comprensione bollettini

  • Creatore Discussione Pe
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enry ha scritto:
non mi offendo assolutamente

ma di norma non dico fesserie

se fa 20 cm e non fa vento il pericolo è relativamente basso (ovvio che ripeto il fondo deve essere stabile)

se fa 1 metro in un giorno va a grado 4 o 5 automaticamente

Quali sarebbero i cm a partire dai quali comincerebbe il pericolo?
Seguendo il tuo ragionamento sarebbe la quantità della neve ad essere pericolosa e non la sua qualità.

enry ha scritto:
il fatto che ci sia forte pericolo in stagioni di poca neve è dovuto alla presenza di accumuli da vento e la gente va a sciare solo là quindi rischia di più

Questo è vero, ma non è l'unica situazione di pericolo che si può creare.

enry ha scritto:
la tua affermazione sul punto di formazione della valanga su cosa si basa? filosofia di paperopoli?

Si fonda su circa 20 anni di esperienza sul campo, passati spesso con istruttori e Guide Alpine, vedendo anche come si aggiornano sull'argomento, ecc.. Non mi piace l'esibizione del curriculum, comunque prima d'inverno sciavo meno e andavo soprattutto a far canali con piccozza e ramponi dove correvo forse rischi anche maggiori di adesso, ma ero giovane ed incosciente. :-)
Nel merito di quello che chiedi, qualche tempo fa qualcuno postò in questa sezione le immagini di un sciatore che dopo aver provocato un distacco si salvava miracolosamente trovando casualmente nella direzione in cui sciava un'uscita dal canale dove stava scendendo la valanga. Era un esempio interessante, si vedeva chiaramente che il momento in cui avveniva il distacco si era avuto quando lui stava più o meno al centro del lastrone.
Un lastrone di neve è come un grosso pezzo di vetro appoggiato su un pendio sul quale aderisce precariamente solo ai lati, se lo spingi dall'alto spesso non lo rompi, ma se ci salti sopra al centro si.

enry ha scritto:
il fattore di carico 8 (8 volte il peso dello sciatore) si ha solo in caso di caduta dello sciatore (manuale caiotto dixit...come caduta dell'arrrampicatore in ferrata)

Ho detto infatti FINO ad otto volte, ma quello che volevo evidenziare è che se fai un esperimento simile da fermo stai dimostrando molto poco perchè quando scierai sopra a quel pendio in discesa lo solleciterai molto di più.

enry ha scritto:
se vado su un piccolo dosso a provare la stabilità del pendio e si stacca una fetta di 1 m x 30 cm spiegami che rischio corro......

Non capisco bene. Questa prova la fai sul pendio che scenderai o su un dosso contiguo?
Nel primo caso come fai a sapere in anticipo che non si stacchi un lastrone di 50 m? E nel secondo che utilità ha fare prove su un pendio che non scenderai? Pendii contigui possono avere differenze abissali fra loro, a volte bastano veramente pochi metri.

enry ha scritto:
allora quelli della forestale che tutti i giorni vanno sul padon a staccare le valanghe per rendere sicura la pista dovrebbero essere già morti da un pezzo....

Evidentemente non si mettono in mezzo ad un lastrone a saltarci sopra. :-)
Ci sono tecniche molto specifiche per fare queste cose.

enry ha scritto:
bummi non te la prendere ma l'opinione che ci siamo fatti tutti di te è che hai letto 2-3 manuali, te li ricordi male e continui a fare il professore senza un briciolo di esperienza sul campo......

pedala ragazzo!

Il forum serve a confrontare le proprie esperienze se mi offendessi per quello che mi dici tu o il moderatore/direttore (che detto per inciso oltre a fare battute sui miei toni dice poco altro...) sarei nel posto sbagliato. :-)
bummi
 

marco

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caro bummi,

non dico altro perchè sono preso ad andarci, nella neve, invece di scrivere il bigino della brina per corrispondenza.
Da quattro giorni abbiamo condizioni strepitose qui in Baviera. :beautifu:

Saluti.
 

Pe

Biker velocissimus
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per adesso roma...
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domenico ha scritto:
....Tutto questo solo per dire che l'impatto che ha una perturbazione su due vallate anche attigue può concretizzarsi in termini di precipitazioni in modo assai diverso.

ok, mi pare di leggere una estrema fiducia sulle analisi in quella zona.
mi fa molto piacere accettarlo e mandare a cagare le mie perplessità.

denghiu :prost:

...certo se si facesse anche in appennino....
 
Pe ha scritto:
ok, mi pare di leggere una estrema fiducia sulle analisi in quella zona.
mi fa molto piacere accettarlo e mandare a cagare le mie perplessità.

denghiu :prost:

...certo se si facesse anche in appennino....

Questione di risorse e anche di competenze.
Sulle alpi i bollettini sono a livello regionale, ci sono regioni a statuto autonomo che hanno disponibilità economiche che una regione come il Molise se le sogna. Inoltre chi redige i bollettini sulle Alpi ha una preparazione che le guardie forestali di Meteomont assegnate al Terminillo se la sognano.
E' purtroppo anche un gioco basato sul ritorno economico, quanti praticano il fuoripista sulle Alpi? Quanti lo fanno sull'Appennino?
In compenso c'è anche da dire che meno informazioni ricevi dagli altri più sei portato a costruirtele da solo, così si affina di più l'osservazione sul campo sia della neve che del terreno. L'esperienza e la conoscenza del territorio quaggiù sono elementi fondamentali. Sapere che una determinata valle risulta più o meno ricettiva a determinate perturbazioni è molto utile, d'altronde l'Appennino centrale può essere investito grosso modo da due tipi di perturbazioni. Quelle atlantiche che arrivano da ovest spesso precedute da correnti calde e che apportano quasi sempre nevicate sui gruppi montuosi più occidentali (Terminillo, Ernici, Meta, ecc.) e che danno luogo al c.d. foehn appenninico per cui verso Est spirano venti fortissimi ma il tempo è tendenzialmente asciutto. Questo genere di nevicate sono di solito di neve molto umida e pesante (c.d. polvere pesante).
Poi ci sono le perturbazioni in arrivo dai Balcani spesso accompagnate da forti venti freddi dai quadranti settentrionali. Sono le condizioni ideali per avere la Tramontana a Roma mentre sul litorale adriatico nevica fino a livello del mare (è quello che è successo proprio l'altro giorno) e sulla Majella, sul Gran Sasso, sulla Laga o sui Sibillini i pendii si coprono di bella neve farinosa e soffice.
Detto questo, la gita si prepara bene a casa, la scelta dell'itinerario si fa sempre a tavolino, magari chiamando amici più esperti della zona dove vorresti andare o chiamando chi vive sul posto (quaggiù gli scialpinauti si conoscono praticamente tutti fra loro, anche a centinaia di km di distanza).
I bollettini sono utili ma non essenziali.
bummi