@alexLith qui si sta facendo casino tra due piani di responsabilità, anche il tuo richiamo al "buon senso" in ambiente lo conferma.
VIABILITA' ORDINARIA, regolamentata: non è terreno d'avventura, è una zona afferente al c.d. "mondo civilizzato", in cui tutta una serie di leggi e regole normano i potenziali conflitti, le zone di sovrapposizione dei diritti delle persone, sancendo dei doveri.
Tu hai il diritto alla incolumità, per cui è necessario normare in modo che altri non possano farti del male. Non si può fare affidamento al "buon senso", altrimenti basterebbe una persona con una sensibilità "insufficiente" (manco esploriamo il campo del doloso/criminale) a porti in pericolo senza che tu ne abbia consapevolezza. Tu che viaggi a piedi/bici/moto puoi essere arrotato dall'automobilista non adeguatamente accorto di distanze di arresto e manovra ad alta velocità. Allora lo costringiamo a conseguire una patente, per verificare che quelle nozioni le abbia almeno una volta nella vita acquisite, e poi imponiamo dei limiti di velocità.
TERRENO D'AVVENTURA: la montagna, il mare aperto. Non è necessario normare e regolamentare. I punti di "contatto" tra le persone sono limitati, non vi sono problematiche di conflitto di interessi, di diritti. E quei pochi possono essere gestiti in altro modo. Vi è piena consapevolezza che da quel punto in poi, da quando lasci la macchina al parcheggio, poi è responsabilità tua badare alla tua incolumità. E ciò che ti succederà sarà legato a scelte TUE e non quelle degli altri.
L'incolumità dei cittadini negli spazi condivisi non può esser lasciato al "buon senso". Se vi sono rischi oggettivi ineludibili, si deve intervenire. Il che non vuol dire che il cittadino non debba usare il proprio contributo attivo per ridurre i rischi, tutt'altro. Ma qui siamo di fronte a un rischio STRUTTURALE, che c'è sempre, e per cui non vi sono le informazioni necessarie per le persone per capirlo e per ridurlo.
Che si esca dall'ipocrisia e si vieti quel tratto ai ciclisti o lo si metta in sicurezza. PUNTO. Tutte le altre considerazioni raffazzonate sono da paese del terzo mondo.
Peraltro, che i sindaci dei comuni interessati escano da questo conflitto tra i due neuroni che posseggono. Perchè quel tratto è CONSIGLIATO/RECENSITO alle bici!!!
Questo percorso vi accompagnerà ad ammirare la meravigliosa Strada della Forra, immersa in un ambiente assolutamente unico nel suo genere. Le dolci pendenze lo rendono accessibile a molti appassionati. - Questo tour propone di percorrere la famosa Strada della Forra, definita da Winston Churchill
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