Ammici, vi parlo da un eremo sperduto nei pressi Silvera dove sto scontando la scomunica. Spero di poter usufruire della condizionale, o quanto meno di uno sconto della pena, o quanto meno di stocazzo.
Conscio della mia azione, per altro abbondantemente premeditata, anziché prepararmi per la gara piovosa di domenica in un luogo biellese che prima o poi riuscirò a visitare, sabato mattina di buon ora ho preso la via per la riviera, presentandomi, abbastanza bello, a Sestri levante.
Questo è un luogo che a me piace particolarmente, proprio qui ho fatto la prima gara di Superenduro, senza mai aver visto i percorsi, senza aver mai fatto una gara in bici, senza avere idea di cosa fosse l'enduro pur avendo sentieri di ogni genere vicino a casa, con una bici recuperata la sera prima, con il canotto sella che non scendeva oltre la metà, in una giornata piovosa ... esserne uscito vivo probabilmente ha reso questo luogo il mio preferito in assoluto.
Ho iniziato a pedalare con un bel sole e una temperatura da riviera, benessere totale, nessun sintomo di malàlculo, bicicletta in abbastanza perfette condizioni ... poi è cominciata la salita e li un po' di poesia è passata.
Avendo delle conoscenze nel mondo clericale, mi fermo poco prima di una delle morti che mi coglieranno sul percorso, davanti ad una chiesa. Mi si accosta un tale con un fiorino pick-up età sui 70 atteggiamento da pensionato coltivatore diretto che inizia a parlarmi in ligure stretto, strettissimo.
Il succo del discorso è stato questo:
'Sei uno di quelli che va in bici? (ero seduto sulla bici...) Perché secondo me all'inizio della Sant'anna invece che venire giù dritti, si può fare un giro largo che è più bello. Io quel sentiero l'ho pulito un po' ma non posso andare avanti altrimenti quelli mi danno la multa. Però se andate voi e fate un sentiero largo due metri, viene bene e io arrivo al mio orto. Poi posso farmelo io il sentiero con la carriola, ma se poi ci passano le bici non mi va bene, perchè mi date fastidio e lo rompete tutto. Capito?'
Con una supercazzola l'ho liquidato mandandolo a chiedere ad un fantomatico negozio vicino al comune. C'è sempre un negozio vicino al comune.
Arrivato in vetta faccio la prima discesa sulla Ca Gianca, che ha un pezzo nuovo iniziale nel sottobosco a sinistra della gippabile. Tutto il resto è come due anni fa, compreso l'inizio viscido e la parte centrale impestata ... arrivo al cimitero fine prova conscio che questo percorso è sempre una bella sberla in faccia per svegliarsi del tutto.
Risalgo e parto per la mimose lunga ... a metà toboga sento un rumore di ferraglia provenire dalla trasmissione, ma sono in ebbrezza totale per il sentiero che è uno spettacolo, che non guardo nemmeno cosa succede. Dopo un po' di curve quel rumore però mi ha abbastanza scassato la uallera, quindi gli do dentro due pedalate secche ed esso scompare magicamente ... proseguo nella discesa e la mia biciclettina scorre senza più nessun suono molesto. Tutto bello finchè al primo rilancio non mi trovo con le ginocchia in gola ... senza
catena. Risalgo a recuperare il particolare seminato a metà percorso. Mi infilo la catena in tasca e riparto scatenato, sulla nuova variante delle mimose. Nonostante l'inconveniente tecnico arrivo alla fine gasatissimo. E' un sentiero pazzesco tanto è bello e la nuova variante che toglie la parte da rilanciare a metà rende questo percorso già bello, assolutamente spettacolare.
Sistemo la catena, sistemo il mio pacco, raddrizzo il casco e riparto per la vetta. Questa volta le gambe incominciano subito a comunicarmi il loro disagio; il totale disinteresse per qualsiasi disciplina sportiva che ho avuto negli ultimi mesi, si fa sentire ... muoio diverse volte, penso anche di tornare giù per la strada, lo penso più volte. Alla fine arrivo in cima, rinuncio a fare Loto e parto per fare la Sant'anna sostituendo la parte dei Cani con il più divertente toboga. Stavolta la catena continua a fare il casino giusto e me ne compiaccio; tiro dritto e attacco la Sant'anna, percorso da sempre spaccaculi, che però, nonostante le gambe con consistenza gelatinosa, non mi crea nessun problema ... anzi ad un certo punto dove inizia la picchiata sul mare dico 'cazzo, l'hanno spianata tutta!?!'
Forse ho speso la parola troppo presto, perchè i 400mt successivi fino all'inizio dei ponti romani sono veramente roba da uomini, più degli altri anni ... arrivato in fondo mi sono reso conto che poi così uomo non sono. Conscio di questa dimensione sessuale, completo il massacro sui ponti romani e torno alla macchina.
Carico tutto, mi do una parvenza presentabile e raggiungo un caro amico che è in zona per il finesettimana e ci beviamo un aperitivo, poi attacco il turbo e poco dopo le quattro sono ad una festa con le bimbe ...
Una giornata spettacolare, che mi fa pesare meno il fatto di non essere andato a Coggiola insieme agli amici della squadra ... più che altro per il gruppo, perché sul percorso non mi sarei di sicuro divertito: non sono capace sul fango, non mi piace e ho già fatto abbastanza gare al buio, per sapere che non è quello che mi fa divertire.
Adesso vado che è l'ora della confessione, poi devo pulire il sagrato e i cessi ... ai nuovi arrivati tocca questo. Pace e bene.