Ciao Frank,
innanzitutto rinnovo a te (azz, ci mancava solo il fulmine...) e a tutti quelli che hanno subito in maniera più o meno grave questo disastro la mia solidarietà. Poco fa ho sentito un mio amico (un siculo trapiantato a Perfugas) che fa il volontario nella Protezione Civile, mi ha detto che sabato scorso erano dalle vostre parti per dare una mano a rimuovere fango e macerie e un'ora fa stavano caricando un camion di generi vari per partire domani mattina (se vedi il gruppo di Perfugas salutameli), quindi se si stanno ancora muovendo vuol dire che la situazione non è ancora così a posto, nonostante i clamori mediatici si siano assopiti un po'.
Riguardo al tuo discorso sulla pianificazione territoriale vorrei ricordare che i vari piani comunali e sovracomunali devono essere redatti da un tecnico abilitato, rimane però il fatto che il tecnico viene chiamato ad operare dagli amministratori, i quali spesso cercano qualcuno che possa "trovare l'accordo" per accondiscendere a queste o quelle richieste e assicurarsi i voti per essere rieletti. E questo nonostante il fatto che all'inizio si possano avere le migliori intenzioni, quando si arriva al dunque iniziano a saltare fuori i particolarismi e i clientelismi che arrivano anche a minacciare dall'interno la stabilità stessa delle amministrazioni, e questo purtroppo in maniera particolare in Sardegna. Usanza tutta isolana poi è quella di fare quello che ci pare e piace e, dopo che qualche furbetto si è fatto la casetta "in deroga", qualcuno più furbetto ancora ci ha fatto i soldi e tanti altri hanno investito i risparmi di una vita per comprare una casa fidandosi del fatto che il progetto è in regola e la ditta è seria quindi non ci sono problemi, insomma quando i buoi sono usciti gli amministratori chiudono la stalla chiamando un urbanista (spesso un illustre luminare di chiara fama) per "mettere le cose a posto". Questo è capitato ad esempio a Nuoro e si sa cosa sia successo per quanto riguarda interi isolati abusivi e poi regolarizzati nei mille condoni della nostra Italia, sta capitando a Sassari dove uno dei migliori urbanisti d'italia (mio ex professore universitario e componente della mia commissione di laurea) sta cercando di affermare dei princìpi molto moderni e all'avangurdia nella gestione e soprattutto salvaguardia del territorio (espansione zero, completamento dei vuoti urbani, infrastrutturazione diffusa, riuso delle volumetrie esistenti e perequazione volumetrica e funzionale) barcamenandosi fra i mille politicanti che lo tirano per la giacchetta e mentalità ottuse e testardamente contro solo per partito preso nei confronti di questo o quell'altro avversario politico. Non mi sembra di affermare niente di sconosciuto con questo, dato che i giornali hanno riportato ampiamente le "difficoltà politiche di tenuta della maggioranza" che hanno accompgnato l'iter dell'approvando PUC di Sassari. Per parte mia e con grande rammarico ora lavoro "in continente" anche per questi modi di operare ottusi e inconcludenti se non spesso disfattisti. Mi dispiace dover parlare in questo modo, ma certe conseguenze (per fortuna non sempre tragiche ma per questo non meno gravi) sono sotto gli occhi di tutti e chi affrema che queste cose non accadono è perchè non vuol vedere!
Scusate lo sfogo, ma quel bel lembo di terra in mezzo al mediterraneo SIAMO NOI, siamo noi che possiamo decidere se depredare la nostra terra o conservarla il meglio possibile per i nostri figli, siamo noi che dobbiamo batterci contro chi fa il furbo invece di cercare nostra volta di essere "più furbi", siamo noi che quando ci accorgiamo di aver fatto danni dovremmo rimboccarci le maniche invece di piangere o maledire il sindaco quando succede qualcosa.
Ma dovremmo cambiare mentalità, e in fretta se non vogliamo trovarci col sedere per terra una volta per tutte, darci da fare in prima persona e smetterla di vivere in una società di assistenzialismo, contributi, integrazioni e altre stronzate a sostegno di economie e modi produttivi palesemente in perdita (se apri un manuale base di economia ti dice ad esempio che le industrie di trasformazione vanno collocate nei nodi infrastrutturali, cioè dove hai un porto, delle strade efficienti e magari anche la ferrovia, che K@$$o ci fa un'industria petrolchimica ad Ottana???), trasformare la nostra economia, ma questa è una cosa che va fatta tutti insieme, altrimenti non funziona.
Mi torna in mente il vecchio Benito Urgu, che sto iniziando a riconsierare per la saggezza nascosta in certe sue battute, quando impersonando un fantomatico sindaco diceva: " paesani del mio paese è il vostro sindico che vi parla, appo scippiu che gente infiltrona delle bidde accanta si n'di bollinti furai s'acqua, ma deu mengiu di la donai ai cussusu a s'acqua li pongiu fogu!"
Ecco, noi sardi siamo così, spero non per sempre....