Smaltire acido lattico dopo salite intense

pietroballini

Biker superioris
6/9/08
813
2
0
prato
www.facebook.com
Ciao, oggi mentre ero in bike mi sono reso conto di una sostanziale differenza tra bdc e mtb. Dopo una salita impegnativa è necessario continuare a pedalare leggeri anche in discesa per smaltire l'acido lattico ed abbassare i battiti. In bdc è tutto facile, ma in mtb? di solito dopo una salita dura inizia una discesona (soprattutto in gara) e si deve quindi smettere di pedalare ed alzarsi in piedi. in buona sostanza non si ha mai un attimo di riposo!!! Come riuscite a risolvere il probema?In mtb non è possibile gestire l'acido lattico come in bdc?
 
anche per la MTB e' la stessa cosa. in discesa cerca di pedalare senza mantenere le gambe immobili.La MTB e' diversa perche' ci sono troppi variazioni di ritmo.la BDC e' piu' regolare...e' per lo smaltimento deve esser fatta la stessa cosa ...stessa cosa quando fai un allenamento duro..il giorno dopo conviene fare una sgambata leggera utilizzando il cardio a valore del lungo.smaltisci le tossine dell acido lattico.ciao



Ciao, oggi mentre ero in bike mi sono reso conto di una sostanziale differenza tra bdc e mtb. Dopo una salita impegnativa è necessario continuare a pedalare leggeri anche in discesa per smaltire l'acido lattico ed abbassare i battiti. In bdc è tutto facile, ma in mtb? di solito dopo una salita dura inizia una discesona (soprattutto in gara) e si deve quindi smettere di pedalare ed alzarsi in piedi. in buona sostanza non si ha mai un attimo di riposo!!! Come riuscite a risolvere il probema?In mtb non è possibile gestire l'acido lattico come in bdc?
 

samuelgol

Bürgermeister des Waldes
17/7/07
18.174
2.521
0
Bozen
Visita sito
Bike
Oiz+Methanol
uhmmm e se dopo la salita trovo il classico discesone tecnico da fare in piedi? :nunsacci:

Piccoli tratti da fare a piedi a volte capitano (pochi metri), ma interi discesoni da fare tutti a piedi, francamente mi par dura. Se si può pedalare è bene farlo per sciogliere altrimenti bisogna sapersi gestire alla ripartenza in salita.
 

pietroballini

Biker superioris
6/9/08
813
2
0
prato
www.facebook.com
a dire il vero spesso mi fanno male le gambe di più dopo una discesa tecnica e veloce che dopo una salita!! ma voi scendete seduti su discese veloci? io ho paura di spaccare la bici..:nunsacci:
 

DOGO

Biker delirius tremens
13/7/05
11.792
11
0
Milano
Visita sito
a dire il vero spesso mi fanno male le gambe di più dopo una discesa tecnica e veloce che dopo una salita!! ma voi scendete seduti su discese veloci? io ho paura di spaccare la bici..:nunsacci:

Stai ponendo le giuste domande e stai confermando delle grandi verità.


Prima di tutto occorre ragionare sul fatto che:
- l'acido lattico non si smaltisce "sempre", ci sono condizioni di allenamento (quando si attivano i meccanismi anaerobici) in cui la produzione di lattato è superiore alla capacità del corpo di "smaltirlo".
- "La quantità di acido lattico prodotta durante un esercizio muscolare è inversamente proporzionale al grado di allenamento del soggetto."
Quindi abbiamo già una risposta: occorre allenarsi!...sia per far si che il corpo riesca a smaltirne "di più", sia per far si che il corpo si abitui a lavorare in "lattato".

Ora che abbiamo l'obiettivo, occorre trovare il "mezzo" per raggiungerlo...vediamo se riesco ad esserti utile nel comprendere :-)

Il fatto che tu ti trovi in difficoltà è assolutamente plausibile:
- il meccanismo fisiologico che si mette in moto durante la salita è profondamente diferso da quello che si mette in modo durante una discesa (parliamo quindi dei giri dove dopo, chessò, 800/1.000 di salita, ci si trova a farne altrettanti in discesa, che a tratti possono somigliare ad un "leggerissimo" FreeRide.

Probabilmente l'accumulo di lattato per la salità è sostenibile, ma al limite....: ma per le salite sei allenato.
Il fatto è che quando inizi a scendere affronti un esercizio per il quale non sei allenato: stai attivando meccanismi "anaerobici lattacidi", che il tuo corpo, oggi, non è in grado di sopportare in modo adeguato.

Ciò che ti manca, e che devi allenare, è la Capacità anaerobica Lattacida...anche con l'ausilio di lavori "isometrici", che poi non sono altro che il tipo di sforzo che si fa in discesa (ed anche quando si fanno i lavori di casa in posizioni assurde...ahahaah).

Il tuo fine ultimo è, in pratica:
- "impostare allenamenti mirati all'incremento del metabolismo anaerobico lattacido, affinchè i muscoli si abituino a lavorare in condizioni di forte acidità."

Per poi "porre fine" a tante leggende sull'acido lattico, occorre ricordare che:
- "L'acido lattico viene smaltito nel giro di 2 o 3 ore, e la sua quantità si dimezza ogni 15-30 minuti a seconda dell'allenamento e della quantità di acido lattico prodotto.".

Difficilmente ci sono discese che durano così tanto tempo..quindi?
Quindi occorre allenarsi affinchè aumenti la nostra "TOLLERANZA AL LATTATO". :-)

Come?

Abbiamo due metodi:
- sforzo continui (20 minuti c.ca) a valori di Frequenza cardiaca prossimi alla Soglia anaerobica;
- lavoro ad intervalli: ripetute a ritmo molto intenso, intervallati da recuperi lunghi ma incompleti tra le ripetizioni (45-90 secondi) e completi tra le serie (5-10 minuti).

Io ci aggiungerei tranquillamente anche i lavori in isometria, giusto per replicare il lavoro muscolare attivato nelle discese (su internet trovi tanto materiale di dettaglio).

:-)
 
  • Mi piace
Reactions: jackpg

Altair

Biker superioris
15/4/09
819
0
0
PD
Visita sito
Personalmente ho trovato grande giovamento da allenamenti in agilità, fondo lungo e rpm alte almeno 110, così ritardi l'insorgere dell'acido lattico o almeno ne produci meno in salita. Poi in salita bisogna cercare di spingere rapporti agili se spingi rapporti pesanti acceleri la produzione di lattato.
 

DOGO

Biker delirius tremens
13/7/05
11.792
11
0
Milano
Visita sito
Fondo lungo e pedalata "agile" putroppo sono poco utili se la finalità è:
- "produrre meno acido lattico";
- "accrescere la propria capacità di tollerarlo".

Per produrre "meno acido lattico" occorre aumentare il proprio livello di "soglia", ossia il livello in cui si passa dal metabolismo aerobico a quello anaerobico.

Nel metabolismo aerobico (tipico della pedalata lunga ed agile) l'acido lattico riesce ad essere smaltito al 100%: non c'è quindi accumulo (i maratoneti arrivano all'arrivo con una quantità di acido lattico intorno ai 2 millimoli per litro di sangue).

Nel metabolismo anaerobico (salita o strappi/rilanci ciclici), l'acido lattico viene prodototto in grande quantità e non riesce ad essere smaltito al 100%: nc'è quindi accumulo (ai recenti campionati di nuoto c'era un atleta italiano che arrivava a 20 millimoli per litro di sangue).

Poi vi è un altro fattore: la tolleranza al lattato.

Infatti per quanto possiamo allenarci nell’innalzamento della nostra soglia anaerobica, vi sarà comunque un punto oltre il quale “non si va”: a quel punto occorre farsene una ragione e passare al successivo step: effettuare allenamenti che migliorino la Forza resistente, o resistenza alla velocità, o capacità anaerobica lattacida.

E’ per questo che il trascurare la base di Forza Massimale e gli allenamenti per lo sviluppo della potenza aerobica è un errore: spesso però vengono trascurati perché:
- per uno sviluppo ottimale della forza si necessita di una palestra per un paio di mesi (quasi necessaria)
- per uno sviluppo ottimale della potenza aerobica (innalzamento soglia) e del Vo2max ci vuole molto più impegno di quello necessario per fare il (a parer mio troppo mitizzato) “fondo lungo e lento”.

Quindi per fare XC o Enduro, ed arrivare alla fine della salita pronti per essere “forti” in discesa, occorre:
- fare una bella base di fondo;
- fare una bella base di potenza aerobica e del Vo2max, e contemporaneamente lavorare sulla Forza;
- fare allenamenti di tolleranza al lattato.

Una volta finita la preparazione, sarà poi necessario pianificare periodi di richiamo ciclico sia per la forza, sia per la potenza aerobica, sia per la tolleranza al lattato.

E’ più lungo a scrivere che a farsi :-)
 

Altair

Biker superioris
15/4/09
819
0
0
PD
Visita sito
Perdonami ma non sono del tutto daccordo, sempre in virtù della mia esperienza personale, poi si sà, siamo tutti diversi...

Ritengo che l'agilità nella MTB sia FONDAMENTALE. Ti riporto la mia esperienza quest'anno: i primi 2 mesi li ho passati tra strada e rulli a fare fondo in agilità (circa 1500 km), poi a marzo ho cominciato a fare qualche ripetuta e fondo medio. Alle prime gare ero abbastanza in forma (soprattutto se paragonato alla scorsa stagione) e alle prime GF ho ottenuto buoni risultati, spingendo bene nelle salite e arrivando al traguardo senza troppi patemi dovuti all'acido lattico.

Arriva maggio/giugno e qui faccio la caxxata, convinto come te che l'agilità non sia importante e comincio a fare ripetute e sfr negli allenamenti, senza nessuna uscità in agilità, risultato: le prestazioni calano, in salita soffro e nelle gare acido lattico da vendere, appice del disastro con 2 ritiri per imposibilità di proseguire dal dolore che mi provocavano!!

Il tuo ragionamento in linea teorica è corretto ma probabilmente ognuno ha delle carenze che vanno affrontate con metodiche diverse.
 

DOGO

Biker delirius tremens
13/7/05
11.792
11
0
Milano
Visita sito
Il tuo ragionamento in linea teorica è corretto ma probabilmente ognuno ha delle carenze che vanno affrontate con metodiche diverse.

Perdonami, ma sul forum poche volte si ha la possibilità di conoscere le persone nel dettaglio e nelle loro particolarità, quindi per forza di cose si parla in termini assoluti, ossia in termini "giusti per tutti", tranne nei casi particolari.

L'agilità è importante, ma non è un obiettivo, è una conseguenza di una adeguata preparazione fisica.

Se, ad esempio, affrontando una discesa, dopo una lunga salita, non sei ingrado di "tollerare il lattato", la tua agilità va a farsi benedire...

Stessa cosa su un percorso "vario", con susseguirsi di tratti pianeggianti e salite "dure": se non hai una buona potenza aerobica ed una soglia "spostata opportunamente in avanti", la produzione di lattato diventa eccessiva, vai in affanno, le gambe diventano di pietra e l'agilità va a farsi benedire.

Non esistono esoterismo nella preparazione atletica, non ce n'è....i meccanismi sono:
- aerobici: capacità aerobica (lungo)
- aerobici: potenza aerobica (soglia)
- aerobici: potenza aerobica (Vo2max)
- anaerobici alattacidi (forza massima)
- anaerobici lattacidi (forza resistente)

Ai quali aggiungere:
- propriocettività (per chi ha a che fare con "l'equilibrio")
- reattività neuromuscolare (per chi ha a che fare con la "reattività" all'imprevisto)


Agilità...resistenza...prontezza...scioltezza...gamba....sono tutti "mezzi termini" che putroppo non hanno un significato preciso se vengono inseriti in un preciso contesto dettagliato.

Se si sviluppano i 7 punti qua sopra in modo ADEGUATO e PROGRAMMATO (adattandoli al tipo di disciplina, percorsi, particolarità soggettive dell'altleta, programmazione stagione), si è fatto quasi il 100% di quello che si deve/può fare.

ADEGUATO e PROGRAMMATO significa anche e soprattutto attraverso richiami ciclici (in base allo stato di forma osservabile ed in base alle esperienze passate) delle varie componenti.

Quanto sopra non sono miei parere, è quanto osservabile scaricando e studiando i principali contributi che offre il web (dispense di scienze motorie, ricerche, esempi, casi pratici, testimonianze).

Studiarle può essere noioso (a me piace e diverte), ma aver coscienza di cosa stia alla base di una potenziale "buona preparazione" è a mio parere molto importante.

Arriva maggio/giugno e qui faccio la caxxata, convinto come te che l'agilità non sia importante e comincio a fare ripetute e sfr negli allenamenti, senza nessuna uscità in agilità, risultato: le prestazioni calano, in salita soffro e nelle gare acido lattico da vendere, appice del disastro con 2 ritiri per imposibilità di proseguire dal dolore che mi provocavano!!

Ma scusa: quando e dove avrei scritto che l'agilità non è imporante?
Non ho detto che il "fondo" non sia importante, ho detto che non è accettabile metterlo davanti a tutto e trascurare la preparazione "specifica" ed i richiami ciclici.

Tu stesso ti sei accorto dell'errore: la tolleranza al lattato è una delle "capacità" che si perdono in maggior tempo..questo significa che non è necessario "prolungarle" o "richiamarle" troppo spesso o troppo intensamente (sul web ci sono begli articoli che indicano i livelli di degrado nel tempo della capacità media di un atleta di tollerare il lattato).
Inoltre qualsiasi lavoro di "resistenza specifica" va interrotto nelle 2/3 settimane precedenti alle gare.
Dipende poi dalle gare!
Se fai le GF, già il nome indica cosa serva di più (la componente aerobica la fa da padrona)...se fai Enduro, occorre molta più tolleranza al lattato, poichè lo sforzo è al 70% circa anaerobico lattacido.

Una buona preparazione, oltre a considerare necessariamente le specificità dell'altleta, non può permettersi di trascurare i principi base di fisiologia dell'allenamento (e se li ho imparati un pochino io, può impararli chiunque :-)...).
 

Altair

Biker superioris
15/4/09
819
0
0
PD
Visita sito
Se fai le GF, già il nome indica cosa serva di più (la componente aerobica la fa da padrona)...se fai Enduro, occorre molta più tolleranza al lattato, poichè lo sforzo è al 70% circa anaerobico lattacido.

Perdonami tu ma non conosco le caratteristiche di gare enduro, il mio voleva solo essere un contributo all'autore del post che chiedeva come smaltire l'acido lattico in discesa: io sono partito dal ragionamento che meno se ne produce in salita e più facile sarà poi smaltirlo in discesa. Per far questo concorderai che occorre spingere un rapporto agile perché così si impiegano fibre rosse che producono poco acido lattico, se spingiamo rapporti duri azioniamo fibre bianche che producono molto acido lattico.

Di nozioni io non ne ho molte, mi affido ad un preparatore e lascio fare tutto a lui! :P
 

motobimbo

Biker nirvanensus
30/9/08
28.897
1.893
0
Cimino
Visita sito
Bike
reputazioni ricevute vecchio forum: 11.988
io sono partito dal ragionamento che meno se ne produce in salita e più facile sarà poi smaltirlo in discesa. Per far questo concorderai che occorre spingere un rapporto agile perché così si impiegano fibre rosse che producono poco acido lattico, se spingiamo rapporti duri azioniamo fibre bianche che producono molto acido lattico.

si, se però utilizzi uno sviluppo "forzatamente" più agile di quello che potresti usare, vuol dire che stai andando lento e se sei in gara...
 

DOGO

Biker delirius tremens
13/7/05
11.792
11
0
Milano
Visita sito
si, se però utilizzi uno sviluppo "forzatamente" più agile di quello che potresti usare, vuol dire che stai andando lento e se sei in gara...

Straquoto!

Perdonami tu ma non conosco le caratteristiche di gare enduro, il mio voleva solo essere un contributo all'autore del post che chiedeva come smaltire l'acido lattico in discesa

Ho citato l'enduro in quanto tipico riferimento di Salita tosta + Discesa tosta, ma funziona anche per l'XC, nel quale è frequente che ad una salita tosta segua una discesa tosta (un tempo si chiamava Hard Xc, o FR pedalato...oggi va di moda chiamarlo Enduro :-)...ma in fin dei conti stiamo parlando sempre di una salita impegnativa seguita da una discesa impegnativa.

io sono partito dal ragionamento che meno se ne produce in salita e più facile sarà poi smaltirlo in discesa.
Giusto per un verso, sbagliato per un altro.
Produrre meno acido lattico "rallentando" è un pò metafora di vita:
- puoi eliminare i rischi rinunciando alla scommessa...ma così facendo sei sicuro di "non vincere".

Inoltre in discesa sconnessa, dove il lavoro isometrico svolge un importante ruolo, entra nell'anaerobico lattacido: ossia se ne produce forse anche di più che in salita!

Per far questo concorderai che occorre spingere un rapporto agile perché così si impiegano fibre rosse che producono poco acido lattico, se spingiamo rapporti duri azioniamo fibre bianche che producono molto acido lattico.
Attenzione: è il superamento del livello di soglia anaerobica che porta all'accumulo o meno di eccesso di acido lattico...non il coinvolgimento di queste o quelle fibre (che è una conseguenza del tipo di lavoro, non una causa).

E' per questo che se alleni la potenza aerobica innalzi il tuo livello di soglia;
Innalzando il tuo livello di soglia aumenta il limite a partire dal quale produci acido lattico;
Avendo una maggiore potenza aerobica e maggiore VO2Max riesci a consumare e smaltire una q.tà maggiore di acido lattico;
Una volta arrivato comunque in zona anaerobica, allenare la capacità anaerobica lattacida ti permette di sopportare alti livelli di lattato!

La soluzione non è quindi ridurre l'intensità alleggerendo il rapporto e rallentando la velocità, la soluzione è ALLENARSI in modo specifico.


Di nozioni io non ne ho molte, mi affido ad un preparatore e lascio fare tutto a lui! :P
Guarda, le nozioni indicate qua sopra sono facilmente recuperabili via google ricercando "Aumentare la tolleranza all'acido lattico".

Sono poche nozioni: io non mi allenerei mai senza sapere cosa sto facendo.
 

Altair

Biker superioris
15/4/09
819
0
0
PD
Visita sito
come ho già detto di nozioni ne ho poche e tu stesso in poche risposte mi hai tolto qualche dubbio che avevo e di questo ti ringrazio!! però io sono molto perplesso delle info che si travano in internet perché spesso sono discordanti tra loro, non si sa chi le ha scritte (potrebbe essere un profano come me e vatti a fidare) a volte sono incomprensibili!! cmq io non dicevo di "rallentare" ma di tenere la stessa velocità di salita ma con rapporto agile. Cronometrandomi sulla stessa salita che uso come riferimento ho notato che scollino meglio (ovvero al termine della salita sono meno affaticato e più lucido, quindi pronto per una discesona) salendo con un rapporto agile e alti RPM ad esempio a 10 km/h che non con un rapporto pesante e bassi RPM sempre a 10 km/h, situazione in cui, a parer mio, a parità di FC media di salita si produce più lattato, almeno fino ad oggi ero convinto funzionasse così... :medita:
 

pietroballini

Biker superioris
6/9/08
813
2
0
prato
www.facebook.com
dunque:
ho letto i vostri dialoghi con mooto molto interesse. Non sono un neofita delle preparazioni atletiche avendo fatto basket agonistico da fino a 6 anni fa. Però mi sono accorto che il ciclismo è un altro mondo. Considerato che ho iniziato solamente un anno e mezzo fa, e che già dopo 5 mesi di allenamento ho iniziato a partecipare a delle GF senza presunzioni di classifica mi ritengo soddisfatto di quanto fatto fino ad ora. Nella mia testa però ho il chiodo fisso di voler migliorare in tutto ciò che faccio. Dalle vostre parole però ho capito molto, 1) se voglio migliorare il fai da te non serve a nulla. 2) devo farmi una bella tabella in base ai tempi a disposizione 3) forza nelle gambe ne ho da vendere, ma domenica scorsa , durante una GF mi sono accorto che per laprima parte di gara sono andato discretamente bene, per poi finire la benzina nella parte finale!! ciò significa mancanza di fondo. Inoltre non riesco ad alzarmi più di tanto sui pedali in discesa, e questo è sinomo di mancanza di resistenza a sforzi isometrici.

Dogo seguirò i tuoi consigli che sono molto preziosi per me. il problema è che non so a chi rivolgermi per avere una tabella di allenamento personale ( e ovviamente devo acquistare un cardio e fare il test conconi!!) hahaha perchè un me la fai te una bella tabellina? :celopiùg:

Sull'agilità però ho un parere un pò diverso, credo infatti che sia più chealtro una questione di fisico, c'è chi va bene in agilità e chi va bene pedalando con cadenza più basse e rapporti più duri. credo che ciò dipenda molto da come le nostre fibre muscolari sono sviluppate. Con l'allenamento si può migliorare nell'uno e nell'altro senso ma unapredisposizione di base c'è sicuramente.
 

DOGO

Biker delirius tremens
13/7/05
11.792
11
0
Milano
Visita sito
come ho già detto di nozioni ne ho poche e tu stesso in poche risposte mi hai tolto qualche dubbio che avevo e di questo ti ringrazio!! però io sono molto perplesso delle info che si travano in internet perché spesso sono discordanti tra loro, non si sa chi le ha scritte (potrebbe essere un profano come me e vatti a fidare) a volte sono incomprensibili!! cmq io non dicevo di "rallentare" ma di tenere la stessa velocità di salita ma con rapporto agile. Cronometrandomi sulla stessa salita che uso come riferimento ho notato che scollino meglio (ovvero al termine della salita sono meno affaticato e più lucido, quindi pronto per una discesona) salendo con un rapporto agile e alti RPM ad esempio a 10 km/h che non con un rapporto pesante e bassi RPM sempre a 10 km/h, situazione in cui, a parer mio, a parità di FC media di salita si produce più lattato, almeno fino ad oggi ero convinto funzionasse così... :medita:

Se tieni la stessa velocità, e riduci la resistenza passando ad un rapporto più agile, innalzi la frequenza cardica -> vai oltre la soglia -> inizi ad accumulare lattato.

Di conseguenza la soluzione da te proposta putroppo non risolve il problema, mentre un allenamento che sviluppi il proprio livello di soglia e sviluppi la tolleranza al lattato serve sempre.

Internet: ci sono un sacco di dispense di Scienze Motorie, tutte coerenti tra loro.
Anche sui siti delle federazioni nazionali (ad esempio Nuoto) i contenuti sono coerenti.
Non devi andare sul blog generico, ma su fonti ufficiali.

Tu parli di esperienza personale su limiti personali: ognuno avrebbe da dire la sua su come affrotare un percorso secondo "i propri limiti".
Al nostro amico del forum si sta invece fornendo la soluzione ai suoi limiti: ovviamente occorre poi armarsi di buona volontà e voglia di soffrire.