News Essere un ciclista in Italia è sempre più pericoloso

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Matteo_Harlock

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Oddio, non ho capito cosa intendi. A parte le giornate di chiusura strada del sella ronda, e zona falzerego/corvara, o lo Stelvio a settembre per il resto un po la rischi ad andarci in bici. Meno che in Gardesana certamente, ma cmq il problema c'é. O mi sono perso qualcosa?
Intendo che le amministrazioni si orientano verso il contingentare i veicoli, non le bici.
Si parla da anni di chiudere i passi. Dal 2027, se la Provincia da l'ok, il Passo Gardena limiterà fortemente il traffico veicolare.

 

alexLith

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Quanto alla realizzazione della ciclabile...andrebbe fatta per lunghi tratti completamente a sbalzo sotto pareti pressoché verticali. Sarebbe estremamente scenica, ma anche costosa, complessa e problematica. Anche riutilizzare i (relativamente brevi e discontinui) tratti di vecchia strada dismessi non è facile, perché sono stati abbandonati proprio per i problemi che davano (in uno di questi hanno realizzato una condotta fognaria che va a un depuratore che serve Limone e Tremosine, condotta che è stata tranciata dalla frana staccatasi da sopra la strada della forra).
OTT: dopo aver visto le spese/impatto opere delle olimpiadi, sono certo che i soldi per progetti assurdi si trovano sempre -spero mai per il ponte-.

Rimane che potrebbero anche vietare la 45bis alle bici per quanto mi riguarda. Ma lasciare che sia il "buon senso" del cittadino a gestire il problema mi sembra un atteggiamento da "amministratori scappati di casa".
Intendo che le amministrazioni si orientano verso il contingentare i veicoli, non le bici.
Si parla da anni di chiudere i passi. Dal 2027, se la Provincia da l'ok, il Passo Gardena limiterà fortemente il traffico veicolare.

Ah si, me ne ero dimenticato. Anche a Molveno contingentano gli accessi
 
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Il problema è che il Garda non è un passo, quindi contingentare (ammesso che quella sia una buona soluzione, sicuramente fa felici le amministrazioni visto che incassano bene) è molto più difficile.

Il buon senso invece è una cosa che dobbiamo imparare ad usare, altrimenti finiamo inevitabilmente per prenderla tutti in quel posto a favore dei soliti pochi che possono a prescindere.
Non ci vuole un grande acume per capire che una situazione come quella in foto NON è accettabile su quel tipo di strada.
 

samuelgol

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Il problema è che il Garda non è un passo, quindi contingentare (ammesso che quella sia una buona soluzione, sicuramente fa felici le amministrazioni visto che incassano bene) è molto più difficile.

Il buon senso invece è una cosa che dobbiamo imparare ad usare, altrimenti finiamo inevitabilmente per prenderla tutti in quel posto a favore dei soliti pochi che possono a prescindere.
Non ci vuole un grande acume per capire che una situazione come quella in foto NON è accettabile su quel tipo di strada.
Buonsenso? Parli di buonsenso? Certa gente capisce solo le imposizioni preferibilmente a suon di manganellate, altrimenti ti risponde: è vietato? No? Allora lo faccio. Ne abbiamo fulgidi esempi anche in questo 3d.
 

alexLith

Biker superis
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Coinvolgente la piega che sta prendendo questo thread.

Il buon senso sarebbe che da conducente potrei aspettare di sorpassare dove ho visibilità sufficiente, potrei evitare di rispondere ai messaggi sul cell. mentre guido.

Il problema del buon senso del ciclista sulla strada, sulla 45bis, io la vedo cosí: ci sono posti migliori dove pedalare, oppure ci voglio andare perché ci devo passare ed allora mi assumo il rischio consapevolemente a valle della mia valutazione costi/benefici. Per lo meno finché é lecito circolare.

Essere consapevoli é un processo complesso e non sempre si considerano tutti i parametri, per cui una scelta puó essere influenzata da pregiudizi soggettivi. Esempio: padre di famiglia vs non padre, familiarità, effetto gregge, adrenalina, ecc

SS45b: si parla di strada gestita da amministrazione che, fra l'altro, avrebbe il dovere di imporre delle regole a tutela di tutti i cittadini. Per cui sindaco di Limone potrebbe emettere un'ordinanza in cui si vieta il passaggio alle bici. Ottimo: magari non sono d'accordo ma quello é e se non la rispetto mi assumo responsabilità e conseguenze. L'obiettivo del sindaco non sono io, siamo tutti come comunità.

A margine si pone un tema interessante: a questo punto regolamentiamo tutto in modo che non ci siano problemi di buonsenso (o non).
Io sarei contrario. Non voglio regole imposte in terreno d'avventura: regole, patentini, divieti. Voglio la libertà di rischiare. In montagna ad esempio. Si chiama appunto terreno d'avventura.

Posso capire che uno dica: ma non sei coerente. É vero ma per me rischiare la vita su una strada é differente dal farlo su una linea in montagna.

Tornando alla questione specifica: io non ci vado (anche se a volte ci passo o mi piacerebbe fare il giro completo del Garda) ma capisco che ci siano altri che ci vanno. Posso giudicarli incoscenti, ma cmq non stanno facendo nulla di illegale, per cui i miei giudizi valgono zero e possiamo pure specularci sopra ma rimangono opinioni!
 

samuelgol

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Il buon senso sarebbe che da conducente potrei aspettare di sorpassare dove ho visibilità sufficiente, potrei evitare di rispondere ai messaggi sul cell. mentre guido.
Quello non è buonsenso. Sono obblighi, spesso ignorati, sanciti dal codice della strada.
Il buonsenso sta solo, preso atto di quella situazione, nel non dire: siccome ci posso andare e loro devono rispettare il codice ci vado. Della ragione da morto o da invalido te ne fai poco.
 

VinciTrail

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Quello non è buonsenso. Sono obblighi, spesso ignorati, sanciti dal codice della strada.
Il buonsenso sta solo, preso atto di quella situazione, nel non dire: siccome ci posso andare e loro devono rispettare il codice ci vado. Della ragione da morto o da invalido te ne fai poco.
Ehhh ma questo piccolo particolare sfugge.. :mrgreen:
 
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Matteo_Harlock

Biker tremendus
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@alexLith qui si sta facendo casino tra due piani di responsabilità, anche il tuo richiamo al "buon senso" in ambiente lo conferma.

VIABILITA' ORDINARIA, regolamentata: non è terreno d'avventura, è una zona afferente al c.d. "mondo civilizzato", in cui tutta una serie di leggi e regole normano i potenziali conflitti, le zone di sovrapposizione dei diritti delle persone, sancendo dei doveri.
Tu hai il diritto alla incolumità, per cui è necessario normare in modo che altri non possano farti del male. Non si può fare affidamento al "buon senso", altrimenti basterebbe una persona con una sensibilità "insufficiente" (manco esploriamo il campo del doloso/criminale) a porti in pericolo senza che tu ne abbia consapevolezza. Tu che viaggi a piedi/bici/moto puoi essere arrotato dall'automobilista non adeguatamente accorto di distanze di arresto e manovra ad alta velocità. Allora lo costringiamo a conseguire una patente, per verificare che quelle nozioni le abbia almeno una volta nella vita acquisite, e poi imponiamo dei limiti di velocità.

TERRENO D'AVVENTURA: la montagna, il mare aperto. Non è necessario normare e regolamentare. I punti di "contatto" tra le persone sono limitati, non vi sono problematiche di conflitto di interessi, di diritti. E quei pochi possono essere gestiti in altro modo. Vi è piena consapevolezza che da quel punto in poi, da quando lasci la macchina al parcheggio, poi è responsabilità tua badare alla tua incolumità. E ciò che ti succederà sarà legato a scelte TUE e non quelle degli altri.


L'incolumità dei cittadini negli spazi condivisi non può esser lasciato al "buon senso". Se vi sono rischi oggettivi ineludibili, si deve intervenire. Il che non vuol dire che il cittadino non debba usare il proprio contributo attivo per ridurre i rischi, tutt'altro. Ma qui siamo di fronte a un rischio STRUTTURALE, che c'è sempre, e per cui non vi sono le informazioni necessarie per le persone per capirlo e per ridurlo.

Che si esca dall'ipocrisia e si vieti quel tratto ai ciclisti o lo si metta in sicurezza. PUNTO. Tutte le altre considerazioni raffazzonate sono da paese del terzo mondo.

Peraltro, che i sindaci dei comuni interessati escano da questo conflitto tra i due neuroni che posseggono. Perchè quel tratto è CONSIGLIATO/RECENSITO alle bici!!!
 

VinciTrail

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si ho sbagliato esempio. :(


seguendo il tuo discorso é potenzialmente rischioso percorrere d'estate in bici qualsiasi strada dolomitica.
infatti molti miei compaesani/valligiani stradisti, quando qui in Fiemme e Fassa è piena stagione turistica vanno sui passi dolomitici solo al tardo pomeriggio o al mattino "presto". E non penso proprio che si sentano degli sfigati per questo..
Rischi meno, c'è meno traffico e ti godi il tuo passo con maggior tranquillità. (psicologica ma proprio anche a livello di rumore, smog ecc..)
 

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Il problema del buon senso è che, vietato o no, andare in gregge sulla 45bis (e strade simili) al di fuori delle competizoni sportive (per le quali, non a caso, il transito veicolare viene vietato) è da imbecilli.
Per me dovrebbe essere vietato, ma se il legislatore non lo fa ci si dovrebbe arrivare da soli al fatto che non è una buona idea farlo.
Invece lo si fa regolarmente e si invoca il "rispetto del CdS", ovviamente da parte degli altri, perché sono sempre gli altri che devono rispettare qualcosa, mai i soggetti interessati.

Tutti gli altri sono problemi minori e gestibili.

Ps: il sindaco può avere competenza, al massimo, sulle sue strade, non sulla provinciale ;-)
 

samuelgol

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seguendo il tuo discorso é potenzialmente rischioso percorrere d'estate in bici qualsiasi strada dolomitica.
Esattamente. Le Dolomiti sono bellissime e tutte da godere anche su strada. Ma non d'estate. E in molti posti d'estate nemmeno fuoristrada. Lì non rischi in prima persona come con le auto ma se sei prudente ti fai due palle come due macigni e se non lo sei rischi di far male a qualche viandante.
Mia moglie è dell'alto bellunese e tutti i miei amici del posto che hanno anche la bdc, la usano solo da marzo a giugno e poi a settembre. A luglio e soprattutto agosto solo mtb o brevi giri bdc fuori dalle strade principali e/o in orari non di traffico.
Io che abito a BZ scelgo i miei percorsi dolomitici anche in funzione di questo, sia in provincia di BZ, che di TN che di Belluno: orari, giorni della settimana e periodi dell'anno.
E pure il giro del Garda lo faccio ogni anno. Tra novembre e febbraio.
 
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infatti molti miei compaesani/valligiani stradisti, quando qui in Fiemme e Fassa è piena stagione turistica vanno sui passi dolomitici solo al tardo pomeriggio o al mattino "presto". E non penso proprio che si sentano degli sfigati per questo..
Rischi meno, c'è meno traffico e ti godi il tuo passo con maggior tranquillità. (psicologica ma proprio anche a livello di rumore, smog ecc..)
mi auto-cito perchè mi è venuta in mente un'altra cosa in ambito MTB..

Lo stesso identico principio dei passi dolomitici lo si può usare in alcune zone ad alta frequentazione di turisti..
Se vai in Val Venegia in mtb nel periodo da inizio luglio a fine agosto, sei un pirla. Ne avresti il pieno diritto, ma sei un pirla.. perchè è pieno di gente a piedi, turisti con ebike a noleggio, bambini con cani liberi che corrono in giro ecc.. per non parlare del parcheggio che l'hanno esteso, e quindi molti risalgono in macchina anche la prima parte della valle fino all'altezza di Malga Venegia.
Ciaoneeee!!!

Quei 2 mesi la evito proprio.. oppure se ci "devo" passare, vado solo la mattina presto o al tardo pomeriggio.
 

Fermo80

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No, perché già ora ce li trovi lo stesso (quantomeno sulle extraurbane).
Il buon senso dovrebbe servire per sopperire laddove la legge non arriva.
 

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infatti molti miei compaesani/valligiani stradisti, quando qui in Fiemme e Fassa è piena stagione turistica vanno sui passi dolomitici solo al tardo pomeriggio o al mattino "presto". E non penso proprio che si sentano degli sfigati per questo..
Rischi meno, c'è meno traffico e ti godi il tuo passo con maggior tranquillità. (psicologica ma proprio anche a livello di rumore, smog ecc..)
si finché le orde di turisti a motore non scopriranno che bello é vedere il tramonto o l'alba dal passo falzarego, o dal sella. Magari anche che é safe lasciar sfogare i preziosi e sudati cavalli alle 3 del mattino.

Sabato il passo manghen era ancora in chiusura invernale. Il mio buonsenso mi ha consigliato che fosse una buona strategia superare il divieto ed inerpicarmi con la mtb lontano dal traffico. Qualche motociclista avrá pensato la stessa cosa nei confronti degli automobilisti.
 

Fermo80

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Su quello ti salva il fatto che la stragrande maggioranza della gente è estremamente abitudinaria e fa le cose sempre nello stesso modo, con ben poca intenzione di cambiarle.
In inverno le mie escursioni sono "si parte tardi e si torna tardi". Tolto il periodo del Covid che ha sovvertito molte abitudini, di solito sono da solo o quasi, anche in zone ben frequentate.
 

alexLith

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La val venegia peró non ha una circolazione veicolare soggetta a regole del cds: é quello che considero terreno d'avventura e quindi come si diceva prima vale un'approcio completamente differente. Pur'io non vado o cerco di non frequentare sentieri classici o affollati a luglio/agosto, anche per evitare che le amministrazioni vengano stimolate a porre dei divieti
 

samuelgol

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No, perché già ora ce li trovi lo stesso (quantomeno sulle extraurbane).
Il buon senso dovrebbe servire per sopperire laddove la legge non arriva.
E spesso la legge non arriva, sebbene gli ignoranti non lo capiscono, perchè non può arrivare.
Le autostrade, ma anche certe strade a scorrimento veloce o certe gallerie sono vietate laddove esiste una alternativa.
Laddove l'alternativa non esiste o non ne esiste una ragionevole, queste strade non sono vietate da nessuna parte.
Facendo l'esempio della mia zona, ci sono le gallerie e le varianti che tagliano fuori i paesi di Laives, Egna e Ora (ma anche quelle della Val di Cembra e una o due della Val di Fiemme), che sono vietate alle bici. Ovvio, c'è la vecchia strada che passa fuori ed è perfettamente percorribile e aperta. Analogamente ci sono le lunghissime gallerie della Val Sarentino e della Val d'Ega e della Val Senales che non sono vietate alle bici perchè la strada vecchia non esiste più o non è percorribile in quanto sbarrata e dismessa e quindi magari si passerebbe anche, ma non in sicurezza. Non si può vietare a mezzi non motorizzati (scarpe, bici, monopattini, motorini di piccola cilindrata), vie di comunicazione che non hanno alternativa.
Sono giorni che si va ripetendo questo concetto a cui certi fenomeni continuano ad essere ostinatamente sordi.
 
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