News Essere un ciclista in Italia è sempre più pericoloso

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Fermo80

Biker scrausissimus
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Questione gardesana: in realtà a mio avviso avalonice non ha formulato una tesi sbagliata e giova ricordare che la 45 bis attuale non è esattamente quella originale.
Sono state realizzate alcune varianti in galleria (le si riconoscono al volo, sono quelle larghe) che hanno risolto alcune criticità, ma hanno anche aumentato i km al coperto. Al momento si sta discutendo (da anni) della variante alla galleria dei Ciclopi, tra il bivio Tignale e Muslone, sopra Gargnano.

Il problema però è che in effetti sotto il profilo della progettualità infrastrutturale in Italia ci si è fermati dopo il secondo dopoguerra, e ora ci si ritrova ad inseguire, alle prese con infrastrutture del tutto inadeguate in un momento in cui manodopera e lavori costano un occhio.
Il problema principale della gardesana, così come di altre realtà, è in primo luogo l'attraversamento dei centri abitati, se non ci fosse quell'imbuto anche il resto della strada probabilmente funzionerebbe meglio (magari con qualche divieto opportuno).
 

samuelgol

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Questione gardesana: in realtà a mio avviso avalonice non ha formulato una tesi sbagliata e giova ricordare che la 45 bis attuale non è esattamente quella originale.
Sono state realizzate alcune varianti in galleria (le si riconoscono al volo, sono quelle larghe) che hanno risolto alcune criticità, ma hanno anche aumentato i km al coperto. Al momento si sta discutendo (da anni) della variante alla galleria dei Ciclopi, tra il bivio Tignale e Muslone, sopra Gargnano.

Il problema però è che in effetti sotto il profilo della progettualità infrastrutturale in Italia ci si è fermati dopo il secondo dopoguerra, e ora ci si ritrova ad inseguire, alle prese con infrastrutture del tutto inadeguate in un momento in cui manodopera e lavori costano un occhio.
Il problema principale della gardesana, così come di altre realtà, è in primo luogo l'attraversamento dei centri abitati, se non ci fosse quell'imbuto anche il resto della strada probabilmente funzionerebbe meglio (magari con qualche divieto opportuno).
Quelle varianti di cui parli (e che io conosco per averle fatte in bici + volte), in questo come in altri casi, non vengono generalmente fatte tanto per una velocizzazione del traffico, quanto perchè si trovano in punti che o devono tagliare fuori dei paesi (si pensi a imbuti e strettoie non compatibili con traffico odierno) o perchè a rischio costante idrogelologico tale che magari ad ogni pioggia viene giù materiale, costringendo potenzialmente a costante e repentina chiusura della strada. Insomma vengono progettate e realizzate perchè la messa in sicurezza è impossibile e/o eccessivamente onerosa. O appunto per problemi nell'attraversamento dei paesi.
Quelle gallerie sono infattibili per una famigliola. Anche i ciclisti "professionali" se possono le evitano (ma costa uscire dal lungo lago con tanta salita e da questo punto di vista consiglio la salita della Forra all'altezza di Tremosine, per poi scendere a Limone. Un qualcosa di stupendamente unico.) o le fanno fuori stagione.
 
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Fermo80

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In gardesana non esistono varianti per tagliare fuori i paesi, non l'hanno fatto nemmeno a Riva per quanto riguarda il porto e l'innesto della Ponale. E sono quelle che servirebbero.
Quelle raddrizzate servono un po' a raddrizzare ed allargare la strada, proteggendola nel contempo dagli scarichi dai versanti. Quella di Tignale servirà invece per tagliare la strettoia gestita (non sempre bene) dal semaforo in caso di incrocio tra mezzi ingombranti, che puntualmente almeno un paio di volte all'anno succede qualche incastro.

Da notare che le varianti servirebbero anche per un altro grosso problema, ovvero la manutenzione ordinaria della strada, per la quale bisogna fare i salti mortali per trovare un buco che finirà comunque con lo scontentare più di qualcuno.
Ma erano cose che bisognava fare nel tempo, col tempo, un poco alla volta, contestualmente allo sviluppo del territorio. Ora servirebbe una bacchetta magica. Il massimo invece a cui hanno saputo pensare è stato il servizio di traghettamento Riva-Desenzano, usato pochissimo (anche per i tempi di percorrenza spropositati) quando era previsto e poi definitivamente dismesso. E malgrado tutto, ogni tanto lo ritirano fuori come "proposta".

Poi è chiaro che resterebbe comunque una strada ben poco ciclistica e ben poco da "gita in bici con famiglia".

Nota: è comunque discretamente frequentata ciclisticamente anche in estate, soprattutto la mattina. Il problema è che un sacco di gente NON usa luci o mette dei lumini da cimitero.
 

samuelgol

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In gardesana non esistono varianti per tagliare fuori i paesi,
Infatti non parlavo nello specifico ma in generale di una delle ragioni che portano a fare gallerie bypass.
Quelle raddrizzate servono un po' a raddrizzare ed allargare la strada, proteggendola nel contempo dagli scarichi dai versanti.
Che è infatti l'altra ragione per cui le gallerie bypass vengono fatte, come dicevo.
Quella di Tignale servirà invece per tagliare la strettoia gestita (non sempre bene) dal semaforo in caso di incrocio tra mezzi ingombranti, che puntualmente almeno un paio di volte all'anno succede qualche incastro.
E quella è l'altra ragione ancora per doverle fare.

Poi è chiaro che resterebbe comunque una strada ben poco ciclistica e ben poco da "gita in bici con famiglia".
E questo andrebbe spiegato a quelli che vagheggiano ciclabili e allargamenti addossando la mancanza di ciò alla malagestione.
Nota: è comunque discretamente frequentata ciclisticamente anche in estate, soprattutto la mattina. Il problema è che un sacco di gente NON usa luci o mette dei lumini da cimitero.
In inverno ci si va (e una volta ci andavano anche i prò prima dell'abitudine odierna dei ritiri nei posti caldi) e come dici tu di prima mattina anche in stagione che il traffico non è ancora sostenuto.
Di base non è un itinerario ciclistico, per quanto bello, soprattutto proprio la parte occidentale, che sia comodo proprio per la conformazione stradale stretta.
 

alexLith

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Domanda: ma perché non viene vietato il transito alle bici, visto che la percezione dei molti ciclisti local é che sia una strada con alto pericolo?
Stiamo parlando di sicurezza pubblica (É una strada e come tale deve essere gestita anche in termini di pericolo: gestirlo al fine di ridurre il rischio a zero. Si zero perché é la sp45b é viabilità pubblica non l'attraversamento del Gran Colouir sul MB! E tanto per non andar lontano la "ciclabile della Ponale" é un bordello perché se si stacca un sasso e ti prende sulla testa non puoi fare causa alla PAT o al comune di Riva: É un sentiero di montagna e come tale ha dei vicoli sulla sicurezza meno restrittivi => rischio zero non esiste!

Ci ho riflettuto su sull'andarci sulla sp45b in bici e ok il buon senso (o magari chiamiamola xy propensione al rischio) ma vorrei trovarlo un giudice che da la colpa di imperizia, imprudenza e negligenza al padre nel video in caso di travolgimento da parte dell'automobilista. Il cds é chiaro: posso circolare attinedomi alle regole (luci, andatura, ecc). Quindi bum: tu automobilista stai calmo, tu ciclista rispetta le regole come gli altri! e condividiamo la strada
 
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alexLith

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Su alcune strade in Trentino stanno comparendo le bike-lane. É qualcosa ma mi si suona un po di "campagna elettorale". Le prime sono comparse in zona Mezzacorona. Saró un malizioso!

 

Matteo_Harlock

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Questa delle bike-line è una discussione che ha fatto, fa e farà cadere le braccia.

Leggete qui:

“Ci sembra inverosimile che si possa pensare di fare delle specie di ciclabili dove lo spazio di manovra è stretto per una macchina, figuriamoci per i mezzi pesanti, compresi i mezzi pubblici che ogni giorno transitano da quella strettoia. Ora con questo scempio l’autista della corriera rischia ancora di più se deve sorpassare un ciclista in una di quelle sottospecie di mini corsie.
1776861978964.png

Ora, quella linea non fa altro che "solidificare", evidenziare, quella che è la distanza di sicurezza laterale che i mezzi devono tenere rispetto ai ciclisti.
In pratica il rappresentante degli autisti trentini ci sta dicendo che. prima venissero tracciate le bike lane, nel sorpassare i ciclisti, gli autobus tenevano una distanza laterale MINORE di quella rappresentata dalla linea tratteggiata.
Una FOLLIA, una cazzata assurda. E la cosa ridicola è che questa dichiarazione è stata diffusa ovunque, segno che IL RAPPRESENTANTE DEGLI AUTISTI pensava di aver ragione, che fosse pratica legittima fare il pelo ai ciclisti per non invadere la corsia opposta.

Basta guardare questa immagine per rendersi conto che la linea tratteggiata è il minimo sindacale per non mettere in pericolo il ciclista

1776862246403.png

Cioè, questi "autisti" sono del mestiere? Ma lo conoscono il CdS????!?

Il CdS è chiarissimo. Se non vi sono le condizioni di sicurezza per sorpassare il velocipede/motociclo/motoveicolo con adeguata distanza laterale, perchè ad esempio non si ha visibilità o stanno sopraggiungendo altri mezzi, TE NE STAI DIETRO e attendi che vi siano le condizioni.
 

monorotula

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Su alcune strade in Trentino stanno comparendo le bike-lane. É qualcosa ma mi si suona un po di "campagna elettorale". Le prime sono comparse in zona Mezzacorona. Saró un malizioso!

Dalle mie parti ce ne sono parecchie, dato che costano molto meno di una ciclabile, e in qualche modo finiscono nel computo dei km di ciclostrade di cui i comuni fanno gran vanto. Purtroppo però l'unico modo per renderle davvero utili sarebbe quello di piazzare una banda chiodata al posto della linea tratteggiata.
 

alexLith

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Si si anche a me sembra un modo alla "supercazzola" per deviare il problema. Cioé come dice @Matteo_Harlock evidenzia fisicamente lo spazio richiesto. Questo é giá un pochino: da un'idea fisica dello spazio, E stimola a pensare! un po come avviene con le zone a 30 all'ora o il cartello "in questo paese i bambini giocano ancora per strada". MA NN BASTA!

Inoltre a me pare ci sia un messaggio implicito nell'articolo (anche questo scritto a cdc) citato da matteo: il problema é quando un mezzo supera in curva/scarsa visibilità: la foto creata ad hoc mostra proprio quello. Come se si potesse superare ovunque. No *azzo, solo perché sono piccolo mio superi cosí?!?!
 
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alexLith

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E cmq niente: giornalismo fatto solo per stimolare guerra tra tifoserie. Anche la foto del ciclista (che incredibile!) se ne sta a filo muro pure fuori dalla carreggiata: bella la val di Cembra! É proprio culturale pensare che un ciclista non debba esistere sulle strade. Solo le ciclabili!
 
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monorotula

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Sospetto che queste linee non siano regolamentate dal CDS, perchè è evidente che ognuno le fa come gli pare. Da me ad esempio sono molto più larghe, in una strada come quella della foto postata prima occuperebbero metà della semicareggiata.
 

Matteo_Harlock

Biker tremendus
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Ne è normato l'uso e l'esistenza:

4. Corsia ciclabile

La stessa riforma del 2024 va a meglio precisare, o addirittura inserire ex novo, alcune definizioni in tema di ciclabilità:

  • Corsia ciclabile: parte longitudinale della carreggiata, posta a destra, idonea a favorire la circolazione dei velocipedi sulle strade urbane anche in modo promiscuo con la circolazione degli altri veicoli nello stesso senso di marcia, nei soli casi in cui non sia possibile l’inserimento di una pista ciclabile;
  • Corsia ciclabile per doppio senso ciclabile: parte longitudinale della carreggiata di strade urbane precedentemente a senso unico di marcia, idonea a consentire la circolazione dei velocipedi in senso opposto;
  • Zona Ciclabile: zona urbana in cui vigono particolari regole di circolazione con priorità per i velocipedi, delimitata lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e fine;
  • Zona di Attestamento Ciclabile: tratto di carreggiata compreso tra due linee di arresto, destinata all’accumulo e alle manovre dei velocipedi in attesa di via libera.

7. Norme di comportamento

All’articolo 143, comma 2, era già stabilito che “veicoli sprovvisti di motore e gli animali devono essere tenuti il più vicino possibile al margine destro della carreggiata”. La riforma aggiunge di un comma 2-bis, ai sensi del quale “la disposizione del comma 2 non si applica ai velocipedi nelle zone di attestamento ciclabili, nelle strade urbane ciclabili e nelle zone ciclabili, in cui i velocipedi possono occupare qualunque posizione sulla carreggiata.

Nelle corsie ciclabili i velocipedi devono occupare la parte più esterna della corsia”. In pratica, le bicilette non sono più soggette a un trattamento giuridico deteriore rispetto agli altri veicoli.

Sempre in ambito di norme di comportamento, all’articolo 145 viene sostituito il dettato dei commi 4-bis e 4-ter, col seguente:
  • nelle aree pedonali, nelle strade urbane ciclabili e nelle zone ciclabili i conducenti dei veicoli a motore ammessi alla circolazione, nel rispetto delle regole generali della precedenza, devono prestare particolare attenzione ai pedoni e ai ciclisti (4-bis);
  • i conducenti dei veicoli a motore devono dare la precedenza ai velocipedi circolanti sulle corsie ciclabili delimitate da striscia discontinua.
La modifica saliente è al comma 4-bis, in cui il concetto della particolare attenzione prende il luogo dell’obbligo della precedenza.
 

Fermo80

Biker scrausissimus
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Ma l'uso delle bike lane (che a me per inciso non dispiacciono e un minimo effetto ce l'hanno, il problema semmai è che la cavolo di vernice che si usa oggi dura una sputazzata di giorni) non era stato limitato dal provvido Ministro?

Domanda: ma perché non viene vietato il transito alle bici, visto che la percezione dei molti ciclisti local é che sia una strada con alto pericolo?
Perché è l'unica strada esistente e quindi non può essere vietata a nessuno. Se esistesse una variante a monte, questa sarebbe vietata alle bici (come ad esempio la variante della Ponale, sebbene qualche ciclista ce lo si becca lo stesso, d'altra parte chi non vorrebbe farsi 3 km e mezzo di galleria in salita?).

Comunque non è una strada "ad alto rischio" ma semplicemente una dove l'esperienza ciclabile non è certo un granché, con alcune eccezioni a seconda del periodo dell'anno.
Io in bici ci passerei solo se obbligato dalle circostanze.
 

samuelgol

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Domanda: ma perché non viene vietato il transito alle bici, visto che la percezione dei molti ciclisti local é che sia una strada con alto pericolo?
1 perchè come già scritto ieri è l'unica strada di collegamento e non puoi inibire il viaggio da A a B a nessuno.
2 perchè è pericoloso andarci in colonna con dei bambini. Non lo è più di altre mille strade che ci sono in Italia e andarci da solo è un problema minore. Un solo ciclista che rispetti il Cds è facilmente superabile senza rischi (se vuoi). Una colonna con bambini molto meno.
Ci ho riflettuto su sull'andarci sulla sp45b in bici e ok il buon senso (o magari chiamiamola xy propensione al rischio) ma vorrei trovarlo un giudice che da la colpa di imperizia, imprudenza e negligenza al padre nel video in caso di travolgimento da parte dell'automobilista.
E che cazzo te ne fai con un figlio morto che il giudice NON ti dia la colpa????
Il cds é chiaro: posso circolare attinedomi alle regole (luci, andatura, ecc). Quindi bum: tu automobilista stai calmo, tu ciclista rispetta le regole come gli altri! e condividiamo la strada
Se ne parla da ieri. Le regole sono una cosa. Il buonsenso e la normale prudenza è un'altra. Ed è appunto da ieri che vado dicendo che a molti il buonsenso difetta e quindi ci vuole il guardiano proibizionista. Non è vietato camminare sul parapetto di un ponte. Che hai bisogno di un divieto per capire che non è il caso?
 
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@samuelgol il discorso è fin troppo semplice e lineare..
evidentemente è tutto gente che per loro enorme fortuna, non hanno mai avuto grossi traumi e/o problemi di salute.
Altrimenti, invece di cercare cavilli normativi ed impuntarsi sul "diritto" del ciclista di andare dove vuole (che è verissimo), vedi come usano il buon senso e le rogne se le evitano eccome!
A maggior ragione con familiari coinvolti!

Se vado con mio figlio a fare una gita in montagna e mi ritrovo su un sentiero mezzo franato ed esposto, giro i tacchi e cerco un'alternativa. Non mi serve un divieto.. e potrei fare 80.000 mila altri esempi..

Che poi sia giusto che le Amministrazioni pensino e ragionino sul fatto di trovare delle alternative (fattibili e sostenibili) mi pare una cosa scontata. Ma fino ad allora IO eviterei di passare.. non mi cambia in peggio la vita sicuramente!
Che fosse la Gardesana, la statale "Numa Pompilio", la strada forestale "Mulino Bianco" ecc.. ecc...
 

samuelgol

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@samuelgol il discorso è fin troppo semplice e lineare..
evidentemente è tutto gente che per loro enorme fortuna, non hanno mai avuto grossi traumi e/o problemi di salute.
Altrimenti, invece di cercare cavilli normativi ed impuntarsi sul "diritto" del ciclista di andare dove vuole (che è verissimo), vedi come usano il buon senso e le rogne se le evitano eccome!
A maggior ragione con familiari coinvolti!

Se vado con mio figlio a fare una gita in montagna e mi ritrovo su un sentiero mezzo franato ed esposto, giro i tacchi e cerco un'alternativa. Non mi serve un divieto.. e potrei fare 80.000 mila altri esempi..

Che poi sia giusto che le Amministrazioni pensino e ragionino sul fatto di trovare delle alternative (fattibili e sostenibili) mi pare una cosa scontata. Ma fino ad allora IO eviterei di passare.. non mi cambia in peggio la vita sicuramente!
Che fosse la Gardesana, la statale "Numa Pompilio", la strada forestale "Mulino Bianco" ecc.. ecc...
Ma certo che in determinate situazioni non serve un divieto. Così come in determinate situazioni è assurdo addossare responsabilità ad amministratori locali e/o politici. Anche se è molto facile, qualunquista e demagogico. Nella fattispecie figuriamoci se per far passare i ciclisti in sicurezza e in carovana ci si può esporre a costi che l'orografia del territorio renderebbe folli anche in rapporto al numero dei fruitori.
 

Matteo_Harlock

Biker tremendus
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Abbiamo capito che abbiamo beccato il sindaco di Limone.
E vabbè. Piacere di conoscerla, onorevole.

Non è questione di essere guardiani proibizionisti. Ma di riduzione del rischio.
RISCHIO = PERICOLO x ESPOSIZIONE

C'è la possibilità che una persona NON consapevole delle caratteristiche della strada si infili con la sua bici, magari con pargolo, lungo la strada?SI. Perchè queste informazioni non sono di pubblico dominio e perchè formalmente non vi sono indicazioni stradali che le richiamino.
C'è l' ESPOSIZIONE potenziale

C'è la possibilità di venire arrotati anche se bene a destra, con le luci accese, e con guida diligente?
SI. La strada è troppo stretta, i veicoli passano troppo radenti alle bici, i margini di recupero di un errore di guida, di una distrazione, non ci sono. Il numero di veicoli è tale che, anche ipotizzando un traffico di automobilisti virtuosi, la probabilità che uno qualsiasi di questi faccia l'errore di cui sopra non è trascurabile.
C'è il PERICOLO potenziale.

Quindi c'è un rischio tangibile non trascurabile. Si deve ridurlo.
Riduzione del rischio passa per riduzione dell'esposizione E/O del pericolo.

Ridurre l'esposizione vuol dire IMPEDIRE che le bici percorrano quella strada.
O diffondete l'informazione urbi et orbi che lì in bici si muore, non passare. O mettete il divieto.

Ridurre il pericolo vuol dire ridurre le interferenze e i punti di potenziale conflitto tra auto e bici.
Ovvero agire sull'infrastruttura.

Perchè non si diffonde l'informazione che lì è meglio non pedalare?
- perchè fa male al businness del "venite a pedalare qua che è bello"
- perchè se il sindaco Samuele ammettesse pubblicamente e sancisse che lì c'è un rischio non mitigato, verrebbe chiamato a risponderne. Il sindaco è responsabile della sicurezza dei cittadini


Sta cazzata, ripeto, CAZZATA, che sia sufficiente il "buon senso" per evitare le rogne, è alla base del 99% degli incidenti sul lavoro.
Se bastasse il buon senso, non servirebbero DPI, misure di protezione dalle macchine utensili, parapetti, ...
Norme e regole, nonchè mitigazioni infrastrutturali, sono necessarie per tutelare quando qualcosa va storto e qualcuno fa un errore.
Qui poi si rischia di farsi del male anche quando l'errore non siamo noi a farlo, ma UN ALTRO. Quindi l'approccio è ancora più stupido e miope.