Il tuo ragionamento in linea teorica è corretto ma probabilmente ognuno ha delle carenze che vanno affrontate con metodiche diverse.
Perdonami, ma sul forum poche volte si ha la possibilità di conoscere le persone nel dettaglio e nelle loro particolarità, quindi per forza di cose si parla in termini assoluti, ossia in termini "giusti per tutti", tranne nei casi particolari.
L'agilità è importante, ma non è un obiettivo, è una conseguenza di una adeguata preparazione fisica.
Se, ad esempio, affrontando una discesa, dopo una lunga salita, non sei ingrado di "tollerare il lattato", la tua agilità va a farsi benedire...
Stessa cosa su un percorso "vario", con susseguirsi di tratti pianeggianti e salite "dure": se non hai una buona potenza aerobica ed una soglia "spostata opportunamente in avanti", la produzione di lattato diventa eccessiva, vai in affanno, le gambe diventano di pietra e l'agilità va a farsi benedire.
Non esistono esoterismo nella preparazione atletica, non ce n'è....i meccanismi sono:
- aerobici: capacità aerobica (lungo)
- aerobici: potenza aerobica (soglia)
- aerobici: potenza aerobica (Vo2max)
- anaerobici alattacidi (forza massima)
- anaerobici lattacidi (forza resistente)
Ai quali aggiungere:
- propriocettività (per chi ha a che fare con "l'equilibrio")
- reattività neuromuscolare (per chi ha a che fare con la "reattività" all'imprevisto)
Agilità...resistenza...prontezza...scioltezza...gamba....sono tutti "mezzi termini" che putroppo non hanno un significato preciso se vengono inseriti in un preciso contesto dettagliato.
Se si sviluppano i 7 punti qua sopra in modo ADEGUATO e PROGRAMMATO (adattandoli al tipo di disciplina, percorsi, particolarità soggettive dell'altleta, programmazione stagione), si è fatto quasi il 100% di quello che si deve/può fare.
ADEGUATO e PROGRAMMATO significa anche e soprattutto attraverso richiami ciclici (in base allo stato di forma osservabile ed in base alle esperienze passate) delle varie componenti.
Quanto sopra non sono miei parere, è quanto osservabile scaricando e studiando i principali contributi che offre il web (dispense di scienze motorie, ricerche, esempi, casi pratici, testimonianze).
Studiarle può essere noioso (a me piace e diverte), ma aver coscienza di cosa stia alla base di una potenziale "buona preparazione" è a mio parere molto importante.
Arriva maggio/giugno e qui faccio la caxxata, convinto come te che l'agilità non sia importante e comincio a fare ripetute e sfr negli allenamenti, senza nessuna uscità in agilità, risultato: le prestazioni calano, in salita soffro e nelle gare acido lattico da vendere, appice del disastro con 2 ritiri per imposibilità di proseguire dal dolore che mi provocavano!!
Ma scusa: quando e dove avrei scritto che l'agilità non è imporante?
Non ho detto che il "fondo" non sia importante, ho detto che non è accettabile metterlo davanti a tutto e trascurare la preparazione "specifica" ed i richiami ciclici.
Tu stesso ti sei accorto dell'errore: la tolleranza al lattato è una delle "capacità" che si perdono in maggior tempo..questo significa che non è necessario "prolungarle" o "richiamarle" troppo spesso o troppo intensamente (sul web ci sono begli articoli che indicano i livelli di degrado nel tempo della capacità media di un atleta di tollerare il lattato).
Inoltre qualsiasi lavoro di "resistenza specifica" va interrotto nelle 2/3 settimane precedenti alle gare.
Dipende poi dalle gare!
Se fai le GF, già il nome indica cosa serva di più (la componente aerobica la fa da padrona)...se fai Enduro, occorre molta più tolleranza al lattato, poichè lo sforzo è al 70% circa anaerobico lattacido.
Una buona preparazione, oltre a considerare necessariamente le specificità dell'altleta, non può permettersi di trascurare i principi base di fisiologia dell'allenamento (e se li ho imparati un pochino io, può impararli chiunque

...).