Assolutamente lo sono. Probabilmente anche di più di atleti del passato.
Non so bene come dirlo, secondo me manca il "racconto", la "narrativa", l'esposizione mediatica incentrata sugli atleti.
In passato per me c'era un po' di più questo aspetto, tipo con Schurter, Absalon, Pauline Ferrand Prevot, Jolanda Neff ecc...
Oggi la narrativa se noti è cambiata "primo podio di una 32" oppure "tizio vince con le sospensioni elettroniche", a me sembra che sia tutto un voler vendere e spennare l'appassionato invece di supportarlo nella pratica dello sport.
Il punto è che i mezzi da gara per quanto fighi e tecnologici non ti emozioneranno mai come vedere un fenomeno di una disciplina a 2 metri da te mentre sale per un muro impossibile, il punto è che il fenomeno oggi è quasi un totale sconosciuto perché nessuno ne parla.
Se ad esempio vai su pianetamountainbike la prima notizia è su una "misteriosa ruota" con raggi in carbonio di Alan Hatherly, la notizia di martina berta è la quarta...
Il motivo è semplice: la gara non interessa, non viene letto l'articolo e a parte le spese, non tiri fuori niente.
Invece per una ruota da 32 siete pronti a scrivere centinaia di commenti.
