TrailNinja Le gallerie e gli strapiombi del monte Cengio

GiGaX73

Biker ultra
28/7/23
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Gorizia
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Giant Fathom E+2 Plus 2020
Posto i risultati della mia ricerca, penso che questo possa porre fine alle discussioni in merito alla possibilità di frequentare determinati sentieri CAI in tutto il Veneto. Quelle che seguono sono citazioni delle norme, poi farò una piccola considerazione.

La Regione Veneto, in attesa di una disciplina organica sul cicloescursionismo, ha regolamentato l’uso della mountain bike nelle aree montane al fine di promuovere e sostenere questa forma di turismo in sintonia con le esigenze di tutela del patrimonio naturalistico e culturale della montagna veneta. (L.R. 13/2012 + DGR 1434/2012 -linee guida cicloescursionismo-).

I percorsi ciclo-escursionistici sono pertanto degli itinerari autorizzati progettati sia con finalità di valorizzazione e conoscenza paesaggistica e ambientale del territorio sia con finalità sportive e ricreative.

Per gestore dei percorsi cicloescursionistici si intende il soggetto – o l’insieme di soggetti associati - a carattere privato, pubblico o con diverso profilo giuridico, identificato/i quale responsabile/i della gestione e della manutenzione del percorso.
Al fine dell’ottenimento dell’autorizzazione il soggetto proponente l’itinerario dovrà presentare al comune competente per territorio una domanda completa della documentazione di seguito indicata: (omissis)

i sentieri alpini di cui alla LR 33/02 "Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo" --> per sentieri alpini si intendono i sentieri individuati dalla segnaletica CAI e soggetti alla manutenzione da parte delle competenti sezioni. E’ necessario evidenziare che l’inserimento di un sentiero alpino in un percorso ciclo escursionistico deve essere preventivamente autorizzato. Non necessitano di autorizzazione le mulattiere e la viabilità silvopastorale per i tratti nei quali assumono anche la classificazione di sentiero alpino CAI.

I sentieri alpini CAI, per essere inseriti nei percorsi cicloescursionistici, devono soddisfare le seguenti condizioni tecniche:


  • larghezza minima del fondo viabile, sull’intero tratto interessato, di 1,5 m;
  • pendenza massima del 20% calcolata su un tratto di 2,5-10 m di lunghezza;
  • mantenimento dell’uso promiscuo in sicurezza del sentiero alpino;
  • ridotta velocità da parte dei ciclisti;
  • specifica segnaletica rivolta agli utenti.

Ora bisogna capire se questa norma locale definisce in linea generale l'utilizzabilità di tutti i sentieri CAI veneti da parte delle MTB oppure se è una norma atta a creare soggetti giuridici al fine di stimolare il cicloturismo.
 

Cappellaio Matto

Biker serius
9/6/25
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Italia
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Mondraker
A me sembra lampante che il tema sacralità centra zero ... chi ha sollevato il malcontento lo ha fatto solo perché lì vogliono andarci solo loro a piedi (un po' come la questione dei bikers che non vogliono le elettriche sui loro sentieri) e qualsiasi scusa per attaccare è buona.
Quindi solo intolleranza, egoismo e niente di logico contro i 2 malcapitati di turno sotto i riflettori
 

Treppy

Biker paradisiacus
25/1/21
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Rockrider XC100S
A me sembra lampante che il tema sacralità centra zero ... chi ha sollevato il malcontento lo ha fatto solo perché lì vogliono andarci solo loro a piedi (un po' come la questione dei bikers che non vogliono le elettriche sui loro sentieri) e qualsiasi scusa per attaccare è buona.
Quindi solo intolleranza, egoismo e niente di logico contro i 2 malcapitati di turno sotto i riflettori
Bravissimo!
Si nota un senso di proprietà esclusiva nell'articolo. Tuttavia il Cengio, come tutte le montagne, non sono proprietà nè degli abituali frequentatori nè tanto meno dei residenti limitrofi, ma sono di tutti... o meglio di nessuno! Quindi il cinese in vacanza per la prima volta in Italia ha gli stessi diritti del vicentino che sale sul Cengio sin da bambino.

Ora non so se occorre farglielo capire a certi soggetti oppure se sanno già tutto ma continueranno a sostenere le loro lotte e promuovere l'intolleranza per tentare di inasprire i divieti e godersi i "loro" luoghi come piace a loro.
Qualcosa mi dice che la seconda è la più probabile
 

Brag86

Biker tremendus
21/4/20
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Rovigo
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Megamo Jakar - Orbea Rise - Thok mgHTr
Visto il video.. tra meteo e affollamento del sentiero (pari a zero) non vedo questo dramma dell articolo, anzi.. lo vedrei come una sorta di pubblicità gratuita al luogo (per altro con parti del video dove viene spiegata per bene la storia del posto) .. ma in altopiano non sono poi così portati a spingere l offerta turistica a pedali.. tranne rari casi avrebbero un potenziale enorme ma non viene (secondo me per loro volontà) sfruttato! Poi gli articoli vengono scritti per ricevere click, quindi in chiave drammatica, il che attira i click!
Se ogni tanto Mike e ude facessero sentieri più semplici mi farei volentieri 2 3 ore di auto per andarli a provare !
 

LoreDalla

Biker popularis
23/1/16
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Online ho trovato questo.

Attualmente non esiste un divieto esplicito e formale al transito delle MTB sul Monte Cengio, ma il percorso, specialmente la zona delle gallerie e del salto del Granatiere, è un sito monumentale sacro, frequentatissimo da escursionisti. È fondamentale procedere con estrema cautela, dando sempre la precedenza ai pedoni e rispettando il luogo.

Quindi...
L.R. 14/92 e DGR 1434/2012 leggili e capirai.
 

iron.mike83

Redazione
10/7/07
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Soraga di Fassa
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Trek Fuel EX
L.R. 14/92 e DGR 1434/2012 leggili e capirai.
Lore conosco la legge da te riportata e come hanno già fatto notare qui sopra, in merito alle bici afferma questo:

I sentieri alpini CAI, per essere inseriti nei percorsi cicloescursionistici, devono soddisfare le seguenti condizioni tecniche:

  • larghezza minima del fondo viabile, sull’intero tratto interessato, di 1,5 m;
  • pendenza massima del 20% calcolata su un tratto di 2,5-10 m di lunghezza;
  • mantenimento dell’uso promiscuo in sicurezza del sentiero alpino;
  • ridotta velocità da parte dei ciclisti;
  • specifica segnaletica rivolta agli utenti.

La Granatiera del Cengio, essendo a tutti gli effetti più una strada (se metti la bici di traverso ce ne stanno forse due) che un sentiero, con poca pendenza (tranne forse qualche punto all'interno della galleria) non rientra nel suddetto divieto, oltre a non esserci nessuna segnaletica che lo indica. Paradossalmente, sarebbe (e uso il condizionale perchè questa legge veneta praticamente non viene quasi mai applicata se non quando gli fa comodo a qualcuno) più vietato, il sentiero che abbiamo fatto dopo per scendere. Perdonami ma non capisco il tuo punto di vista, se sbaglio prova a spiegarmi, grazie.
 
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gabriele(76)

Biker tremendus
30/8/12
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LO
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Spectral
Negli anni '30 del secolo scorso la Svizzera aveva vietato di scalare l'Eiger, perché troppo difficile e pericoloso, ma soprattutto inutile. La Svizzera non comprendeva pienamente cosa fosse l'alpinismo, e infatti a quell'epoca alpinisti forti svizzeri scarseggiavano.
Gli alpinisti del tempo fecero sempre il gesto dell'ombrello. E la Svizzera non intraprese nessuna azione contro di loro.

La regione veneto è sulla falsa riga della Svizzera di 100 anni fa. Non comprende il valore della montagna perché si ostina a non voler comprendere cosa sia la multi dimensionsionalità della montagna.

Immaginate se la regione vietasse di arrampicare fuori da linee appositamente predisposte e approvate. La pagina dello Scarpone e la rivista del CAI dedicata alle nuove ascensoni sarebbe una pagina bianca.
 

marco

Herr Kaleu
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Negli anni '30 del secolo scorso la Svizzera aveva vietato di scalare l'Eiger, perché troppo difficile e pericoloso, ma soprattutto inutile. La Svizzera non comprendeva pienamente cosa fosse l'alpinismo, e infatti a quell'epoca alpinisti forti svizzeri scarseggiavano.
Gli alpinisti del tempo fecero sempre il gesto dell'ombrello. E la Svizzera non intraprese nessuna azione contro di loro.

La regione veneto è sulla falsa riga della Svizzera di 100 anni fa. Non comprende il valore della montagna perché si ostina a non voler comprendere cosa sia la multi dimensionsionalità della montagna.

Immaginate se la regione vietasse di arrampicare fuori da linee appositamente predisposte e approvate. La pagina dello Scarpone e la rivista del CAI dedicata alle nuove ascensoni sarebbe una pagina bianca.

Non so se sei stato ultimamente sull'Alto Garda (Trentino), dove vivono di turismo, in gran parte legato alla mountain bike. È un divieto unico. Lo scorso anno sono rimasto sbalordito dal numero di cartelli che ho trovato su sentieri che ho percorso tante volte in passato. Come dici tu, è miopia dei politici, che però vengono eletti da persone altrettanto miopi, basta vedere la reazione a questo video.
Secondo loro i sentieri si fanno a piedi, punto. Non conta il fatto che poi non ci vadano, ma nella loro testa è così. Piuttosto li arano per farci una strada che li porta alla malga in auto a ferragosto.

Contro questa gente il gesto dell'ombrello è dovuto.
 

samuelgol

Bürgermeister des Waldes
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Posto i risultati della mia ricerca, penso che questo possa porre fine alle discussioni in merito alla possibilità di frequentare determinati sentieri CAI in tutto il Veneto. Quelle che seguono sono citazioni delle norme, poi farò una piccola considerazione.



Ora bisogna capire se questa norma locale definisce in linea generale l'utilizzabilità di tutti i sentieri CAI veneti da parte delle MTB oppure se è una norma atta a creare soggetti giuridici al fine di stimolare il cicloturismo.
La norma che citi non parla di divieto di percorrenza. Parla che per organizzare qualcosa di gruppo, comunque qualcosa di organizzato, si deve chiedere un permesso e il percorso deve rispondere a quei requisiti. A parte che ho fatto diverse gare mtb in Veneto, ovviamente autorizzate, incluso un mondiale marathon e non tutto il percorso rispondeva a quei requisiti, direi che nel caso del video in questione non c'era nulla di organizzato da parte di nessun organizzatore e dunque quella norma non riguarda.
So che ce ne è un'altra che vieta comunque la percorrenza in bici di quei percorsi che non rispondono a quei requisiti che richiama quella norma. Ma non è quella che hai citato tu che può riguardare questo video.
Riguardo al video credo sia vietata la seconda parte sostanzialmente, per ragioni di larghezza e pendenza. Non la prima che per essere vietata dovrebbe avere un divieto esplicito e specifico (come ad esempio Monte Piana sopra Misurina e la zona della 3 Cime o del Parco delle Dolomiti di Ampezzo).
 
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Matteo_Harlock

Biker tremendus
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E allora ditelo che siete disfunzionali.
Adesso vi lamentate dei divieti che si stanno diffondendo a macchia d'olio.

Dopo aver pubblicato un contenuto divisivo che presta il fianco alle critiche, e aver interagito con chi sollevava dubbi nel modo in cui abbiamo visto sopra. Ovvero con toni ancora peggiori di chi interveniva.

Ripeto, non fa assolutamente bene alla causa questo atteggiamento.
E' funzionale solo a compattare le fila dei fedelissimi.
 

marco

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E allora ditelo che siete disfunzionali.
Adesso vi lamentate dei divieti che si stanno diffondendo a macchia d'olio.

Dopo aver pubblicato un contenuto divisivo che presta il fianco alle critiche, e aver interagito con chi sollevava dubbi nel modo in cui abbiamo visto sopra. Ovvero con toni ancora peggiori di chi interveniva.

Ripeto, non fa assolutamente bene alla causa questo atteggiamento.
E' funzionale solo a compattare le fila dei fedelissimi.

si va bene, torna a scrivere pensierini su Facebook.
 
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marco

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povero 661, mitico ricordo di tante avventure :-(

ma lascia perdere, tutto vietato, e poi c'è qualcuno qui dentro che dice anche "fate i bravi, non dite niente", ci potrebbero vietare i sentieri. Sembra di parlare alle monache, e dire che la mountain bike era nato come sport ribelle alle regole del bitume, adesso siamo qui a cagarci addosso per un video fatto su una carrareccia.
 

Matteo_Harlock

Biker tremendus
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si va bene, torna a scrivere pensierini su Facebook.
Te lo lascio qui, mi sa che prima o poi ne avrai bisogno:

Come Imprenditore Seriale, tramite Samadhi Holding ho fondato The Fool, la società italiana leader di Narrative Governance e Reputazione, co-fondato The Magician un atelier di Advocacy e Gestione della Crisi, LT42 la Italian legal-tech company oltre ad essere Founding Partner dello Studio Legale 42 Law Firm, lo studio legale dell’Innovazione.
Ovvero gestore delle crisi reputazionali. Visto che di fatto di social e di media ci lavori, pestare una merda ti può costare più caro che a uno che "scrive pensierini su Facebook"

Comunque non è che si deve "stare zitti", ma si deve essere inattaccabili e portare argomenti VALIDI, con modi e toni che non diano il fianco ai detrattori per ottenere il consenso dei "neutri", dei non praticanti e non schierati. E' così ovvio da esser perfino banale.
 

samuelgol

Bürgermeister des Waldes
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si va bene, torna a scrivere pensierini su Facebook.
Su quello però la penso così anche io Marco.
Se facciamo incazzare il nemico (a prescindere che secondo me il nemico HA TORTO) ci rimettiamo noi perchè il nemico è più forte numericamente e per questo è appoggiato da chi decide (politici che introducono divieti, in cambio di approvazione, consenso e voti).
Questa è la stessa storia di un altro utente storico che postava foto e video di robe vietate. Era apprezzato da noi appassionati, ma era una pubblicicità che se vista da occhi esterni, non ci faceva bene. (recentemente una foto del giorno era su una pista da sci con uno sciatore che cadeva alla vista del biker. Anche quella non una gran trovata imho).
Come detto sono il primo che nei decenni ha fatto ogni sorta di percorsi (pretestuosamente e immotivatamente) vietati quindi il punto secondo me non è farli o non farli, ma mantenere un profilo più basso su certi percorsi in fatto di pubblicizzazione.
 

marco

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Ovvero gestore delle crisi reputazionali. Visto che di fatto di social e di media ci lavori, pestare una merda ti può costare più caro che a uno che "scrive pensierini su Facebook"

Comunque non è che si deve "stare zitti", ma si deve essere inattaccabili e portare argomenti VALIDI, con modi e toni che non diano il fianco ai detrattori per ottenere il consenso dei "neutri", dei non praticanti e non schierati. E' così ovvio da esser perfino banale.

ancora? Questo sito è online da 25 anni e c'è un motivo per cui è seguito: non è mai stato a 90°, né con le aziende, né con le amministrazioni pubbliche. Ai tempi uscì un casino proprio sull'Alto Garda per la nostra protesta contro la SAT, tanto che incontrai anche l'allora assessore al turismo di Arco. Servito a qualcosa? No.

Ripeto, vai a fare il moralizzatore dalla tua paginetta facebook, non mettendoci né il nome né la faccia.
 
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Treppy

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Su quello però la penso così anche io Marco.
Se facciamo incazzare il nemico (a prescindere che secondo me il nemico HA TORTO) ci rimettiamo noi perchè il nemico è più forte numericamente e per questo è appoggiato da chi decide (politici che introducono divieti, in cambio di approvazione, consenso e voti).
Questa è la stessa storia di un altro utente storico che postava foto e video di robe vietate. Era apprezzato da noi appassionati, ma era una pubblicicità che se vista da occhi esterni, non ci faceva bene. (recentemente una foto del giorno era su una pista da sci con uno sciatore che cadeva alla vista del biker. Anche quella non una gran trovata imho).
Come detto sono il primo che nei decenni ha fatto ogni sorta di percorsi (pretestuosamente e immotivatamente) vietati quindi il punto secondo me non è farli o non farli, ma mantenere un profilo più basso su certi percorsi in fatto di pubblicizzazione.
Ma il film l'hanno fatto sui 300 spartani, non sul milione di persiani :rock-it: