campeggio libero

  • Creatore Discussione fiore
  • Data di inizio
  • Watchers 3

fiore

pota-moderatur
Membro dello Staff
Moderatur
30/10/02
11.152
162
0
15
Ranica (BG)
Visita sito
gli inconvenienti del campeggio libero...:loll: :loll: :fatti-so:


Furto in alta quota: rubata sull'Himalaya l'attrezzatura dell'alpinista Simone Moro





Furto in alta quota: all'alpinista Simone Moro, impegnato in una spedizione sul'Himalaya, al Lhotse. «Non ho più nemmeno una piccozza. Mi hanno rubato tutto, le giacche in piuma, la tenda prototipo, il sacco a pelo» questo il messaggio che l'alpinista bergamasco Simone Moro ha inviato per mail dalle pendici della montagna , col morale a terra. Tornando da un viaggio di emergenza a Kathmandu, dove aveva accompagnato in elicottero un alpinista rimasto ferito, Moro non ha più trovato l'attrezzatura che aveva lasciato al campo 3 (6.800 metri).
Un furto inaspettato, almeno a quelle altitudini, che adesso mette in discussione l'impresa del bergamasco, intenzionato ad aprire una nuova via sulla parete ovest. Moro, peraltro, durante la spedizione ha già accusato diversi contrattempi, compreso un forte mal di denti, con la necessità di prendere degli antibiotici.
Nella zona, intanto, ci sono altri due alpinisti bergamaschi: Mario Merelli, che sta tentando la salita del Lhotse lungo la via normale, e Roby Piantoni, che tenta l'ascesa all'Everest.
 
fiore ha scritto:
gli inconvenienti del campeggio libero...:loll: :loll: :fatti-so:


Furto in alta quota: rubata sull'Himalaya l'attrezzatura dell'alpinista Simone Moro





Furto in alta quota: all'alpinista Simone Moro, impegnato in una spedizione sul'Himalaya, al Lhotse. «Non ho più nemmeno una piccozza. Mi hanno rubato tutto, le giacche in piuma, la tenda prototipo, il sacco a pelo» questo il messaggio che l'alpinista bergamasco Simone Moro ha inviato per mail dalle pendici della montagna , col morale a terra. Tornando da un viaggio di emergenza a Kathmandu, dove aveva accompagnato in elicottero un alpinista rimasto ferito, Moro non ha più trovato l'attrezzatura che aveva lasciato al campo 3 (6.800 metri).
Un furto inaspettato, almeno a quelle altitudini, che adesso mette in discussione l'impresa del bergamasco, intenzionato ad aprire una nuova via sulla parete ovest. Moro, peraltro, durante la spedizione ha già accusato diversi contrattempi, compreso un forte mal di denti, con la necessità di prendere degli antibiotici.
Nella zona, intanto, ci sono altri due alpinisti bergamaschi: Mario Merelli, che sta tentando la salita del Lhotse lungo la via normale, e Roby Piantoni, che tenta l'ascesa all'Everest.

N'altra volta? Mi pare che gli era già successa una cosa simile.
Purtroppo gli imbecilli rimangono tali anche quando salgono di quota... :-(
 

enry

Biker infernalis
20/9/05
1.993
62
0
52
Dolomiti (quando non lavoro in pianuraccia)
Visita sito
Bike
Specy
leggendo il libro di kammerlander (malato di montagna..buon libro....... oppure quello di krakauer....un libro meno bello e di uno che + che un alpinista è un chiaccherone) ) mi pare di aver capito che non sia la prima volta che succede un fatto del genere in himalaya.......

non vorrei dire cazzate ma sembra che in quei posti e in quelle situazioni non siano infrequenti i casi di baratto, acquisto all'asta, furto, truffa, appropiazione indebita....... (si spera almeno che quando qualcuno ruba qualcosa a un morto sulla via di salita si accerti che il proprietario sia realmente morto....ma tanto....i moribondi mica si possono portar giù............) ecc.... di vari materiali.............

se ci aggiungete il costo delle spedizioni, la scaltrezza degli sherpa (del tutto giustificata visto che sono pagati con uno sputo rispetto al nostro tenore di vita....) il fatto che bisogna arrivare in cima a tutti i costi anche se tutto va a -------, le discariche di alta quota...................

penso sempre al tipo che è partito dalla svezia in bici e che è arrivato in cima all'everest da solo.......
 
enry ha scritto:
leggendo il libro di kammerlander (malato di montagna..buon libro....... oppure quello di krakauer....un libro meno bello e di uno che + che un alpinista è un chiaccherone) ) mi pare di aver capito che non sia la prima volta che succede un fatto del genere in himalaya.......

non vorrei dire cazzate ma sembra che in quei posti e in quelle situazioni non siano infrequenti i casi di baratto, acquisto all'asta, furto, truffa, appropiazione indebita....... (si spera almeno che quando qualcuno ruba qualcosa a un morto sulla via di salita si accerti che il proprietario sia realmente morto....ma tanto....i moribondi mica si possono portar giù............) ecc.... di vari materiali.............

se ci aggiungete il costo delle spedizioni, la scaltrezza degli sherpa (del tutto giustificata visto che sono pagati con uno sputo rispetto al nostro tenore di vita....) il fatto che bisogna arrivare in cima a tutti i costi anche se tutto va a -------, le discariche di alta quota...................

Le vie normali agli ottomila purtroppo hanno smesso da tempo di essere terreno alpinistico. Si va su attaccandosi a migliaia di metri di corde fisse, inserendo il proprio scarpone in una traccia talmente solcata da centinaia di altre persone che non c'è modo di perderla. Ormai queste vie sono appannaggio totale delle c.d. spedizioni guidate e la montagna è diventata solo uno sfondo.
Sono spedizioni che spremono il "merlo" fino all'ultimo, e di "merli" ce ne sono ancora tantissimi

enry ha scritto:
penso sempre al tipo che è partito dalla svezia in bici e che è arrivato in cima all'everest da solo.......

Goran Kropp ;-)
http://www.go-mountain.com/Articoli/pillola4.html
 

fiore

pota-moderatur
Membro dello Staff
Moderatur
30/10/02
11.152
162
0
15
Ranica (BG)
Visita sito
bummi ha scritto:
Le vie normali agli ottomila purtroppo hanno smesso da tempo di essere terreno alpinistico. Si va su attaccandosi a migliaia di metri di corde fisse, inserendo il proprio scarpone in una traccia talmente solcata da centinaia di altre persone che non c'è modo di perderla.

è vero che, purtroppo, non ci son mai stato.....mi sembra cmnq un pò riduttiva la tua sintesi..:saccio:
 
fiore ha scritto:
è vero che, purtroppo, non ci son mai stato, mi sembra cmnq un pò riduttiva la tua sintesi..:saccio:

E' un triste dato di fatto confermato dai numeri. Forse non vale per tutti gli ottomila ma sicuramente per i maggiori.
Le autorità nepalesi e cinesi sono praticamente in competizione da anni fra di loro a chi fa più soldi con royalties ecc.. Il risultato è che i campi base di Everest, K2 ecc. sono ormai diventati dei posti sovraffollatissimi, nel periodo di "alta stagione" si fa fatica a trovare un posto dove piazzare la tenda. Sulla montagna si creano ingorghi sui tratti da superare con le corde fisse e le liti fra spedizioni diverse sono all'ordine del giorno.
Basta leggersi un po' di cronache dall'Himalaya... :-(
 

maxgastone

Biker spectacularis
17/10/05
21.482
-48
0
58
Novi Ligure (AL)
maxgastaldi.wordpress.com
bummi ha scritto:
Le vie normali agli ottomila purtroppo hanno smesso da tempo di essere terreno alpinistico. Si va su attaccandosi a migliaia di metri di corde fisse, inserendo il proprio scarpone in una traccia talmente solcata da centinaia di altre persone che non c'è modo di perderla. Ormai queste vie sono appannaggio totale delle c.d. spedizioni guidate e la montagna è diventata solo uno sfondo.
Sono spedizioni che spremono il "merlo" fino all'ultimo, e di "merli" ce ne sono ancora tantissimi



Goran Kropp ;-)
http://www.go-mountain.com/Articoli/pillola4.html
Con tutti i difetti di marketing che possono affliggere Simone Moro non gli si può certo imputare che le sue spedizioni sugli 8000mila della terra non siano fatte in STILE ALPINO... uno dei pochi alpinisti a farle senza grande presenza di logistica.

ps. Simone non mi sembra che vada su vie iperfrequentate ma di solito cerca nuovi itinerari...
 
maxgastone ha scritto:
Con tutti i difetti di marketing che possono affliggere Simone Moro non gli si può certo imputare che le sue spedizioni sugli 8000mila della terra non siano fatte in STILE ALPINO... uno dei pochi alpinisti a farle senza grande presenza di logistica.

ps. Simone non mi sembra che vada su vie iperfrequentate ma di solito cerca nuovi itinerari...

Non annovererei Moro fra gli esponenti dello Stile Alpino. E' vero che ha cercato itinerari nuovi e che si è mosso anche su montagne e versanti vergini ma lo stile che ha adottatto di solito è stato molto diverso. Con Boukreev (sempre citato quale suo mentore) aveva capito che salendo in velocità e attrezzando la montagna fino ad un certo punto sarebbe riuscito a subire meno i danni derivati dalla quota. Mi pare che chiamasse questo metodo "a dente di sega", ma può darsi che mi sbaglio.
Quando arrivava il maltempo i due spesso andavano addirittura a ritemprarsi più a valle del campo base, cosa possibile soprattutto sul versante pakistano e nepalese dove le valli scendono parecchio di quota e permettono all'organismo di rigenerarsi meglio. Un metodo che aveva scoperto già Diemberger parecchi anni prima.
 

maxgastone

Biker spectacularis
17/10/05
21.482
-48
0
58
Novi Ligure (AL)
maxgastaldi.wordpress.com
bummi ha scritto:
Non annovererei Moro fra gli esponenti dello Stile Alpino. E' vero che ha cercato itinerari nuovi e che si è mosso anche su montagne e versanti vergini ma lo stile che ha adottatto di solito è stato molto diverso. Con Boukreev (sempre citato quale suo mentore) aveva capito che salendo in velocità e attrezzando la montagna fino ad un certo punto sarebbe riuscito a subire meno i danni derivati dalla quota. Mi pare che chiamasse questo metodo "a dente di sega", ma può darsi che mi sbaglio.
Quando arrivava il maltempo i due spesso andavano addirittura a ritemprarsi più a valle del campo base, cosa possibile soprattutto sul versante pakistano e nepalese dove le valli scendono parecchio di quota e permettono all'organismo di rigenerarsi meglio. Un metodo che aveva scoperto già Diemberger parecchi anni prima.
Anatoli scendeva a quote "basse" nel verde per ritemprarsi dopo i lunghi sforzi di lavoro svolto ai vari campi avanzati ritenendo inutile il recupero al classico campo base... x stile alpino intendo salite leggere in autonomia con pochissimi portatori e al limite qualche sherpa di supporto
 
maxgastone ha scritto:
Anatoli scendeva a quote "basse" nel verde per ritemprarsi dopo i lunghi sforzi di lavoro svolto ai vari campi avanzati ritenendo inutile il recupero al classico campo base...

E' esattamente quello che stavo dicendo.

maxgastone ha scritto:
x stile alpino intendo salite leggere in autonomia con pochissimi portatori e al limite qualche sherpa di supporto

Portatori, corde fisse, depositi in quota, ecc. sono completamente estranei al concetto di Stile Alpino. Su questo elemento si fa tutt'ora grande confusione includendo ascensioni su vie parzialmente attrezzate con depositi in quota o corde fisse fra quelle avvenute in Stile Alpino.
Ti consiglio, se non ce l'hai già, un libro davvero bellissimo sull'argomento. Si chiama "Himalaya Stile Alpino" di Venables e Fanshawe, è un po' vecchiotto ma ancora si trova in giro relativamente facilmente (soprattutto nelle catene dei Remainders).
 

maxgastone

Biker spectacularis
17/10/05
21.482
-48
0
58
Novi Ligure (AL)
maxgastaldi.wordpress.com
bummi ha scritto:
E' esattamente quello che stavo dicendo.



Portatori, corde fisse, depositi in quota, ecc. sono completamente estranei al concetto di Stile Alpino. Su questo elemento si fa tutt'ora grande confusione includendo ascensioni su vie parzialmente attrezzate con depositi in quota o corde fisse fra quelle avvenute in Stile Alpino.
Ti consiglio, se non ce l'hai già, un libro davvero bellissimo sull'argomento. Si chiama "Himalaya Stile Alpino" di Venables e Fanshawe, è un po' vecchiotto ma ancora si trova in giro relativamente facilmente (soprattutto nelle catene dei Remainders).
Mah... io penso (anche perchè non ho mai potuto sperimentare di persona ;-)) che a quelle quote sia "aasolutamente necessario" avere dei campi base per riparo, partenze e deposito materiale. Gli accademici nel 2004 sono andati a fare una via inviolata sul Spalla orientale della vetta principale, il Kongur Est. Ti posso assicurare che non avevano sherpa ma solo qualche locals che li ha aiutati a portare il materiale a dorso di mulo per poter allestire il campo base... ebbene io ritengo che la via che hanno fatto sia in stile alpino usando le proprie forze portanto ai vari campi ogni materiale necessario...
Questo e quanto :bacetto:...

ciao...
 
maxgastone ha scritto:
Mah... io penso (anche perchè non ho mai potuto sperimentare di persona ;-)) che a quelle quote sia "aasolutamente necessario" avere dei campi base per riparo, partenze e deposito materiale. Gli accademici nel 2004 sono andati a fare una via inviolata sul Spalla orientale della vetta principale, il Kongur Est. Ti posso assicurare che non avevano sherpa ma solo qualche locals che li ha aiutati a portare il materiale a dorso di mulo per poter allestire il campo base... ebbene io ritengo che la via che hanno fatto sia in stile alpino usando le proprie forze portanto ai vari campi ogni materiale necessario...
Questo e quanto :bacetto:...

ciao...

A volte mitizziamo molto certi epiteti e/o definizioni e quando una certa ascensione ci piace tanto perchè risponde molto ai principi etici che ci ispirano tendiamo a volergli dare quell'epiteto che tanto ci piace.

Andando più nello specifico di quello che dici certe "seghe" mentali sullo stile alpino o non alpino si fanno a partire dal campo base in su. Quindi la via di Penasa & C. è sicuramente un'ascensione in Stile Alpino. Su questo siamo perfettamente d'accordo. :-)