovest, gli stessi venti che trasportano ogni anno milioni di tonnellate di povere Sahariana. Partire significava quindi riuscirci, non avrei avuto più alcuna possibilità di tornare indietro, ma non volevo solo riuscirci, volevo riuscirci vivo.
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Non è andato tutto esattamente come avevo previsto: mi sono ribaltato di notte imbarcando acqua, un pannello solare si è rotto, il dissalatore elettrico aveva una piccola perdita e sono stato obbligato sin dall'inizio a usare il manuale, la nausea si è dilungata per tre settimane durante le quali ho deciso di legare con dei cordini il piccolo telo con cui mi facevo ombra nel deserto del Ciad per cercare di recuperare le forze mancanti soprattutto mentre andavo alla deriva di notte, le correnti oceaniche mi hanno fatto "danzare" per centinaia di chilometri dalla costa del Sud America a causa delle enormi quantità d'acqua rilasciate dal Rio delle Amazzoni nella stagione delle piogge, a 15 km dalla costa sono quasi naufragato su degli scogli per la corrente di marea che mi stava portando via e a causa del fondale bassissimo di queste zone rischiavo di toccare il fondale con la deriva e danneggiando la barca, infine dei pescatori si sono offerti di aiutarmi negli ultimi chilometri per riuscire a risalire il fiume nel quale si trova il porto dove si conclude questa mia prima esperienza oceanica.
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Mi sono dovuto adattare, questo è per me il cuore dell'avventura e della vita in generale. Iniziare un percorso con tante domande e pensieri per poi trovare le risposte strada facendo, accumulando esperienza grazie all'ignoto.
 
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