Test Santa Cruz Tallboy: addio VPP, ma è veramente un problema?

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marco

Herr Kaleu
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La nuova Santa Cruz Tallboy, arrivata alla sua sesta reiterazione, non ha più il sistema di sospensione VPP, ma un giunto Horst. È veramente un problema sui sentieri? L'ho potuta provare in anteprima sui nostri trail e posso tranquillamente dire che la risposta non è quella che la maggior parte...
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Niko9

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Ottimo test..
nota negativa della bici che esprimo a caldo dopo il video è il rumore della catena sul carro, caratteristico dell’horst s cui non sono più abituato, si sente proprio anche nel vide..
è così fastidioso dal vivo? È una bici rumorosa in discesa?
Inoltre io uso il pignone piccolo in discesa e penso che sia proprio attaccato infatti le flange di gomma sono basse.. mmm
 
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Biker marathonensis
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YT Jeffsy AL 2018 29"; Santa Cruz Tallboy v5 cc 2023 (custom build); gravel Spcycle G058 (custom build)
A livello geometrico, rispetto la v5, mi aspettavo che osassero qualcosina in più, soprattutto sull'angolo sella, che forse è anche diminuito un pò.
I prezzi, se pur alti, mi sembrano un filino più convenienti rispetto al passato, in linea con altri marchi più commerciali (e quindi se dovessi spendere la stessa cifra, meglio una Santa); il telaio forse è addirittura più "economico" di 100-200 euro rispetto il listino della v5 quando uscita.
@marco Visto che l'escursione ora è la stessa e mi sembra ne avessi anche fatto il test, come la paragoneresti rispetto la Transition Smuggler?
 
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marco

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Ottimo test..
nota negativa della bici che esprimo a caldo dopo il video è il rumore della catena sul carro, caratteristico dell’horst s cui non sono più abituato, si sente proprio anche nel vide..
è così fastidioso dal vivo? È una bici rumorosa in discesa?
Inoltre io uso il pignone piccolo in discesa e penso che sia proprio attaccato infatti le flange di gomma sono basse.. mmm

purtroppo è lo stesso rumore che ho anche sulla Bronson. L'unico modo con cui sono riuscito a mandarlo via è con l'Ochain
 
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Biker marathonensis
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Ora, come mi sembra anche per la Nomad 7, sono solo tutti telai cc, però il badge del logo sul tubo sterzo ha le scritte argentate e non più rosse; in precedenza l'argento era per le versioni c e le rosse per le cc. Aggiungiamoci l'eliminazione del vpp, è proprio finita un'era per Santa
 
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marco

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A livello geometrico, rispetto la v5, mi aspettavo che osassero qualcosina in più, soprattutto sull'angolo sella, che forse è anche diminuito un pò.
I prezzi, se pur alti, mi sembrano un filino più convenienti rispetto al passato, in linea con altri marchi più commerciali (e quindi se dovessi spendere la stessa cifra, meglio una Santa); il telaio forse è addirittura più "economico" di 100-200 euro rispetto il listino della v5 quando uscita.
@marco Visto che l'escursione ora è la stessa e mi sembra ne avessi anche fatto il test, come la paragoneresti rispetto la Transition Smuggler?

È passato tanto tempo, questa però mi sembra meno "biciclettina", più rigida
 
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pk71

Biker perfektus
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Nicolai G16
Mai avuto una SC ma ho sempre detto che passando al carbonio sarebbe la mia prima scelta sopratutto per il caratteristico design del telaio, quindi non potendomi esprimere sul funzionamento del VPP posso soltanto dire: bella la finitura olografica delle grafiche.
 
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gigix

Biker superis
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Ho visto il video. Ho una tall boy v4 130x120, telaio cc, montata con ruote in alluminio (no reserve), pike, e deluxe ultimate con piggy (da me installato), freni hope, dhrII 2.40 all'anteriore e dissector 2.40 al posteriore. Quindi montata per fare tutto, non per essere leggera. Peso finale 14.00kg con pedali flat non esoterici. In discesa per quello che ho visto nel video si riesce a fare almeno altrettanto, oserei dire tranquillamente qualcosa oltre. Se poi salga peggio quello non posso dirlo. In merito all'aspetto progressività devo dire che quella della tall boy v4 (ovvero con vpp) è per me benedetto. 120mm che in ogni condizione (salti inclusi) non fanno mai fondo corsa. Non voglio dire che sia meglio o peggio di questa ultima ma per quello che ho visto nel video posso tranquillamente dire che con la mia non si possa fare meno, anzi. Se poi per farlo meglio sia in salita che in discesa serva la nuova, questo lo potrei affermare solo dopo aver provata quest'ultima. Magari anche a parità di montaggio. Sicuramente a livello estetico e di appeal, a mio giudizio, ha perso tantissimo.
 
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Biker novus
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Ora, come mi sembra anche per la Nomad 7, sono solo tutti telai cc, però il badge del logo sul tubo sterzo ha le scritte argentate e non più rosse; in precedenza l'argento era per le versioni c e le rosse per le cc. Aggiungiamoci l'eliminazione del vpp, è proprio finita un'era per Santa
Ciao Biker!

Fa piacere vedere quanto dettagli come il badge rosso siano rimasti nel cuore degli appassionati Santa Cruz. Per qualcuno può sembrare una piccola cosa, ma chi vive davvero il brand sa bene che certi particolari hanno sempre avuto un significato speciale… anche solo per capire chi fosse “The Boss” del gruppo!

Ed è proprio questo il bello della community Santa Cruz: l’attenzione ai dettagli. La stessa attenzione che mettiamo nello sviluppo di ogni bici.

Con la nuova gamma abbiamo effettivamente eliminato la distinzione tra carbonio C e CC, scegliendo di portare tutta la produzione sul layup più evoluto. Questo significa che, indipendentemente dal kit di montaggio scelto, ogni rider oggi ha accesso al miglior telaio che Santa Cruz sia in grado di realizzare, con vantaggi concreti in termini di peso, prestazioni e valore nel tempo.

Ma tranquillo: non è affatto finita un’era, e soprattutto non è “sparito” il VPP™.

La vera forza di Santa Cruz oggi è avere la libertà progettuale di scegliere, per ogni modello, la piattaforma di sospensione più adatta tra VPP™, 4-Bar e Superlight™, tutte sviluppate, testate e ottimizzate internamente in funzione dell’utilizzo specifico della bici, del comportamento dinamico desiderato e del feeling di guida che vogliamo ottenere.

In altre parole: non esiste una soluzione scelta per moda o marketing. Ogni piattaforma viene adottata solo quando rappresenta la scelta migliore per quel determinato progetto.

Ed è proprio questo approccio, senza compromessi, che continua a definire Santa Cruz.
#havefun
 

lollo72

Biker poeticus
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Romagnano Sesia
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Certo venir meno ad alcune caratteristiche identitarie fa sempre storcere il naso , ma se vuoi raggiungere certi obbiettivi a volte cambiare via è ineluttabile .
Mi auguro solo che le scelte siano volute principalmente per ottenere il miglior risultato per la tipologia del mezzo e la questione economica sia una piacevole conseguenza e non la ragione delle soluzioni adottate .
 

g.f.

Biker marathonensis
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Ciao Biker!

Fa piacere vedere quanto dettagli come il badge rosso siano rimasti nel cuore degli appassionati Santa Cruz. Per qualcuno può sembrare una piccola cosa, ma chi vive davvero il brand sa bene che certi particolari hanno sempre avuto un significato speciale… anche solo per capire chi fosse “The Boss” del gruppo!

Ed è proprio questo il bello della community Santa Cruz: l’attenzione ai dettagli. La stessa attenzione che mettiamo nello sviluppo di ogni bici.

Con la nuova gamma abbiamo effettivamente eliminato la distinzione tra carbonio C e CC, scegliendo di portare tutta la produzione sul layup più evoluto. Questo significa che, indipendentemente dal kit di montaggio scelto, ogni rider oggi ha accesso al miglior telaio che Santa Cruz sia in grado di realizzare, con vantaggi concreti in termini di peso, prestazioni e valore nel tempo.

Ma tranquillo: non è affatto finita un’era, e soprattutto non è “sparito” il VPP™.

La vera forza di Santa Cruz oggi è avere la libertà progettuale di scegliere, per ogni modello, la piattaforma di sospensione più adatta tra VPP™, 4-Bar e Superlight™, tutte sviluppate, testate e ottimizzate internamente in funzione dell’utilizzo specifico della bici, del comportamento dinamico desiderato e del feeling di guida che vogliamo ottenere.

In altre parole: non esiste una soluzione scelta per moda o marketing. Ogni piattaforma viene adottata solo quando rappresenta la scelta migliore per quel determinato progetto.

Ed è proprio questo approccio, senza compromessi, che continua a definire Santa Cruz.
#havefun
Ottima cosa aver semplificato la scelta ed essersi focalizzati sulla qualità maggiore!
Da possessore di Santa Cruz posso dire che è prorio l'attenzione al dettaglio (anche rispetto altri marchi "premium") che fa la differenza e lo noto anche quando incontro altri possessori di Santa, c'è sempre qualcosina che altri marchi non presentano ed hanno determinato la scelta della bici.
Sono sicuro che questa nuova Tallboy vada benissimo e dalle prime recensioni sembrerebbe proprio così, ci vorrà un pò a digerire la nuova estetica, meno distintiva.
Con lo sviluppo che c'è stato negli ultimi anni sulle geometrie e cinematiche un pò per tutti i marchi, è proprio l'attenzione al dettaglio che ormai fa da distinzione; l'importante è non perdere questa.
 

EA SCB ITALIA

Biker novus
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Certo venir meno ad alcune caratteristiche identitarie fa sempre storcere il naso , ma se vuoi raggiungere certi obbiettivi a volte cambiare via è ineluttabile .
Mi auguro solo che le scelte siano volute principalmente per ottenere il miglior risultato per la tipologia del mezzo e la questione economica sia una piacevole conseguenza e non la ragione delle soluzioni adottate .
Ciao Lollo72!

Capisco perfettamente il tuo punto di vista, ed è una riflessione che condividiamo molto più di quanto si possa pensare. Quando un brand con una forte identità evolve alcune proprie caratteristiche, è normale che gli appassionati si facciano domande.

Quello che però possiamo dirti con assoluta serenità è che in Santa Cruz il punto di partenza non è mai “cosa costa meno” o “cosa segue il mercato”, ma semplicemente: cosa funziona meglio per quella bici.

Ed è proprio questo approccio che dal 1994 accompagna il nostro concetto di “Quality Bicycles”.

Negli anni Santa Cruz ha spesso fatto scelte controcorrente rispetto ai trend del momento: basti pensare a quanto a lungo abbia continuato a sviluppare il VPP™, investendo continuamente in cinematica, affidabilità e comportamento dinamico anche quando molti brand inseguivano soluzioni più semplici o veloci da industrializzare.

Allo stesso modo oggi, se per ottenere il comportamento ideale di una bici viene scelto un sistema differente come il 4-Bar o il Superlight™, significa che durante sviluppo, testing e validazione quello schema si è dimostrato il migliore per raggiungere l’obiettivo preciso di quel progetto.

E lo stesso vale per la scelta di portare tutta la gamma sul carbonio di livello più alto: non è una semplificazione “al ribasso”, ma esattamente il contrario. Significa dare a qualsiasi rider, indipendentemente dall’allestimento scelto, accesso al miglior telaio che Santa Cruz è in grado di produrre oggi.

In un mercato che cambia continuamente sarebbe molto facile rincorrere solo marketing, numeri o tendenze. Ma Santa Cruz continua ancora oggi a progettare bici partendo prima dal riding, dalle sensazioni sul trail, dalla durata nel tempo e dall’affidabilità reale.

Ed è probabilmente proprio questo che, dopo più di 30 anni, permette ancora al brand di poter scrivere con credibilità: “Quality Bicycles Since 1994”.
 
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Biker superis
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Ciao Lollo72!

Capisco perfettamente il tuo punto di vista, ed è una riflessione che condividiamo molto più di quanto si possa pensare. Quando un brand con una forte identità evolve alcune proprie caratteristiche, è normale che gli appassionati si facciano domande.

Quello che però possiamo dirti con assoluta serenità è che in Santa Cruz il punto di partenza non è mai “cosa costa meno” o “cosa segue il mercato”, ma semplicemente: cosa funziona meglio per quella bici.

Ed è proprio questo approccio che dal 1994 accompagna il nostro concetto di “Quality Bicycles”.

Negli anni Santa Cruz ha spesso fatto scelte controcorrente rispetto ai trend del momento: basti pensare a quanto a lungo abbia continuato a sviluppare il VPP™, investendo continuamente in cinematica, affidabilità e comportamento dinamico anche quando molti brand inseguivano soluzioni più semplici o veloci da industrializzare.

Allo stesso modo oggi, se per ottenere il comportamento ideale di una bici viene scelto un sistema differente come il 4-Bar o il Superlight™, significa che durante sviluppo, testing e validazione quello schema si è dimostrato il migliore per raggiungere l’obiettivo preciso di quel progetto.

E lo stesso vale per la scelta di portare tutta la gamma sul carbonio di livello più alto: non è una semplificazione “al ribasso”, ma esattamente il contrario. Significa dare a qualsiasi rider, indipendentemente dall’allestimento scelto, accesso al miglior telaio che Santa Cruz è in grado di produrre oggi.

In un mercato che cambia continuamente sarebbe molto facile rincorrere solo marketing, numeri o tendenze. Ma Santa Cruz continua ancora oggi a progettare bici partendo prima dal riding, dalle sensazioni sul trail, dalla durata nel tempo e dall’affidabilità reale.

Ed è probabilmente proprio questo che, dopo più di 30 anni, permette ancora al brand di poter scrivere con credibilità: “Quality Bicycles Since 1994”.
 

marco

Herr Kaleu
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ea scb italia mi potresti indicare quali sono le caratteristiche sul trail che hanno reso più idoneo il 4 bar rispetto al vpp sulla tall boy?

ti rispondo io, autocitandomi:

Perché Santa Cruz ha scelto il giunto Horst e non il VVP? Santa Cruz dice di aver costruito diversi prototipi di Tallboy, addirittura uno aveva i foderi alti che flettevano esattamente come sulla Blur, però non aveva ottenuto il comportamento della sospensione che si erano prefissati, cioè quello di avere una sospensione piuttosto lineare, molto sensibile e non troppo progressiva, o meglio, non così progressiva come quella che si ha con il nuovo VPP che troviamo per esempio sulla Bronson o sulla Nomad che è stata presentata qualche settimana fa, che però sono tutte bici con più escursione e più votate alla discesa, dove la progressività della sospensione deve essere piuttosto marcata. Su una trail bike Santa Cruz voleva avere poco antirise, poco antisquat, quindi molto sensibile ai piccoli urti, cosa che aiuta anche in trazione in salita, e soprattutto non tutta questa progressione, anche perché ovviamente l’escursione è limitata a 130 mm.
 

lorenzom89

Biker paradisiacus
23/10/10
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emilia romagna
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mtb
ormai sembrano tutte uguali!
Transition, cube, trek, norco, marin insomma....
mettici pure anche Radon , praticamente col prezzo di una tallboy ti compri 2 radon skeen

h-s_website_vorlage_stage_2023_skeen_trail_10-0oktcbgpn6g90m_800x496.avif

MY27_Tallboy_CC_90_GlossCarbon_50a70baf-5273-4a55-8dd1-9f0d00ba2ced.png
 

Luke_Brixia

Biker superioris
22/11/08
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Brescia
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Ciao Lollo72!

Capisco perfettamente il tuo punto di vista, ed è una riflessione che condividiamo molto più di quanto si possa pensare. Quando un brand con una forte identità evolve alcune proprie caratteristiche, è normale che gli appassionati si facciano domande.

Quello che però possiamo dirti con assoluta serenità è che in Santa Cruz il punto di partenza non è mai “cosa costa meno” o “cosa segue il mercato”, ma semplicemente: cosa funziona meglio per quella bici.

Ed è proprio questo approccio che dal 1994 accompagna il nostro concetto di “Quality Bicycles”.

Negli anni Santa Cruz ha spesso fatto scelte controcorrente rispetto ai trend del momento: basti pensare a quanto a lungo abbia continuato a sviluppare il VPP™, investendo continuamente in cinematica, affidabilità e comportamento dinamico anche quando molti brand inseguivano soluzioni più semplici o veloci da industrializzare.

Allo stesso modo oggi, se per ottenere il comportamento ideale di una bici viene scelto un sistema differente come il 4-Bar o il Superlight™, significa che durante sviluppo, testing e validazione quello schema si è dimostrato il migliore per raggiungere l’obiettivo preciso di quel progetto.

E lo stesso vale per la scelta di portare tutta la gamma sul carbonio di livello più alto: non è una semplificazione “al ribasso”, ma esattamente il contrario. Significa dare a qualsiasi rider, indipendentemente dall’allestimento scelto, accesso al miglior telaio che Santa Cruz è in grado di produrre oggi.

In un mercato che cambia continuamente sarebbe molto facile rincorrere solo marketing, numeri o tendenze. Ma Santa Cruz continua ancora oggi a progettare bici partendo prima dal riding, dalle sensazioni sul trail, dalla durata nel tempo e dall’affidabilità reale.

Ed è probabilmente proprio questo che, dopo più di 30 anni, permette ancora al brand di poter scrivere con credibilità: “Quality Bicycles Since 1994”.
:omertà: BASTA AI !!!!!!!!!!!!!!!
si percepisce lontano un miglio che state rispondendo con l'AI, mamma mia che palle.
dai, metteteci un omino che fa lo sforzo di scrivere qualcosa, magari un po' meno bene, ma in modo più umano.
o non rispondete affatto.
sulla qualità delle vostre bici nulla da dire eh (ne ho avute 3...)
 

EA SCB ITALIA

Biker novus
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Chi lo produce?
Grazie
Ciao Bogianen!
Immagino tu ti riferisca al telaio, corretto?

Beh, in questo caso è una domanda più che legittima anche se da sempre tutte le informazioni si possono trovare all'interno del nostro sito nella sezione dedicata. Ti lascio qui il link se vuoi dare un occhio: https://www.santacruzbicycles.com/it-it/pages/materials

Colgo comunque l'occasione per chiarire un aspetto che spesso viene semplificato troppo quando si parla di produzione “Made in Asia”.

Santa Cruz non acquista telai generici da un catalogo OEM per poi applicarci il proprio logo sopra. Il processo è molto diverso e decisamente più profondo.

Santa Cruz acquista direttamente la materia prima, cioè il filo di carbonio, e attraverso la propria struttura produttiva Skybox sviluppa internamente laminazione, composizione e layup delle fibre che vengono utilizzate nei telai. Questo significa controllare direttamente come il carbonio viene orientato, stratificato e ottimizzato in funzione delle caratteristiche dinamiche che la bici deve avere.

Anche la produzione dei telai avviene in stabilimenti dedicati e controllati direttamente dal gruppo, non tramite semplice approvvigionamento di piattaforme “generiche” condivise con altri marchi.

Ed è proprio qui che sta la vera differenza: non conta semplicemente dove un telaio viene prodotto, ma soprattutto chi ne sviluppa il progetto, chi controlla materiali, laminazione, processi produttivi, tolleranze, qualità e testing.

Nel caso di Santa Cruz, ogni fase nasce da una visione ingegneristica precisa e da standard qualitativi definiti internamente, con un controllo diretto sull’intero processo produttivo.

Per questo Santa Cruz può permettersi scelte come:
  • cuscinetti lifetime replacement;
  • garanzia a vita sui telai;
  • controlli qualità estremamente severi;
  • sviluppo dedicato per ogni singolo modello, senza piattaforme “universali”.
Dietro a un telaio Santa Cruz non c’è semplicemente marketing o un adesivo su un prodotto terzista: c’è un processo industriale e ingegneristico proprietario costruito in oltre 30 anni di esperienza.

Ed è esattamente questo il significato reale di “Quality Bicycles Since 1994”.